Slow Smoking

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Tabacco’s Review

5 Year Matured Virginia

(Robert McConnell – Heritage)

Miscela: Virginia, Orientali

Taglio: Ribbon

Forza: Medio

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 23 Euro

Room note: Piacevole-Tollerabile

VOTE: 7.5

Uscito in coppia con il Ready Rubbed, ed a distanza di un po’ di tempo dalla prima serie heritage, il 5 years matured virginia, è la riproposizione dell’omonimo tabacco Dunhill. Di primo impatto direi che mi ha ricordato, della stessa collezione heritage, il regent street, stessa durezza dei virginia, stessa tostatura, stessa spinta nicotinica, piena, riempitiva, saporito ma decisamente sbilanciato sulla nota rude ed amara dei virginia e non c’erto su quella aromatica. Con il ready rubbed condivide poco a mio dire, non che dovesse ovviamente, ma in alcune recensioni di questo tabacco, i due vengono messi a paragone, sarà perche McConnell li ha portati insieme sul nostro mercato, sarà per la pari composizione di virginia ed orientali, fatto sta che per me i due tabacchi viaggiano su due piani differenti e certamente rispondono a fumatori con gusti estremamente diversi. Alle note nocciolate, dolci, piacevoli del ready rubbed, qui viene messa in campo tutta la tostatura di virginia belli carichi; alla bassa carica nicotinica del Rubbed, che potremmo definire da tuttogiorno, qui c’è un tabacco che si fa sentire, assolutamente da non assumere a stomaco vuoto, ma meglio post pranzo o cena, ed anche di un certo livello. Anche gli orientali incidono in maniera molto diversa, nel Rubbed, ammorbidiscono ancora di più i virginia, li insaporiscono, li speziano, li addolciscono in qualche modo, qui invece li ho sentiti davvero poco presenti, surclassati quasi del tutto dalla forza del blend. L’odore è fruttato, di una frutta matura, dolce, lascerebbe intendere dei virginia di pari sapore anche in fumata, ed invece no, la virata è potente, completa, un 180° che spiazza in partenza e va gestito per non rimanerne delusi. Merito al master blender che usando probabilmente tabacchi di ottima qualità permette, ai sapori di rimanere vividi sino all’ultimo puff, non si perde mai questo tabacco, anche se rimane tendenzialmente stabile come sapori, forse a metà fumata la parte più rude e forte viene un pò a lasciare il passo all’anima più dolce dei virginia e degli orientali, ma non dura tanto, e tempo qualche tiro, torna nuovamente da dove era partito, offrendo agli amanti dei sapori più amari qualcosa di decisamente interessante. Eccezionale come sempre la conservazione, non è un tabacco ne che scalda, ne che tende a fare acqueruggiola, ottimo in fornelli ampi, capienti, magari senza pressarlo troppo, lasciando respirare il tabacco in fumata offre il meglio di se e si pone nella gamma dei “virginia che non ti aspetti” uno da palco d’onore.

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Tabacco’s Review

656 Aged Burley Flake
(Solani)

Miscela: Brazilian Leaf (Virginia), Burley, Kentucky

Aromatizzazione: Cioccolato

Taglio: Flake

Forza: 3/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 29.50 Euro

Room note: Tollerabile

VOTE: 7.5

Tabacco che pare essere estremamente apprezzato oltre oceano, finalmente disponibile anche in Italia da Autunno 2021. Prodotto da Kohlhase&Kopp è arrivata in concomitanza con il burley flake e gli altri tabacchi della collezione HH di Mac Barnen, ed a detta di chi ne sa più di me, leggasi “il Pipatore in america” che vi invito a seguire su youtube, è il secondo vero tabacco a base burley di cui possiamo disporre. Il paragone con il Mac Baren è d’obbligo, non solo per la contemporaneità dell’arrivo sugli scaffali nostrani, ma perché in effetti i punti in comune ed anche di distinzione ma basati su similitudini di composizione sono evidenti. Interessante la Tin tonda, ma con dentro il tabacco stipato per una confezione quadrata, che in effetti è il suo involucro naturale almeno per il mercato americano. All’apertura di tin, il sentore di miele e cioccolato è chiara, dolce, erbacea, piacevole in generale ed invitante davvero, le fettine di flake sono composte, non spesse ma certamente più larghe di quelle Mac Baren, umide al punto giusto, e pronte per un’immediata carica. Acceso però le sue caratteristiche cambiano notevolmente. Innanzitutto la nota di aromatizzazione al cioccolato, dichiarata dal produttore si ferma su carta e come detto all’olfatto, in fumata non c’è alcunché di aggiunto se non le classiche note di cacao che pero i tabacchi burley sprigionano tante volte naturalmente. Scordatevi comunque virginia-burley simil dolci, come un park lane 7 per capirsi, qui siamo su note ben differenti, piene, riempitive, dirette. Anche il citato kentucky è un mancante allì’appello, probabilmente utilizzato come insaporitore, sinceramente non incide mai in fumata, ma forse regala un pò di corpo alla mixture. Rispetto al prodotto HH però questo Solani è meno rustico, e genericamente più raffinato e delicato, riesce ogni tanto a rilasciare la sua nota anche più aromatica, più dolce, anche se tendenzialmente è sempre in seconda battuta rispetto all’altra sua anima più tostata. Il tabacco in generale mi è sempre risultato piacevole alla fumata, in ogni momento del giorno, certo, rispetto al Burley Flake HH, qui il carico nicotinico è più elevato, riempie e lo fa in maniera più subdola se vogliamo, perché nascosta dalle sue note più ammorbidite ed aromatiche, più vicino all’old dark fired in tal senso, posizionandosi come una via di mezzo interessante tra i due prodotti Mac Baren. Nulla che provochi un particolare rischio sulla fumata singola, ma non ho mai potuto riaccenderlo in sequenza, dovendo sempre un minimo smaltire l’accumulo nicotinico della prima fumata. Complessivamente dunque brucia in modo pulito, regolare e richiede solo alle volte alcune riaccensioni. La nota ambientale è a suo favore, non impesta l’ambiente, anzi lascia un piacevole odore di buon tabacco nell’aria. Non è mutato particolarmente che io lo abbia fumato in pipe dal fornello più o meno generoso, la sua resa è costante, sicura, una certezza insomma. Credo infine che la preferenza per questo o il burley flake HH sia in fondo questione di gusto personale, io però ho decisamente gradito di più il Solani, l’ho trovato più complesso nelle sue evoluzioni e nei suoi aromi, ed al netto del livello nicotinico, che avrei preferito un pizzico più basso, ho apprezzato molto anche il suo altalenare tra l’anima rustica e quella dolce, che accontenta un po’ tutti.

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1792 Flake

 (Samuel Gawith)

Miscela: Virginia, Kentucky

Aromatizzazione: Kendal, Fava di Tonca

Taglio: Flake

Forza: 4/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 8

Torno a fumare questa vera eccellenza Gawith dopo davvero tantissimi anni. Nella lista dei 5-6 tabacchi Gawith che sono state vere perdite per il nostro mercato non c’è dubbio che il 1792 flake occupa un posto di rilievo. Non parlo tanto per il mio gusto personale, che non è orientato esattamente per questo tipo di sapori, ma oggettivamente qui siamo su livelli qualitativi altissimi. Parliamo di un Virginia-Kentucky, ma della serie kendal, quindi con questa aromaticità floreale molto piacevole e capace di dare al tabacco delle evoluzioni di sapore interessanti. La casa inglese dichiara anche una presunta aromatizzazione alla fava di tonca, che al netto di chi realmente sappia di che parliamo senza googolarla, tra cui il sottoscritto, sarebbe una specie di dattero tropicale, il cui sapore è pero sarebbe molto simile alla mandorla. Ecco qui scordatevi proprio queste sfaccettature delicate, perche il 1792 è un tabacco tosto, tostissimo anzi, dove lo stallatico e la legnosità del kentucky spingono su tutta la linea, amalgamati con un ottimo virginia ma di non di stampo zuccherino, direi molto piu vicino a quello del Full Virginia Flake. La nota floreale c’è e si sente, pervade la fumata e gli da quel tocco in più, andando e venendo, e senza mai stancare. Corpo pienissimo per questa mixture di Gawith che forse assieme al brown n.4, al darkland ed al dark bird eye è probabilmente tra i più nicotinici di tutta la prodizione, e va gestito solo se siete stomaci forti. Difficilissima fumabilità, direi impossibile tenuto flake, come da tradizione dei tabacchi della casa inglese, va fatto arieggiare a lungo, poi va sbriciolato, e solo a quel punto caricato con estrema attenzione e senza pressare troppo. Una volta però avviata la combustione brucia piuttosto bene e senza grandi intoppi. Da provare, senza se e senza ma, se poi siete dei buoni “incassatori” di nicotini, ed amate il genere virginia-kentucky, potrebbe diventare una vera e propria droga!

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Tabacco’s Review

131 Red Label

 (Solani)

Miscela: Virginia, Burley, Black Cavendish

Aromatizzazione: Whiskye

Taglio: Ribbon

Forza: 1.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 29.50 Euro

Room note: Piacevole

VOTE: 5.5

Era un pò di tempo ormai che non aprivo una latta di Solani, avendo esaurito già le affumicate ed i naturali della serie dichiaratamente tali già dallo scorso anno, e le cui recensioni le trovate su questo blog. Della serie di Solani venduti quindi in Italia, mi mancavano un paio di blend, e questo Red Label mi incuriosiva molto, perché notoriamente un aromatizzato ad una bevanda alcolica come il whiskye in genere non lo è in realtà, ed anzi spesso si può rivelare un ottimo blend aromatico. Solani poi devo dire che ha importato una linea di ottima qualità, su tutte per me il 633 Virginia Flake, ma anche la 779 EM non è niente male. Ecco il 633 ad esempio, che mi è piaciuto moltissimo, soprattutto per l’incidenza di un perique eccezionale, si dichiara essere un blend con una topping al rum e mela, ma in realtà la nota alcolica incide solo positivamente come aromaticità generale che non lo rende affatto un aromatizzato, e la mela si traduce invece in una maggior dolcezza dei virginia, dunque la mixture in generale l’ho trovata davvero ben bilanciata soprattutto per gli amanti dei naturali. In poche parole tutto l’opposto della 131, che permettetemi di dire, è una vera truffa ai danni dell’ignaro consumatore. Si tralasci il fatto che per fortuna l’ho rimediata in Germania, pagandola circa 12 euro, perché se l’avessi comprata da noi a 30 sinceramente non l’avrei presa altrettanto bene. Perché dico questo? Perché si dichiara una aromatizzazione al whiskye, e ci si ritrova un panettone fruttato ai limiti dell’indicibile. Mi ha ricordato moltissimo il B.C Cavendish di Gawith o il Celtic Talisman, ma con la netta differenza che in questi due l’aromatizzazione è quella delicata di stile inglese che non impatta prepotentemente sui sapori, qui siamo ai limiti di un chimicone tutto frutta rossa, che nemmeno gli amanti della peggior bustona di tabacco a 10 euro. E’ sinceramente vergognoso spacciare un prodotto per quello che non è, ma dove sarebbe la nota alcolica? di whiskye poi? Qui di alcolico non c’è nulla, e se anche ci fosse sarebbe sommerso dalla prepotenza dei sapori fruttati, che coprono ovviamente anche il virginia ed il burley, di contorno al panettone natalizio, che sicuramente potrebbe piacere si, ma a coscienti consumatori che vengono messi chiaramente di fronte a quello che stanno per acquistare. La stranezza è che visti alcuni video di piper internazionali, perche in italiano non troverete nulla, e lette varie recensioni sul web, c’è chi esalta proprio la nota del whiskye, ecco ora io non so a cosa siano abituate queste persone, ma se come me il whiskye è quello scozzese o irlandese, un Oban o un Laphroaig, alla peggio un Akashi giapponese, più scarico di affumicatura, ma pur sempre con una nota marcata da whiskye, cosa diavolo abbia bevuto questa gente io proprio non lo capisco. Ovviamente come ogni buona aromatizzata, scalda come un forno a legna se non gestita accuratamente, anche se l’irritazione in bocca è lievemente ridotta forse per la qualità tutto sommato non indegna dei tabacchi utilizzati. Nicontinicamente scarico, ha una fumabilità egreggia, l’umidità è perfetta sin dall’apertura, quindi questi non sono certamente difetti, ed anzi ne fanno una miscela certamente adatta alla mattina, oppure ad un post pasto dolce. Anche l’aroma nell’ambiente non farà storcere il naso a nessuno, lasciando questa scia di frutta rossa che non può che far piacere ai vostri vicini. Consigliabile fumarlo in fornelli più ampi, dove soprattutto nell’ultimo terzo di fumata, scende leggermente la nota fruttata e qualcosa di burley o virginia lo riuscite a sentire, forse! In conclusione bocciato per me, non tanto per i suoi sapori generali, se vi piacciono le botte aromatizzate di frutta, avete gradito i Gawith che citavo prima, od anche l’Amphora Black Cavendish ad esempio, prendetelo potrebbe soddisfarvi parecchio, ma non è accettabile la sua descrizione di sapori, ripeto la trovo una truffa bella e buona che andrebbe assolutamente segnalata almeno dal tabaccaio che ci tiene ai suoi clienti, in particolare se questi sono italiani e cacciano 30 euro per comprare questa roba!

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Tabacco’s Review

3 Noggins

 (Rattray’s)

Miscela: Virginia, Latakia, Oriental/Turkish Black Cavendish

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: scatola 100gr

Costo Italia: 40 Euro

Room note: Tollerabile

VOTE: 6.5

La prima curiosità che mi viene su questo tabacco è il perché del nome, 3 zucche? Ho cercato molto sul web ma non è sicuramente un tabacco molto “social”, in italiano c’è davvero poco, questa recensione è una delle pochissime in lingua, il mio video su youtube, ad oggi Aprile 2023, l’unico. In lingua inglese non è che si trovi poi molto di più, e se devo dirla tutta neanche mi trovo particolarmente d’accordo con quanto se ne dice in generale. Classica Modern English direi, un blend di virginia, latakia, orientali/turchi e black cavendish, non tantissimo a direi il vero, già dal colore del tabacco che rimane tendente al chiaro, con un classico odore di affumicata con una torbatura non eccessiva, ma comunque marcata. All’apertura della tin, in Italia esclusivamente in formato da 100gr, mentre credo che all’estero sia commercializzato anche in 50gr, l’umidità è giusta, ma se fumato con troppo veemenza rilascia parecchia acqueruggiola, va quindi gestito con cadenze leggere e regolari. Tobacco review e non solo, lo indicano come un tabacco dalla forza media, tendente al forte, ma in verità io l’ho trovato un tabacco decisamente equilibrato con un corpo medio-basso, che non colpisce mai alla testa ed allo stomaco, anche se fumato ripetutamente. L’altra nota che mi ha colpito è il carico di affumicatura, rispetto agli odori a crudo in fumata all’inizio quasi faticavo ad avvertirne la presenza. Leggerissima la nota affumicata quindi, la mixture lascia decisamente più spazio al virginia, al black cavendish ed agli orientali. In effetti con il passare dei giorni, ed un leggero seccarsi del tabacco, il tono latakioso è leggermente cresciuto, ma comunque senza mai divenire un protagonista assoluto. Lo paragonerei per capirsi ad un early morning oppure ad un boutique blend di Mcconnell, siamo quindi su un livello da tuttogiorno, piacevole e mai pesante, anche se la sua comparazione inevitabile ed essenziale è con il “fratello” 7 Reserve, stessa composizione, stessa linea, stesso brand, e sul quale lo stesso produttore dice testualmente: “Un tabacco con tutte le proprietà di fragranza del 7 Reserve, ma ancora più corposo, cosi come richiesto dai clienti”. Non saprei se la nascita di questo tabacco abbia davvero avuto una genesi del genere, a memoria però ricordo il reserve, contrariamente a quanto affermato da Rattrays, più ricco in termini di sapori e di evoluzioni degli stessi, in generale mi è piaciuto di più, ma qui siamo nel consueto campo della soggettività e quindi per trovare il vostro favorito dovete necessariamente provarli entrambi, perche a conti fatti sono due mixture davvero molto simili tra loro. Nota negativa primaria, che non ricordo nel 7 reserve, quanto meno non in maniera cosi marcata, è che non è un tabacco che va fatto scaldare, pena ustione della lingua, causa cavendish, e perdita quasi completa dei suoi sentori. E’ quindi si una ottima tuttogiorno, ma da fumare con calma, senza frenesia, in serenità, cosi ci restituirà il meglio dei suoi aromi. In chiusura non saprei se consigliarla, a 40 e passa euro a maggior ragione, ma certamente se la linea rattrays del reserve, black mallory, red rapparee vi è piaciuta, il 3 noggins chiude egregiamente il cerchio e vi permette di avere una panoramica completa sulle modern targate Rattrays, di cui tutto si può dire, ma non che manchino di carattere e personalità!

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633 Virginia Flake

 (Solani)

Miscela: Virginia, Perique

Aromatizzazione: mela, rum , miele

Taglio: Flake

Forza: 2.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 29.50 Euro

Room note: Piacevole-Tollerabile

VOTE: 8

Ormai al quarto Solani provato della nuova collezione importata da noi in Italia lo scorso autunno 2021 mi sento tranquillo di affermare che ne abbiamo certamente guadagnato in qualità. Mi mancano ancora le miscele dichiaratamente piu aromatizzate, ma sulle affumicate e sui naturali, con questo Virginia Perique ho completato il cerchio e posso ritenermi più che soddisfatto. Cominciamo subito con il dire che i flake di Solani, per fumabilità, umidità e taglio, sono decisamente tra i migliori del mercato, forse secondi solo a quelli macbaren, ma solo perché di quest’ultimi apprezzo il taglio più piccolo che trovo più comodo. All’apertura, oltre ad apprezzare il colore chiaro dei flake di virginia ma ben mescolati con il perique, anche gli aromi al naso sono eccezionali, certamente si avverte una nota di fruttato, non saprei se sia mela, ma ci stanno. C’è anche il miele, palesemente, ma non a livelli “panettonici” semplicemente sta li ad ammorbidire, completare e compensare tutti i classici sentori dei virginia. Rum non pervenuto, e sulla nota alcolica nulla cambierà in fumata, totalmente assente. Acceso in pipa conferma che non è per nulla catalogabile come aromatizzato, alcuni sapori persistono, certamente un retrogusto di miele, ed una addolcitura dei virginia alle volte fruttato, ma il topping è fatto egregiamente e non si discosta poi di tanto da sentori che potrebbero dare i tabacchi anche senza alcun aroma aggiunto. Totalizzante e grandioso il perique, è lui il grande protagonista di questo blend, e quello che ne genera tutte le sue evoluzioni, arricchendo comunque una base di virginia strepitosi, ai quali Solani per carità ci ha già abituato con le altre sue mixture, non ultima l’aged burley, ma l’evoluzione del “principe della Louisiana” qui è maestosa. Piccante nella prima metà fumata, si tramuta man mano in peposo e speziato, alle volte in chiusura però torna ancora la piccantezza a disegnare una onda evolutiva davvero di grande pregio. Come qualità, persistenza e caratterizzazione del perique, questo tabacco è secondo solo all’immenso Bayoy Morning di Cornel&Diehl, oggi non più importato in Italia, ma chi lo ha provato sa di cosa sto parlando. Se poi a questi sapori buonissimi ci andiamo a mettere tutti gli aromi sprigionati dai Virginia, siamo davvero a cavallo, un Virginia che invece mi ha molto ricordato il Pure Virginia HH di Mac Baren, soprattutto per la sua dolcezza naturale ed i suoi sentori di crosta di pane. Nicotinicamente medio-leggero, un tabacco che non riesco a fumare in sequenza, ma dopo poco tempo tra una fumata e l’altra posso riaccenderlo. Con queste caratteristiche è un ottimo compagno anche lontano dai pasti, o dopo pasti leggeri, un aperitivo, un dolce nel pomeriggio. C’è chi attribuisce rischio di irritazione in bocca a questo tabacco, in effetti se fumato ripetutamente e non gestito in termini di calore potrebbe provocare maggiormente questo rischio, mi è successo ad esempio in un pomeriggio in cui ho potuto accenderlo in pipa due o tre volte nell’arco di 4 ore. Ma quando l’ho fumato regolarmente ed in maniera scadenzata e distanziata nella giornata è un problema che non ho mai riscontrato. Forse abbiamo finalmente l’erede del Bayou morning, forse abbiamo finalmente un virginia-perique che rende realmente onore a questo secondo tabacco, un riferimento per la categoria almeno in Italia ed un tabacco che dovete mettere in lista e provare assolutamente.

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7 Reserve

(Rattrays)

Miscela: Virginia, Latakia, Oriental/Turkish, Black Cavendish

Aromatizzazione: none

Taglio: ribbon

Forza: 2/5

Confezione: 100gr

Costo Italia: 40 Euro

Room note: Piacevole

VOTE: 7

Della stessa casa e di pari composizione il 7Reserve è il fratello, un pizzico più leggero del black mallory e del Red Rapparee, dei quali trovate le recensioni su questo blog. Cosa cambia tra le tre modern mixture di casa Rattrays, e quindi composizione sempre uguale: virginia, latakia, orientali turchi e black cavendish, sostanzialmente un po’ la forza nicotinica, che nell’ordine dal più intenso a scendere ordinerei cosi: black mallory, red rapparee e 7 reserve, e forse anche per l’apporto aromatico dato dagli orientali, probabilmente mescolati in percentuali diversi tra le tre miscele, e dal black cavendish, quest’ultimo più marcato nel black mallory, meno protagonista nelle altre due. Chiuso un doveroso paragone tra queste tre miscele cosi simili della stessa casa, mi pongo sicuramente il tema di una scelta non chiarissima in verità, ed anche un pò confusionaria perché forse provare a differenziare un pò i blend non sarebbe poi una cattivissima idea. Concentriamoci allora su questo 7reserve, che in generale mi ha convinto e mi è piaciuto. Profumato sin dall’apertura, c’è quella punta acidula di odori dati dal black cavendish, ed un buon latakia ovviamente presente e caratterizzante. Nessun problema di umidità, la conservazione è perfetta ed in pipa brucia egregiamente, non evolve in maniera eccezionale, e regala sino all’ultimo puff un buon sapore ed odore. Perde qualcosa se lasciato scaldare troppo, mi è successo qualche volta di fumarlo in giornate ventose, e salendo troppo la temperatura, tende all’amaro, perde i sentori piacevoli degli orientali, e non è più cosi buono come fumato in maniera “protetta” da agenti atmosferisci avversi, o da tiratori di sigaretta bramosi di nicotina. Quest’ultima, riprendendo il tema citato prima, è bassa, e rende la miscela un’ottima tuttogiorno, capace di accompagnarci anche nei periodi caldi, quando tendenzialmente la voglia di fumare miscele affumicate può venire meno. Aromatico, piacevole, con un black cavendish che non influisce sulla dolcezza, ma si mescola bene con gli orientali e tiene il livello del latakia sotto controllo, senza mai fargli prendere il sopravvento, soprattutto nelle sue note più terrose, più rustiche e stridenti. Sinceramente sotto i 20 euro in Italia, se parliamo di qualità non c’è tantissimo, i rattray’s si posizionano davvero bene in questa fascia di mercato ed offrono un prodotto buono, mai top di gamma, ma mai nemmeno deludente. Perché però scegliere proprio questo 7reserve rispetto ai due partner della stessa casa, non mi è facilissimo dirlo, ma devo ammettere che io l’ho subito paragonato al famigerato early morning, o meglio, se l’early è la English mixture classica per eccellenza in termini di tuttogiorno, questo 7 reserve si posiziona bene per essere la modern english per eccellenza tra i tuttogiorno. Tabacco da avere in cambusa, per una fumata senza grandi pensieri, senza enormi aspettative, ma solo per i sapori piacevoli, la resa ottimale e la possibilità di accenderlo sempre, senza problema di sorta in termini di fumabilità. Io tra i tre lo metto in cima, e sarebbe quello che ricomprerei, ma qui siamo davvero sul gusto personale, quindi l’unico suggerimento che mi sento di dare in chiusura è: se vi aggradano le affumicature leggere, o se gradite le modern english con dei cavendish che non incidono particolarmente sui sapori, allora provateli tutti e tre e scegliete il vostro “must to have”.

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70’s Anniversary

 (Brebbia)

Miscela: Virginia, Latakia, Orientali, Burley

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 1.5/5

Confezione: 50gr

Costo Italia: 24 euro

Room note: Tollerabile

VOTE: 7

Quando ho approcciato questa EM di casa Brebbia, ero in parte dubbioso, i social del fumo lento, i forum e i gruppi su facebook lo descrivevano tutti come una EM molto leggera, senza eccezionalità di nessun tipo. Con questo spirito l’ho comprata, seguendo la consueta strada di farmi una mia personale idea su un tabacco, e credo di aver fatto proprio bene. Confermato senza riserve tutto ciò che riguarda la leggerezza di questa EM, è decisamente un’ottima tutto giorno, ma non è solo questo. Paragonabile all’Early Morning, anche nella sua forma odierna del Boutique Blend, si difende egregiamente tra questi e sicuramente a gusto non ha molto da invidiargli. Buono e leggero il latakia, che c’è, ma sullo fondo, a dare quel tono di affumicato mai aggressivo, mai predominante. Buonissimi gli orientali, speziati, aromatici, a tratti dolci. Completano il tutto un buon virginia associato al burley, quest’ultimo a dire il vero ho un po’ faticato a ritrovarlo come sapori, forse per la quantità utilizzata o forse perché volutamente inserito nel blend più da contorno che non da protagonista. Caricamento stra-facile, non perde un colpo, umidità perfetta, si lascia fumare dall’inizio alla fine senza intoppi. Scalda nulla, e rimane sempre piacevole in tutti e tre i terzi di fumata. Inutile ribadire che lo potete fumare a ripetizione, nessun rischio di botte nicotiniche, nonostante ciò l’ho trovato gradevolissimo in ogni momento del giorno, dopo un pasto corposo, cosi come a stomaco vuoto a metà mattina o pomeriggio. Migliore notevolemente in fornelli più piccoli e compatti, infatti i sapori si perdevano un po’ quando l’ho caricato in dimensioni da una gruppo 4 in su per capirsi. Non so se è una edizione limitata, appunto legata all’anniversario Brebbia, ma speriamo di no, perché è un tabacco che credo non faticherà a trovare i suoi assidui estimatori.

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75’s Anniversary

 (Brebbia)

Miscela: Virginia, Latakia, Orientali

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: 50gr

Costo Italia: 24 euro

Room note: Tollerabile

VOTE: 8

Della varie case di tabacco europeo, poche hanno l’abitudine, molto più americana, di produrre delle special edition dedicate ad eventi particolari. Qualcosa esce sempre per Natale ad esempio, e viene diffusa, ovviamente non in Italia, ma nei paesi nordici ed in Germania. Ad oggi quindi l’unico brand a noi noto che opera anche in questa azione di marketing, è Brebbia, che regolarmente al quinquiennio di attività propone una anniversary. Devo dire la verità, non ho ben capito se questo tipo di uscite sono limited edition vendute sino ad esaurimento, o se sono tabacchi che si continuano poi a commercializzare, mi è capitato infatti di vedere ancora in giro raramente qualche latta di 70° anniversary, ma potrebbe essere qualche ultimissimo avanzo di magazzino, del resto pare ci siano tabaccherie ancora ricche di Gawith. Fatto sta che con una memoria vivida al 70° anniversary, una ottima modern english davvero piacevole, equilibrata, ben fatta insomma, con molto interesse ho cercato e trovato anche questa nuova edizione, la 75° anniversary per la precisione, una miscela che a dire il vero ha subito un grosso problema di comunicazione tra il dichiarato del blend e l’avvertito in fumata. Si, perché questo tabacco è presentato da Brebbia come un Virginia-Orientali, ma sin dall’apertura di tin è chiarissima la presenza, sia alla vista che ancora di più all’olfatto di un latakia ben presente. Acceso poi che ve lo dico a fare, il latakia conferma nettamente la sua presenza e di conseguenza, non so perché averla lanciata senza una chiara dichiarazione di composizione, ma la posso senza rischio di smentita catalogare come una inglese classica: virginia, orientali e latakia. Bypassato questo problema di comunicazione non posso che confermare i complimenti a Brebbia, che lancia un’altra miscela di ottima fattura. Buona, aromatica, tostata, con le note dei virginia ed una speziatura quasi pepata direi degli orientali davvero ben marcata. È un tabacco piacevolissimo, non pesante, con una marcatura di latakia ma non preminente, una eccezionale tuttogiorno, con carico nicotinico basso, aromaticità alta, evoluzione in media, non estrema, ma capace ad ogni puff di restituire una serie di sensazioni organolettiche davvero di ottima fattura. Mi ha ricordato molto l’early morning, lo metterei in quell’insieme di confronto, una affumicata da 24h, che non stanca, e può trovare sempre il suo momento durante la giornata. Nonostante qualche foglia piu ampia in un taglio ribbon, si accende facile e brucia bene. Non esaurisce i suoi sapori sino all’ultimo puff, e ci spinge a riaccendere ancora anche il fondo della pipa, proprio perché rimane piacevole davvero sino alle ultime ceneri. Ben fatto davvero per Brebbia, che con questa miscela per me migliora anche le prestazioni del 70° anniversary, valutata dal sottoscritto un punto in meno, e che in generale si posiziona meglio anche delle due canoniche miscele affumicate della stessa casa, ossia il Brebbia Latakia e il Brebbia Balkan. A questo punto non ci rimane che attendere altri 5 anni per provare l’80° anniversary! Sono gia molto curioso!

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Tabacco’s Review

Absolute Choice

 (Mac Baren)

VOTE: 6

Mi sono trovato per via di un disguido alle prese con questo tabacco Mac Baren, ma devo dire che alla fine il risultato è stato molto migliore dei miei presagi. In pratica mi trovato in una tabaccheria mediamente fornita dalle parti di casa, alla ricerca in verità di un naturale, l’idea era prendere il golf, il forte, anche le cimette al limite, ma nessuno di questi tabacchi era presente. Comincio a consultare internet per capire di cosa fossero composte le buste che mi trovavo davanti, ma dopo 10 minuti lo sguardo del proprietario è cominciato a diventare piuttosto persistente. Mi era già caduto l’occhio su questo Absolute Choice posizionato accanto al suo compare Originale Choice, stessa confezione ma di color marroncino. Ad una letta veloce della composizione, virginia, burley e cavendish con aromatizzazione al bourbon del kentucky, mi ha convinto, ho pensato in effetti che aromatizzazione ad un liquore forse lo avrebbe reso poco “panettonico”. Una volta aperta la confezione in cartoncino però, che giusto come parentesi trovo molto carina, funzionale ed anche green considerato che pare sia fatta di carta riciclata, l’odore del tabacco mi ha immediatamente riportato alla realtà. Una esplosione di frutta, è come immergersi in una macedonia ma sciroppata, od entrare in un negozio di caramelle con quell’odore dolce di zucchero filato, ma fruttato. Mi ha ricordato, e non solo per gli odori, l’Amphora Black Cavendish, anche se nel confronto quello gliel’ho preferito. Considerato gli odori mi aspettavo una bomba chimica di glucosio, ed invece devo ammettere che in fumata è risultato molto più piacevole delle aspettative. Ovvio la nota di frutta c’è, non so se esotica come recitano numerose descrizioni, certamente quanto di più lontano dal bourbon, ma direi piu di frutta rossa, more, mirtilli, nespole, questi sono i rimandi principali. E’ un sapore chiaro, che non incontra il mio gusto, ma devo essere oggettivo, non mi è apparso chimico, e gli attribuisco anche un grosso merito, non tende a bruciare la lingua ed il palato, anche se fumato ripetutamente, per altro cosa per nulla improbabile, considerato il suo corpo nicotinico bassissimo che ne fanno una eccezionale tuttogiorno dolce e spensierata. Scalda a sufficienza, ma non particolarmente rispetto ad un qualunque aromatizzato, attenzione quindi a paragonarlo non so, ad un Sunday Fantasy, è un tabacco molto più depotenziato in termini si sapori dolci e fruttati, certo degrada nella parte finale di fumata, ma è abbastanza un classico, e comunque non lo fa in maniera troppo netta e quel sentore di frutta un minimo vi accompagnerà sino a spegnimento, del resto non è quello che cerchiamo in una miscela aromatizzata?. Facile da fumare, ha bisogno di una attenzione un pizzico maggiore in accensione, ma una volta partito è difficile che vi si spegnerà. Tabacco semplice, buono per chi vuole approcciare la pipa e cerca qualcosa di “saporito”, non posso certo dire che lascia godere dei tabacchi alla sua base, ossia il virginia ed il burley, ma è un ottima compromesso tra la ricerca di una aromatizzazione chiara, e il suo non eccedere in una bomba biscottata e decisamente innaturale.

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Tabacco’s Review

Accountants Mixture

 (Rattray’s)

VOTE: 8

Rattrays per il mercato tabagista italiano per me rappresenta probabilmente la migliore scelta in rapporto qualità-prezzo. Posizionati nella fascia di minor costo tra i migliori tabacchi, aihme per parecchi dei loro blend importati da noi scelgono solo la confezione da 100gr, comoda se si conosce il tabacco e si vuole fare scorta risparmiando, meno se malauguratamente compriamo qualcosa che non convince molto. E’ il caso di questo Accountants Mixture, 36 euro per 100 grammi appunto, ottimo prezzo quindi, 18 euro per un classico 50grammi, capite da voi che è davvero invitante, soprattutto se si considera la qualità di quello che andremo a fumare. L’Accountants Mixture, quindi letteralmente la miscela del ragioniere, mi ha davvero convinto. Umidità perfetta, colore tendente allo scuro, taglio ribbon ben fatto, tutto nella norma come del resto per qualunque tabacco marcato Rattrays. All’olfatto si avverte chiaramente il latakia, una bella affumicatura ma mai rude nè troppo spinta, la definirei decisamente piacevole, e che si avverte essere ben mixata con i virginia ed il black cavendish. Secondo qualche recensione un tabacco scarico di latakia, per me non è cosi, la dose è giusta, sufficiente, soddisfacente in generale, non è il commonwealth, ma nemmeno l’early morning, è una giusta via di mezzo, con una nota aromatica di grande qualità. E’ una miscela affumicata, ma non una classica English quindi, mancando gli orientali, e si demanda al black cavendish non aromatizzato, la funzione di collante ed armonizzatore tra Virginia e Latakia, funzione che assolve egregiamente, perché senza cedere nulla all’eccesso di dolcezza, riesce ad offrire un’esperienza tuttogiorno davvero eccezionale. L’Accountants va bene sempre, la mattina, il pomeriggio e la sera, dopo i pasti e lontano da questi, con un aperitivo, a stomaco pieno o vuoto, io l’ho trovato sempre buono e sempre soddisfacente. E’ un ragioniere certo, ma nella sua miglior accezione del termine, è un ragioniere perché è un tabacco che non tradisce mai, fa quello che ci si aspetta faccia, è sempre buono, in qualunque tipo di pipa, anche in quelle con fornelli un po’ più ampi che io non prediligo per le affumicate. E’ un tabacco che non tradisce mai perché è buono e costante dal primo all’ultimo puff, non decade mai di sapori, mantiene sempre tutti gli aromi, ed offre un’esperienza che se pur non particolarmente evolutiva, questo è forse il suo difetto, è anche un’esperienza che non può deludere, se piace, piacerà sempre, se soddisfa, soddisferà sempre. Nicotinicamente nella fascia bassa, è fumabile anche a ripetizione o in fornelli ampi che offrono durate di più di un’ora, difficilmente rischia di darvi una “tranvata” da carico nicotinico, non a caso l’ho certamente già definita una piacevolissima tuttogiorno. Mi ha ricordato molto come equilibri le già note miscele Rattrays come il black mallory o il Red Rapparee, o ancora il 7 Reserve (tutti recensiti su questo blog), tutte miscele con le quali condivide una ottima aromaticità generale, ed appunto un perfetto equilibrio tra i tabacchi della mixture, nessuno prevale nettamente, ma tutti lavorano alla grande per un risultato top!

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Tabacco’s Review

Amphora Black Cavendish

 (Mac Baren)

Miscela: Virginia, Burley, Kentuky, orientali e Black Cavendish aromatizzato frutti rossi

Taglio: Ribbon

Forza: Medio-leggero

Confezione: busta 50gr

Costo Italia: 13 Euro

Room note: Molto Piacevole

VOTE: 7

Si sa che i tabacchi in busta e quindi non conservati in tin metalliche, sono genericamente più nazional-popolari, di fascia bassa di prezzo e quindi tendenzialmente di qualità oggettivamente minore. Questo però non vuol dire che non trovino estimatori ed appassionati, proprio perché talvolta riescono a farsi apprezzare ed a competere benissimo con i loro “cugini nobili” senza però pesare sulle nostre tasche. E’ il caso ad esempio dei tre nostri tabacchi nostrani (Comune, Italia e Forte), del tanto amato ed odiato Clan ed anche di questo Amphora Black Cavendish di Mac Baren, 13 euro per un aromatizzato che mi ha conquistato da subito. La busta è di per se già molto elegante, scura con scritte in oro e argento e finimenti violacei. All’apertura, il tabacco si presenta ottimamente conservato e l’esplosione di odori fruttati è massima, piacevolissima, davvero come entrare in una ottima pasticceria, ma senza scadere nel nauseante o nel far pensare ad un vero e proprio “panettone”. I colori dei tabacchi tendono allo scuro, lasciando facilmente intendere ad una preminenza del black cavendish. In accensione invece, per altro semplicissima, questo tabacco mi ha soddisfatto del tutto, si sentono di base i virginia, per altro di tipo scuro e chiaro, con una lavorazione in legno che li rende particolarmente aromatici, a tratti lo speziato degli orientali completano le sfumature di una evoluzione tutto sommato soddisfacente, ma soprattutto è li di sottofondo all’intera fumata quella piacevolissima aromatizzazione di frutta rossa, uva, more, mirtilli, fragoline, forse anche una punta di agrumato, e la cosa sorprendente è che persiste in tutta la fumata. Dall’inizio alla fine, se avete comprato questo tabacco per sentirne i sapori fruttati, vi saprà rispondere egregiamente, non scadendo mai in un sigarettoso amarognolo, come per altri aromatizzati di tutti i livelli, ma senza neanche esagerare nel dolce, che lo renderebbe sinceramente stucchevole. L’Amphora Black cavendish non stanca, se vi ha soddisfatto il sapore è un tabacco che non faticherete a voler fumare ancora ed ancora, e che a mio parere compete alla pari con blasonate tin ad esempio di SG come il Black Cherry Cavendish ed ancor di più con il Celtic Talisman, che a mio parere supera in piacevolezza di sapori ed odori. A Proposito di quest’ultimi, la room note è davvero buona, quasi un profuma ambiente che difficilmente potrà non piacere ai vostri vicini. Sul livello nicotinico invece si mantiene medio-leggero, non del tutto privo, ma se fumato ripetutamente in successione qualche effetto potrebbe darlo. Neo negativo, aihme un pò come tutti gli aromatizzati chimici e non naturali, è l’impestamento della radica della o delle pipe che userete per fumarlo. Personalmente ho impiegato almeno 10 fumate successive per far andar via quel sentore di frutta che non voleva assolutamente lasciare la pipa. In conclusione quindi consigliatissimo, per i sapori, gli odori, le sensazioni in generale e perché alla fin fine al suo costo è davvero regalato.

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Tabacco’s Review

763 White & Black

 (Solani)

Miscela: Virginia, Latakia, Black Cavendish

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: busta 50gr

Costo Italia: 29.50 Euro

Room note: Piacevole

VOTE: 7

Ed eccomi alle prese con la seconda affumicata di casa Solani (prodotto da Kohlhase&Kopp) sbarcata in Italia lo scorso ottobre 2021, una EM anomala o una Modern English in parte zoppa, perché mancante degli orientali e con una proposta interessante, ossia Virginia, Latakia e Black Cavendish. Cominciamo a dire che il taglio è ai limiti di un broken flake, filature grosse e spesse, anche mediamente umide, il giusto, nulla che inficia la fumata, ma sicuramente che richiede una carica non troppo pressata per non rischiare umidità in eccesso. Se per caso poi avete provato il parente Solani 779 English Mixture e l’avete trovata troppo dolce per i vostri gusti, state alla larga da questa mixture, che invece ha proprio in una black cavendish dolce ed aromatico il suo punto di maggior caratterizzazione. Parliamo infatti di un black cavendish che a quanto si legge non dovrebbe essere aromatizzato, ma sinceramente mi è difficile da credere. L’aroma di mandola, noci e frutta secca è piuttosto preminente in tutta la fumana e nella prima metà è talmente marcata da avermi fatto pensare solo ai burley ed i virginia piu mielosi. Piu avanti viene fuori una bella nota di caffè tostato, ma questa potrebbe essere attribuita anche ai virginia in realtà, e per altro risulta una ulteriore interessante evoluzione del tabacco in questione. Gli aromi in ogni caso si mescolano bene con il latakia, che però se nella 779 cedeva spesso il passo agli orientali qui lo fa con il black cavendish, e ne diventa un compagno che non lo sovrasta mai e con il quale di continuo si scambia la scena. Questo almeno nella prima metà della fumata, perché quando si entra nella parte conclusiva i sapori dettati maggiormente dal Black Cavendish vanno a sfumare, a tratti a sparire del tutto, il tabacco si irrobustisce, in verità perde parte dei suoi aromi anche del latakia e diventa più piatto, e quindi anche molto meno dolce. Altra caratteristica interessante di questo blend è che è cambiato parecchio a seconda della pipa con la quale l’ho fumato. Con alcune è stato capace di offrire di più il suo lato dolce ed aromatico, anche più a lungo come durata ed intensità, in altre invece è stato sin dall’inizio più robusto, più tendente ad una classica mixture Virgina-Latakia, con una preminenza di quest’ultima. La verità comunque è che la cosa non è stata dettata da una particolare dimensione del fornello o forma della pipa, quindi realmente non saprei consigliare dove fumarlo per avere la resa che più aggrada, ma certamente il suggerimento che posso dare è provatelo in più pipe che potete e probabilmente troverete quella in cui vi soddisfa di più. Definirei questo 763 un buon tuttogiorno, innanzitutto perché ha una carica nicotinica medio bassa, difficilmente arriva allo stomaco o alla testa, e poi perché le sue note olfattive e gustative lo rendono decisamente una buona scelta dopo un aperitivo, un dolce e caffè del pomeriggio, un liquore zuccheroso, probabilmente anche un rum, o perché no un whiskey ma di quelli giapponesi o americani, meno affumicati e più propendenti alla nota dolce. Ammetto anche che non mi ha convinto subito, le prime fumate mi hanno lasciato notevolmente perplesso, il pensiero era di essere finito a comprare un “panettonicino” mascherato da affumicato, a tratti troppo smielato per un fumatore che si approccia a questo tipo di tabacchi. Invece fumandolo e rifumandolo mi ha convinto e conquistato benché non possa non tratteggiarne alcuni chiari difetti come la perdita di sapori di cui ho scritto e certamente anche l’essere un tabacco fuorviante, che parla di un black cavendish non aromatizzato e che quindi poi alla prova concreta la possibilità di non piacere a molti, certamente per nulla ai fumatori di latakiosi ed affumicati più tosti. Per concludere quindi, amanti del Commonwealth o del Brebbia Latakia? State lontanissimi, amanti delle modern aromatiche?, potrebbe essere il vostro rifugio perfetto.

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Tabacco’s Review

779 English Mixture

 (Solani)

Miscela: Virginia, Latakia, Oerientali-Turchi

Taglio: Ribbon

Forza: 2.5/5

Confezione: busta 50gr

Costo Italia: 29.50 Euro

Room note: Tollerabile

VOTE: 8

Finalmente sbarcano anche i Solani nel nostro paese, con una linea interessante, che soprattutto nelle due affumicate ha trovato subito la mia attenzione. Questo nello specifico è il primo dei sei blend prodotti da Kohlhase&Kopp ed importati a partire da Novembre 2021 che provo, entusiasta di farlo per altro, considerato che Solani almeno a quanto leggo sembrerebbe una garanzia di qualità. Parliamo di una english classica che di più non si può, virginia, latakia ed orientali, in tin da 50 grammi, ad un prezzo certamente non proprio abbordabilissimo, andandosi a posizionare nella fascia degli ex tabacchi Gawith a ridosso dei 30 euro per 50 grammi. Bella la confezione con una immagine che richiama un lontano paradiso tropicale, con palme, mare e barchette di pescatori intenti nel lavoro, il tutto in forma fumettata. L’odore all’apertura è eccezionale, un buon affumicato ma con note dolci, pieno, legnoso, gradevole davvero. Per qualcuno questo Solani vuole essere la replica del Sobraine, o quanto meno un tributo al Sobraine, che però non ho provato, e quindi non ho modo di confermare o meno, certo comunque che se scomodiamo i puristi del caso, probabilmente casseranno questa affermazione sul nascere. Ad essere smentita sarà probabilmente anche la fantomatica presenza di latakia siriano, che alcune case di produzione ancora continuano a dichiarare nei loro blend, come faranno non si sa… Fatto sta che caricato ed acceso senza alcuna problematica, il tabacco è da subito eccezionale, gustoso, cremoso, e come direbbe il buon Giuseppe Filieri, alias Nitromargherito, che vi invito a seguire su youtube, anche incensato. Incensato si, aromatico, perfetto nel dosaggio degli orientali che ammorbidiscono uno splendido latakia e rendono la fumata sempre gradevole, anche all’olfatto. E’ proprio l’accoppiata Latakia-Orientali il punto di forza di questa mixture, il loro bilanciamento è davvero eccellente, raro da trovare simile in giro e capace di restituire solo il meglio delle due tipologie di tabacco. E’ una mixuture che si posiziona allo spartiacque con una balcanica per l’incidenza positiva sui sapori proprio degli orientali, tanto che alle volte quasi sarebbe da ritenerla tale, ma pochi puff dopo ecco che il latakia torna preminente e riporta il fumatore a contatto con le classiche note di una EM standard. Buono dal primo all’ultimo puff, l’aggettivo che torno ad utilizzare per descriverlo è saporito, un sapore delizioso che ha tutto: è dolce, è affumicato, è legnoso, ha una sapidità perfetta, insomma buono, buono, buono. Per ciò che concerne le English classiche presenti sugli scaffali del nostro Bel Paese, secondo me si posizione senza grandi problemi tra le prime cinque, certo è da dire, che volendogli trovargli a tutti i costi un “difetto” questo potrebbe essere che non è certamente una bomba latakiosa ne tantomeno un tabacco da esplosione di nicotina, anzi, è in media, forse più tendente al 2 su 5 che al 3, quindi per gli amanti ad esempio del Commonwealth di Gawith o del Latakia di Brebbia, giusto per citare miscele che potete o avreste potuto provare in Italia, potrebbe non essere quello che cercate. Non è nemmeno l’early morning sia chiaro, è una via di mezzo, che non può scontentare ma non estremizza nessuna delle sue qualità. L’evoluzione non è particolarmente altalenante, alcune recensioni lo definiscono per questo “noioso”, in verità io ho trovato questo danzare tra orientali e latakia un punto di tale eccellenza che non ha bisogno di altro, e la noia non subentra mai perché il sapore riesce a catturare il fumatore per tutta la durata dell’esperienza. Da provare assolutamente, entrerà senza grandi dubbi nelle scorte degli amanti delle English con la E maiuscola.

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Tabacco’s Review

Allegro Giallo
(Polsch Tabak)

Miscela: Virginia, Orientali, Burley, Kentucky

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: busta 40gr

Costo Italia: 6 Euro (Sett. 2025)

VOTE: 5.5

Preso casualmente in un caldo pomeriggio di Luglio, perche volevo avere un tabacco poco impegnativo per le giornate al mare, mi sono trovato davanti l’alter ego dell’Italia ma che ha perso colpi, o perché no, di un comune che ce l’ha fatta! A parte l’ironia del paragone, questa spiega cmq abbastanza bene il tabacco in questione, e benché non lo ricorderò per momenti esaltanti, devo dire che è un prodotto che al costo a cui è venduto oggi in Italia (Settembre 2025) non è affatto malvagio. Grossi dubbi sulla composizione, qualche “drogato” annovera anche il latakia, che vi assicuro non ci sta neanche con il lanternino, chissà, forse una vecchia composizione poi cambiata nel tempo. Sicuramente la trazione di questo tabacco è sul kentucky, molto rustico, molto in stile italiano, o Italia per l’appunto. Si aggiungono burley, virginia ovviamente, e presumibilmente orientali, che a dire il vero anche nell’Italia stesso non è che si può mettere la mano sul fuoco sul fatto che ci sia realmente. Anche nicotinicamente somiglia molto al suo competitor di casa MST, forse un pizzico più scarico, mentre sulla bruciabilità è, come tutti i tabacchi di questo tipo, ideale direi, e non dà mai nessun tipo di problema. Non saprei se ed a chi consigliarlo, certo, a tutti quelli che hanno ancora il coraggio di comprare il comune direi, che a pari prezzo praticamente questo gli sta 3 livelli sopra; oppure ai nostalgici dell’Italia che sempre meno sarà sui nostri scaffali, sino a scomparire, può essere il suo degno sostituto. Un suggerimento? Sbriciolateci dentro un buon toscano, oppure aggiungeteci un virginia migliore, e potrebbe diventare un’ottima miscela low cost da fumata spensierata.

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Tabacco’s Review

Amphora Original
(Mac Baren)

Miscela: Virginia, Orientali, Burley

Taglio: Ribbon / Broken Flake

Forza: 1.5/5

Confezione: busta 50gr

Costo Italia: 11.20 Euro

VOTE: 6

Sull’onda di un momento di particolare successo per questo tabacco, la curiosità l’ha avuta da padrona e l’ho preso. Cominciamo con il dire che le aspettative erano dubbie, sinceramente sono uno di quelli che il ben più famoso Amphora Virginia, il giallone per intendersi, l’ha sempre ritenuto un tabacco scarno e mediocre (la recensione su questo blog e sulla pagina youtube). Parliamo di una mixture di Virginia, Burley e Orientali, a detta di Mac Baren provenienti da tre continenti. Su Tabacco review troverete anche un cavendish dichiarato, che sinceramente non penso proprio ci sia. Che dire di questo tabacco, è cattivo? No, direi di no, è consigliabile? Beh solo se la scelta è cosi magra da non prevedere altre possibilità. Mi spiego meglio, l’Original è un po come il Giallone, non a caso sono stretti parenti, può sembrare accettabile, a limite anche buono, questo finche non provate qualcosa di decisamente migliore e capite quanto sia in fondo mediocre. Quindi come per dire che il giallone è un buon virginia, probabilmente si è fumato nulla oltre il Capstan, per dire che l’original è un ottimo tabacco, credo che non ci si è mossi molto nel panorama pipario. E non parlo solo di tabacchi dai costi decisamente più elevanti, parlo di blend come il golf, l’Italia, il park lane 7, il san Bruno, e molti altri. Certo sono cosciente che non sono mixture identiche, non sempre per lo meno, ma rimaniamo nel campo di buoni naturali che a mio parere, anche in ottica di prezzo, lo superano e lo surclassano in maniera netta ed oggettiva. Ci aggiungiamo una qualità generale dei tabacchi abbastanza discutibile, una bruciabilità in pipa non eccelsa, il tabacco si presenza in taglio molto grossolano ed umido, una sostanziale piattezza nella fumata, ed anche un suo degradare velocemente se non fumato a modo. Ma quando va bene allora l’Original? Beh sicuramente in fumate spensierate, senza attenzione, facendo altro, sotto l’ombrellone in maniera sporadica, anche perche nicotinicamente leggero, insomma quando vogliamo qualcosa che ci impegni zero la testa, e ci dia la sensazione di qualche sapore familiare legato in particolare al burley, non tosto come quello degli HH, ma nemmeno zuccherino come quello del PL7, una via di mezzo, non eccelso, ma discreto. Tabacco da 6, difficile dare di più, chi lo fa, mente sapendo di mentire!

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Tabacco’s Review

Amphora Virginia
(Mac Baren)

Miscela: Virginia

Taglio: Ribbon / Broken Flake

Forza: 2.5/5

Confezione: busta 50gr

Costo Italia: 12.90 Euro

Room note: Piacevole

VOTE: 6

Eccoci alla prova con un altro dei tabacchi più chiacchierati del web e non solo, il famosissimo “Giallone”, nickname attribuitogli dagli utenti pipatori e ben rappresentativo del suo packaging giallo oro, carino, sicuramente accattivante e ben visibile negli scaffali delle nostre tabaccherie. Virginia in purezza, in versione entry level, è probabilmente il più plausibile alter ego del Capstan Blu, ed attira schiere numerose di appassionati, che al netto di chi lo usa, a mio dire correttamente per mischioni casalinghi, pare anche avere un grosso consenso in termini di resa e sapori. Lo avevo provato in poche cariche regalatemi da un amico anni fa, e devo ammettere non mi aveva lasciato un ricordo eccezionale , mi sono finalmente ripromesso di dedicarmi a fumarlo in via esclusiva, giungendo infine ad un parere, che come avrete già intuito dal voto mi ha convinto ma solo in parte. Non metto in dubbio il rapporto qualità-prezzo che è il suo principale punto di forza, qualche euro meno del Capstan, di cui non posso dire sia migliore o peggiore, direi che c’è un equo pareggio, ma ad un prezzo migliore, giustificato però dal suo packaging in busta al contrario della elegante tin in latta quadrata del Capstan. Dire che un tabacco ha un eccezionale rapporto qualità-prezzo però è ben diverso dal dire che quello specifico tabacco è il migliore, il più buono, il tabacco di cui non si può fare a meno, la certezza, quello che non deve mai mancare in dispensa, e via ancora con le decine di commenti, perdonatemi il termine: “drogati” del web. Il migliore? Non se ne può fare meno? Eccezionale? Ma scherziamo? Se l’Amphora Virginia è eccezionale signori miei, il Full Virginia Flake com’è? Il Golden Glow? Il Best Brown? Il Bright CR Flake? Ma anche il Pure Virginia di HH, e potrei continuare la lista ma credo che il concetto sia chiaro. L’Amphora Virginia è un discreto tabacco per carità, ma che fa il suo, quello che offre è quello che chiede, quello che offre è un tabacco da 13 euro in busta, un ottimo virginia in purezza nella fascia dei tabacchi economici, e vengo anche a spiegarvi nel dettaglio le ragioni. Saporito nel suo complesso, una volta acceso risponde con piacevoli sapori tipici dei virginia, la tendenza è sul dolciastro, alla lunga forse anche troppo, ed è uno degli elementi che lo portano a divenire un tabacco noioso. Non c’è evoluzione in verità, e devo dire nemmeno eccessiva involuzione dei sapori, a meno che non fumato in maniera troppo veemente non perde i suoi aromi, il problema qui è che questi sono basici, monocorde, e con questa nota dolce che davvero stanca soprattutto in ripetute fumate giornaliere. Alla fine della busta non ne potevo davvero più, non tanto sulla prima fumata del giorno, od in quella giornata in cui fumavo una singola ed unica volta, in tal senso rimane anche tendenzialmente basico ma piacevole, il problema arriva enorme quando lo volete fumare ripetutamente in una giornata, e li davvero arrivavo alla sera che non ne potevo più. Confermo che è un ottimo tabacco da mescolare con altri, per intrugli ad personam, perché in fondo i sapori base dei virginia li restituisce e se mescolato anche solo con un sigaro toscano sbriciolato, cosa che ammetto di aver fatto per le ultime fumate perche mi aveva davvero stancato ed in tal senso si pone come una base solida della miscela. Corpo nicotinico medio, taglio dichiarato broken flake, per me tendente al ribbon è il Virginia entry level per chi non ha grandi termini di paragone, ma l’eccellenza è un’altra, provare per credere.

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Aroma
(savinelli)

Miscela: Virginia, Orientali/Turchi, Black Cavendish, Aromatizzato Mandorla, Vaniglia, Ciliegia e Whisky

Taglio: Ribbon

Forza: Medio

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 22.5 Euro

Room note: Molto Piacevole

VOTE: 6.5

Considerate le premesse, il risultato di questo Savinelli ha battuto anche la mia più rosea speranza. Perdonatemi lo scetticismo, ma dopo aver tentato già altri tabacchi della nuova serie Savinelli, e nella maggior parte dei casi avendoci trovato poco di salvabile, avevo già messo le mani avanti, soprattutto considerato che i blend di naturali sono sempre più difficoltosi degli affumicati. Il livello di aromatizzazione non mi era noto, non sono tabacchi che a seguito del loro lancio sul mercato italiano hanno avuto particolare successo, e trovarne recensioni sulla rete è alquanto difficile. Partiamo quindi con il dire che qui siamo dinnanzi ad un aromatizzato vero e proprio, l’odore ad apertura di tin è potente, vanigliato e fruttato allo stesso tempo, e lascia presagire un bel “panettone natalizio”. In verità non è cosi, per fortuna considerarti i miei gusti, il tabacco è saporito, ma non eccessivamente, non chimico, non pesante. La nota chiara è quella già anticipata negli aromi a crudo, la vaniglia su tutto, con una chiara base di frutta rossa, principalmente ciliegia e mirtillo. Nulla invece per la parte alcolica, il presunto whiskey non l’ho minimamente avvertito, mentre la nota piacevole che permette al tabacco di evolversi ulteriormente è quella di mandorla. Dopo i primi puff cala l’accento della vaniglia e della frutta rossa, e sale quello del mandorlato, il sapore è talmente distinto che se non si sapesse la composizione della mixture lascerebbe pensare ad un virginia-burley, con un ottimo burley per altro. Anche gli orientali non riescono a spiccare quasi mai, una volta sotto la mandorla una volta sotto la vaniglia, sono un altro assente rispetto al dichiarato. L’evoluzione è piuttosto costante e continua, è un tabacco che evolve e cambia di continuo e su base vanigliata piuttosto persistente si muove un sali scendi di aroma fruttato e di mandorla che si scambiano vicendevolemente la prima scena. Quando però, in particolare da metà fumata in poi, le aromatizzazioni calano leggermente di tono, riescono ad uscir fuori anche i virginia, e credetemi, mai mi sarei aspettato di dirlo, si lasciano apprezzare per l’ottima qualità, con le classiche note di erbaceo e di mieloso e tutte le tipiche sfaccettature di questo tabacco. Il room note inutile dirlo è eccezionale, non può far lamentare nessuno, e funge da vero e proprio profuma ambiente. Nicotinicamente non è un tabacco da trascurare, la spinta nicotinica c’è e da metà fornello arriva allo stomaco. Non è un carico estremo per carità, a meno che non siate davvero a digiuno di tabacco, ma permette a questo blend di candidarsi, per gli amanti del genere anche come una buona scelta ad esempio post pasto, a stomaco pieno, a completamento di una bella mangiata, perché riempie e soddisfa del tutto. Che dire, dare più di una piena sufficienza mi è difficile, perché in fondo, di simile sul mercato se ne può trovare, e probabilmente anche di più buono, però sono cosciente di essere influenzato anche dai miei gusti, non propriamente verso gli aromatizzati, e quindi mi sento di poter alzare il tiro di mezzo punto, se non di un punto pieno se siete invece degli amanti di aromatizzati che si sentono, ma non chimici, di aromatizzati dalla buona evoluzione, di virginia ben insaporiti con aromi fruttati, ed anche arrivo a dire anche di classici sentori di mix virginia-burley, probabilmente è la parte che mi ha convinto di più in assoluto!

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Tabacco’s Review

Asmara
(HU Tobacco)

Miscela: Virginia, Latakia, Orientali/Turchi, Perique

Aromatizzazione: nessuna

Taglio: Ribbon

Forza: 1.5/5

Confezione: Tin 100gr

Costo Italia: non disponibile

VOTE: 7.5

Ogni volta che posso accaparrarmi un tabacco HU non perdo occasione, al netto dei maledetti confezionamenti da 100gr, direi che posso annoverare questo brand, prodotto da Kohlhase&Kopp su idea di Hans Wiedemann, come tra quelli di maggior certezza nel rapporto qualità-prezzo-risultato. Asmara, gia dal nome della capitale Eritrea, ha un non so che di orientaleggiante e medio-orientale, e che nella sua grafica, richiama su sfondo rosso, paesaggi di deserto e d’Africa. Tolta quindi la nota più passionale addentriamoci in questa ottima EM di casa HU tobacco, una EM con aggiunta di perique che se dosato il giusto non fa mai male. Ecco forse è proprio la dosatura del perique la nota che potrei, cercandone una, ascrivere negativamente a questa miscela, avrei osato qualcosa di più. Il perique c’è e si sente, ma di sottofondo, con una leggera piccantezza della lingua, e forse, ancor di più con un peposità data ai sapori che è la sua esternazione più evidente. E’ un parere personale ovvio, c’è sicuramente chi invece questo perique di sottofondo lo gradirà molto, anche perche si miscela molto bene con una EM davvero egreggiamente equilibrata, quasi perfetta nel suo bilanciamento, da manuale direi, tanto da ricordarmi un early morning, o meglio ancora per affinità di miscela il nightcup sempre di Peterson. Il vero punto di forza in questo blend sono gli orientali per me, tanto da farmela quasi annoverare come una balcanica, perfetti collanti tra un latakia aromatico e saporito, un buon virginia di fondo, ed un perique che appare e scompare un po’ quando vuole. Forse un pizzico piatto nella sua evoluzione, è un tabacco che non regala grandi variazioni nell’arco di una fumata, ma se il suo standard di sapore piace, aggraderà molto ed a lungo. L’ho fumato in ferie, per quasi due settimane di fila, anche con svariate fumate al giorno e posso dire che non mi ha mai annoiato e finita la Tin, benchè non posso dire sia stato un tabacco “wow” per me, un po’ mi mancherà. Ecco questo è probabilmente il suo aspetto più controverso, è un ottimo tabacco, piacevole, che non stufa mai, che si espande con i suoi odori nell’aria, che brucia egreggiamente, che non dà mai alla testa per via del suo scarno carico nicotinico, eppure non mi ha mai fatto gridare al miracolo, non mi ha mai dato quell’effetto di pura goduria “drogante” di uno Schurch ad esempio, eppure gli mancherebbe davvero poco per il salto di qualità assoluta. Se lo trovate, compratelo assolutamente, ma dirvi che merita una capatina tedesca per essere reperito non saprei, abbiamo degnissimi competitor da noi, appunto ad esempio il già citato Nightcup tanto per dirne una, che alla fine non lo pongono nel limbo delle miscele da provare prima della nostra dipartita!

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Tabacco’s Review

Autumn Evening
(Cornel & Diehl)

Miscela: Virginia, Black Cavendish

Aromatizzazione: Sciroppo D’acero

Taglio: Ribbon

Forza:1/5

Confezione: tin 57gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 8.5

Alla fine l’ho trovato! Alla fine ho trovato una aromatizzata che fumerei esattamente come una affumicata (la mia passione) od un ottimo naturale, e non è un caso che questa ricada in casa USA. In verità è la seconda volta che trovo una aromatizzata cosi soddisfacente, mi capitò gia con l’ennerdale di casa Gawith, che infatti cerco costantemente in ogni scorribanda in terra d’albione, ma non è affatto facile da reperire. L’Autumn Evening, che per altro era tra i tabacchi americani importati in Italia nell’era pre-Trump (primo mandato), e venduto a 45 euro, non mi convinse mai a spendere quella cifra per una tin, ma lo provai rubandolo a sinistra e destra in varie occasioni e riconoscendolo come un top player assoluto. Finalmente ho avuto l’occasione di trovarlo e prendere una tin intera e credo sia stata una delle migliori scelte della mia vita. Non ho mai fumato un tabacco cosi buono in termini di sapori, alla base di un virginia splendido che non si lascia per nulla sovrastare dal black cavendish, credetemi, l’aromatizzazione allo sciroppo d’acero è perfetta. Sembra davvero di addentare un pankake all’americana, con un vero sciroppo d’acero, che non è stucchevole, ma rimanda dei sapori cosi naturali da non sembrare vero. La persistenza dell’aromatizzazione permane in tutta la fumata, anche se nei primi 20 minuti è piu chiara ed intensa, per poi lasciar maggior spazio ai virginia. Umido ma fumabilissimo, zero problemi di acqueruggiola o di irritazione della bocca, ulteriore conferma, se mai fosse servita, della qualità di questa mixture. Si lascia fumare fino a fondo di fornello e l’unica voglia che vi lascerà è quella di riaccenderlo subito per riassaporare ancora quegli aromi fenomenali. Non so come si possa riuscire a dare una spinta di sapori cosi chiara, netta, ed al contempo per nulla noiosa, è un tabacco che ricomprerei e ricomprerei ancora, e credetemi, anche a discapito dell’Ennerdale prima citato, è la prima volta che mi succede! 

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Black Cherry Cavendish
(Samuel Gawith)

Miscela: Black Cavendish

Aromatizzazione: Ciliegia

Taglio: Course Cut

Forza: 2/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 30 Euro

VOTE: 8

Interessante questo tabacco di casa Samuel Gawith per gli amanti degli aromatizzati ben fatti e senza eccessi. A crudo l’odore di ciliegia e frutta fresca è intenso, dolce, piacevole, forse con una nota di vaniglia che però non tornerà in fumata. Nella latta, non economicissima (22 euro), il tabacco è umido ed ha decisamente bisogno di arieggiare qualche minuto prima di essere caricato. Se lasciato asciugare il giusto, in fumata dà davvero pochi problemi, per altro il taglio ribbon facilita la combustione e non è raro completare un’intera fumata senza alcuno spegnimento. Quello che stupisce è l’aromatizzazione di ciliegia, mai troppo eccessiva, ma persistente, dall’inizio alla fine, sia con una fumata più “aggressiva” che a fil di fumo, e con qualunque pipa utilizziate. A tal proposito l’ho trovato migliore in un fornello più ampio e capiente di una savinella grezza n.320, dove l’aroma sembrava trovare la giusta esaltazione. E’ davvero una delle poche volte che trovo un aromatizzato, che senza essere “panettone” non perde mai la sua presenza per tutto l’arco della fumata, per altro fungendo anche da profuma ambiente e rendendosi cosi un tabacco piacevole ai presenti.  

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Balkan n.10
(Brebbia)

Miscela: Kentuchy, Latakia, Orientali, Perique

Taglio: Ribbon

Forza: Medio

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 20 Euro

Room note: medio

VOTE: 7

Buona balcanica quella di Brebbia, ma non senza pecche. La scelta di aggiungere tabacco kentuchy alla miscela è un plus davvero ben pensato, dà corpo alla fumata, rinforza il sapore e l’aroma nell’aria, inoltre va a completare l’affumicato degli orientali e del latakia mai esageratamente preminente. Perique non pervenuto in verità, o la quantità è davvero esigua oppure certamente non è come dichiarato, della Lousiana. Non saprei se sia più fake la derivazione del Perique o quello del Latakia, dichiarato siriano, ma difficilmente può essere tale considerando che non viene più prodotto in Siria ormai da anni, per ovvie ragioni. Il mixture è comunque piacevole, non fa gridare al miracolo, ma accompagna bene ogni momento della giornata, anche grazie ad una forza medio-bassa di nicotina, adatta anche a fumate ripetute in successione. Particolarmente buono in fornelli più piccoli e stretti e con un bocchino-cannello capaci di rinfrescare almeno un pò il fumo, bocciato no, ma meno piacevole in fornelli troppo capienti ed in shape tipo “brucianaso”. Da provare senza ombra di dubbio, c’è anche chi ne rimane totalmente innamorato!

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Balkan Flake
(Samuel Gawith)

Miscela: Virginia, Latakia

Aromatizzazione: no

Taglio: Flake

Forza: 1/5

Confezione: Tin 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 7

Fumai questo tabacco di casa Gawith tanti anni fa, avevo da poco cominciato a scrivere su questo blog anche di fumolento, i tabacchi Gawith in Italia erano venduti a 22 euro, e c’era chi si scandalizzava di quel prezzo, ed è stato forse il tabacco che ho meno capito della casa inglese, e valutato, va detto chiaramente, in maniera sbagliata sino ad oggi. Gli diedi una piena insufficienza probabilmente sull’onda di due considerazioni primarie: la prima, il nome fuorviante, mancavano gli orientali ed era quindi una affumicata ma certamente non balcanica, e non seppi mediare con quella che invece è una prassi comune nel mondo dei tabacchi, ossia mettere nomi alla “c… di cane”. La seconda, probabilmente non ero ancora granché avvezzo a gestire l’umidità dei Gawith, di quelli flake poi, e credo che sia stata una delle peggiori esperienze della mia vita “piparia”. Per fortuna, passati ormai tanti anni, mi è capitata l’occasione di riaverlo e questa volta devo stravolgere del tutto, ed in meglio ovviamente, il mio parere. Il balkan flake non è sicuramente il tabacco Gawith che fa gridare al miracolo, nè sicuramente quello che suggerirei a qualcuno che si reca in Terra d’Albione e cerca consigli, quanto meno non tra le prime scelte. È un vicinissimo parente del Navy Flake, quest’ultimo a mio dire riuscito un meglio, ma non per questo cattivo, anzi. Lo ricordavo molto meno latakioso, invece il latakia c’è, maggiore che nel Navy, ma comunque un comprimario di un virginia eccellente, di stampo zuccherino, dolce e pieno di sapori. Il latakia contrasta questa dolcezza, la bilancia, va e viene nella fumata, imprimendo un continuo cambio di fronte in ogni puff e permettendo a questo tabacco di diventare qualcosa di davvero cangiante nel corso dei giorni. Non è migliorata invece la fumabilità, ma questa volta non mi sono incaponito, l’ho lasciato all’aria aperta per 48-72 ore, e l’ho fumato rigorosamente sbriciolato. Man mano che passavano i giorni ed il tabacco perdeva umidità, è andata a crescere nei sapori la spinta affumicata, ed è calata di contraltare quella dolce del virginia. La mia preferenza devo dire che è stata verso i sapori dei primi giorni, ma questo è un qualcosa di soggettivo che invece fumatori con preferenze diverse nei sapori potrebbero vedere diversamente. Quel che è cero è che è un tabacco difficile da fumare, non va scaldato, non va acceso un bracere troppo intenso, pena, crollo verticale dei sapori ed irritazione della bocca. Se lasciato invece bruciare alle dovute temperature riesce a restituire una pienezza di sapore ed una varietà davvero eccellente!  Consigliatissimo agli amanti delle affumicate leggere, assolutamente da avere se vi è piaciuto il Navy Flake, per provare anche questa versione.

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Balkan Mixture
(Gawith & Hoggarth)

Miscela: Virginia, Orientali/Turchi, Latakia

Taglio: mixture

Forza: 2.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 30 Euro

VOTE: 9

Dire che questo è uno dei tabacchi che porto da sempre nel cuore e nella memoria è solo parte della realtà. La Balkan Mixture di Gawith mi fece totalmente innamorare delle miscele affumicate, ed in unione con il commonwealth, lo Skiff e lo Squadron Leader, tutti tabacchi di casa Gawith, sono divenuti dei punti certi di confronto con il mondo delle miscele inglesi, che tutt’oggi uso costantemente per dare un voto, che almeno nella mia personale classifica sia il più oggettivo possibile. In una recente trasferta londinese (novembre 2023), ho potuto rimettere le mani su questa eccezionale mixture, e posso tranquillamente affermare che fumandola ha confermato tutti i miei ricordi più positivi. Cominciamo con il dire che il nome potrebbe essere un pizzico fuorviante. Siamo infatti davanti ad una miscela in cui il latakia è tosto e fa la voce grossa, probabilmente al livello dell’altra mixture molto latakiosa di casa Gawith ossia il Commonwealth. Però è un blend che stupisce di continuo e che ha due o tre elementi di caratterizzazione unica ed assoluta che ne fanno davvero un top player, sicuramente su mercato europeo. Quali sono queste caratteristiche uniche, beh primo, è un tabacco a traino latakioso ma che per l’eccellenza dei virginia ed orientali utilizzati non lascia indietro nessuno. È davvero una miscela in cui ogni componente ha il suo momento da protagonista, e su questa base di affumicature, di brace, di legna nel camino, distinguerete in maniera chiara anche i sapori della frutta secca dei virginia, e poi dell’incensatura degli orientali. Secondo: è una delle poche miscele affumicate che riesce ad avere un bel corpo nicotinico, e quindi presentarsi al meglio per determinati momenti della giornata. Infine è l’unica miscela affumicata europea, Schurch a parte, che mi sento di paragonare in tutto e per tutto, come evoluzione, gamma di sapori e qualità dei tabacchi a quelle americane. Come tutti i Gawith, benché a Londra l’ho comprato sfuso e quindi non sottovuoto, ed il suo taglio è una mixture filamentosa, è un tabacco con una umidità abbastanza “infame”. Infatti a fronte di una accensione piuttosto agevole, dopo metà fumata, può facilmente arrivare a degli improvvisi spegnimenti, ed a delle non facilissime riaccensioni. Non parlerei tuttavia di acqueruggiola, se fumata correttamente non crea problemi particolari in questo senso, ma l’ultimo terzo di fornello alle volte può essere più ostico del previsto. Alla fin fine però, considerata la difficolta media di fumata dei tabacchi di questa casa, qui siamo anche fin troppo fortunati, ma direi che se la comprate in tin sigillata, lasciatela respirare un buon 20 minuti prima della carica in pipa. Ne approfitto per un cenno sulla Tin, avendola comprata sfusa non sono più sicura se questa è oggi graficamente quella nera che comprai io l’ultima volta in Italia, oppure la classica in verde scuro con la scritta al centro, tipica di tanti tabacchi Gawith & Hoggarth. Mi sento quindi, in conclusione di poter confermare la mia opinione complessiva su questo tabacco, ossia per me, e sottolineo per me, è nella top tre delle miscele affumicate europee, un Tabacco che non provarlo è un oltraggio al mondo della pipa, e certamente una delle maggior perdite per il nostro mercato interno da quando i Gawith non sono più commercializzati in Italia.

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Balkan Mixture
(Peterson)

Miscela: Virginia, Orientali Turchi, Latakia, Perique

Taglio: ribbon

Forza: Medio

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 22 Euro

Room note: Medio

VOTE: 7

Sulla qualità dei tabacchi Peterson c’è poco da dire, sicuramente si posizionano molto bene su mercato e ad un prezzo assolutamente corretto almeno per il contesto italiano. Appassionato delle balcaniche ho voluto provare anche questo tipo di miscela della casa Dublinese, affascinato anche per quel pizzico di perique dichiarato nel blend che poteva dare quel tocco di diversità ad una miscela che adoro in generale. All’apertura la tin è profumata, l’affumicatura del latakia è ben miscelata con gli orientali che qui spiccano abbastanza. Qualche nota di fondo dei virginia fanno la loro comparsa. Peccato che una volta accesa però i buoni propositi, coadiuvati anche dagli odori a crudo si perdono in una mediocre sufficienza che non riesce mai a spiccare il salto. Il Perique totalmente non pervenuto, tanto da avvalorare alcune recensioni che non lo citano nemmeno, ci sarà? Sinceramente non potrei giurarci. Gli orientali che erano ben presenti al naso, ci sono ovviamente ma non in quella quantità giusta da far parlare di balcanica e non di classica English Mixture. È proprio su quest’ultimo punto che mi ha particolarmente deluso, perché in generale questa è un’ottima miscela, si lascia fumare bene, per altro in ogni momento della giornata considerata la carica nicotinica media, mai predominante, mai pesante. Però non sono riuscito a ritrovare quella speziatura marcata che cerco nelle balcaniche, quei sapori “orientaleggianti” tipici di questi blend, che ne sono il punto forte e che me li fanno amare tanto, quelli che si possono ritrovare eccellenti per fare degli esempi illustri in un skiff Mixture di Gawith o nell’Oriental di Robert McConnell. Qui ci si appiattisce ad una EM classica, che non spicca mai il volo, che ha una evoluzione contenuta e che quindi non si può certo dire non sia buona, ma in un mercato cosi ricco di varianti, davvero non trova motivo per essere ricordata e quindi ricomprata. Eccellente come sempre per le Affumicate, in fornelli medi, contenuti, non dà alcun problema di accensione né di fumata, che fila liscia dal primo minuto, zero acqueruggiola e taglio ribbon impeccabile. Da comprare? Si perchè no, non deluderà in generale, ma dubito di trovare tutti questi estimatori che ne fanno un tabacco da avere sempre in cambusa, c’è decisamente di meglio, a prezzi simili e con sentori davvero da balcanica con la B maiuscola.

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Balkan Mixture
(Wellauer)

Miscela: Virginia, Orientali/Turchi, Latakia

Aromatizzazione: no

Taglio: Ribbon

Forza: 1.5 / 5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 8

Ed eccoci con un altro tabacco Wellauer, di casa Planta, che è una bella collection, venduta esclusivamente in Svizzera, e che ripropone dei tabacchi molto noti, quasi tutti affumicati, devo dire con un livello di eccellenza davvero elevato. In questo caso siamo davanti alla riproposizione della Balkan Mixture di casa Peterson. Sul web si trova qualche strana recensione che menziona l’aggiunta di burley alla piu classiche delle composizioni EM, mentre l’originale Peterson aggiungeva il Perique. A gusto direi proprio che l’aggiunta non c’è ne dell’uno ne dell’altro, e quella in questione è invece una eccellente rivisitazione, direi decisamente migliore dell’originale. Eccezionale negli aromi all’olfatto, aperta la tin è una vera e propria esplosione. Taglio ribbon, facilmente caricabile, umidità perfetta e fumabilità egreggia, con un livello di nicotina assolutamente gestibile. A volte tende a spegnersi proprio nell’ultimo quarto di fumata, per via della troppa cenere che si produce, basterà scaricarla leggermente e riaccendere per godersi la miscela sino all’ultimo puff. Si perché il primo principale pregio di questa mixture è che i suoi sapori rimangono intonsi e pieni dal primo all’ultimo tiro. Il secondo pregio che la rende molto migliore della sua versione originale Peterson è proprio il latakia. Per me siamo davanti ad un Latakia eccezionale davvero, pari a quello degli Schurch, sicuramente tra i migliori in assoluto se parliamo di Europa, perché per trovare di pari, ed alle volte meglio, è necessario andare sugli americani. In fumata conferma l’esplosività dei sapori, legnosi, affumicati, ma allo stesso tempo con una incursione dei tabacchi balcanici che equilibrano tutto, bilanciano, e cambiano le sfaccettature del tabacco in una evoluzione che anch’essa superiore all’originale di Peterson, oltre ad essere caratterizzato da sapori piu vivaci ed equilibrati. Pienamente promossa e consigliatissima per gli amanti delle miscele EM e balkan e del latakia in generale. Un tabacco che può far innamorare, quindi preventivatevi di poterne far scorta, in Italia non troverete mai di meglio (ad oggi Aprile 2025).

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Barking Road
(Robert McConnell – Heritage)

Miscela: Virginia, Burley

Taglio: Ribbon

Forza: Medio-Leggero

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 23 Euro

Room note: Medio

VOTE: 7.5

In questo caso, McConnell ripropone un altro storico tabacco Dunhill, il Mixture 221, che però al contrario di alcuni altri della serie non è mai stato importato in Italia in passato, e quindi forse ha meno fumatori di lungo corso, capaci di valutarli in paragone. Tra questi comunque non ci sono io, e quindi parlando di questa mixture, sarò come di consueto, totalmente oggettivo rispetto ai presunti fasti del passato. Chi legge le mie recensioni, forse ha inteso che tra i blend di tabacchi naturali, i miei preferiti sono proprio i Virginia-Burley, a cui seguono i Virginia-Perique, poi i Virginia in purezza, e successivamente a fasi alterne tutte le altre alternative. Questo Barking Road quindi per me già si pone bene in partenza, ma avrà confermato le aspettative? La risposta è si, del tutto, il tabacco, appena aperto, emana ottimi odori di fieno, di foglie fresche, di erba, ed anche una chiara nota fruttata, risulta piuttosto dolce in generale e presenta con tutte le sfumature dei virginia e del burley. Taglio ribbon, perfetto in umidità come di consueto per i McConnell, si carica facilmente in pipa ed acceso conferma ancora di più le mie speranze. Il burley è ben presente, insaporisce in modo deciso gli ottimi sapori dei virginia, irrobustisce principalmente quello di mandorla, nocciola e di frutta secca in generale. In partenza di fumata lascia andare avanti più le note dolci, c’è qualche sfumatura che ricorda il cioccolato fondente, i virginia dominano la scena in maniera egregia. Via via che si procede però il burley, acquisisce tono, irrobustisce la miscela, la rende più diretta, più forte, presenta chiaramente la nota saporita di mandorla, e ci accompagna fino all’ultimo puff. Non c’è virata al sigarettoso, nemmeno se lasciato scaldare troppo, e questo è un pregio di enorme qualità per me, che denota una scelta di tabacchi di prima linea. Nicotinicamente la forza è medio-leggera, difficile che riesca a colpirvi in testa oppure allo stomaco, anche se fumato in sequenza, anche in pipe dal fornello ben capiente, si presenta come una tuttogiorno di ottima qualità, vi accompagnerà bene sempre e comunque, io l’ho fumata più volte anche al mare ed era esattamente quello che ci voleva. Probabilmente della serie Heritage, questo è uno dei tabacchi che più mi ha sorpreso in positivo, eccellente riuscita, ad un prezzo ancora abbordabile, sono certo diventerà un rifugio sicuro nel quale troverò conforto ancora molte volte in futuro.

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Tabacco’s review

Bayou Morning
(Cornel & Diehl)

Miscela: Virginia e Perique

Taglio: Ribbon

Forza: Pieno

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 45 Euro

Room note: Strong

VOTE: 7.5

Ciò che è certo di questo Virginia-Perique di casa Cornel&Diehl è che risulta davvero unico nel suo genere. Unico perché già di per sè il perique americano è l’unico vero in circolazione, considerando le scarse produzioni che si riescono ad ottenere annualmente, e quindi è possibile assaporarlo come in nessun altro mix similare, e poi perché una miscela con ben il 25% di perique, di per se un tabacco infumabile in purezza, dà una spinta a questo blend davvero incredibile. Il virginia è come di consueto dolce e straordinario, ma nessun altro tabacco prima di questo mi aveva regalato una pari sensazione in termini di piccantezza e “peposità” in tutta la bocca. Non è un tabacco semplicissimo da fumare, per quanto potrebbe sembrarlo, quello che lo rende ostico è la necessità di non scaldare troppo il fornello in combustione, pena la perdita di tutti i suoi aromi e sapori, contrapposti ad una crescita esponenziale del piccante, a quel punto anche troppo. L’ho trovato eccezionale in una Caminetto stra-curva, ed anche in pipe capaci di rinfrescare leggermente il tabacco, reverse o canadese, ma qui in effetti c’è molto del mio gusto personale, per il quale i naturali li preferisco meno “caldi”. Pronto da fumare già all’apertura, umidità perfetta, di suo non scalda particolarmente, se non troppo sollecitato. Nicotinicamente l’ho trovato medio-forte, ma se siete abituati a fumare un 1792, o un dark flake od ancora una lakeland, probabilmente non vi farà alcun effetto, se invece come me, questi tabacchi li soffrite in termini di “botta nicotinica”, è da approcciare con attenzione. Esiste, ma non commercializzato in Italia, anche nella versione Flake, che dicono essere anche più corposa.

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Bill Bailey’s Balkan Blend
(DAN Tobacco)

Miscela: Virginia, Latakia, Oerientali/Turchi; Perique, Kentucky

Taglio: Ribbon

Forza: 3.0/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: non disponibile

Room note: piacevole

VOTE: 8

Finalmente ho modo di provare questo tabacco che pare essere piuttosto apprezzato all’estero ma che purtroppo non troviamo nel bel paese. Dan Tobacco, casa di produzione tedesca, una delle più importanti in effetti in Europa e nel mondo, per il mercato italiano non produce molto, e quello che importa è tendenzialmente nei tabacchi da busta. Piuttosto secco all’apertura della tin, è un tabacco che ho dovuto umidificare un po’ per renderlo affine al mio gusto, ma non perché modificasse i suoi sapori, anzi in questo è un tabacco eccezionale, che riesce ad essere sempre buono, in ogni pipa e con ogni livello di umidità per l’appunto, il tema era una bruciatura troppo veloce e quindi fumate brevi per i miei standard. E’ un blend che ho comprato con entusiasmo all’estero, ma con meno entusiasmo ho affrontato in fumata perche la sua composizione di base mi lasciava pensare. Come sa chi legge le mie recensioni sono un’amante delle affumicate, se balcan e modern anche di più, ma allo stesso tempo trovo l’accoppiata Latakia-Kentucky, un mix davvero difficile, perché sono due tabacchi estremamente caratterizzanti, probabilmente i più caratterizzanti del mondo della pipa, con sapori forti, diretti, netti, e che quindi messi insieme senza la giusta armonia difficilmente riescono a “dialogare”. Poche miscele simili, che definirei più scozzesi che non balcaniche mi sono piaciute, ma in questo caso devo dire che forse è stato fatto il passo giusto. La nota latakiosa è centrale, soprattutto all’olfatto, domina la scena e lo fa per tutto il tempo della fumata, però il kentucky, dichiarato al 10% dell’intera miscela riesce a lasciare il suo segno ma senza mai arrivare allo scontro, si mescola, appare e scompare, “colora” i sapori classici da affumicatura, ma non cerca mai di prendere il sopravvento e trova quell’equilibrio tra le due miscele che sino ad oggi non avevo mai trovato, almeno rispetto ai miei gusti ovviamente. Artefice di questa perfetta mixture tra latakia e kentucky sono gli orientali, che in entrambi i casi, fungendo da collante, riescono anche a collegare armoniosamente i sapori, li fanno stare insieme con criterio, non permettono a nessuno di tirar fuori la sua nota più maschia, e generano un’esperienza di fumata davvero gradevole. Da questo punto di vista si che è una balcanica, nel senso che gli orientali sono il perno di bilanciamento di una mixture cosi davvero vicina alla perfezione. Come detto all’inizio è un tabacco che scade mai in fumata, non scalda neanche se bruciato in maniera vigorosa, e mantiene tutti i suoi sapori integri, dall’inizio e sino all’ultimo puff. Se a queste doti aggiungi il fatto che più che una evoluzione parabolica è un tabacco dal ripetuto e continuo cambiamento, proprio grazie ad un kentucky non prevedibili, diventa davvero un ottimo compagno di giornata. Perique pervenuto in parte, in alcune fumate c’era il classico pizzicore e peposità in bocca, in altre non è mai apparso, non saprei legare questa variabilità alla pipa usata, è stato davvero casuale e devo ammettere anche altrettanto piacevole, per quanto, ovvio che in una miscela già cosi piena di tabacchi primari, far venire fuori il perique non era facilissimo. Non lo definirei una tuttogiorno, ma non tanto per il livello nicotinico, comunque accettabile, quanto più perché è un tabacco corposo, composto da tabacchi corposi, che riempie e che trova il suo momento migliore dopo una bella mangiata, magari accompagnato dal giusto bicchiere di ammazzacaffè.

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Black Flake
(Robert McConnell- Heritage)

Miscela: Virginia

Taglio: Flake

Aromatizzazione: nessuna

Forza: 2/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 7

Ancora un tabacco della serie Heritage di McConnell, ed un altro virginia in purezza, prodotto da K&K e che ripropone un blend gia marchiato McConnell, ma prima ancora di marchio Orlik, che nelle latte del passato troverete con una confezione rossa/Amaranto. Mai importato in Italia questo virginia in purezza si pone a metà tra i due blend della stessa collection e che trovate recensiti su questo blog e in video sul canale youtube, ossia il “Flake” ed il “River Thames” benché quest’ultimo è in verita un VaPe. A metà perche è meno saporito del flake, ed anche con una evoluzione meno marcata, ma certamente valido rispetto al River Thames, ed altrettanto saporito, nonostante la non purezza dei virginia di quest’ultimo, ad aiutarne la sapidità. Flake perfetti, in classico stile McConnell, nicotinicamente leggeri, fumabilissimi senza essere sbriciolati, e con una perfetta bruciabilità in pipa che me li ha fatti particolarmente apprezzare per la loro comodità. Nonostante il nome, il colore delle fettine è marrone tendente al chiaro, formati da Virginia più scuri, con note floreali ed acidule, e quelli chiari, con più marcati sapori d’agrumi, d’erba e fieno. Rispetto al mercato italiano, in questo caso posso comprendere la scelta di non importare questo tabacco, sinceramente senza nessuna particolarità per farlo esaltare rispetto ad altri blend da noi già venduti, per capirsi il Pure Virginia di Mac Baren è decisamente migliore come evoluzione e come palette di sapori in fumata. Se dovessi paragonarlo a qualcosa, direi che ricorda, ma in meglio, il capstan, piu dolce nelle sue punte di sapori più rustici, e decisamente più bilanciato in generale e senza mai perdere i suoi sapori più piacevoli, al contrario del Capstan, che invece degrada notevolmente nell’ultimo terzo di fumata. Per gli appassionati dei naturali, ed in particolare dei virginia in purezza, merita comunque una prova, ma dirvi che addirittura è da andarselo a ricercare dove venduto (sicuramente in Germania) forse no, c’è decisamente di pari e meglio da noi ed altrove

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Tabacco’s review

Black Forest
(Samuel Gawith)

Miscela: Virginia, Black Cavendish

Aromatizzazione: Miele

Taglio: Ribbon

Forza: Medio-Leggero

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 30 Euro

Room note: piacevole

VOTE: 6.5

Questo tabacco fa ciò che promette, nè più, nè meno. Promette di essere un aromatizzato al miele, ed è esattamente quello che sentirete, ma per nulla “panettone”, per nulla troppo dolce o zuccheroso. Ho trovato sempre il sentore di miele piacevole, più intenso con un tabacco umido, meno, man mano che questo era più secco. Brucia benissimo, sin già dall’apertura della tin, e questa non è una ovvietà quando parliamo di tabacchi di casa SG. Piacevole tutto giorno, nicotinicamente in media, piuttosto contenuto, si lascia fumare anche in sequenza. Non scalda particolarmente, ed anche questo è un pregio non da poco per un aromatizzato, segno di alta qualità dei tabacchi. L’ho trovato eccezionale in pipa boccetta dal fornello più ampio e capiente, ma l’ho fumato anche con la sua “sposa” perfetta, ossia una Savinelli miele 677, ed anche qui è sempre stato piacevole. Acqueruggiola rara per un tabacco che può piacere anche ai non appassionati di aromatizzati perché in equilibrato in tutte le sue sfaccettature.

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Tabacco’s review

Black Mallory
(Rattray’s)

Miscela: Virginia, Orientali/Turchi, Latakia, Black Cavendish

Taglio: Ribbon

Forza: medio-pieno

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 19,5 Euro

Room note: Tollerabile

VOTE: 7.5

Questa Modern English ha numerosi estimatori tra i fumolentisti, ed una volta provata si capisce indubbiamente perché. Rattray’s ha da sempre un ottimo livello qualitativo associato a prezzi assolutamente contenuti se parliamo di tabacchi di alta fascia, tra i pochi a posizionarsi ancora sotto i 20 euro per una tin da 50gr. Il black mallory conquista da subito, già il profumo ad apertura di latta è delizioso, si sente la dolcezza del black cavendish fondersi con l’affumicatura del latakia e la speziatura degli orientali. Ma è una volta acceso che regala sensazioni anche migliori, a mio parere capace di accontentare anche i puristi delle EM, ma con quel tocco di dolcezza dato dal black cavendish che in alcune parti di fumata è più marcato, ed in altre invece lascia andare avanti l’affumicatura del latakia, e che quindi non è mai stucchevole, non annoia, ed anzi se proprio devo trovare un appunto, si poteva anche osare qualcosa si più, o come quantità nelle percentuali di dosaggio o nel tipo di lavorazione, questo lo avrebbe reso più protagonista, ma ovvio che in questo caso avremmo avuto un tabacco molto meno “generico” e quindi forse capace di colpire di più, ma su un target meno ampio . Evoluzione interessante, non cosi eclettica come in un Mississipi Mud, che a mio parere è il re di questa categoria, almeno per i tabacchi commercializzati in italia, e sicuramente anche meno forte il latakia, che c’è, ma si confonde e mescola bene con gli orientali. Il taglio è un ribbon, zero problemi di umidità, si carica facilmente, brucia anche meglio, spegnimenti al minimo sindacale e riscaldamento contenutissimo. Perché non va oltre il 7.5 credo sia un motivo prettamente soggettivo, il black mallory mi è piaciuto, e non poco, è un tabacco che certamente suggerirei, e che io stesso riprenderò, ma non è stato capace di colpirmi pienamente, è il buono ma non ottimo, è l’interessante ma non eccezionale, ecco forse il motivo, che riprende quanto già detto sopra, è che non gli ho trovato quella nota davvero unica ed eccezionale che lo rendono un irrinnunciabile, ha una concorrenza che lo contrasta bene e nella quale non spicca per nulla di particolare, non aver osato di più lo pone in fascia mediana tra i migliori, ma il centrismo si sà, raramente fa scopa con slancio ed eccezionalità.

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Black Parrot
(Robert McConnel)

Miscela: Virginia e Perique

Taglio: Mixture

Forza: Medio/Pieno

Confezione: scatola 100gr

Costo Italia: 36 Euro

Room note: Pleasant

VOTE: 7

Appena finita la tin da 100gr dopo circa 3-4 settimane, questo tabacco non mi ha mai pienamente convinto ma non certo per la qualità, come dire, è uno di quei tabacchi che non si lascerà particolarmente ricordare, e che probabilmente non ricomprerò, ma non perché non sia stato sempre più che dignitoso in fumata, direi più perché non mi ha mai veramente colpito. Certamente in fumata è ottima la dolcezza del virginia e di un perique che compare e scompare, ma che rimane anche forse l’unica vera nota evolutiva. 36 euro sembrano tanti ma in verità discutiamo di una latta da 100 grammi, quindi parliamo di 18 euro per 50 grammi, prezzo più che onesto in Italia, ed ottimo considerata l’alta qualità di questo tabacco. Buono da caricare sin dalla prima apertura, acqueruggiola minima, per farne lo dovete davvero stressare in fumata, la nota è classica di frutta secca, mandorle, nocciole, con quel pepato e piccante da sfondo abbastanza di rilievo, ma mai eccessivo. L’ho fumato in varie pipe, trovandolo al meglio in una canadese Pascucci particolarmente lunga, parliamo di oltre 19cm, ed anche in una Caminetto Business degli anni 70’, molto curva. In queste due pipe, capaci di restituire un fumo un po più fresco, l’aromatizzazione è stata davvero ottima. Tabacco che scalda nella norma la pipa, brucia bene sin dall’apertura della tin e dà davvero pochi problemi anche al fumatore neofita.

Da provare? Si certamente, da avere sempre con se? No, nel mio caso almeno, gli preferisco altri blend simili come il St. James Flake, oppure il Bayou Morning, ma il suo lavoro lo fa egregiamente e non mancherà di trovare parecchi estimatori!

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Black V
(Mac Baren)

Miscela: Virginia, Burley, Black Cavendish, aromatizzato Vaniglia

Taglio: Ribbon

Forza: Leggero

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 16 Euro

Room note: Piacevole

VOTE: 5.5

Questo è un tabacco che fa parlare parecchio il web, e tendenzialmente non in modo positivo. L’aneddoto interessante è che fu probabilmente il primo tabacco che cercai, quando ero alle primissime fumate di pipa, ma non avendolo trovato nelle mie tabaccherie preferite, l’avevo riposto un po’ nel dimenticatoio, sino a che, stimolato in verità da un video del bravo Luca Piemontese, mi sono deciso nuovamente a provarlo. La V maiuscola non è un cinque romano, tanto per precisare, ma solo l’iniziale maiuscola di Vanilla, ridotta ad una lettera a seguito della normativa che vieta di associare i tabacchi a prodotti commestibili. Sino al 2019 di produzione Planta, è passata Mac Baren dall’agosto dello stesso anno, chi vi scrive ha provato solo l’ultima versione, che almeno a quanto si vede in svariati video sul web, è uguale come immagine della tin, ma non conserva più il tabacco al suo interno, in una bustina di plastica, bensi nella classica carta, ed ha fatto un bel salto in termini di costo, perché se era commercializzato a meno di 10 euro fino al 2018, oggi lo trovate a 16. Premetto subito, è un tabacco che mi ha deluso, ma non perché aromatizzato, l’ho comprato in maniera cosciente, ed io sono uno che quando compra un aromatizzato, vuole sentire il sapore dell’aroma aggiunto, è proprio questo il problema di questo tabacco, o meglio uno dei problemi. Ma procediamo con ordine, qui il black cavendish regna sovrano a vista e certamente ad olfatto, una volta aperta la tin infatti, gli odori preminenti in verità non sono quelli di vaniglia, bensì quelli di frutta rossa, more, ribes, fragola, su uno sfondo certamente di vaniglia. Vaniglia per altro che parrebbe essere quella del Madagascar, una delle più pregiate al mondo, peccato che questo blend tradisca in toto il suo nome, perché la vaniglia non esce mai realmente fuori, si certamente è di sfondo, ma uno sfondo piuttosto sfocato, lontano, quello che rimane forte è questo sapore ed odore di frutta rossa, anche abbastanza chimico, più una big bubbles che altro. Per carità ho provato tabacchi big bubbles decisamente più stucchevoli, questo non è il caso, qui rientriamo sempre in qualcosa di abbastanza sopportabile, sempre parlando però agli amanti degli aromatizzati. Stranamente non l’ho trovato un tabacco che scalda particolarmente il fornello, va gestito sicuramente, ma rispetto alla capacità di arroventarsi di altri aromatizzati, questo mantiene sempre temperature accettabili. Difficile giudicare gli altri tabacchi del blend, ossia i virginia ed il burley, il secondo direi inesistente, i primi sono totalmente surclassati dal black cavendish che lascia davvero poco respiro alla mixture. L’evoluzione è più che altro un irrobustirsi dei sapori, ed un affievolirsi sempre di più di quelli vanigliosi sicuramente, che sono i primi a sparire, e via via anche quelli fruttati, il fine fumata insomma non è mai stato particolarmente piacevole. Che dire, se non è la vaniglia che vi interessa realmente, se di tendenza non disdegnate dei bei panettoni, se avete delle pipe da battaglia pronte a gestire il ghost di questo aromatizzato per svariate fumate postume, allora provatelo, altrimenti potete tranquillamente dormire sereni senza averlo in cambusa.

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Black Virginia
(Rattray’s)

Miscela: Virginia, Black Cavendish

Aromatizzazione: sugar

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: scatola 100gr

Costo Italia: 42 Euro

Room note: Piacevole

VOTE: 7

Black Virginia, di nome e di fatto tanto per iniziare, tabacco scuro, scurissimo, quasi completamente nero, con una marcata nota olfattiva di cioccolato, accompagnata da quella erbacea di un buon virginia di fondo. Latta da 100 grammi in Italia, non so se all’estero è venduto anche in formato da 50gr, rimane come tutti i tabacchi in questo formato ancora conveniente rispetto al costo dei tabacchi in tin ridotta, sempre ovviamente che incontri il vostro gusto. Miscela Virginia-BlackCavendish, tobacco review indica una multipla aromatizzazione alla liquerizia, noci, prugna e piu generico “sugar”. Sicuramente appena acceso è un tabacco dolce, ma non dolce da aromatizzazione, direi più dolce in generale, quindi potrei sottoscrivere quel “sugar” dichiarato, mentre sul resto sono scettico. In effetti non mi sento di escludere nessuno dei sapori dichiarati, ma li ritengo parte integrante già di per se di buoni virginia naturali; la noce e la frutta secca in generale, il sapore di frutta matura e di prugna nello specifico, ed anche la nota di liquerizia, sono tutte sfaccettature che buoni virginia possono sprigionare di loro. Quindi guai a considerare questo black virginia una aromatizzato, non lo è affatto anche se certamente non è la miscela adatta agli amanti del forte in purezza caricato in pipa per capirsi. Interessante l’evoluzione, la prima metà fumata è marcatamente dolce, non tutti i puff a dire il vero, alcuni si caricano di una zuccherosità particolare, altri rimangono più a livello di classici sentori dei virginia. La dolcezza va però man mano svanendo con il corso della fumata, la frequenza con cui questi puff dolci si alternano a quelli classici si riduce sempre di più fino a sparire quasi del tutto nell’ultimo terzo. Devo dire anche che l’intensità della dolcezza è maggiore a tin appena aperta e per i primi giorni, lasciato seccare troppo il tabacco perde parte di queste note e comunque le riduce notevolmente, probabilmente per via di una evaporazione degli zuccheri aggiunti al black cavendish, il che a mio parere è sinonimo di aromatizzazione naturale e non chimica e gioca a favore della mixture. Tuttavia non è sin da subito un tabacco umidissimo, ma certamente nei primi giorni può risultare un pizzico più ostico in accesione e va gestito come acqueruggiola prodotta. Nicotinicamente contenuto, non più di due punti sulla scala di cinque, si presta perfettamente per fumate di accompagnamento, spensierate, perfette direi dopo un aperitivo del pomeriggio od un dolce di metà mattina. Forse il suo difetto peggiore è una tendenza a scaldarsi abbastanza se fumato con troppa veemenza, e come tutti i tabacchi ricchi di black cavendish zuccherino, anche a poter irritare la bocca soprattutto se fumata di frequente nella stessa giornata.  Ottima scelta estiva, da compare a Maggio e goderselo nelle giornate calde, magari vista mare.

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Bob’s Chocolate Flake
(Gawith & Hoggarth)

Miscela: Virginia, Burley, Latakia

Aromatizzazione: Chocolate

Taglio: Broken Flake

Forza: 2/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 8

Da non confondere con il Chocolate Flake sempre di casa Gawith e nemmeno, seppur diverso per nome, ma simile per sapori con lo Scotch Flake questo proprio a marchio Gawith&Hoggarth, il Bob’s è qualcosa di ancora diverso, mai importato in Italia, al contrario dei due precedenti, ma anch’esso in parte controverso nel rapporto nome-risultato. Flake nella denominazione, è in verità un flake all’inglese, ossia parecchio broken, ma questo lo rende meno umido e piuttosto facile da accendere e da fumare. Non è neanche lontanamente un aromatizzato, il sentore di cioccolato c’è ma esclusivamente all’olfatto, un cioccolato a metà tra fondente ed al latte, buono, speziato, condito con gli odori dei virginia, del burley e di quel latakia che è davvero l’elemento di maggior curiosità del blend. alla fine della tin non ho ancora deciso se collocarlo tra le affumicate o tra i naturali, e questo è un miracolo che solo Gawith sa fare con i suoi blend unici. I sapori sono cambiati sempre, virando alle volte verso quelli del latakia, a volte rendendo questo un mero insapiditore ed insaporitore della miscela ma senza incidere nelle sue note primarie, e lasciando la mixture di virginia-burley in primissimo piano. È davvero incredibile a dirsi, ma questa mixture può essere una affumicata, certamente molto leggera, ma pur sempre una affumicata, oppure essere un blend naturale di virginia e burley, sicuramente rafforzati nei suoi sapori, proprio grazie alla presenza del latakia, ma senza che questo sia cosi chiaramente presente. Mi ha ricordato moltissimo anche altri due tabacchi Gawith che abbiamo conosciuto bene in Italia, ossia Balkan Flake e Navy Flake, di cui le recensioni le trovate su questo blog, e dei quali soprattutto il secondo mi è piaciuto molto. La similitudine con questi tabacchi è la volontà di dosare un latakia in modo da tale da non renderlo un protagonista ed allo scopo di farlo rimanere dietro agli altri tabacchi della mistura, ma allo stesso tempo mescolarlo in quantità sufficiente da poter donare delle punte evolutive alla fumata davvero uniche. Tabacco da 10 se valutiamo l’evoluzione e la sua resa, diversa in ogni fumata, ed allo stesso tempo un tabacco che a dire il vero come affumicata ho trovato troppo scarno per i miei gusti, ma che invece come virginia-burley è davvero saporito, speziato, piacevole anche grazie ad una carica nicotinica bassa ed alla sua profumazione nell’aria, che non disturberà nessuno. Difficilissimo dargli un voto certo, anche se sono pienamente convinto che la qualità è altissima, in perfetto stile Gawith, di certo sono abbastanza sicuro che chi ha apprezzato il navy e la balkan flake prima citati, si ritroverà bene in questa miscela, chi la compra invece pensando ad una affumicata rimarrà probabilmente deluso, anche se ad onor del vero, non apprezzarlo oggettivamente ed al netto dei proprio gusti personali, è quasi impossibile.

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Borkum Riff Black
(Scandinavian Tobacco Group)

Miscela: Virginia, Black Cavendish, Burley, Kentucky

Aromatizzazione: Bourbon

Taglio: Ribbon

Forza: 1.5/5

Confezione: busta 50gr

Costo Italia: 9,60 (Giu 2025)

VOTE: 5.5

Sono stato convinto a provare questa miscela dall’amico luca Piemontese, che ad oggi non so se ringraziare od odiare! I Borkum Riff li ho sempre visti sugli scaffali, a dire il vero anche dei tabaccai meno forniti di materiale per “pipaioli”, facendone certamente di quelle miscele che per forza di cose trovano mercato, benché nessuno ammetta di fumarle. Scandinavian Tobacco Group, la stessa del Clan per capirsi, altra miscela che nessuno fuma, ma non si sa perché si vende come il pane. Il Black mi era stato presentato da Luca forse come la migliore miscela della collection, perché a fronte di una aromatizzazione non cosi intensa, proponeva anche delle buone ed interessanti note olfattive e gustative. Miscela controversa già nella sua composizione, perché se il dichiarato della busta parla di un Virginia arricchito da un 50% di Black Cavendish aromatizzato al bourbon (del Kentucky), il web si dice sicuro ci sia anche del burley, e proptio del kentucky. Missunderstanding o meno, in verita il buon Luca, anche in un video in cui parla di questo tabacco, si dice sicuro di questo kentucky, e forse proprio, od anche grazie a questa nota, che me lo ha consigliato. A fine busta non mi sento di affermarlo con certezza. Potrebbe essere kentucky in quantità non rilevanti, od anche un burley piuttosto rustico che in alcune note ricorda il kentucky stesso, il tutto amalgamato in questo costante zuccherino, dolciastro, tendenzialmente fruttato, che rimane alle spalle di tutta la fumata. E’ un tabacco cattivo?, no per niente, in questo devo dare ragione a Luca, è una miscela che si lascia fumare, piacevolmente, tuttogiorno, e posso dire in alcuni momenti mi è anche piaciuta parecchio. Il vero difetto qui è che fumando io un tabacco alla volta, senza variazioni, alla lunga, dopo giorni, come tutte le miscele aromatizzate, o simil tali come in questo caso, in cui non si puo parlare di un vero e proprio aromatizzato, mi stufano mostruosamente. Anche perché ragazzi, è un tabacco in busta da 10 euro in Italia (giugno 2025), non si può neanche pretendere abbia evoluzioni fantasmagoriche o sapori mai sentiti prima. Fatto sta che gli ultimi 15 grammi li ho regalati ad un amico piu appassionato di miscele del genere. Lo ricomprerei? No, non è il mio tabacco, ma certamente lo consiglierei a chi non ama le aromatizzate, ma allo stesso tempo non disdegna l’aromaticità dolce di un tabacco non esagerato in nessuna sua sfaccettatura.

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Borkum Riff Bronze
(Scandinavian Tobacco Group)

Miscela: Virginia, Black Cavendish

Aromatizzazione: Whisky

Taglio: Ribbon

Forza: 1.5/5

Confezione: busta 50gr

Costo Italia: 9,60 (Giugno 2025)

VOTE: 7.5

Dopo aver fumato il black, devo dire la verità, il preconcetto su quello che avrei trovato nel bronze era gia radicalizzato nella mia mente. Se non avete letto la recensione del black recuperatela, qui o su youtube in formato video. Vedrete che non l’ho bocciato, ma la sua fumabilità in termini di ripetitività, soprattutto per via di un sottofondo dolciastro, forse dovuto alla nota di bourbon lo rende a mio parere un tabacco da “una volta ogni tanto”. Con questo spirito ho aperto il bronze, nella sua elegante grafica che richiama ad un antico veliero che solca il mare ed invece… invece una sorpresa, non parlo del tabacco della vita ovviamente, ma in Italia, a questo prezzo, diventa decisamente una prima scelta che da oggi in poi suggerirò quando mi chiederanno dei buoni naturali a costi umani da comprare nel Bel Paese. Si perche di naturale in pieno si tratta, e finalmente quella nota di Whisky è realmente una nota alcolica, che ha delle ottime sfaccettature soprattutto all’olfatto e non sono una truffa alla frutta come nel caso del ben più rinomato (e costoso) solani 131 rosso ad esempio, dal sottoscritto ribattezzato: il solOni! La nota alcolica con il passare dei giorni svanisce un po’, ed è un peccato perché l’ho trovata davvero piacevole, ben fatta, con note da whisky torbato scozzese, tendenti all’affumicato. Sotto c’è un virginia tutto sommato interessante, che non brilla per evoluzione o sapori esotici e particolari, ma che fa il suo, non degrada mai, accompagna tutta la fumata egregiamente, si lascia notare per una buona alternanza di sapori più zuccherini o più rustici, con una tendenza ai primi, ma senza mai risultare noioso, stucchevole o poco piacevole. Nicotinicamente scarico, serve una lunga fumata per sentire un po di corpo in chiusura, per i miei standard perfetto. Merita un ulteriore altro elogio anche la fumabilità. Questo tabacco brucia lento nonostante non sia umido o difficile d accendere, assicurando cosi tanti minuti di piacevole intrattenimento fumolentista!

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Bosun Cut Plug
(Gawith & Hoggarth)

Miscela: Virginia, Burley

Aromatizzazione: Floreale, Liquore

Taglio: Plug

Forza: 1.5/5

Confezione: tin50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 7.5

Quando ho trovato e preso questo tabacco a Londra, presso la Tabaccheria James J. Fox, il gentile venditore mi disse che questo era il più stretto parente dell’ennerdale, che avevo chiesto specificatamente, ma che era aihme esaurito. Annusata l’enorme giara del negozio devo dire che i sentori sono stati proprio quelli. Odori intensi, floreali ed agrumati, note di liquore a mescolarsi con una base virginia davvero top quality. Ne ho preso senza indugio 25 grammi, che non mi sono stati venduti a plug, bensì in un formato broken flake. Questo suoi eccellenti aromi all’olfatto si sono mantenuti tali, sia nelle settimane precedenti a che decidessi di iniziare a fumarlo, sia nel corso dei circa 10 giorni che ho impiegato a finirlo. Se però gli odori sono davvero molto simili all’ennerdale, aihme, o per fortuna, e questo dipende da come avete considerato e valutato l’ennerdale per l’appunto, i suoi sapori risultano essere invece molto più neutri, l’aromaticità floreale più basica, e la spinta dei tabacchi naturali che compongono la mixture, ossia virginia e burley, certamente preminente. Questo basta a non farmelo considerare assolutamente un aromatizzato, al massimo un aromatico molto leggero e molto naturale in perfetto stile inglese. Aggiungo inoltre che con il passare dei giorni, e con il leggero seccarsi del tabacco, che poi realmente secco mai, in perfetto stile Gawith, i toni aromatici si sono ancor più affievoliti lasciando la scena praticamente solo alla mixture virginia-burley. In generale un ottimo tabacco, come del resto ci si aspetta da un Gawith, certo è che se lo approcciate come nel mio caso, speranzosi di fumarvi un altro ennerdale allora no, allora potrebbe deludervi un po, ma non per il suo risultato finale, bensì perché mi spiace dirlo, ma l’ennerdale è su un altro livello, se non proprio un altro pianeta. C’è certamente la frutta secca, la nocciola, un burley delicato e mandorlato, sapido, a rafforzare dei virginia davvero di ottimo livello, c’è anche quella nota agrumata e floreale alla base, che arriva e non arriva, e che rischia velocemente di smarrirsi se lo scaldate troppo. Tabacco in tal senso non facilissimo da fumare, leggero di nicotina ma che va gestito lentamente, assaporato, lasciato bruciare a fil di fumo, solo cosi saprà rimanere il piu a lungo possibile pieno di tutti i suoi sapori, regalandovi un’altra esperienza eccellente, benché non capace di competere con i fasti di uno dei tabacchi credo più unici di sempre, l’ennerdale per l’appunto, che una volta provato, si odia o sia ama, ma se si ama davvero non si può dimenticare.

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Bothy Flake
(Samuel Gawith)

Miscela: Virginia, Latakia aromatizzato al Whisky

Taglio: Flake

Forza: Medio

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 30 Euro

Room note: Medio

VOTE: 6

Dire che non mi è piaciuto sarebbe sbagliato, dire che non mi ha convinto, forse troppo poco, dire che non lo comprerò mai più, soprattutto alla luce dei recenti rincari di casa Gawith, assolutamente una certezza. Il Bothy Flake è nella gamma Samuel Gawith, un altro blend assimilabile a mio parere per somiglianze di sapori al Balkan flake, ed al migliore dei “cugini” ossia il Navy flake. Rispetto al primo è un abisso migliore, rispetto al secondo non ci siamo invece. Qui l’aromatizzazione, o meglio presunta aromatizzazione, considerato che la nota alcolica non è mai pervenuta, sarebbe al whisky, in teoria a far da sfondo ad un Virginia-Latakia, in cui il primo è il centro del blend, ed il secondo sta li a dar sapore ma senza mai particolare convinzione. Stranamente fumabile anche a flake, seppur dopo averlo lasciato almeno un 20 minuti a prendere aria, è già un passo avanti, considerata l’umidità media dei tabacchi SG. Scalda abbastanza il fornello se non gestito con attenzione e dopo metà fornello, nell’ultimo terzo tende a perdere un pò troppo i sapori, ed a scivolare in un sigarettoso, particolarmente evidente se la carica è stata fatta sbriciolandolo a ribbon, invece di essere fumato come “mamma l’ha fatto” ossia flake. Quest’ultima è in verità l’unica reale differenza che ho notato, poco altro nei sapori complessivi che si mantengono buoni in entrambe le modalità di carica. Acqueruggiola neanche troppa in verità, ma sempre se si è lasciato il tabacco arieggiare un pò prima della fumata. L’ho trovato migliore in fornelli più capienti, capaci di restituire meglio al naso una room note tutto sommato non spiacevole. Bocciato pensando all’attuale costo italiano della tin, se doveste tuttavia riuscire a trovarlo in paesi europei dove il prezzo è ancora sotto i 20 euro, è comunque da provare una volta nella vita.

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Boutique Blend

(Robert McConnell – Heritage)

Miscela: Virginia, Orientali/Turchi, Latakia

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 1/5

Confezione: 50gr

Costo Italia: 25 Euro

VOTE: 7.5

E qui la riproposizione è importante, perché parliamo dell’arcinoto Early Morning, già ex Dunhill, oggi a marchio Peterson, ed in questa versione riproposto anche dalla collezione Heritage di McConnell. Comincio con il dire che, almeno rispetto alla versione Peterson, questa è una delle riproposizioni più simili in assoluto al suo “originale”, anche se di vero originale non posso parlare, non avendo mai provato la primissima versione Dunhill. Parliamo quindi di una inglese, classicissima e leggera, decisamente tuttogiorno, perfetta anche in estate, con un ottimo bilanciamento tra i suoi tabacchi. Vi potrei tranquillamente dire di andare a leggere la recensione dell’Early Morning su questo blog, o di vedere il video sul canale youtube, e direi che l’80% di quello che posso dirvi sarebbe ne più ne meno lo stesso. Fumabilissimo, taglio ribbon di perfetta umidita, colorazione mista tra chiaro scuri a confermare un perfetto bilanciamento tra i tabacchi della mixture. Nicotinicamente come già detto davvero leggero, fumabile anche a ripetizione, non vi verrà mai a disturbo. Profumi eccellenti, anche questi non marcati, ma definiti e piacevoli, affumicatura presente, speziato, con qualcosa di derivazione virginiosa, soprattutto erbaceo e fieno. Si replica in modalità similare in fumata, con la giusta punta di dolcezza, ma mai esagerata, a bilanciare un perfetto livello di affumicatura. Tabacco godurioso, piacevole, spensierato, esattamente come l’Early Morning, si lascia fumare con grande gusto, non degradando mai di sapori ed accompagnando ogni momento della giornata. Certo se siete estimatori accaniti del 965, o di mixture a forte caratura latakiosa, non fa per voi, ma se vi piace anche qualcosa di più delicato, e magari avete provato ed apprezzato il suo duplicato Peterson, correte a prenderlo!

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Bow Legged Bear
(Cornel & Diehl)

Miscela: Virginia, Latakia, Orientali/Turchi, Burley, Perique

Aromatizzazione: none

Taglio: Plug

Forza: 3/5

Confezione: 57gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 7.5

Letteralmente “l’orso dalle gambe storte”, questa mixture di casa Cornel&Diehl si presenta con una confezione carina, fumettosa, che rappresenta per l’appunto un orso, intento a raccogliere le primizie del suo orto, e forse da qui il suo essere piegato sulle gambe che da il nome al tabacco. Scuro, scurissimo, all’odore denso di latakia, con note acidule importanti, caffè, legno e brace. Buona l’umidità del plug che si lascia tagliare e poi sbriciolare a ribbon abbastanza bene. Bruciabilità eccellente, ma con una densa quantita di cenere in combustione, bianchissima, che forse alla necessità di riaccensione a metà fumata potrebbe richiedere di essere almeno in parte scaricata dal fornello per favorire la fiamma. Questo tabacco mi ha incredibilmente ricordato il Mississipi mud, quanto meno in termini di latakia, stessa potenza, densità e sapori. Ma la differenza, sostanziale per altro, è che se nel mississipi il black cavendish non aromatizzato, porta la nota latakiosa a farsi più armonica, con note di acidulo interessanti, qui il traino è fortemente legato al burley. Burley tipicamente americano occhio! Quindi di sapore ruvido, netto, deciso, nulla a che vedere con quello mandrolato e zuccherino a cui possiamo essere abituati nelle miscele europee. Il virginia viene abbastanza surclassato quindi da latakia e burley, ed anche il perique è davvero un sottofondo non particolarmente incidente in nessuna delle sue forme, se non forse quelle di aggiungere un ulteriore nota di sapore deciso, amaro, popolano! Anche la potenza nicotinica non è banale, è un tabacco dal corpo pieno, certamente non il tuttogiorno da fumare alle 9 di mattina, sempre al netto dei propri gusti e resistenza alla spinta nicotinica. Giudicandolo oggettivamente, dico che è un tabacco che farà letteralmente impazzire i puristi delle miscele a trazione burley e latakia, intensi e senza fronzoli. Allo stesso tempo se siete amanti delle affumicate armoniose, bilanciate, speziate o “orientaleggianti” o per dirla meglio balcanire reali, potreste soffrirlo decisamente di più. Esempi più più chiari? Se il vostro riferimento è il Westminster, lasciate perdere, se partiamo da un Commonwealth in su, potrebbe stregarvi!

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Brasil
(Davidoff)

Miscela: Virginia, Black Cavendish

Aromatizzazione: Frutta, Vaniglia

Taglio: Ribbon

Forza: 1.5/5

Confezione: 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 6.5

Ammetto, è un tabacco che non ho scelto, me lo ha portato una amica di ritorno da Barcellona, e ammetto, avevo un profondo preconcetto sul fatto che fosse una bomba di zuccheri non ben definiti che mi avrebbe sostanzialmente disgustato. E invece… e invece come è sempre vero nel mondo pipario, bisogna sempre provare, provare e farsi le proprie opinioni perche dietro l’angolo c’è sempre la sorpresa. Attenzione, non sto dicendo che sono davanti al tabacco della vita, sempre di un aromatizzato si parla e quindi di un qualcosa che per sua natura difficilmente può diventare per me un tabacco di primissima fascia, però devo dire che come al solito per i Davidoff qui c’è tanto equilibrio. Nella miscela si parla di virginia a doppia fermentazione con aggiunta di black cavendish, anche se a vederlo sembrerebbe esserci per il 95% black cavendish e forse qualche pizzico di virginia. L’odore è piacevole, vaniglia e frutta, come davanti ad una bella torta appena sfornata. Acceso è una sorpresa, una aromatizzata senza dubbio sia chiaro, ma non eccessiva, non chimica, piacevole, equilibrata appunto, bilanciata, con una room note che farà innamorare anche il vicino più ostico al tabagismo, ed una evoluzione, che benche veda la riduzione dei sapori fruttati e vanigliati, rimane una piacevolissima scelta da metà mattina, o da mare, o perche no da aperitivo dolce! Buona la combustione, giusta l’umidità ed anche interessante il corpo, leggero certo, ma non totalmente assente e capace di lasciare appagati alla fine di una fumata. Aihme fumarlo come unico tabacco, tutti i giorni, tutto il giorno me lo ha fatto venire un po a noia, ma questo mi succede con tutte le aromatizzate, quindi non fa molto testo. Sicuramente potrebbe essere un’ottima scelta alternata a tabacchi più vicini al mio gusto, quindi se siete amanti del genere, non lasciatevelo scappare, davvero una buona prova per Davidoff!

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Brown Clunee
(Rattray’s)

Miscela: Virginia, Kentucky, Perique

Aromatizzazione: none

Taglio: Broken Flake

Forza: 2.5/5

Confezione: 100gr

Costo Italia: 38 Euro

Room note: Piacevole

VOTE: 6

Eccoci ancora alle prese con la British collection di Rattrays, della quale trovate tutti i tabacchi che la compongono su questo blog, ed in forma video sul canale youtube. Ancora una volta aihme non è chiarissima la composizione, cosa abbastanza frequente quando si trattano tabacchi Rattray’s prodotti dalla solita Kohlhase & Kopp. La versione originale di questo tabacco era un virginia in purezza, mentre la tin recita chiaramente per un composizione di virginia, kentucky e perique. Stessa composizione dell’Hal O’ the Wynd quindi della stessa casa e stessa collection, ma a mio parere su due mondi opposti. Già dal colore dei tabacchi e dall’odore, la presenza di kentucky e di perique li metto in forte dubbio, le chiarissime foglie del broken flake, che tende a ribbon, e gli odori sono quelli più classici di un buon virginia in purezza, che richiamano alla frutta, ai pomodorini, all’erba, al fieno. Acceso, lo dico in partenza se non si fosse ancora capito, non è un tabacco che mi è piaciuto, per quanto non posso certamene dire che sia qualitativamente cattivo, ma sinceramente ci sono due fattori che mi hanno lasciato dei grossi dubbi e non mi danno modo di andare oltre una sufficienza nel voto. Il primo fattore è la composizione, il kentucky si conferma non pervenuto in nessuna sua forma, se c’è, è in quantità talmente lieve da essere irrilevante, ed anche il perique non è che scherza. Alle volte, ma di rado, mi è capitato di avvertire una leggera piccantezza in particolare nel retro-palatale ed in gola, ma essendo sempre stata una sensazione sporadica, sinceramente non mi permette di dire che sia stato il risultato del perique nel blend. Secondo fattore poi un retrogusto dolciastro che ho trovato inizialmente noioso, poi sinceramente un pò stucchevole. Più che kentucky sarebbe da ipotizzare un cavendish che addolcisce notevolmente i virginia, ma lo fa in maniera monotona, con questa base di dolce che anche per un fumatore come me, che adora i virginia naturalmente dolci, in questo caso lo ha ritenuto quasi irritante. Se ci aggiungiamo che è un tabacco che se portato ad un calore minimamente oltre la soglia perde del tutto ogni sapore e non permette più di recuperarlo direi che le conclusioni si traggono facilmente. Nicotinicamente è presente, non esagerato, ma a stomaco vuoto un paio di volte l’ho avvertito, portandomi a preferirlo poi in fornelli non troppo capienti per limitare la durata dell’esperienza. Evoluzione quasi zero, pochi picchi di sapore, che mi portano a ripetere la mia valutazione, un tabacco noioso ed inutilmente dolciastro. 40 euro (nel Maggio 2023) non valgono per nulla la spesa, se dovete optare per questo tipo di composizione andrei tutta la vita sull’Hal O’ the Wynd, sinceramente questo Brown Clunee non ha alcun senso!

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Tabacco’s review

Burley and Bright
(Gawith & Hoggarth)

Miscela: Virginia, Burley

Taglio: Ribbon

Forza: 2.5/5

Confezione: Bulk 500gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 7.5

Diciamolo immediatamente, questo è un gran buon tabacco, ma soggettivamente non il mio tabacco. Parliamo di un inglese di casa Gawith, il che è gia un marchio di garanzia, aihme venduto solo in bulk da mezzo kilo ed a mia informazione solo in madrepatria Inghilterra, non essendo importato in altre nazioni europee.  Colore chiaro, dorato, ed odore di fieno, erba, e frutta secca, piacevolissimo. L’impatto importante arriva non appena messa la pipa in bocca ed acceso, dall’odore forse vi aspettavate qualcosa di zuccherino e mandorlato, ed invece l’impatto è più quello da virginia-kentucky anche piuttosto grezzo. La parte rustica pero immediatamente diventa complessa, piacevole, ricca di sapore, ma senza perdere quella sua componente molto contadina, e parlando specificatamente del burley, che in questa miscela è il vero protagonista, molto americana. Si perche il Burley&Bright, perché poi chiamare un tabacco Burley e “luminosità” vallo a sapere, forse proprio per il suo colore dire, è quanto di più vicino al tipico burley di fattura americana. Scordatevi il park lane 7 per capirsi, direi che qui siamo molto vicini al Burley Flake della serie HH. C’è quel livello di rusticità li, ma un rustico pensato, complesso, eccellente per molte sfaccettature. Il virginia anche è di sapore intenso, non quello del golden glow per capirsi, forse molto piu vicino a quello del dark bird eye, talmente tosto da sembrare un kentucky. Bel corpo, sostenuto, anche se non traumatizzante, l’ho gestito anche io, il che lo rende un tabacco assolutamente fumabile, ma certo non è la miscela adatta alle 9 di mattina! Perché non è il mio tabacco, come scrivo in premessa di recensione, è facile da comprendere per chi segue le mie recensioni, io sono sempre per i sapori piu “leggeri”, bilanciati, per i virginia zuccherini, per i burley mandorlati, mentre qui siamo più vicini a fumatori di forte e giallone, siamo più verso gli amanti del darkland e del 1792, insomma sapori eccellenti (nei secondi esempi), ma decisamente votati al terroso, al legnoso, ed al “tabaccoso” in senso positivo!  

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Capstan
(Mac Baren)

Miscela: Virginia

Taglio: Flake

Forza: Leggero

Confezione: 50gr

Costo Italia: 16,50 Euro

Room note: Tollerabile

VOTE: 7

Se un tabacco sta sul mercato da oltre 100 anni non può essere un caso, e con la curiosità di provare un blend con oltre un secolo di vita, mi sono approcciato al Capstan. Forse emblematico come il Clan, in termini di utilizzo nel mondo della pipa e di storia, questo virginia in purezza mi ha messo in difficoltà. In difficoltà si, ma non tecnicamente, in termini di fumabilità, perché questa è semplice e non richiede particolari accorgimenti, bensì in termini di voto. Ragionando infatti oggi, giugno 2021, con l’uscita dei Gawith dal mercato italiano, e quindi del quartetto dei veri king di questo segmento di tabacchi, e mi riferisco al Full Virginia Flake, Best Brown, Golden Glow e Bright CR Flake, è naturale pensare che al momento il Capstan riconquista a mio parere la scena come miglior virginia in purezza venduto in Italia. Chi può mi smentisca ovvio, ma a memoria, non trovo altri blend uguali capaci di eguagliarlo in nulla, dal prezzo, alla fumabilità, al confezionamento, ai sapori. Mettiamola cosi, se non avessi il riferimento ai quattro appena citati, ed avendo paradossalmente solo il Capstan tra i virginia puri, il voto potrebbe essere almeno un punto più alto. Ma aihme io il riferimento ce l’ho, e piuttosto chiaro, e non posso, oggettivamente, non considerarlo come un elemento importante nella valutazione. Il Capstan è quindi un ottimo tabacco, un taglio flake alla giusta umidità, sapori fruttati, pieni i sentori a crudo, in fumata evolve, non repentinamente, ma passa da toni più aciduli, a quelli più tipicamente virginiosi, non trascende quasi mai in sigarettoso, ed a patto di non scaldarlo troppo, restituisce sempre delle piacevoli fumate. Il tasso nicotinico basso, lo rende un partner allettante sempre e comunque, anzi forse meglio proprio lontano dai pasti, metà mattina o pomeriggio, dopo il caffè od un aperitivo, la sua poca pienezza nicotinica infatti lo possono far stonare con un bel pasto sostanzioso, ma non con tutti gli altri momenti. Come ho letto in qualche blog è un flake di Virginia che va capito, ma che sicuramente è molto più interessante di come viene spesso descritto, si perché spesso lo si trova utilizzato per fare delle miscele casalinghe, secondo in tal senso solo al Giallone dell’Amphora, dal quale per altro, anche come costo si distacca forse di un paio d’euro, ma a paragone, secondo me posizionandosi decisamente più in alto. Il Giallo di Amphora va benissimo per le miscele, il Capstan lo trovo sinceramente sprecato, perché fumato cosi come lo comprate, non farà gridare forse al miracolo, ma è capace di restituire ottime esperienze, senza bisogno di aggiunte o modifiche. Il prezzo poi lo rende particolarmente competitivo, oggi intorno ai 16 euro non ci compri nulla di qualitativamente elevato, speriamo quindi che la macchina delle tasse italiana non si ricordi che ufficialmente, alla piena uscita dell’ultima scorta di Gawith, ed aspettando il Pure Virginia di MacBAren, questo è il nostro nuovo riferimento in merito.

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Tabacco’s review

Capstan Gold Navy Cut
(Mac Baren)

Miscela: Straight Virginia

Aromatizzazione: Agrumi

Taglio: Flake

Forza: 3/5

Confezione: Tin 50gr

Costo Italia: non disponibile

Room note: Piacevole

VOTE: 6.5

Eccoci qui a parlare di un tabacco che dal nome è noto praticamente a qualunque fumatore di pipa di breve o lungo corso, ma che spiazza perché in una versione non presente nel nostro bel Paese. Il Capstan Blu è una istituzione dei tabacchi, lo abbiamo già provato e trovate anche la recensione su questo blog, ma la sua versione gold, in latta gialla mi incuriosiva molto ed alla prima occasione, una trasferta spagnola, me lo sono accaparrato senza sè e senza ma. Chiariamo bene le cose, quando fumai il Capstan blue, era il momento in cui in Italia erano usciti i Gawith e non era ancora arrivata la seria degli HH con il Pure Virginia, e nemmeno alcuni virginia in purezza di McConnell, in primis il 5Years Matured Virginia. Alla luce di quella situazione definii il Capstan Blue il miglior virginia in purezza venduto da noi. Ma oggi la situazione è cambiata, ed oltre ai due sopra citati Straight Virginia, ho sempre la memoria storica dei sempiterni Gawith con i quali è necessario fare un confronto per avere una giusta scala di valori. Non vi aspettate differenze estreme, il Capstan gold ricorda molto il suo “gemello diverso”, e lo ricorda nei pregi e nei difetti aihme, scegliere quale dei due sia il vostro preferito dipende esclusivamente dal vostro gusto, ed io dichiaro sin d’ora che gli ho preferito la versione Blu. Tabacco che brucia bene, flake perfetti, insomma il solito per Mac Baren, ma in cosa si differenziano allora? Certamente il gold è della categoria dei Virginia più tosti, più rustici, con sapori più netti, sapidi, diretti. La nota fruttata ed agrumata, rimane tale solo all’olfatto, per altro fruttata in generale più che di agrumi nello specifico e per altro non cosi marcata da non essere associabile ad aromi che i tabacchi virginia sprigionano naturalmente. E’ una nota comunque che non incide in fumata, ed anzi se può lasciar pensare all’olfatto a dei virginia più dolci, è proprio qui che stupisce. Si! Perche il Capstan gold rispetto al Blu come detto è più tosto, è la sua “metà oscura” nel senso di essere un virginia che sprigiona i sapori più forti di questo tipo di tabacco, non perde la nota dolce, ma questa è secondaria ai suoi sapori più netti. Mi ha ricordato molto il Paddington, di McConnell ed in parte anche il già citato 5Years Matured Virginia, in entrambi i casi, soprattutto nel secondo però, in peggio. La sua nota peggiore, il suo grosso problema per me, e qui devo dire che è un qualcosa che condivide con il Capstan Blu, è il decadimento dei suoi aromi in fumata, se nella prima metà fornello, rimane piacevole ed aromatico, se pur nelle sue caratteristiche di sapori, da metà fornello in poi avvia un decadimento di sapori, con una tendenza al sigarettoso alle volte davvero disturbante. Il problema è maggiore e più persistente in fornelli più grandi, dove probabilmente il tabacco sul fondo, per via di una fumata più lunga, ancor di più si impregna di sapori ed umori del tabacco in superficie, e scade ancor prima ed ancora di più. Questo è il suo più grande difetto, che per me lo ha reso un tabacco di cui sono stato felice di liberarmi, e che non credo ricomprerò, come del resto non ricomprerò il Blu, almeno finche in Italia saranno venduti Virginia nuovamente di altissimo livello come quelli che vi ho già citato. Altra nota da sottolineare e per altro di differenza dal Capstan Blue è il livello nicotinico, questo è un bel tabacco pieno, riempie, è corposo, e se definivo il Capstan blue un ottimo tuttogiorno, anzi forse anche migliore lontano dai pasti, qui è l’opposto, meglio dopo una bella mangiata, a stomaco pieno, perché può colpire duro se non gli si presta la dovuta attenzione. Venduto al prezzo del Blu, avrebbe certamente successo, è il suo fratello più rustico ed avrebbe una bella schiera di sostenitori, ma rimane lontano dai virginia di livello, sicuramente merita una prova, ma nel mio caso, non una seconda chance.

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Carolina Red Flake w/P – ed. 2021
(Cornel & Diehl)

Miscela: Virginia, Perique

Aromatizzazione: none

Taglio: Broken Flake

Forza: 3/5

Confezione: 50gr

Costo Italia: non disponibile

Room note: Piacevole-tollerabile

VOTE: 8

Questa recensione è meno programmata del solito, perché sono venuto in possesso di questo tabacco per via di una piacevolissima conoscenza avvenuta attraverso il canale youtube che gestisco, e che mi ha visto donatario nel mese di giugno 2022 di questa eccezionale miscela americana, nella sua edizione 2021, che però è stata limitata a circa 15-20 grammi e che quindi mi ha accompagnato per circa una decina di fumate, tanto è vero che come è evidente dalla foto in testa a questa recensione, non è un mio scatto ma un immagine dal web, considerato che io l’ho ricevuto in bustina sigillata. Mi sento abbastanza sicuro della mia valutazione, ma mi sembra doveroso chiarire sin da principio che non ne ho fumati i consueti 50 grammi e che non sono riuscito a provarlo in tutte le mie pipe, due consuetudini che in genere metto in atto prima di ogni recensione. Avevo sentito parlare di questa edizione nuova del Carolina Red flake, e posso senza ombra di dubbio dire che le aspettative sono state ampiamente confermate, ed in certi aspetti superate, ma sinceramente quando parliamo di tabacchi americani C&D o GL Pease, non ho ad oggi alcuna delusione in memoria, ma solo eccellenze. Pare che per la realizzazione di questo blend Jeremy Reeves, blender di C&D abbia personalmente scelto le migliori foglie di virginia, virginia rossi ed arancioni della Carolina del Nord, con una generosa porzione di autentico perique di St. James in luisiana. Il risultato? Una esplosione di odori di frutta matura, fichi, datteri, vinaccia, pane tostato, ma anche di sapori, intensi, speziati, pepati, anche agrumati, perché di derivazione anche dei Lemon Virginia, una varietà piuttosto rara che rilascia per l’appunto un sapore agrumato di fondo davvero incredibile. Di questo tabacco mi hanno colpito principalmente due cose, la prima è la straordinaria quantità di sapori che riesce a sprigionare, posso dire con tranquillità che non c’è stata una carica uguale alla precedente, ogni puff ti regala un aroma diverso, un sapore, un sentore, alcuni marcati alcuni più timidi ma pur sempre arricchenti della miscela. E secondo, il perique, mamma mia che perique, solo il Bayou Morning mi aveva regalato pari sensazioni e sapori prima, non a caso anche quella miscela C&D, che trovate recensita su questo blog. Pepato, piccante in gola, speziato, abbraccia i virginia e ci danza armonicamente insieme, alle volte come primo ballerino, alle volte lasciandosi portare, è davvero un’esplosione, e sinceramente dopo aver fumato una eccellenza di questo calibro, rivaluterete totalmente qualunque miscela europea che dichiara perique al suo interno, la migliore, la più intensa, la più spinta che possiate aver fumato non vale il 50% del vero perique della Luisiana. Nicotinicamente è un bel tabacco corposo, difficile fumarlo in sequenza, e meglio se a stomaco pieno, un tre-tre e mezzo su scala da cinque, da maneggiare con cura. Non sarei mai riuscito a provare questo tabacco se non fosse stato per le opportunità concesse dai social, e non smetterò mai di ringraziare il benefattore, il Carolina Red Flake with perique è l’ennesima conferma, se mai mi servisse, che l’America ed il tabacco sono un tutt’uno, sono il massimo livello della qualità, sono il fumo lento e la pipa, per fortuna per noi europei, che la Svizzera c’è!

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Tabacco’s review

Carolina Red Flake (Small Batch) ed. 2025
(Cornel & Diehl)

Miscela: Virginia

Aromatizzazione: none

Taglio: Broken flake

Forza: 2.5/5

Confezione: Tin 57gr

Costo Italia: non disponibile

VOTE: 8

Il Carolina Red Flake è tra i tabacchi, quello che ancor più del solito ha affinità con la vinicultura. Si perché se le somiglianze tra i tabacchi da pipa ed il vino sono già molte, questo specifico prodotto, proprio come nelle edizioni di vino, esce ogni dodici mese ed utilizza la coltura dell’anno precedente. Unica variante è che un anno, come in questo caso, è un virginia in purezza, e quello dopo aggiunge il perique. Sono riuscito ad accaparrarmi quindi l’edizione 2025, fatto di puro tabacco virginia del 2024 per l’appunto. In verità parliamo di un trittico di tabacchi virginia in questa mixture profumatissima ed intensa già negli aromi, confezionata in un broken flake ben fumabile ed alla giusta umidità. Acceso in pipa è tronfio di sapore, ma su tutti prevalgono quelli tostati del caffè e del cioccolato fondente, a scapito dei sapori più zuccherini, non certo protagonisti di questa miscela. Evoluzione lenta ma constante, più mandorlata la prima parte, molto più diretta e legnosa quella finale, ma per arrivarci attraverserete una fumata lenta, perché il tabacco brucia alla perfetta velocità anche se lo forzate un po troppo, e non degrada mai in sapori meno entusiasmanti. Nicotinicamente un buon corpo, medio sulla scala 1-5, che presuppone, in verità anche per sapori, il suo giusto momento più dopo un pasto che come tuttogiorno. Fumato a stomaco vuoto va gestito, almeno nel mio caso, non da colpo alla testa, ma richiede di porre attenzione, e certamente vi lascia sazi alla fine dell’esperienza. Personalmente, ma qui siamo nella consueta nota soggettiva, gli preferisco la versione con il perique, ed ancora di più gli preferisco le miscele di virginia in purezza inglesi. Per capirsi non ho dubbi a preferirgli il Full Virginia Flake ed anche il best brown, ma qui ripeto, è tutto gusto personale. Se siete dunque per un bilanciamento maggiore e per le note anche piu dolci che entrano nella fumata, la penserete come me, se invece vi piacciono i tabacchi più intensi e carichi, allora fatene scorta!

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Celebrated Sovereign
(Robert Mcconnell)

Miscela: Virginia, Latakia Orientali/Turchi, Black Cavendish

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 2.5/5

Confezione: Tin 100gr

Costo Italia: 36 Euro

Room note: Piacevole

VOTE: 8.5

Strepitoso, Eccezionale, Grandioso. Non saprei come meglio iniziare questa recensione se non con i tre aggettivi che meglio mi rappresentano questa favolosa miscela inglese, in versione modern, considerata l’aggiunta di Black Cavendish, prodotta da Kohlhase&kopp e che da oggi entra di diritto nella mia top ten dei tabacchi da avere sempre in scorta. Virginia, Latakia, Orientali ed un pizzico di black cavendish, quanto basta per incensare ed ammorbidire le strepitose note del latakia, per nulla tendente al dolciastro, ma capace di non rendere questa miscela troppo rude o dalle note troppo nette e marcate. Colorazione a contrasto, classica delle EM ben mixate con l’oro dei virginia a contrastare con il nero corvino del latakia e del black cavendish, latakia cipriota in particolare, che all’olfatto è il tabacco primario e dominante. Ho adorato fumarlo in ogni pipa, davvero in qualunque momento della giornata, che fosse una fumata rilassata, oppure lasciato bruciare a fil di fumo mentre si legge un buon libro, forse questi ultimi i momenti in cui me lo sono goduto di più, perché se “puffato” con un ritmo lento e candenzato riesce ancor di più a far emergere i suoi sentori legnosi, di cuoio, di terroso, di affumicatura, ma anche speziati ed incensati dai tabacchi orientali , in particolare pare derivanti dalle foglie di tabacco Turco Dubec, mescolate ad un black cavendish lasciato maturare, in pressione ed al calore  in quelle che il blender chiama: “Scotch presses”. La celebrazione del Sovrano, o il Celebre Sovrano, la traduzione del nome si addice sicuramente ad un tabacco che tra i McConnell per me è di diritto una delle migliori affumicate, ed una delle migliori in assoluto anche rispetto alla concorrenza italiana, senza trascurare il particolare, per nulla di poco conto, del rapporto costo-qualità, perché nella tin da 100gr venduta nel nostro paese a 36 euro, parliamo di una miscela top a 18 euro per 50 grammi, vi sfido a trovare di meglio. Nicotinicamente un buon tabacco, con il giusto corpo, mediano su una scala 1-5, ma saziante, la volontà di riaccenderlo a termine di ogni fumata era molto, per il piacere dell’aroma, ma solitamente il tabacco mi aveva riempito a dovere, ed una pausa è sempre stata necessaria per poter riaccedere la pipa. Credo inoltre, tra i pregi, tanti, di questo tabacco, che va sottolineata anche la perfetta bruciabilità, tabacco che davvero bisogna impegnarsi per far spegnere, si accende velocemente e facilmente e prosegue sino all’ultimo puff, senza mai perdere tono, sapori ed aromi, per altro senza mai scaldare, ma rimanendo, anche se fumato con un certo ritmo, sempre piacevole. Bel gusto, rotondo, intenso, con una serie di sfumature che sopraggiungono soprattutto da metà fornello, quando ha una evoluzione non particolarmente marcata, ma che forse fa tendere la miscela ad una balcanica, scaricando un pò le note più nette del latakia, ed agevolando invece i sapori degli altri tabacchi del blend. Che dire in conclusione, mi dispiace davvero averlo finito, stranamente nel mio caso, che prediligo in generale le miscele affumicate rispetto ai naturali, ma che fumandole unicamente per una settimana o poco più, che è in genere il tempo che impiego per finire una tin da 50 grammi, mi vengono un po a noia. In questo caso no, lo fumerei e fumerei ancora, e non sarà facile ritrovare quel sapore in bocca ed aroma al naso, che mi ha strepitosamente accompagnato nell’ultima settimana.

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Tabacco’s review

Chacom n.6
(Chacom)

Miscela: Virginia, Black Cavendish,

Aromatizzazione: Liquore, Rum

Taglio: Ribbon

Forza: 1/5

Confezione: Busta 50gr

Costo Italia: non disponibile

Room note: Piacevole

VOTE: 7

Mi sono imbattuto per puro caso in questo tabacco, comprato velocemente a valle di una serie di altre scelte, in una tabaccheria di Valencia. Sinceramente le aspettative erano basse, nonostante sia particolarmente apprezzato su tobacco review, perché preso assieme ad altri due Chacom, della stessa linea, che è caratterizzata invece della denominazione da una gradualità di numerazione, e ne ho regalate una paio di latte a mio fratello, ricevendo per entrambe il medesimo feedback di essere troppo “panettoni”. L’aromatizzazione è una caratteristica ricorrente di questa linea di Chacom in effetti, ma questo in verità, considerata la sua composizione, ho sperato fosse meno marcato, avendo come topping rum e liquore, in genere l’alcolico non è mai troppo invasivo, anzi spesso non riesce proprio a venire fuori, oppure evapora nei primi giorni di utilizzo della tin. Ammetto tuttavia che le prime fumate sono state disastrose, ho utilizzato una revese calabash ed una full bent di medie dimensioni di Anatra, e l’unica cosa che sentivo era aria calda. Aria calda sottolineo, tanto che ero propenso a gettare praticamente la tin intera. Poi ho pazientato, ho aspettato ancora un giorno, ed ho ripreso a fumarlo, ed è stato un continuo crescendo. Non so se sia stato perché venivo dalla consueta settimana di sola miscela affumicata, che per qualcuno può inficiare le papille gustative nei primi giorni, a me in effetti è successo di rado, fatto sta che quello che nelle prime fumate non sentivo invece si è palesato nei giorni seguenti ed ha fatto diventare questo tabacco qualcosa di davvero molto piacevole ed un compagno estivo di ottima qualità. Perche dico un compagno estivo? Perche la carica nicotinica è bassa, pressoché nulla, è un tabacco leggero, zuccherino ma non stucchevole, piacevole nelle sue note virginiose, e che forse ha come mancanza quella che la presunta aromatizzazione alcolica a mio dire non esiste proprio, ma come scritto in partenza neanche me l’aspettavo troppo. Il black cavendish armonizza il virginia, lo amalgama, ma in verita quello che si sente sono note basiche di un discreto virginia tendente al dolce. Non è certamente la miscela più adatta ad un dopo brace a base di carne, magari accompagnando un buon ammazzacaffè, i suoi sapori sono troppo leggeri e ne verrebbe totalmente sovrastato. È invece il tabacco giusto da ombrellone, da post caffe mattutino, da piacevole fumata di metà pomeriggio, è un tabacco che non richiede attenzioni, tutto l’opposto di qualcosa da meditazione, che potete fumare senza grandi aspettative ma ricevendone indietro una apprezzabile compagnia.

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CH Flake
(Samuel Gawith)

Miscela: Virginia, Burley, Latakia

Aromatizzazione: Cioccolato

Taglio: Flake

Forza: 2/5

Confezione: Tin50gr

Costo Italia: 30 Euro

Room note: Piacevole

VOTE: 7

Di tutti i Gawith venduti in Italia sino alla loro “dipartita” il CH Flake era l’unico che non avevo mai provato, sarà perché non mi convinceva quella nota di cioccolato, sarà perché quando scopri che esistono altri produttori di pipe che offrono flake fumabili e non ignifughi come quelli della casa inglese non hai più tanta voglia di perderci ore per renderli utilizzabili, sarà anche che all’aumento del costo a 30 euro per una tin ho messo questo tabacco nel dimenticatoio, insomma non avevo mai trovato l’occasione. Occasione che si è presentata invece in pre-partenza estiva, quando alla ricerca di un naturale da portare con me in vacanza, ho deciso di chiudere il cerchio dei Gawith e provare anche questo CH Flake, nome che deriva dall’abbreviazione di Chocolate flake a seguito della normativa europea antifumo che vieta l’uso di nomi alimentari per i prodotti legati al fumo. In effetti, nell’introvabilità dei Gawith almeno sulle grandi città, Roma sicuramente, il CH Flake era l’unico che spesso era ancora presente sugli scaffali delle tabaccherie più fornite, il che a dirla tutta non è esattamente un buon segno. Io tuttavia l’ho acquistato speranzoso del fatto che in fondo parliamo di un Gawith, e per di più di un Gawith della Kendal Collection, che a mio dire ha delle assolute eccellenze tra le sue fila, di cui in testa il 1792 flake ed il Sam’s Flake, questi per me sono tra i tabacchi più buoni non solo nel mondo Samuel Gawith ma in generale in quello pipario. Mi incuriosiva molto anche la nota di latakia, quanto questa influisse davvero nella miscela e quanto la potesse spostare verso un blend affumicato invece che un naturale. All’apertura gli odori sono come prevedibile eccezionali, c’è la nota di cioccolato, ma c’è anche la spinta erbacea di straordinari virginia, e devo dire in maniera davvero interessante anche della nota affumicata del latakia. Fettine di flake davvero ben fatte, ordinate, ciotte come da classica modalità Gawith e neanche a dirlo ignifughe. Ho provato un paio di volte a fumare il flake intero poi, neanche lontanamente vicino alla pazienza che riponevo in questa operazione nei miei primi anni di pipa, ho applicato il mio personalissimo modello “anti-Gawith”: sbriciolamento dei flake a ribbon e tenuta dei tabacchi all’aria per 24-36 ore. L’operazione ha funzionato ed il tabacco è divenuto fumabile alla bisogna senza tanti giri e pensieri sulla preparazione pre-caricamento. In fumata è stato un buon tabacco, dico la verità, non entusiasmante, non è certo una perdita inconsolabile, che mi spiega anche il motivo di tanta persistenza sugli scaffali a distanza di oltre un anno dall’uscita ufficiale di questo brand dal nostro mercato. Nicotinicamente leggero, la nota di cioccolato è lieve, sta nelle retrovie, potrebbe essere additata anche ai burley in verità e rappresenta bene comunque la modalità di aromatizzazione dei tabacchi inglesi, sempre estremamente leggera, sempre molto naturale e per nulla ottenuta con aromi chimici e quindi destinata ad essere un sottofondo che svanisce sempre più con il passare dei giorni. Anche la nota di latakia in effetti è tendenzialmente sparita in fumata, quello che all’olfatto sembrava una presenza ben più importante, è divenuta un elemento di sapidità in più, che non influisce come sapore affumicato, ma al massimo arricchisce i virginia, che si confermano splendidi e con un tocco in più di sapore. Un buon tabacco, non qualcosa che andrò a cercare ancora in futuro, nè un tabacco in cui investire 30 euro, ad oggi della Kendal collection forse il più deludente, ma sempre in una gravità Gawith che lo rende qualitativamente molto elevato. Assolutamente da non trattare come un aromatizzato e da inserire nella categoria dei naturali, certamente ne possiamo fare a meno senza troppi drammi.

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Tabacco’s review

Cimette
(Tornabuoni)

Miscela: Kentucky

Aromatizzazione: no

Taglio: Broken Plug

Forza: 5/5

Confezione: Scatola 50gr

Costo Italia: 18 Euro (Feb 2025)

VOTE: 7

Tra i tanti nostri tabacchi nazional popolari, uno di quelli che prima o poi ogni fumatore di pipa affronta, e se è anche un fumatore di sigaro, probabilmente anche piuttosto presto, ci sono le famigerate Cimette di Tornabuoni. Famigerate si, perché le legende narrano, che pochi tabacchi abbiamo mietuto cosi tante vittime in termini di botte nicotiniche pesanti, e chi nega, o non le ha mai realmente provate, o mente! Prima di addentrarci nella recensione però lasciatemi spendere due parole di commiato e complimenti per la Tornabuoni, perché le cimette sono un esempio di ciò di cui l’Italia dovrebbe dotarsi per far conoscere il suo buon vivere all’estero, fatto di cibi, vini, e nel fumo della sua tradizione di kentucky di fattura unica ed inimitabile. Comprendiamo bene che la MST sforna il forte? Che in fondo altro non è che un tabacco da sigaro ma reso ribbon, e la Tornabuoni, che in termini di qualità è su un altro pianeta insegna a come sviluppare il vero made in Italy top level! Ricavate per l’appunto dagli avanzi di sigaro, le cime di quest’ultimi, vengono stipate e conservate per essere vendute come tabacco da sbriciolare e da consumare in pipa, consigliabilmente assieme ad altri tabacchi. Consigliabilmente perché credo che tra tutti i tabacchi che ho mai fumato, e sono tantini, questo si posiziona senza ombra di dubbio nei primi due più potenti in termini di nicotina, alla pari, ma forse anche superiore al HH Rustica. Parliamo di kentucky della Valtiberina, essiccato a fuoco, e derivante da un solo processo di lavorazione, cosi da garantire il maggior mantenimento possibile di sapori ed aromi del tabacco, da qui una presunta spiegazione del perché pagare 50grammi di “avanzi” di sigaro, una cifra evidentemente elevata. Gli aromi ed i sapori sono proprio quelli nostrani, stallatico e terroso a dominare la scena, pieno, potente, rustico, campagnolo, queste sono le caratteristiche di questo tabacco che sbriciolato mantiene una composizione grossolana, ma è sempre talmente secco da non generare alcun problema in pipa. Bastano pochi minuti per capire che aver pensato di fumarlo naturale, cosi come mamma Tornaboni l’ha fatto, è stato un azzardo che pagheremo caro. Vi dico la verità, che poi spiega anche il voto, che per molti potrebbe essere ritenuto bassino, la qualità è eccelsa, e questa mixture meriterebbe decisamente di più, ma davvero ha senso pagare 18 euro per un qualcosa che potremmo generare da qualunque sigaro toscano che ci piace di più? Ecco il punto secondo me discutibile è esattamente questo, spendere 18 euro per avanzi di sigaro, che nel 99% dei casi servirà per arricchire miscele casalinghe, la prima, e non c’è bisogno di sondaggio per saperlo, è quella di accoppiarlo con un buon virginia, anche se la tradizione popolare lo vuole in abbinamento con il giallone di Amphora, in quella che forse è tra le mixture casalinghe più diffuse nello stivale. Certamente un eccellente ingrediente per migliorare, arricchire, potenziare, modificare qualunque miscela, utile ogni qual volta il tabacco aperto ha colpito i nostri gusti ed appagato i nostri desideri, ed allora ecco che l’aggiunta di tanto sapore italico, può riportarlo ad alti livelli. Da provare al 100% se siete fumatori di sigaro kentucky italiano, 100% da provare se siate amanti dei tabacchi mediterranei, 100% da provare se vi piace aggiungere kentucky e corpo alle vostre miscele. Stategli lontani se il vostro appagamento è nel kentucky bird e nel Sunday fantasy, o se, come me, il vostro corpo accetta nicotina nella misura di un 12 enne con i brufoli, vi farà male, ma molto molto male!

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Tabacco’s review

Clan
(Scandinavia Tobacco Group)

Miscela: Virginia, Burley, Orientali, Cavendish, Black Cavendish, Latakia, Perique, Altri

Aromatizzazione: floreale e Alcolico

Taglio: Ribbon

Forza: 0.5/5

Confezione: Busta 50gr

Costo Italia: 9.80 Euro

VOTE: 7

Questo non è un tabacco, questo è il tabacco, nel senso che è probabilmente la mixture più storica del mondo pipario, un rito di passaggio, un sentore nell’aria delle case dei nonni, è l’aroma che chi di vecchia scuola abbinerà senza sè e senza ma alla pipa, ed è, dulcis in fundo, uno dei tabacchi su cui c’è più conversazione, controversia e discussione social e non, che sia oggi in circolazione. Già solo fare questa recensione genera in chi scrive quel senso d’ansia da insulti, rimproveri, astio puro, che solo chi ha tentato di farsi anche solo vedere con questo tabacco probabilmente ha provato, e non si osi pensare che magari l’ha pure gradito. Quindi prendo coraggio e ammetto chiaramente, senza lasciare dubbi e prima di scriverne più dettagliatamente che: A ME IL CLAN PIACE! Ecco l’ho confessato, e se devo dirla tutta, per mia personale inclinazione, darei molto più di 6.5, ma poi cerco di essere oggettivo, di considerare tutte le varianti, ed una sufficienza piena, più tendente al 7 che all’6 ci sta tutta, per me ovviamente! 14 tabacchi recita la leggenda, in pratica qualunque cosa sia fumabile sta qui dentro, con una nota di sapori aromatizzati data dal floreale, che forse c’è pure, e dall’alcolico, che rimane invece solo dichiarato e mai pervenuto. Due sono le grandi critiche mosse verso il tabacco più venduto al mondo, quello che troverete anche nei peggiori “bar di Caracas”, ossia brucia la lingua e la bocca, e fa scaldare i fornelli come una brace da carne. Posso dire la mia? Non è vera né la prima nè la seconda, e chi lo dice, secondo me non ha idea di come approcciare questo tabacco, o forse, cosa più probabile, gli è stato appioppato dal tabaccaio di turno, non esperto di fumo da pipa, che semplicemente perché è quello che vende di più, lo ritiene probabilmente buono per la massa e per i neofiti. La mia valutazione di tutto ciò? Siamo dinnanzi ad un tabacco complesso tutt’altro che adatto ai neofiti, anzi, esattamente il contrario, e proprio la complessità della mixture, la sua tendenza a perdere sapori se scaldato e la tendenza a bruciare bocca e lingua se fumato in maniera troppo sostenuta (come del resto tutti gli aromatizzati, e questo non lo fa più di quelli blasonati) lo rende un difficile compagno da gestire come si deve. Chiudo sul tema dicendo che con me non ha mai scaldato, ha sempre bruciato in pipa alla perfezione e non ha mai fatto una goccia di acqueruggiola, questo quindi, al netto del se piace o no, che è ovviamente molto soggettivo come quasi tutto nel mondo della pipa, mi ha dimostrato che fumato non da neofita, e quindi gestito come si deve, con le pipe giuste, ed una buona capacità di seguire la combustione, è tutt’altro rispetto a quello che ne dicono i suoi più acerrimi detrattori. Già decantate le sue doti di fumabilità, come tutti i tabacchi in busta forse è un po troppo secco all’apertura della busta, ed è quindi consigliabile  bormiolizzarlo e fargli riacquisire un pò di umidità per renderlo anche migliore. Il suo sapore ed odore mi ha del tutto conquistato, su tutto ho sentito primeggiare dei chiari sapori di mandorla e frutta secca, mai eccessivi, mai da panettone, mai stucchevoli. Ogni fumata è stata differente, ogni fumata può dare una nota diversa, una sensazione differente, una storia a se, è probabilmente il vantaggio di un mix di tabacchi che non ha paragone nel mondo della pipa. Piacevole in ogni momento della giornata, forse la sua nota negativa è che alla lunga, fumato costantemente e senza alternative mi ha un pò annoiato, ma questo premetto che è per me tipico di tutti gli aromatizzati, che uso come tabacchi da fumare distrattamente, quando non ho voglia di concentrarmi sui sapori, ma voglio solo una gradevole sensazione in bocca e nell’aria, e su questo non mi ha mai deluso. Nicotinicamente medio-leggero, perfetto per metà mattina, dopo un dolce del pomeriggio, oppure accompagnando un bel caffè anche presto la mattina. Certamente non è un tabacco che vi farà guardare male da chi vi circonda, il room note è piacevole, ed un profuma ambiente come pochi simili. Insomma promuovo il Clan, che ho approcciato con tanti pregiudizi e timori, convinto che avrei buttato la busta dopo poche fumate, e che invece ancora una volta mi ha rivelato quanto sia vero, nella pipa ancor più che in altri campi, come sperimentare e provare paga sempre e rivela grandi soprese. Sono già pronto ad orientarmi verso l’edizione invecchiata 3 anni, certo che questo Original diventerà quel tabacco da avere con me sempre, perché la voglia di accenderselo in pipa, è stato alle volte incontenibile, era il momento del clan, senza sé e senza ma, chi sono io per oppormi? …

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Tabacco’s review

Clan 3 Years
(Scandinavian Tobacco Group)

Miscela: Virginia, Burley, Latakia, Black Cavendish

Aromatizzazione: Fruit, Varia

Taglio: Ribbon

Forza: 1.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 16 Euro

VOTE: 6

Quando questa special edition fu messa su mercato, parliamo del 2020 o 2021 se non erro, stupidamente non la presi, rimpiangendo poi di non averlo fatto e soprattutto alla luce di un buon riscontro che invece ho sempre avuto del Clan nella sua versione classica. Trovato in maniera totalmente fortuita in un avanzo di tabaccheria, non mi sono fatto scappare questa seconda opportunità, ed atteso il periodo caldo, quando solitamente almeno un aromatizzato decido di aprirlo, ho stappato la tin. Prima nota di “colore”, non so se a torto o ragione, su Tobacco review non è indicato come una mixture praticamente di tutti i tabacchi esistenti sulla terra, ma si limita al virginia, latakia, burley e black cavendish, con una aromatizzazione non meglio precisata. Sin dalle note olfattive, il ricordo è quello di un clan ma tendenzialmente più spento, quel buon odore di anice e mandorla distintive del suo parente standard sono assopite, più leggere, meno marcate. È esattamente la sensazione che poi ho avuto nuovamente in fumata. Qualcosa di meno “efficacie” ed “efficiente”, una marcatura di sapori meno chiara, con quella nota di liquerizia ed appunto mandorla che mi hanno sempre ben contraddistinto il Clan classico e che qui si perdono in un mix non meglio precisato. Non saprei se a far assopire i sapori sia la sua fermentazione appunto di tre anni, oppure il fatto che non ci siano esattamente gli stessi tabacchi a comporre il blend, o magari ancora il loro dosaggio è differente, quello che è certo è che questo è un tabacco abbastanza differente. Differente non vuol dire spiacevole, ed infatti il Clan 3 Years alla fine galleggia sulla sufficienza grande al buon odore che comunque lascia nell’aria, al sapore tutto sommato non chiaro, ma non cattivo in bocca, ed ad un paio di caratteristiche che in questo caso ricordano molto la sua versione classica, ottima bruciabilità ed a mio parere un tabacco poco irritante per la bocca al contrario di tante aromatizzate che invece in tal senso sono davvero deleterie. Proverò certamente ad aggiungerci un po di kentucky, e/o un po di latakia, e sono convinto che con questi aiutini in più possa diventare una mixture casalinga interessante. Da provare se vi è piaciuto il clan, quanto meno per l’esperienza. Da provare se non vi è piaciuto il clan, perche questo tabacco è un’altra cosa. Da provare se non avete mai provato il clan, perche in fondo è una aromatizzazione leggera e piacevole che secondo me potrebbe lasciar soddisfatto più di un fumatore. Insomma, nel bene e nel male, da provare!

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Tabacco’s review

Classic Delight
(W.O. Larsen)

Miscela: Virginia, Burley, Black Cavendish, Latakia

Aromatizzazione: Fruit, Cherry

Taglio: Ribbon

Forza: 1.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 12 Euro

VOTE: 76.5

Ad oggi, Aprile 2024, questo è il primo W.O.Larsen che provo, tabacco che mi è stato fatto provare per la prima volta da un caro amico in un incontro pipario, e devo dire che quella “puffata sporadica” mi ha colpito non poco tanto che sono andato subito alla ricerca di una busta intera. Nonostante il profumo, e forse ancor prima anche la fama del marchio, lascino pensare ad un incredibile panettone di Natale, in termini di dolcezza, è questo uno di quei casi in cui, solo grazie al suggerimento di un amico ho potuto sfatare un mito. Ancor in effetti non so bene se collocare questo blendW.O. Larsen di Virginia, Burley, Black Cavendish e Latakia, tra i naturali o le affumicate, ma sicuramente scarto l’idea di considerarlo una aromatizzata, ed alla fine probabilmente propendo per l’insieme dei naturali. L’odore in verità è molto fruttato, o meglio come descritto nella video recensione di Giuseppe Filieri, alias NitroMargherito e di Luca Piemontese, odora di liquore alla ciliegia, il Gambrinus se ne avete un’idea (e se non l’avete correte a comprarlo). Devo dire che questo profumo piu intenso dei primi giorni dall’apertura della busta, si va man mano assopendo, non perdendo però mai la nota di frutta rossa matura. Acceso in pipa però è un tabacco dai due momenti, nella prima metà fumata, sono preponderanti i virginia, il burley ed il black cavendish, tutti molto zuccherini, non alla stregua di un aromatizzato come già detto, ma con questa nota di frutta che si sente in bocca e nell’aria. A metà fornello però è un tabacco che vira, prende corpo il tanto atteso latakia, che sicuramente è dosato in maniera molto casta, ma che riesce ad aggiungere la nota affumicata e, non a divenire centrale, ma a farsi sentire in particolare nel retronasale. Due i principali difetti di questo blend per me, primo: è un black cavendish che se fumato con troppa veemenza scalda e irrita la bocca. Nelle giornate da tante cariche, a sera la mia bocca ne aveva avuto decisamente abbastanza. Il secondo difetto invece, è che nonostante questo switch di metà carica, è un tabacco sostanzialmente piatto, i suoi sapori sono sempre quelli, e quindi se fumato come unico tabacco rischia sicuramente di stancare. Ma ai difetti, ci sono certamente anche più di un pregio a bilanciamento della mixture, sicuramente è un ottimo tuttogiorno, che aggrada sia gli amanti dei naturali dolci, sia chi non vuole rinunciare ad un tocco di affumicatura, seppur limitata. Sembra una di quelle mixture casalinghe ben riuscite, in cui versate il tabacco estremamente latakioso a bilanciare un aromatizzata leggera che non vi aveva fatto impazzire, ed il risultato è più che soddisfacente. Promosso certamente, è una di quelle scelte che suggerisco vivamente a chi alterna più tipologie di tabacco durante la giornata, la settimana o il mese, perché se scelto al momento giusto può essere davvero il compagno ideale!

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Classic Flake
(Mac Baren)

Miscela: Virginia, Cavendish

Aromatizzazione: Vanilla

Taglio: Flake

Forza: 1.5/5

Confezione: tin 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 5.5

Era da oltre un annetto che conservato questa tin comprata ad Amburgo in una scorribanda lavorativa. All’epoca ancora esisteva Mac Baren, o meglio esiste anche oggi, ma non era ancora in atto il piano di Scandinavian di rivedere gran parte dei tabacchi del catalogo. Non so se questo classic flake sia o meno finito nei tabacchi che dimenticheremo, e sinceramente se avete dato uno sguardo al voto, neanche mi interessa piu di tanto, quello che è sicuro è che qualcuno potrebbe averlo conosciuto come Vanilla Flake. Virginia, Cavendish con una leggera aromatizzazione vanigliosa, è un tabacco che fatico a definire aromatizzato perche in effetti la spinta di vaniglia e del cavendish non è cosi imponente ne tanto meno disturbante. L’odore è eccellente in effetti, erbaceo e cioccolatoso, con poca attinenza alla vaniglia. In fumata aihme però più deludente e si presenta come una mixture piatta, chiarissima in tutte le sue sfaccettature gia dopo due o tre fumate, e che non evolve particolarmente. Per altro tende a scaldare, a fare acqueruggiola ed a bruciare lingua e palato. Il sapore di per se non è neanche terribile, proprio perche il cavendish non sovrasta i virginia, ma certo gli da quella nota zuccherina, un po troppo costante, che alla lunga stufa, soprattutto se è l’unico tabacco che fumate, magari piu volte al giorno. Meno peggio di quanto temevo nel complessivo, potrebbe andar bene per chi ama i virginia molto dolci, e magari per chi lo fuma di tanto in tanto. Si pone come un tabacco da pochi pensieri, che nell’aria lascia un buon aroma anche per i non fumatori e che, al netto della cadenza di fumata per evitare i problemi descritti sopra, non vi impegnerà quasi per niente per capirlo.

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Classic Loose Cut – Vanilla Cream
(Mac Baren)

Miscela: Virginia, Burley, Black Cavendish

Aromatizzazione: Vanilla, Cream

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 14 Euro

Room note: Molto Piacevole

VOTE: 7

In una video recensione di Youtube in cui se non erro parlavo dello Scottish Mixture di Mac Baren, un amico mi scrisse che il suo tabacco tuttogiorno era il Classic Loose Cut di Mac Baren e che lo trovava estremamente buono ed equilibrato. Incuriosito come sempre dal suggerimento di un pipatore, l’ho preso alla prima occasione utile, benché un pò scettico considerata la miscela aromatizzata che quindi di sua natura, difficilmente poteva incontrare a pieno il mio gusto personale, ma in parte confortato dal video del buon Luca Piemontese, che ne tracciava una recensione interessante descrivendolo in fondo come un tabacco equilibrato. Noto all’estero come Vanilla Cream loose cut, ovviamente in quei paesi in cui non vige una normativa che vieta di associare nomi alimentari al tabacco, è venduto anche in tin di latta ed in formato flake o roll cake, mentre in Italia, al costo di circa 14 euro, è commercializzato come un aromatizzato in taglio ribbon da busta. Attenzione perché la possibilità di fare confusione davanti allo scaffale del tabaccaio è alta, in quanto la busta di questo loose cut è molto simile a quella dello Scottish Mixture, stesso sfondo bianco e scritte molto simili. All’odore non c’è dubbio, l’aroma di vaniglia è netto e chiaro, anche piuttosto marcato, benché assolutamente non disturbante, anzì. Abbastanza secco, non provoca grandi problemi nel caricamento e nell’accensione, che una volta ultimata conferma, ma non senza sorprese, quando già evidente in fase olfattiva. Il tabacco infatti anche al sapore in bocca tiene ben marcata la presenza di vaniglia ed un dolce ascrivibile alla crema, ma non in maniera cosi netta, non certamente come lo stile danese alle volte ci ha abituato, anche con vere e proprie bombe chimiche che la sigaretta elettronica di mia moglie alla big bubble non è nulla a confronto. Attenzione perché benché la descrizione della casa è di un Vaniglia-Black Cavendish, praticamente tutti i fumatori sono d’accordi nel ipotizzare una presenza di burley nella miscela. In effetti è stata anche la mia sensazione, nel corso della fumata infatti l’aromatizzazione rimane sempre ben presente, non soverchia di netto dei virginia molto interessanti, capaci di rilasciare i loro aromi, ed i loro sapori, ma si avvertono nettamente delle note che sono tipiche del burley, sapori di mandorla, di frutta secca in generale e di tostatura accompagnano il tono della vaniglia. Nicotinicamente non è un tabacco privo di corpo, non da colpo alla testa, ma nemmeno una “piuma”, si presta quindi bene a chi lo voglia fumare anche dopo un pasto e non solo come passatempo leggero lontano dal pranzo o dalla cena. Equilibrato, interessante, piacevole, al netto della classica tendenza degli aromatizzati a scaldare la pipa se fumato in maniera troppo intensa, in tal caso ovviamente degrada come sapore e rischia di irritarvi la bocca. L’ho trovato in conclusione, in controtendenza con le mie preferenza, un buon tabacco aromatizzato, che fa quello che promette, non eccede nei sapori, si mantiene su livelli naturali di aromatizzazione, non posso che promuoverlo e consigliarlo agli amanti del genere, non vi deluderà.

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Tabacco’s review

Commonwealth
(Samuel Gawith)

Miscela: Virginia, Latakia

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 30 Euro

Room note: Tollerabile

VOTE: 8

Che salto nel passato questo tabacco, uno dei primissimi che fumai quando passando da oltre un decennio di sigaro toscano mi approcciai alla pipa, avviando una esplorazione che per il primo anno mi vide quasi del tutto assuefatto al mondo dei Gawith, che tutt’ora ritengo essere una delle migliori case produttrici che ci sono al mondo. Il Commonwealth lo ricordavo come una reale eccellenza, uno dei migliori nel quartetto di testa delle affumicate di questo brand, che in ordine crescente posizionerei cosi: Squadron Leader, Commonwealth, Skiff Mixture e Balkan Mixture. Capirete quindi che non appena visto il post della tabacchiera più amata da ogni pipatore romano, ossia Eva, della nota Tabaccheria Vannicelli, sono corso ad accaparrarmi una delle ultime latte, si perché i Gawith al momento della scrittura di questa recensione (Maggio 2022) non sono più importati in Italia per effetti della Brexit e non solo e chissà se mai torneranno, quindi un gioiellino come il Commnwealth è merce rara come una perla nell’ostrica. Miscela tosta, composta da una perfetta divisione 50 e 50 tra virginia e latakia, diretto, concreto, per amanti delle affumicate intense, ma allo stesso tempo di altissima qualità, per chi ha provato il Brebbia Latakia, consideratelo come il suo cugino ricco, quello che ce l’ha fatta davvero. Rifumandolo dopo alcuni anni, mi sento di confermare il giudizio di assoluta pregevolezza ed unicità, benché ho trovato alcune differenze rispetto a come lo ricordavo. Sarà per la maggior esperienza, o banalmente età, sarà per un parco pipe certamente più ricco per la gioia di mia moglie, sarà forse per una conservazione diversa del tabacco, in particolare tre elementi si sono particolarmente differenziati rispetto alla mia memoria storica. Primo: il tasso nicotinico, lo ricordavo un tabacco molto più corposo, alle volte stordente, ed invece no,  il commonwealth è una miscela che ho acceso anche ripetutamente ed in sequenza e non ho mai neanche rischiato un “contracolpo”, attenzione però perche non avere molto corpo, non è sinonimo di sapore, che invece c’è ed evolve anche egregiamente, ma ne parliamo più avanti. Secondo: è stato un tabacco fumabilissimo, e benché è un taglio ribbon, chi conosce i Gawith sa che questo non è affatto scontato. Una volta acceso, senza particolari difficoltà mi ha sempre portato a metà con zero o poche riaccensioni, davvero nessun problema ed in tin, sin dall’apertura, era alla perfetta umidità. Ed infine per terzo lo ricordavo come un Latakia molto più aromantico ed incensato, per carità è un latakia eccezionale, soprattutto al naso rimanda in toto aromi legnosi, incensati, aromatici, ma in pipa, una volta acceso è un bel latakia tosto, che accentua tutte le sue tonalità più dirette. Per fare un esempio concreto ho di recente fumato il Torben Dansk Latakia, una miscela di latakia puro, che nonostante questo mi è risultato più aromatico del Commonwealth. La principale nota di merito di questo tabacco è però che, al contrario della maggior parte delle affumicate, non lascia in sottofondo gli splendidi virginia di casa Gawith, Virginia eccezionali, che ricordano quelli del sempiterno Full Virgina Flake, e che man mano nel corso della fumata si fanno avanti. E’ una miscela che parte con una affumicatura forte ed intensa, ma man mano che si va avanti comincia a lasciare sempre più spazio ai virginia, rimanda costantemente sapori di frutta secca, ed è gustoso e godurioso sino all’ultimo puff. Che dire in conclusione, per me senza aver fumato alcuni Gawith è difficile avere i giusti termini di paragone nel mondo dei tabacchi, e questo è decisamente uno di quelli che, parlando di affumicate, non si può assolutamente mancare!

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Comune

(Manifattura Sigaro Toscano)

Miscela: Kentucky

Taglio: Ribbon

Forza: 3.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 5 Euro

VOTE: 1

Del quartetto tutto italiano del tabacco da pipa, il Comune è il più economico, e forse il più diffuso, ma in questo credo se la combatta apertamente con l’Italia ed il Forte. Prodotto dalla Manifattura Sigaro toscano, cosi come gli altri blend nostrani, parliamo di un ribbon di trinciati di derivazione kentucky, anche se è possibile ci sia anche del virginia aggiunto, l’odore infatti non del tutto “kentackioso” e mi lascia in tal senso pensare. Nonostante gli odori quindi, che sono veramente l’ultimo dei problemi, andando a guardare bene tra i ribbon, mi sembra palese riscontrare la presenza di pezzetti che non sono palesemente foglie di tabacco. La voce che gira frequentemente su questo blend, e che racconta la presenta di carta aggiunta nella miscela, mi sento ora con certezza di doverla sottoscrivere e confermare. Quello che trovo sono veri e propri pezzetti simil cartonati, equivalenti al cartone bagnato poi lasciato asciugare ed infine sbriciolato, non so se avete presente. Non mi lascio tuttavia scoraggiare, anche se la partenza è tutt’altro che positiva, e lo accendo in pipa, che vi devo dire? Che c’è da dire? Se dovessi trovargli un riferimento, ma in totale negativo rispetto ai tabacchi che vi citerò, giusto per darvi un confronto con sapori “simili” potrei citare lo scaferlati caporal oppure il semois belga. Siamo certamente dinnanzi ad un tabacco mediterraneo, fortemente italiano, dai sapori basici e rudi, ma nella loro peggiore formulazione. Quanto di più vicino alla sigaretta, in termini di odori, aromi, e sensazioni, non c’è una fumata che non mi abbia lasciato un senso di malessere inteso come mal di testa o di stomaco e non a causa della carica nicotinica piuttosto marcata. Davvero non capisco cosa ci si possa trovare in una miscela del genere, va bene il costo, va bene la diffusione sul territorio, anche in tabaccherie poco fornite e molto remote, ma non riesco a capacitarmi del motivo per il quale bisognerebbe fumare la pipa, per trovarsi a “godere” di questa sottospecie di tabacco, mix di scarti e di carte di varia natura, con sapori basici, amarognoli, lontani dal kentucky italiano che tanto bene ci rappresenta ed in generale davvero quanto di più lontano da una cosa piacevole. Io credo sinceramente di essere di fronte al peggior tabacco della mia vita, sicuramente il peggiore che ho provato sino ad oggi, ed ho seriamente pensato che fosse giusto attribuirgli uno zero come voto. Mi chiedo sinceramente chi loda questo tabacco, e ce ne sono tanti vi assicuro, quale brutta esperienza ha avuto durante la sua infanzia per pensare anche solo lontanamente che questa roba la si possa fumare. Per cortesia, fumare la pipa è un’altra cosa, questa è immondizia e cosi andrebbe trattata.

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Consummate Gentleman
(Ashton)

Miscela: Virginia, Latakia, Maryland, Burley

Taglio: Ribbon

Forza: 1/5

Confezione: tin 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 7.5

Ci sono tabacchi che cercano di stupire, e poi ci sono tabacchi che sanno stare al loro posto. Il Consummate Gentleman appartiene senza dubbio alla seconda categoria, ma questo è tutt’altro che un difetto. Questa miscela firmata Ashton non urla, non invade, non pretende attenzione: si comporta esattamente come il nome promette. È un English blend educato, composto, pensato per chi apprezza la continuità più che l’effetto speciale. Taglio Ribbon, al naso emergono odori di legno secco, una leggera affumicatura e cereali. In fumata non crea nessun problemmi ed anzi è un tabacco che perdona molto, ideale anche per chi fuma distratto o in momenti non “rituali”, o perche no, si approccia alle miscele affumicate senza grandissima esperienza. Mi ha ricordato molto l’early morning, il boutique blend, e tutte queste inglesi semplici, leggere, facili, con un latakia non pesante in termini di carica di sapori, ma senza perdere gli aromi e con le dovute differenze. Il Consummate infatti aggiunge burley e maryland. Quest’ultimo è un riempitivo, ma sostituisce egreggiamente il lavoro degli orientali in una classica EM, alleggerendo le spigolature e rendendo la fumata bilanciatissima. Il Burley, seppur non influisce in maniera cosi netta, lascia i suoi sentori di frutta secca, nocciole, e cereali permettendo una evoluzione, che seppur non particolarmente evidente è piacevole e rende la mixture sempre piacevole, ed anche da fumare in sequenza. Consigliatissimo se lo trovate in giro per l’Europa, consigliatissimo a chi si approccia alla pipa e/o alle miscele inglesi, consigliatissimo per chi ama le affumicate ma senza un latakia invasivo, e delle vere e proprio tutto giorno.

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Covent Garden
(Robert McConnell – Heritage)

Miscela: Virginia, Latakia, Orientali/turchi, Perique

Taglio: Ribbon

Forza: 2.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 22.50 Euro

Room note: Tollerabile

VOTE: 7.5

Torniamo sui grandi livelli McConnell qui, una rivisitazione che come di consueto non so dire se riuscita o meno del Night Club di Dunhill, non avendo provato l’originale, ma che a mio dire soddisfa davvero alla grande. Il Covent Garden è una English piena, aromatica, importante come carica di latakia cipriota, affumicato, legnoso, terroso, che rimane il protagonista indiscusso ma cedendo a tratti spazio agli splendidi orientali, che riescono a smorzarne le note più crude a favore della aromaticità generale, con una leggera insaporitura che potrei definire floreale e dolce allo stesso tempo. Forse il grande assente, almeno sul dichiarato della composizione, è il perique, manca direi del tutto la nota pepata e piccante, io non l’ho mai percepita, ma a valor del vero va anche detto che le english con perique sono cosa difficile da realizzare, perché la forza dei sapori affumicati è difficile da far soverchiare ad un “condimento” come il perique, fatto salvo metterlo in grandi quantità, e non è questo il caso. I Virginia ci sono e certamente contribuiscono assieme agli orientali alle fasi meno torbate della fumate, quelle di cui vi dicevo poco sopra, relative agli “addolcimenti” delle affumicature. A livello di nicotina è un tabacco medio, non ne è privo, ma nemmeno troppo carico, fumato a stomaco vuoto potrebbe essere avvertito di più, ma dopo una bella mangiata viene annullato completamente nelle sue sfaccettature meno piacevoli. In parte ricorda il Nightcup di Peterson, per le note dolci, per la carica nicotinica ed anche per avere un perique che raramente, se non mai, viene veramente avvertito. Tabacco facile da fumare, non da problemi in pipa, si spegne poco e nulla ed è pronto sin dall’apertura della tin.  L’evoluzione è contenuta in questo Sali scendi di latakia a favore degli orientali e dei virginia, mai troppo convinta ovviamente, contenuta, ma soddisfacente. Forse verso la conclusione comincia a perdere una parte di sapori, ma non scade mai, l’affumicatura rimane presente e certamente non diventa mai spiacevole. In conclusione questo Covent Garden lo definirei: convincente, un tabacco che potrebbe essere il tuttogiorno di un veterano di affumicate, a metà tra l’early morning (o boutique blend per rimane in casa McConnell) ed un Commonwealth di Gawith. Trova certamente la sua collocazione tra i tabacchi da avere in dispensa, perché è sempre adatto ad ogni momento della giornata.

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Celtic Talisman
(Samuel Gawith)

Miscela: Virginia, Burley, Black Cavendish Aromatizzato a Ciliegia e Vaniglia

Taglio: Ribbon

Forza: Medio-Leggero

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 30 Euro

Room note: Piacevole

VOTE: 6

La prima considerazione che ho fatto comprando questo tabacco è stata: “sarà buono come il B.C. Cavendish sempre di S.G.?”. perché ve lo dico? Perché la composizione di questo tabacco è similare e con lo stesso scopo, un blend che punta sull’aromatizzazione al gusto ciliegia. Fumandolo effettivamente ci si toglie gli ultimi dubbi sulle differenze tra i due, il B.C. Cavendish infatti non ha il burley e indica un’unica aromatizzazione alla ciliegia, senza l’apporto della vaniglia, ma il burley del Celtic Talisman è davvero di minimo supporto, e se non forse per la maggior spinta nicotinica, leggermente superiore al “cugino”, si faticherebbe a trovare delle nette differenze. Anche l’aromatizzazione è alla ciliegia e frutti rossi in generale, perché la vaniglia per me, è del tutto non pervenuta. Se a questo ci aggiungiamo che, sempre rispetto al B.C. Cavendish, l’ho trovato meno particolare, meno capace di lasciare una impronta unica, ma allo stesso prezzo, mi sento davvero tranquillo nel suggerire il primo del due, senza ombra di dubbio alcuno, e assicurare che se provate il Celtic dopo il cugino, non potrà che deludervi. Non discuto invece la qualità dei tabacchi SG, sempre di alta fascia, l’umidità in Tin è buona per renderlo fumabile da subito, anche se l’ho preferito un po’ più secco, per me è capace di restituire meglio aromi e sapori, rispetto a quando più umido, cosi come in fornelli meno ampi e capienti. Questo per non contare che umido tende a scaldare più il fornello e va gestito con maggior attenzione, cosa che non mi è accaduta mai quando l’ho lasciato respirare di più prima della carica. All’olfatto è piacevolissimo, l’odore di frutta rossa e ciliegia è marcata, ma non lo rende affatto un “panettone” una volta in combustione, del resto questo è tipico di casa Gawith, considerando che non si utilizza nulla di chimico negli aromi. Quindi sapore presente ma mai dominante, mai stancante o troppo marcato, anzi forse in tal senso il BC Cavendish lo era di più, seppur conservando le stesse caratteristiche piacevoli in fumata. Room note neanche a dirlo, piacevole, quasi un profuma ambiente che non deluderà mogli, fidanzate conviventi non tabagisti vari. e In conclusione, se siete amanti delle aromatizzazioni fruttate, sicuramente si può provare, ma come detto sopra, della stessa casa ed a pari prezzo c’è di meglio. Come suggerimento vi direi di partire da questo Celtic Talisman prima di passare al cugino, almeno a mio parere avrete un confronto in crescendo e non viceversa.

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Tabacco’s review

Crooked Lane
(Conrle & Diehl)

Miscela: Virginia , Orientali/Turchi, Latakia, Black Cavendish, Perique.

Aromatizzazione: none

Taglio: ribbon

Forza: 1.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 8.5

Ormai già lo so, quando apro una latta americana il dubbio è mi piacerà molto o moltissimo, ad oggi non ho avuto delusioni in tal senso. Non ho trovato molto sull’origine del nome di questo tabacco dalla bella latta colorata che illustra per l’appunto uno scorcio cittadino. Parliamo di una affumicata, ma con aggiunta di Perique e Black Cavendish non aromatizzato. Lo ammetto subito, questo tabacco mi ha stregato, già negli odori è una esplosione di aromi, ma poi acceso in pipa, che ve lo dico a fare. Il perno centrale è il perique, che infingardo non si innesca subito, ma arriva qualche minuto dopo l’accensione e da quel momento in poi tiene banco sino all’ultimo puff. È un perique eccezionale, forse uno dei migliori di sempre, sicuramente nel mondo delle affumicate di questo marchio, il più persistente e buono. La meraviglia di questo tabacco però non si ferma qui. Gli altri quattro protagonisti della mixture si alternano sulla scena, sempre contornati dalla spinta incensata ed affumicata di un eccellente latakia, che si scambia con sapori di fieno, di frutta secca, per poi tornare a virare su un piccantino e peposo piu spinto. È un vero trionfo di sapori e di evoluzioni, è un tabacco che cambia ogni 5 minuti, ed al termine di una fumata da 40, vi ha regalato talmente tanti spunti di sapore che vi lascerà spaesati. Ci vogliono più id una fumata per cominciare a comprendere quanto sia ricco di variabili questa miscela, il cui merito maggiore a mio parere è essere riusciti a mescolare 5 diversi tabacchi, ma lasciando a tutti uno spazio chiaro e dignitoso. Sul perique infatti mi sono espresso, il latakia è il secondo tabacco per importanza, il virginia c’è sempre sullo sfondo con i suoi sapori, gli orientali mitigano e speziano il tutto, ed anche il black cavendish dona qualche punta di acidulo e zuccherino tra le note di “colore” di questa mixture. Davvero eccellente, al termine di 50 grammi probabilmente l’unica domanda che ci si pone è sarebbe “chissà quanti altri sapori potrei scovare se ne fumassi altri 50”.

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Cumberland
(G.L. Pease)

Miscela: Virginia , kentucky e Perique.

Taglio: ribbon

Forza: Pieno Forte

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 45 Euro

Room note: Pieno

VOTE: 8

Gli americani non deludono mai! È proprio vero, ed il Cumberland mantiene la qualità dei tabacchi d‘oltre oceano, sempre pieni, intensi, ricchi di corpo e di sapore. Questo tabacco conferma la tendenza, anche se, a differenza degli altri suoi “cugini”, che senza grandi sforzi offrono tutto il loro sapore a pieno al fumatore, qui c’è maggior bisogno di gestire la fumata per trarne il meglio soprattutto in termini di aroma. Dolcissimo il virginia che fà da sfondo a tutta la fumata, a volte preminente, a volte lascia invece andare avanti il kentuky, anche questo con una chiara nota amara, di caffè direi, diverso dal nostro tipico kentuky da sigaro toscano, questo è più aromatico, meno rude, più sfaccettato. All’apertura della latta il tabacco è pronto da fumare, umido al punto giusto, non ha bisogno di particolari trattamenti, si può caricare ed accendere. In fumata non dà alcun problema, ha una splendida e continua evoluzione, basta avere accortezza alla nicotina, piuttosto forte, arriva chiaramente dopo nemmeno 20 minuti di fumata e se non ben gestita può fare brutti scherzi. Ho trovato il tabacco decisamente più forte nei sapori, nonché di spinta nicotinica se più umido, mentre più piacevole, smorzato ma in positivo e decisamente meno nicotinico se più secco. Ancora l’ho trovato eccellente sia con un fumo più fresco di una canadese, sia una Caminetto estremamente curva, e quindi capace di restituire anche nel fumo della combustione gli aromi al naso cosi come al palato.

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Curly Cut Deluxe

(Gawith & Hoggarth)

Miscela: Virginia

Aromatizzazione: none

Taglio: Broken Curly Cut

Forza: 1/5

Confezione: Bulk 500gr o sfuso

Costo Italia: n.d

VOTE: 7.5

Della schiera di virginia in purezza di casa Gawith il tabacco in questione mi mancava, e solo per puro caso, e per suggerimento di un gentile ed affabile tabaccaio di Edinburgo ne sono venuto a conoscenza. Se parliamo di virginia in purezza di stampo inglese abbiamo decisamente il meglio sul mercato, dall’inarrivabile Full Virginia Flake, passando per Best Brown, Golden Glow, Bright CR Flake, Dark Bird Eye, insomma davvero ce né per tutti i gusti. Questo curly cut, di nome e di fatto, o meglio di composizione, anche se è più un broken curly cut, è stata una vera e propria rivelazione. Profumato ma soprattutto saporito, molto saporito, sapido, ricco di aromi e di evoluzione, c’è una nota più legnosa, c’è una nota fruttata, in particolare quella di albicocca, c’è una nota di mandorla e noce, insomma è una vera esplosione di sapori in bocca, non ai livelli del FvF, ma direi che la sua giusta collocazione, giusto per darvi qualche termine di paragone più comprensibile è tra il Best Brown ed il golden glow. Zuccherino a tratti, ma più rustico in altri, certamente è un buon virginia tuttogiorno considerando la carica nicotinica piuttosto blanda. Due i grossi difetti di questo tabacco, che non mi fanno propendere per un voto più alto. Il primo, l’intensità e questo insieme di sapori esplosivi è tale nella prima metà fumata, poi degrada molto, non diventa mai spiacevole, ma perde un buon 50% dei suoi aromi e diventa più un capstan che un Gawith. Considerate inoltre che è un tabacco che brucia bene, ma lento, quindi anche in fornelli medi, vi garantirà almeno 40 minuti di fumata, e 15-20 minuti persi dopo quell’arcobaleno eccenzionale che è nella prima metà, fanno perdere la voglia di proseguire, davvero un peccato. Il secondo punto è che è un tabacco che tende a irritare la bocca. Non è una irritazione che perdura molto, un’oretta dopo aver smesso la bocca sarà quella di prima, pero sul momento va gestito attentamente. Se siete appassionati di Virginia in purezza è da prendere e provare senza se e senza ma, magari prima di gettarvi sul bulk che è l’unica forma confezionata in cui è venduto, prendetelo come ho fatto io, sfuso, 25 o 50 grammi per farvi capire se è il vostro virginia ideale!

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Director’s Cut

(HU Tobacco)

Miscela: Virginia, Burley, Kentucky, Perique

Aromatizzazione: none

Taglio: Curly Cut

Forza: 1.5/5

Confezione: 100gr

Costo Italia: n.d

VOTE: 6.5

Questa più che una recensione è una impressione generale, perché il tabacco in questione mi è stato regalato da un amico pipatore che in occasione di una cena a tema, me ne ha lasciati circa 15-20 grammi. Credo che i 50 grammi siano la quota giusta per un recensione valida se si fuma unicamente una mixture alla volta, ma non essendo questo un tabacco reperibile in Italia, mi dispiaceva perdere l’occasione almeno di dare le impressioni al giro di boa delle 8-10 fumate. Avevo approcciato la HU con lo Zulù, ed ad oggi, Maggio 2023, ho intenzione man mano di provare tutta la collezione ritenendola davvero valida, collezione marchiata da Hans Wiedemann, sostanzialmente il patron di Kohlhase & Kopp che infatti ne è il produttore, distribuendoli in Germania. In questo caso siamo alle prese con una mixture naturale composta da Virginia, Burley, Kentucky e Perique, un po’ di tutto dunque. Taglio curly cut, simile al flake medallion di davidoff seppur con rondelle più piccoline, il tabacco è profumato soprattutto di sentori tipici dei virginia, dolci, zuccherini, fruttati che vengono rafforzati leggermente nel corpo dal kentucky, che in verità poi in fumata influisce molto meno, al contrario del burley che si presenta con la nota di frutta secca, noci e datteri in particolare e del perique che lascia un piacevole pizzicore in gola. Non mi ha in verità entusiasmato in generale questo blend, nello specifico perché tende a scaldare immediatamente, ed appena questo accade, i suoi sapori sostanzialmente delicati, si perdono del tutto e non sono più compensabili. Tabacco quindi non facilissimo e certamente non da novizi della pipa, adatto a mio parere a fornelli un po’ piu contenuti, anche per via dell’evoluzione piuttosto piatta, inutile fumarlo a lungo, dopo i 40 minuti, come detto fumato pianissimo, vi avrà dato tutto quello che poteva. Mi ha ricordato come sapori, ma con le dovute distanze, il Three Nuns ed anche lo Scottish Cake e Flake, anche se con delle leggere variazioni. Ripeto, questi tre tabacchi a mio dire gli sono sensibilmente superiori in tutto, ma i sapori e gli odori devo dire che li ricordano molto. Latta esclusivamente da 100 grammi e commercializzazione solo in Germania, sarebbe sbagliato dire che non merita una prova, ma anche che non potete trovare decisamente di meglio, soprattutto nel mercato della terra d’Alemania.

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Tabacco’s review

Dark Flake
(Gawith Hoggarth)

Miscela: Virginia, Burley

Taglio: Broken Flake

Forza: Molto Forte

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 30 Euro

Room note: Tollerabile

VOTE: 7

Ecco un altro rinomato tabacco della serie Kendal di casa Gawith Hoggarth, uno dei più stimati in circolazione, allora perché non mi ha convinto del tutto? All’apertura della latta, l’odore è tipico della “profumazione” kendal, quel fiorato ricorrente gia nel 1792 flake e nel Dark bird eye. Scure, quasi nere le  colorazioni di quello che non è neanche lontanamente un flake, ma direi un broken flake, più broken che altro. Umido oltre ogni aspettative, forse uno dei tabacchi più umidi della casa inglese, che rispetto a questo tema è rinomata per inscatolare tabacchi praticamente ignifughi, ma qui si è superata. Lavorato nelle mani e lasciato respirare ampiamente, almeno 15 minuti, se fate 20-25 anche meglio, è diciamo pronto ad essere caricato, uno, due a volte tre fiammiferi e finalmente parte. E’ proprio in accensione che le aspettative di trovarsi nuovamente di fronte ad un capolavoro come quelli dei suoi cugini, ed in particolare il 1792, almeno per me, è cominciata a mancare. Innanzitutto diciamo che le varie ipotesi sulla sua composizione sono fondate, infatti la composizione della casa madre recita “a blend of dark fired Virginias, and Indian air cured tobacco”, quasi certa quindi l’aggiunta corposa di burley, qualcuno giurerebbe ci siano anche del kentuky ha dargli un corpo e dei sapori che in effetti li ricordano molto.Sicuramente si viene pervasi da sapori terrosi, crudi, tostati, è davvero un tabacco per “uomini” duri, non evolve in maniera particolare, non è in fondo un tabacco cosi difficile da capire, in termini almeno di palette di sapori, ma fa il suo, e soddisfa chi ha bisogno di sapori davvero maschi. Definita l’ignifucigità come primo grande difetto di questo tabacco, la seconda critica che mi viene da muovergli è la pesantezza nicotinica. Credo sia ad oggi il tabacco in assoluto più pieno, forte e stordente in termini di nicotina che abbia mai fumato, più del darkflake, più del 1792, e più di tanti altri dati come fortemente nicotinici da recensioni e dalla stessa casa madre. Praticamente da affrontare come un oracolo e mai a pancia vuota, già al giro dei primi 10 minuti può farsi avvertire nei primi sensori di pesantezza di stomaco e testa. Non pensate di sfidarlo a viso aperto, perché a meno che voi non siate dei consumatori assidui e convinti di nicotina, la sua vittoria senza se e senza ma è dietro l’angolo, cosi come i vostri 30 minuti di agonia per smaltirlo. Devo dire che è un tabacco che non ho capito subito, forse il primo che ho pensato di abbandonare dopo le prime 4 o 5 fumate, troppo difficile da gestire per l’umidità e davvero troppo pesante per essere fumato in piena goduria. Per fortuna la mia testardaggine ha avuto la meglio, l’ho lasciato asciugare molto di più, l’ho sbriciolato a ribbon abbastanza fine, ed alla fine cosi, sono riuscito a domarlo, o meglio a pareggiare! Si perché è un tabacco che più secco, ovviamente oltre a bruciare meglio, soprattutto scarica almeno in parte la nicotina, e permette di dedicarsi a comprenderne di più i suoi sapori, ritrovando in parte quei piaceri che mi dava il 1792, che della serie, continuo a considerare il master assoluto. Li vale quindi 30 euro questo dark flake? Sinceramente non saprei, non è il tabacco che suggerirei a cuor leggero, anche a fumatori accaniti, certamente non prima di aver provato cugini sopra citati, tutti a mio parere capaci di dare gioie e piaceri maggiori, sia nelle evoluzioni, che nei sapori complessivi, che anche nella carica di nicotina, anche in quei casi importante, ma non cosi esageratamente pesante come in questo caso, troppo davvero e sinceramente senza ragioni. Personalmente non gli avrei dato più della sufficienza, ma oggettivamente la qualità del tabacco e la comprensione che possa avere numerosi estimatori mi ha fatto riflettere invece su una sufficienza più che abbondante, che credo sia la sua giusta collocazione. Compratelo se siete fumatori navigati, capaci di gestire umidità e nicotina come le vostre tasche. Migliore in pipe dal fornello ampio che lo lasciano respirare, magari dritte cosi da alleggerire l’accumulo di acqueruggiola che è dietro la porta ad ogni fumata.

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Dark Fragrant

(Rattray’s)

Miscela: Virginia, Perique, Black Cavendish

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 0.5/5

Confezione: scatola 100gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 5.5

Un altro tabacco della British Collection di Rattray’s, ma in questo caso non commercializzato in Italia, io lo prendo in Germania al costo di circa 18 euro per 100gr, credo unico formato, non essendo questo blend commercializzato anche in tin da 50gr. Rispetto alla maggior parte dei suoi piu vicini compari della stessa linea, in questo caso il nome non ha attinenze con la storia britannica, bensì è un palese richiamo alla miscela stessa, ed aprendolo ne avrete l’effettiva prova. Nero, nerissimo, forse alla pari solamente del Torben Dansk Latakia della Dan tobacco, il che lascia facilmente intuire che qui il black cavendish ha una netta preminenza nella mixture. All’odore è dolce, zuccherino, con un tocco di acidulo evidente, senza un chiaro richiamo ad uno specifico frutto, c’è dolcezza in generale ed il che potrebbe lasciar supporre ad un tabacco probabilmente troppo smielato. Il dubbio si rafforza quando caricato in pipa, ancor prima di essere acceso, provate a fare qualche tiro, per sentire i sapori a crudo, e la dolcezza già rilevata all’olfatto si eleva esponenzialmente assieme a quella punta acetata marcatamente presente. Fortunatamente, ma neanche troppo considerato poi il risultato complessivo, tutta questa dolcezza, in fumata, non sparisce ovviamente, ma si riduce quanto basta a far rimanere il black cavendish il tabacco dominante, e direi sovrastante sulle note del virginia. Il Perique invece, forse pensato per bilanciare cotanta dolcezza, attraverso la sua nota amarognola e pepata, sparisce completamente, e davvero mi è difficile dire se veramente ci sia. Questa è certamente la prima nota negativa della miscela, che si unisce a quella di un Virginia non particolarmente saporito, e certamente come già detto, sovrastato dal Black Cavendish in quantità industriale. Piacevole nella prima metà, se per voi è piacevole un virginia dalla scarsa evoluzione, con le sue note basiche notevolmente addolcite, non ai limiti da nausea glicemica, ma certamente per gli amanti dello zucchero filato. Tabacco basico nella sua evoluzione, non avrei mai potuto fumarne 100 grammi, troppo lineare, troppo monocorde, troppo marcato nelle sue note meno aromatiche, ma semplicemente dolciastre del Black Cavendish. Forse però il suo aspetto peggiore arriva nell’ultimo terzo di fumata, quando, già con un crescendo a partire da metà fornello, comincia a perdere via via tutti i sapori, fino a diventare qualcosa di molto vicino ad una sigaretta, ed a non essere più neanche classificabile come un tabacco spensierato da aperitivo. Ultime note su corpo e bruciabilità, questa seconda non facilissima, tabacco piuttosto umido, che necessita di una accensione attenta, ma una volta avviato poi brucia bene sino alla fine, mentre sul corpo è davvero scarno, se non quasi privo di nicotina, il che lo candida bene per l’unico ruolo che gli vedrei, ossia un tabacco da spiaggia, piacevole genericamente, e che non richiede alcuna attenzione in fumata, finche resiste l’aroma simil virginia zuccherino e si lascia fumare.

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Dark Twist Roll Cake

(Mac Baren)

Miscela: Virginia, Kentucky, Black Cavendish

Aromatizzazione: Sciroppo d’acero

Taglio: curly cut

Forza: 1.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 5

Molto danese questa miscela Mac Baren, non importata in Italia, ma sicuramente presente in molti altri paesi europei. Mixture di Virginia, Kentucky e Black Cavendish, in teoria con una nota di sciroppo d’acero. L’odore è piacevole, dolce, ma non da pandoro di Natale, direi più di virginia zuccherini. Le rondelle di curly cut sono piuttosto irregolari, ma consentono comunque di vedere bene la dose interessante di black cavendish della miscela. Sicuramente non può essere considerata una miscela aromatizzata, quella presunta nota di sciroppo d’acero, si traduce, come per l’olfatto, in una tendenza molto zuccherina, alle volte al limite del mieloso, anche piuttosto persistente. Alla luce di tutte le sue caratteristiche, posso dire che questo tabacco non mi è piaciuto molto, perché porta con se una serie di difetti davvero poco gradevoli. Il primo è un black cavendish estremamente irritante per la bocca, fumare questo tabacco per più volte al giorno vi catapulterà in un turbinio di bruciatore papillo-labiali piuttosto certa. In più, è un tabacco che tolto il suo sapore dolciastro, vede il kentucky totalmente assente, chissà se c’è davvero?, e vi assicuro che servirebbe molto, considerato che bilancerebbe il sapore troppo dolce e annoiante di sfondo, e lo renderebbe più saporito. Inoltre i sapori, già di per se poco evolutivi e davvero poco marcati di questa mixture, sono davvero flebili, il che significa che basterà scaldare anche solo di qualche grado di troppo il tabacco nel fornello, ed addio ad ogni forma di sapore. Il tutto si tramuterà in fumo caldo che non perderà però la sua comunque univoca caratteristica: l’irritazione della bocca. Non trovo davvero un solo motivo per suggerirlo, se volete rischiare, fate vobis!

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Da Vinci

(Cornel & Diehl)

Miscela: Virginia, Burley, Latakia

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 1.5/5

Confezione: tin 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 7.5

Gia a leggere la descrizione sulla tin, il rimando ad un tabacco a trazione latakiosa è chiara. Leggendo infatti letteralmente, si cita un Heavy Latakia. L’odore conferma subito quanto letto, è un colpo secco di legno, brace e torba, con una base di incensatura molto piacevole che lascia presagire dei bei momenti di fumo. Rimanendo in tema Tin, bellissima quella del Da Vinci, che ovviamente è un rimando al maestro Leonardo, del quale, su sfondo arancione, si intravede il volto e alcune sue invenzioni, tratte probabilmente dai suoi disegni originali. C’è anche un pipa in bella mostra, una zulù molto carina, della quale però non ho trovato molto sul motivo o sulla sua specifica origine. Composizione interessante per questa affumicata moderna, dove Virginia, e Latakia, non sono accompagnate dai consueti orientali, bensì dal burley. Ad approfondire la composizione della mixture, si evince che in effetti il latakia è al 75%, lasciando ben poca cosa per virginia biondi e burley. Nonostante però la sproporzione tra i tre tabacchi che compongono il blend, forse l’elemento più interessante è proprio il burley, che certamente è un comprimario non protagonista, ma che riesce a influire sulle note importanti e pungenti del latakia, inserendosi con qualche suo classico accenno di frutta secca, mandorle  e noci, ma che soprattutto, sostituisce egregiamente l’assenza di orientali, nel bilanciare decentemente la potenza del latakia ed a rendere l’esperienza comunque piacevole. Completano la gamma dei sapori, note di caffe tostato, spezie ed anche, incredibile a dirsi, delle leggere sfumature di dolce, probabilmente ascrivibili ai virginia biondi. Corpo basso e fumabilità eccellente, con un ribbon perfettamente umidificato che non dà problemi in fumata. Da consigliare a tutti gli amanti dei carichi importanti di latakia, ma che non rinunciano anche alle note classiche di una EM un pizzico fuori dagli schemi. Altro eccellente lavoro di casa Cornel&Diehl, perche qualcuno aveva dubbi in merito?

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Dorchester

(Esoterica Tabacciana)

Miscela: Virginia, Perique

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 7.5

Continuo l’esplorazione di questa collection di tabacchi, venduti in Italia ma prodotti in Inghilterra. Al momento di questa recensione ho fumato anche il Dunbar, anch’esso un Virginia-Perique, e continuo a ringraziare un caro amico, Luca, che mi ha fornito praticamente tutte le latte Esoterica. Anche il Dorchester è sulla falsa riga del sopracitato Dunbar e si caratterizza per equilibrio, classe e continuità. Un blend che parla la lingua dell’Inghilterra classica, quella delle club room, delle poltrone in pelle e dei tempi lenti. Il taglio è un ribbon medio, irregolare il giusto, tipico della mano Esoterica: si carica facilmente, prende bene la fiamma e promette una combustione lenta e regolare. Rispetto al Dunbar ho trovato sapori piu decisi, dei virginia eccellenti, ma soprattutto un perique piu pungente, piccantino, presente in tutta la fumata. Mi  ha ricordato moltissimo un Top Player del mercato americano, ossia il Carolina Red Flake, ovviamente in versione con Perique, esattamente quello dell’edizione 2021, che per altro trovate recensito su questo blog, anche assieme al Carolina Red Flake ma quello senza perique, in questo caso in edizione 2024. I virginia sono quelli, sempre di altissima qualità, pieni di sapore, ma non per questo eccessivamente nicotinici. Il Dorchester al momento si posizione sopra il Dunbar, più completo, piu saporito, più sapido se vogliamo, e con un perique che come detto, fa decisamente la differenza, e lo posiziona tra i VaPe che ho provato, sicuramente tra i primi 10 di sempre. 

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Dunbar

(Esoterica Tabacciana)

Miscela: Virginia, Perique

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 7.5

Tabacco americano, non importato in Europa, che mi è stato regalato da un caro amico innamorato di questa mixture e della quale ha infatti scorta per i prossimi decenni. Odori interessanti, con una base di tabacco virginioso, ma arricchito da una marcata nota di acidulo, di vinaccia, di mostro, che entra pungente nel naso e che direi è principalmente ascrivibile al perique, dichiaratamente della Luisiana, inutile dire, il migliore al mondo. In fumata. Sulla grafica della confezione, la scritta recita chiaramente: matrimonio di sette premium virginia con Perique della Luisiana, lasciando ovviamente pregustare una fumata dalle molteplici evoluzioni. Equilibrato il bilanciamento dei sapori, con un perique persistente nella sua piacevole piccantezza, che ci accompagna sino all’ultimo puff. C’è indubbiamente una preminenza, rispetto a quelle che erano state le mie prime impressioni, di sapori più intensi e rustici che sovrastano una base zuccherina, che però svanisce dopo i primi minuti. L’evoluzione di questi virginia importanti, sempre ben accompagnati dal perique, viaggia tra il cioccolato fondente e la frutta secca. Per rimanere in tema di americani, il suo principale competitor è per natura il Bayou Morning di C&D, che a dire la verità per me rimane migliore, più buoni i virginia, e con una gamma di sapori a mio parere più assopiti, ma coadiuvati da un perique che è una vera bomba, il migliore del mercato, e dosato in maniera potente nella mixture. Nicotinicamente non è un tabacco pesante questo Dunbar, anche se ha un corpo giusto che sazia alla fine di una bella fumata, e lascia sazi per qualche ora. Vale la pena? Beh se siete estimatori del mix Virginia-Perique, questo è certamente uno dei riferimenti che andrebbe provato, assieme al già citato Bayou Morning, di cui il dunbar è la visione più “campagnola” forse, e per meno campagnola intendo meno raffinata, il che non è un termine ovviamente di negatività, semplicemente può incontrare il gusto di alcuni tipi di fumatori, questo sempre al netto che il perique alla base è quanto di più entusiasmante possiate trovare su mercato.  

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Early Morning Pipe

(Peterson)

Miscela: Virginia, Orientali/Turchi, Latakia

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 22 Euro

Room note: Medio – Piacevole

VOTE: 7.5

Questo tabacco mi riporta indietro di tanti anni, quando in possesso della mia prima pipa, regalatami da mia suocera per Natale, vide mio fratello, all’epoca fumatore occasionale anche di pipa, darmi una mezza tin di questa miscela, che oggi, con qualche anno e qualche pipa in più avevo grande curiosità di riprovare e finalmente di recensire. Innanzitutto possiamo dire, con pochi dubbi di smentita, che ci troviamo di fronte ad uno dei tabacchi piu popolari e noti del mercato pipario internazionale. La grafica della sua tin è davvero ben riconoscibile anche a fumatori non di lunghissimo corso. Derivazione di casa Dunhill, poi acquistato da Peterson, e prodotto dalla Scandinavia Tobacco Group, è il piu stretto cugino, del nightcup, versione più “scura” e di corpo, sempre Peterson, come a sancire una alternanza tra un tabacco da mattina e primo pomeriggio, ed uno più maschio da post cena magari accompagnato da un cicchetto di grappa, rum o whiskye. In effetti già su questo mi sento di confutare la mia memoria, e dire che in effetti l’early morning è un tabacco certamente tuttogiorno, ma non per questo primo di un corpo sostanzioso, che non vi metterà mai a rischio di tracollare, ma che può essere assolutamente soddisfacente anche in quei momenti forse pensati per il nightcup. Devo dire che dall’uscita dal nostro mercato dello Squadron Leader di Gawith, questo è diventato senza dubbio il mio suggerimento a tutti i nuovi avventori della pipa che vogliono provare l’esperienza unica della miscela affumicata, e dell’inglese con con “I” maiuscola. Perfettamente bilanciato, alterna virginia chiari e rossi, con le loro note agrumate e fruttate, ad un latakia piacevole, speziato, mai preponderante o troppo corposo, il tutto egregiamente amalgamato dagli orientali, che ne permettono una fluidità in fumata, in termini di sapori ovviamente, che rasenta la perfezione. E’ un tabacco che non fa gridare wow per l’evoluzione, ma che non si stempera mai nei sapori, non decade, non si rovina e risponde sempre piacevolmente al suo compito, qualunque sia la pipa in cui lo fumiate, od il momento della giornata. Eccellente per appropinquarsi ai sapori affumicati, per comprendere cosa sia una inglese, ma anche per provare affumicate magari in un periodo caldo come quello estivo, e perché no, per rispondere alle esigenze di chi apprezza questo tipo di miscele, ma senza amare dei latakia troppo importanti. Fumarlo lascia ben comprendere perché sia sul mercato da cosi tanto, perché sia cosi ben riconosciuto e perché nessuno ne ha cambiato mai la composizione in oltre 50 anni di presenza nel mercato!

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Tabacco’s review

English N.1
(Huber)

Miscela: Virginia, Latakia, Black Cavendish, Perique

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 1/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: non disponibile

VOTE: 7.5

Eccomi alle prese con la seconda miscela che ho modo di provare di casa Pfeifen Huber, principale tabaccheria di Monaco, in Germania, e vero tempio per i pipaioli direi non solo tedeschi. Anche questa volta (la prima fu con la English- Selected Blend, di cui trovate la recensione scritta su questo blog, ed il video su youtube) parliamo di una affumicata, ma non tradizionale, direi una modern english, che al posto degli orientali utilizza un black cavendish non aromatizzato, ed aggiunge anche il perique. Taglio ribbon, corpo molto leggero, ed un bel profumo di legna nel camino. Certamente non è la miscela affumicata per gli amanti del latakia spinto e protagonista. Qui il black cavendish funge da bilanciatore dei sapori, affievolisce molto le note più ruvide del latakia, ed inserisce una interessante nota zuccherina. Nulla di dolce o di anche solo simile ad una aromatizzazione, ma molto piacevole per chi gradisce, come me, una aromaticità tendente al soft e non all’hard! Molto piacevole anche l’utilizzo del perique, che con un piccantino di fondo si lascia sentire per tutta la fumata con una particolare incidenza nella prima metà. Un blend davvero piacevole, sempre fumabile, adattabile davvero ad ogni momento della giornata, e di cui il principale punto di forza è stato per me il suo rimanere sempre tale in ogni pipa, e con ogni stile di fumata. Che lo abbia caricato in un bel fornello ampio, od uno più contenuto, che lo abbia fumato con più o meno veemenza, od a favore di vento, devo dire che si mantiene sempre molto apprezzabile, anche se va detto, che se riuscite a gestirlo con una fumata lenta e ben cadenzata riesce a sprigionare una gamma di sapori ancor più marcata ed anche piu ampia. Non particolarmente evolutivo, se non per questo apparire e sparire del perique, se proprio devo trovargli un difetto, direi che è questo. Tabacco da provare se siete sostenitori di questo tipo di affumicatura, merita decisamente una chance!

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Tabacco’s review

English Selected Blend
(Huber)

Miscela: Virginia, Latakia

Aromatizzazione: none

Taglio: Curly Cut

Forza: 1.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: non disponibile

VOTE: 5.5

Ogni volta che posso accedere ad un tabacco tedesco, prodotto direttamente da una loro tabaccheria, penso intensamente a come sarebbe più facile e bello per noi pipatori, l’assenza di monopolio, la libertà di produzione e vendita ed una normativa di libera spedizione dei tabacchi come qualunque altro prodotto in commercio. Poi aihme mi sveglio, e mi ricordo di vivere in Italia, paese di contraddizioni e burocrazia senza senso, ma anche che per fortuna ho più di un amico che mi permette di provare anche tutto quello che da noi non arriverà mai. Questa mixture è direttamente prodotta da una delle più note tabaccherie di Monaco, un tempio o una mecca per un vero fumolentista! Il nome è diretto, English, ma con la specifica di “Selected Blen”. Si tratta di un binomio Virginia-Latakia, quindi assente degli orientali a far da bilanciamento ai sapori. Originariamente in taglio Curly Cut, a me arriva, attraverso questo amico, gia sbriciolato a ribbon e probabilmente anche molto più secco di quello che sarebbe se acquistato in tin sigillata e sottovuoto. La presenza di latakia già alla vista ed all’olfatto sembra importante, ed in effetti la cosa ci concretizza una volta acceso il tabacco in pipa. Le note affumicate, legnose, terrose, sono predominanti, e benché chi me lo ha donato, mi dice che lo ha trovato troppo dolce, a dire il vero io di dolce ci sento molto poco. I sapori sono piuttosto duri, diretti, senza mezzi fronzoli, l’assenza di orientali si fa sentire, e rispetto ad altre mixture del genere, qui forse viene meno un buon virginia ad equilibrare i toni del blend. buona? Cattiva? A dire il vero nulla di eccezionale, poca evoluzione, tanta spinta di latakia, ma poco equilibrato e speziato, per capirsi il Brebbia Latakia gli sta una spanna sopra, e neanche chiamo in causa un tabacco come il Commonwealth di Gawith perché la sfida sarebbe davvero impari. Considerata la tendenza tedesca a produrre soprattutto panettoni aromatizzati all’ennesima potenza, si apprezza la volontà di Huber di cimentarsi in qualcosa di Inglese, ma sinceramente si potrebbe fare molto, ma molto di più.

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Tabacco’s review

English Mixture
(Davidoff)

Miscela: Virginia, Latakia, Burley, Perique

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: non disponibile

Room note: Medio – Tollerabile

VOTE: 6

Mah non saprei, fumo le ultime cariche di questa English, che più che mixture chiamerei modern per la sua composizione rivisitata anche se mancante del cavendish o black cavendish, e penso al perché dovrei mai ricomprarla. Ma facciamo un salto indietro, altrimenti l’incipit di questa recensione è già una chiusura e l’effetto “suspence” svanisce subito. Tabacco Davidoff, produttore Orlik Tobacco, la composizione mi incuriosiva molto, via gli orientali ma dentro burley e perique, poteva essere una bella scelta, una varianza non comune, ed un tabacco affumicato con una nota di unicità, che come per il suo parente stretto Royalty, la cui recensione la trovate su questo blog e su youtube, poteva divenire davvero convincente e perché no vincente. Consueto ribbon per nulla umido, ben conservato, carica ed accensione sono piuttosto facili, unica attenzione a non pressarlo troppo, altrimenti soprattutto nella seconda metà fornello tende a spegnersi con maggior frequenza. Ma veniamo ai sapori, sapori e non odori, perché questi ultimi sono da affumicata classica, con nota preminente di latakia e senza altre particolarità da aggiungere. Sui sapori quindi, che dirvi, davvero ogni speranza che ci sia qualcosa di particolare in una miscela tutto sommato non classica, svaniscono dopo due puff. Il burley assolutamente non pervenuto, il perique neanche a parlarne, chissà se ce l’hanno messo davvero, la sostanza si traduce in una classicissima, che piu classica non si può, miscela affumicata di virginia e una buona dose di latakia. Forse gli è sfuggita la mano su quest’ultimo tabacco, tanto che lo scrivono anche sulla confezione “with authentic latakia”, cosa intendano per autentico poi è tutto da scoprire, sicuramente predomina su tutto e tutti, lasciando davvero spazi minimi ad altri sapori, e sostanzialmente tramutando questo blend in una affumicata piuttosto intensa, ma senza alcuna peculiarità che la faccia ricordare. L’ho definita lo “squadron” che non ce l’ha fatta, nel senso che in fondo, tolto quanto viene scritto della sua composizione che è totalmente fuorviante, è una inglese abbastanza classica, al limite del banale, con una dose adeguata di latakia, che mitigato dal burley, raggiunge appunto un equilibrio da Squadron, ma che sottolineo: non ce l’ha fatta! Perché considerati i tabacchi dichiarati mi auspico che l’intenzione fosse altra che non replicare l’ennesima miscela inglese senza una, e ripeto una particolarità rilevante per ricomprarla, soprattutto per chi come me, vive in Italia, ed i Davidoff se li deve procurare all’estero, davvero non ne vale la pena. Attenzione però, perché nella mia delusione complessiva non c’è un cattivo tabacco, tutt’altro, per chi ama miscele affumicate, con una buona dose di latakia, nicotinicamente medio-leggere, se vogliamo una tuttogiorno più corposa dell’early morning, meno spinta del commonwealth e una scimmiottatura non perfetta di uno squadron leader, potrebbe trovare qualcosa di fumabile, gradevole, assolutamente non cattivo anzi. Qui il punto è un altro, o meglio la domanda a fine tin che mi pongo è un’altra, ed è esattamente quella con la quale ho aperto questa recensione, ossia: “perché mai dovrei ricomprarlo?” ecco io non ho trovato risposte, se ne avete una voi vi prego condividetemela.

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Tabacco’s review

English Mixture
(Savinelli)

Miscela: Virginia, Latakia, Burley

Taglio: Ribbon

Forza: Leggero

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 22.50 Euro

Room note: medio

VOTE: 6.5

Eccomi alle prese con la seconda ed ultima affumicata della nuova serie di tabacchi Savinelli. Se la prima, con il “the Balkans” non è andata propriamente bene, avendomi lasciato più che deluso per scarsità totale di sapori, questa English Mixture almeno fa il suo per una sufficienza direi piena. Non mi soffermo sul nome in parete fuorviante, English Mixture da manuale è un’altra cosa, qui mancano gli orinetali, c’è il burley, insomma è una evoluzione su carta interessante. Non si grida al miracolo attenzione, ma almeno il latakia, dichiarato cipriota, c’è e si sente tutto, mantenendo il presidio per tutta la fumata. In questo course cut, quindi un ribbon più spesso come taglio, il latakia appunto, si mescola con il virginia, e c’è aggiunta di burley, sinceramente non pervenuto in nessuna delle sue sfaccettature nè di sapore nè di odore, ma usato più come riempitivo, e come elemento di unione tra gli altri due. Abbastanza umido in tin, ma non cosi tanto da non renderlo fumabile subito, non va pressato particolarmente, pena fastidiosa acquerugiola. E’ buono? È cattivo? Che dirvi, per chi ama i sapori classici affumicati del latakia, cattivo non può essere, per altro con un carico nicotinico piuttosto basso, e quindi adatto anche ad un tuttogiorno senza grandi problemi, si lascia fumare, non eccelle mai, ma dire che è cattivo sarebbe sbagliato. Del resto non considerato il burley, che tanto non ha alcuna incidenza, si pone in competizione con un brebbia latakia, od anche con il latakia mixture di McConnell, ma essendo più scarico di nicotina, può anche divenire una piacevole alternativa a questi due più corposi e certamente trovare la sua nicchia di estimatori. Non arrivo a scomodare mostri sacri come il commonwealth, che tanto volenti o nolenti non abbiamo più, con il quale c’è invece un abisso in tutti i piani di confronto, ma diciamo che il riferimento qui sono i virgina-latakia, e questo, ripeto, forse riuscirà a ricavarsi un suo spazio. Certo che se cercate l’evoluzione, la particolarità dei sapori, od anche magari quell’alternativa di aromi che si spererebbe possa arrivare dal burley, aihme credo che ne rimarrete totalmente delusi, anche se sempre meno rispetto alla delusione del cugino the balkans, già citato in apertura, che realmente non ha motivo di esistere nel mercato tabagista, nel quale a mio parere non resisterà poi molto. 22 euro e rotti non sono pochi, qui vige più la curiosità del provare che non la ricerca di qualcosa di particolarmente buono, le recensioni in giro ormai cominciano a fioccare e per lo più tendono al negativo, però non posso dire di rimpiangere l’acquisto, non lo ricomprerò, questo è certo, ma fumarlo non è stato mai un dispiacere, per altro, spezzo un’altra piccola lancia a giustificare il voto di sufficienza piena che assegno a questo tabacco, non evolve per niente, ma nemmeno degenera come sapori, è li, statico dall’inizio alla fine, non vira ad amaro o sigarettoso, e questo è tutt’altro che scontato. Particolarmente buone in una vulcano ed in pipe con fornelli medi, in quelli troppo piccoli o troppo grandi perdeva punti e non ne è mai valso la pena.

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Tabacco’s review

English Mixture

(Wessex)

Miscela: Virginia, Orientali/Turchi, Latakia

Aromatizzazione: Nessuna

Taglio: Ribbon

Forza: 1.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: n.d.

Room note: Tollerabile

Voto 6.5

Per la prima volta mi approccio ad un tabacco a brand Wessex, azienda di nascita inglese alla fine dell’800’, come del resto intuibile dal nome, che pare sia stata poi acquisita da Chacom e prodotta in Francia. Il tabacco non è presente nel listino italiano, e nel mio caso mi giunge grazie ad un caro amico che lo ha reperito sugli scaffali di una tabaccheria spagnola. La composizione, almeno a cercare sul web risulta ambigua, Tobacco’s Review la descrive come una miscela Virginia-Orientali, ma sinceramente per me è una inglese delle più classiche si possa immaginare. Colori marroni con predominanza di foglie chiare ma ben presenti le caratteristiche parti ascrivibili solo al latakia. Se non bastasse la vista anche all’odore ci troviamo davanti ad una tradizionalissima inglese, con le note affumicate ed incensate del latakia in bell’evidenza, non esagerate, ma presenti chiaramente. Infine anche acceso escludo categoricamente che possa essere una miscela di soli virginia ed orientali, ancora una volta, e siamo alla terza prova che direi conferma le sensazioni, il latakia c’è e si sente, non è un latakia imperante, tanto che questa miscela è certamente una tuttogiorno, anche per via del carico nicotinico basso, ma i sapori non lasciano spazio al dubbio. In generale quindi, confermato che ci troviamo davanti ad una English Mixture delle più classiche, per il resto che dire, non è un tabacco che mi ha particolarmente entusiasmato. Non parliamo di scarsa qualità, parliamo più che altro di una generale mediocrità e nessun aspetto veramente importante da segnalare. Sostanzialmente non c’’è alcuna ragione per la quale, se potete accedere al mercato tabagista spagnolo, vi dovrei consigliare una miscela del genere. Ne trovate pari o di meglio a bizeffe da noi, a partire secondo me dal Vintage Latakia di Mac Baren, che per piacevolezza dei sapori è a mio parere migliore. Scarsa evoluzione, forse è piu giusto parlare di involuzione, perché nel procedere della fumata, si perde l’incensatura del latakia, e non essendoci dei Virginia particolarmente rilevanti, la parte finale è spesso un po insipidà, non cattiva quindi, non sigarettosa, ma molto molto piu scarna di sapori, che per altro non sono cosi marcati nemmeno all’inizio. Devo dire che la sensazione generale mi torna familiare come per gli altri tabacchi di casa Chacom, ne ho provati alcuni, di cui trovate le recensioni su questo blog e tutti mi erano apparsi mediocri, senza nulla di particolare da raccontare, non cattivi ma decisamente evitabili! In conclusione quindi direi che ci troviamo dinnanzi ad una miscela media, da sufficienza, ma senza alcuna ragione di essere consigliata, se cercate il classico sapore ed odore di affumicata intorno a voi, senza pretese ne particolari aspettative è il tabacco giusto, altrimenti deviate su altre scelte!

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Tabacco’s review

Ennerdale
(Gawith Hoggarth)

Miscela: Virginia, Burley aromatizzati alla fava di tonca, mandorla e frutti esotici

Taglio: Flake

Forza: Medio

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 29.50 Euro

Room note: Molto piacevole

Voto 7.5

L’Ennardale di G.H. Si odia o si ama, difficili le vie di mezzo. Appena aperta la latta l’odore è davvero intenso, fruttato, con un chiaro sentore di incenso e limone. Parrebbe un vero e proprio “panettone” invece non è affatto cosi, ed una volta caricato ed acceso, benché l’odore della fumata rimarrà gradevole per accontentare anche per le mogli più esigenti, in bocca l’aromatizzazione sarà ben presente, ma non così irruenta come all’olfatto. Cosa ci sentirete è davvero soggettivo, è un tale mix di sapori che a seconda di quanto meditativa sarà la vostra fumata riuscire a cogliere davvero una quantità elevata di sensazioni, per altro con un alto livello di evoluzione che lascerà soddisfatto anche il “pipatore” più esigente. Non un tabacco per neofiti comunque, oltre alla difficoltà di cogliere bene tutte le sfaccettature ed i sapori, la fumata va sempre ben gestita, pena un surriscaldamento oltre modo eccessivo del fornello, e se questo succede oltre ad ustionarvi la mano, la perdita di sapori è totale e vi troverete a gestire un effetto phon sparato in gola! I flake sono abbastanza regolari, e se lasciati ad asciugare almeno un 10 minuti, risultano anche fumabili senza troppi problemi. Acqueruggiola poca, sempre se, come appena detto, si è caricato il tabacco ad un corretto livello di umidità. Maggiormente apprezzabile in fornelli abbastanza capienti, capaci di far respirare di più il tabacco in combustione e permettergli di sprigionare i numerosissimi sapori e sensazioni che riesce ad esprimere. Se piacciono gli aromatizzati questo è sicuramente uno dei migliori della linea G.H. Ed almeno una volta, benché il prezzo sia tutt’altro che economico, 29.50 euro a latta da 50gr, va decisamente provato, anxche perché pare che sia l’aromatizzato che più riesca a soddisfare i non amanti di questo genere di fumata!

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Tabacco’s review

Erinmore Balkan
(Scandinavia Tobacco Group)

Miscela: Virginia, Latakia, Orientali

Aromatizzazione: non rilevata

Taglio: Ribbon

Forza: 2.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 19.5 Euro

Room note: Tollerabile

VOTE: 6.5

II tabacchi Erinmore sono prodotti ad oggi dalla Scandinavian Tobacco Group, ed a mio modesto parere, giusto come cappello introduttivo, nessuno regala particolari motivi per ricomprarli, benché una fascia di estimatori c’è, perché sicuramente parliamo di tabacchi di buona qualità. Partiamo però più nello specifico da questo Balkan mixture, composizione sulla carta più che classica, ma non è cosi per il nome, balcanica di che? Direi più che altro una English Mixture nemmeno di grande spessore, all’olfatto si percepisce soprattutto, se non del tutto, il latakia, in fumata la storia non cambia granché. Gli orientali che in una balcanica dovrebbero fare la differenza, rimangono sottotono, forse qualche sentore di virginia, per quanto possibile nelle miscele affumicate mai certamente il tabacco principe, ed un latakia ben presente ma certamente non di primissima qualità. Forse è il costo a renderlo oggi più competitivo, sotto i 20 euro c’è rimasto davvero poco nelle tin vendute in italia, e se dobbiamo trovargli un altro punto di forza, sicuramente va detto che lo trovate a perfetta umidità e brucia egregiamente in pipa, dando davvero pochi problemi. Il punto qui è trovargli quel qualcosa in più che spinga a ricomprarlo, e sinceramente, per quanto mi sforzi non riesco proprio a pensare a nulla. Su prezzi simili nel mercato italiano certamente si posiziona sotto al Balkan di Brebbia, e neanche di poco, cosi come non regge il paragone con il Latakia della stessa casa, per non parlare poi dell’abisso di distanza dalle miscele similari di McConnell, anche se peschiamo nella nuova serie Heritage può ardire al  massimo ad un pareggio. Questo non vuol dire che sia cattivo attenzione, tutt’altro, la sufficienza piena ci sta, ma è un tabacco moscio, che non decolla mai, che sta lì, si lascia fumare, annoiando anche abbastanza alla lunga, quindi magari meglio avere delle alternative in cambusa per alternarlo, e lasciare questo magari ai momenti di fumolento meno rilassati, quelli più distratti in cui un retrogusto affumicato classico vi aleggia nell’aria ed in bocca ma in fondo non cercate poi molto di più. Nell’ultima parte di fornello potrebbe alle volte virare ad un sigarettoso non sempre piacevolissimo, ma se avete ben gestito la combustione prima, la cosa non è detto che accada. Come di consueto per gli affumicati l’ho trovato migliore in fornelli piu contenuti, capaci di esaltare meglio gli aromi del blend. Nicotinicamente medio-leggero, fumabile tutto il giorno, difficile che possa produrre “botte nicotiniche” anche se caricato e fumato più volte in sequenza. Se lo comprate  infine mi raccomando, non consideratela una balcanica, soprattutto se siete alle prime armi con i tabacchi da pipa, è decisamente da considerare una English classica e con queste andrebbe confrontata, per altro uscendone difficilmente vincitrice.

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Tabacco’s review

Erinmore Latakia
(Scandinavia Tobacco Group)

Miscela: Virginia, Latakia, Orientali/Turchi, Black Cavendish

Aromatizzazione: non rilevata

Taglio: Ribbon

Forza: 2.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 19.50 Euro

Room note: Tollerabile-Forte

VOTE: 6.5

Gli Erinmore, tabacchi prodotti dalla Scandinavia Tobacco Group, si difendono stenuamente sul nostro mercato, anche grazie ai prezzi, che si conservano sotto i 20 euro in tin, e questo è di per se già una rarità. Certo che tolto il punto positivo del prezzo, un pò come per il parente stretto Balkan Mixture della stessa casa, non mi ha fatto gridare al miracolo nemmeno questo latakia. Da qualche parte si parla di una nota di vaniglia nel blend, non so se ci sia realmente, ma se pure fosse non si sente minimamente e quindi non lo prendete come un elemento da considerare. Questa mixture è in verità una modern english, perche aggiunge un pizzico di black cavendish, non invadente, e neanche troppo distintiva o presente, capace certamente di smorzare leggermente i toni del latakia, che però rimane un latakia non di primissimo ordine, già in partenza un pò sottotono, sufficiente direi. La concorrenza è forte anche su fasce di prezzo simili, la brebbia con il suo latakia e balkan è una spanna superiore agli erinmore. I Rattray’s nel loro trittico black mallory, Red Rapparee e 7Reserve, per altro a prezzo pressoché similare, sono anch’essi per me migliori, e la lista potrebbe continuare. Insomma come si sarà capito non riesco a trovare elementi davvero distintivi per dirvi di provare assolutamente questo tabacco. È cattivo? No per niente, ha delle note particolarmente indicative per le quali non acquistarlo? No nemmeno. È però aihme l’ennesima riprova che nel catalogo, corto in verità, dei tre Erinmore commercializzati nel bel paese, per me nessuno riesce realmente a distinguersi. Difficile trovare qualcuno che vi dirà che sono cattivi, anzi tendenzialmente i pareri sono positivi, per qualcuno, una minoranza, anche molto positivi, ma per me rimangono tabacchi senza una personalità chiara, senza una nota, positiva o negativa che sia, marcata, ed a parte l’ottimo prezzo di vendita, e quindi il rapporto qualità-prezzo, non gli trovo altri motivi per essere privilegiato rispetto a numerose scelte migliori nella resa. Certamente va resa giustizia però sulla fumabilità eccelsa di questo ribbon, che si carica facilmente, brucia divinamente, e non crea problemi di sorta, nè di umidità, nè di piccantezza, nè di surriscaldamento, oltre ad avere una forza nicotinica media, ben gestibile, ai limiti con una tuttogiorno, direi una tuttogiorno per amanti di tabacchi nicotinici. Se il tabaccaio non ha di meglio, prendetelo, andate comunque sul sicuro su un qualcosa che certamente non vi dispiacerà. Ma se avete alternative, potete tranquillamente sostituirlo ed aspettare a provarlo.

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Tabacco’s review

Erinmore Mixture
(Scandinavia Tobacco Group)

Miscela: Virginia, Burley, Black Cavendish

Aromatizzazione: Agrumi, Ananas

Taglio: Ribbon

Forza: 2.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 19.50 Euro

Room note: Piacevole

VOTE: 6.5

Ho atteso parecchio per fumare questo tabacco, venduto anche da noi in Italia, e con una storia che si perde davvero nel tempo, e che sembra farlo risalire alla fine del 1800 per mano di un blender irlandese. Perché ho atteso cosi tanto? Beh in verità perché avevo già fumato da un bel pezzo i due affumicati marchiati Erinmore, e prodotti sempre dalla STG, e quindi il Balkan ed il Latakia (recensioni su questo blog), e sinceramente non li ricordo per essere tabacchi che mi hanno particolarmente colpito, nonostante godono tutt’ora di un’ampia platea di estimatori, forse anche per via del prezzo che nel nostro mercato ne fa probabilmente uno dei tabacchi più economici se paragonati alla fascia di quelli conservati in tin di latta, secondi solo al Capstan ed al Navy Flake, entrambi marchiati Mac Baren. Secondo motivo per il quale ho atteso, è perché, come spesso accade in miscele simili, non si capisce bene quanto sia presente e caratterizzante l’aromatizzazione e non volevo imbattermi in un panettone fruttato. Quella dell’aromatizzazione è un primo mito che sfatiamo subito, questo tabacco non è minimamente aromatizzato, al massimo potremmo definirlo aromatico, un sentore di frutta all’olfatto c’è ed è anche abbastanza marcata, frutta matura direi, prugna, pesca e forse anche ananas, ma qui deve entrare in gioco la fantasia. Fantasia si perché quella dell’ananas sembra essere un altro mito da sfatare di questo tabacco, e parrebbe derivare dal fatto che, in una precedente immagine della tin, quello che oggi è il ciuffo di un ananasso, era proprio un’immagine del frutto. Ma insomma quest’ananas c’è o non c’è? Beh al netto della fumata che comunque di sentori fruttati ne lascia ben pochi, e non per forza ascrivibili ad un black cavendish aromatizzato, che per altro anche alla vista è ben poco presente nella mixture, ma magari esclusivamente derivante da aromi che naturalmente sprigionano i virginia. Certo che nella storicità di questo tabacco è imprescindibile fumarlo pensando ad uno dei suoi più noti estimatori, e qui parliamo di uno degli italiani forse più amati di sempre, il nostro presidentone Sandro Pertini, che sembra adorasse questo blend come tuttogiorno e che usasse fumarlo spesso e volentieri. Non so se quando Pertini fumava l’Erinmore Mixture questo fosse nei sapori proprio come oggi, quello che mi sento di dire è che se cosi fosse, i miei gusti e quelli dell’ex presidente della Repubblica diciamo non coincidono. Non è cattivo assolutamente, non vorrei essere frainteso, ho solo trovato questo tabacco carente in particolare in due aspetti: primo, è un tabacco piatto, l’evoluzione è minima, la dolcezza dei Virginia, per altro gradevole, non lascia però evincere i migliori virginia di sempre, per altro davvero mal misceltati con il burley che definire poco incisivo è un eufemismo, e lo definirei più correttamente per nulla incisivo se non inesistente. Il secondo problema che ho rilevato è circa la fumata, è un tabacco che se malauguratamente viene scaldato troppo perde gran parte dei suoi sapori, rischia di irritare un pò la lingua e la bocca e vira velocemente a sapori sigarettosi per nulla gradevoli, alle volte anche amarognoli. Migliore in pipe capaci di freddare leggermente il fumo, proprio per ovviare al problema appena accennato, l’ho trovato migliore nelle reverse calabash e nelle canadesi. Ripeto non è affatto un tabacco cattivo, assolutamente no, e comprendo che può piacere, come dice il Nabbo sul suo canale youtube, forse principalmente in estate, come fumatina spensierata, giornaliera e senza grandi pretese. È un tabacco, che un pò come i suoi cugini Erinmore per me non incide mai, non fa la differenza e non si lascia certo ricordare per particolari eccellenze, sta lì, accompagna, mi verrebbe da dire “non disturba”, ed in questa sua discrezione forse trova la sua forza e la sua debolezza.

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Tabacco’s review

Flake
(Robert McConnell – Heritage)

Miscela: Virginia

Aromatizzazione: Nessuna

Taglio: Flake

Forza: 2/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 8.5

Della serie Heritage di McConnell, questa specifica miscela è tra le poche a dire la verità, non importate in Italia, ed in principio dico: purtroppo. Parliamo di un virginia in purezza, in taglio flake, perfetto, rettangolare, omogeneo, profumatissimo di tutti i classici aromi dei virginia, erba fresca, fieno, pomodorini, cioccolato al latte. La serie Heritage, per i non avvezzi al tema, ha ripreso delle classiche miscele note della storia della pipa, riproponendole in versione McConnell, che ne ha sostanzialmente acquisito le ricette. In questo caso è una riproposizione di un tabacco gia McConnell, che quindi è rimasto semplicemente in casa. Ma perché ho subito detto: “purtroppo” alla sua non importazione nel nostro mercato? perché l’ho trovato, senza se e senza ma, un ottimo virginia, buono, convincente e gradevolissimo. Mi ha ricordato molto il Pure Virginia della serie HH di MacBaren, il quale forse ha una maggior spinta sulle note dolci, che ci sono anche qui per chiarirsi, ma è anche al contempo un tabacco che nel decorso della fumata, permette anche ai sapori più netti e ruvidi del virginia di uscire fuori, allietando di più i fumatori che cercano questo tipo di spunti olfattivi e di sapore. Nicotinicamente medio basso, il formato flake è perfetto anche in umidità, si lascia caricare facilmente, accendere altrettanto agevolmente, e procede nella fumata benissimo, garantendo almeno 50-60 minuti di esperienza per ogni singola fettina caricata. Inoltre è un gran peccato non averlo avuto da noi, perché come ben sa chi fuma la pipa da almeno qualche annetto, con l’uscita dal mercato dei tabacchi inglesi Gawith, praticamente abbiamo perso, in termini di straight virginia, le miscele tra le più buone e qualitativamente alte al mondo, dal Full Virginia Flake, al Best Brown, passando per Golden Glow e Bright Cr flake. Ora dico io, in un mercato dove i virginia in purezza scarseggiano, in cui la maggior parte dei fumatori pensa che fumare l’Amphora Giallo o il Capstan, sia realmente fumare dei buoni virginia, in cui il già citato Pure Virginia HH, è il nostro riferimento di mercato in qualità, e questo lo sottoscrivo totalmente (vedere la recensione per credere), forse abbiamo perso un’ottima occasione per incrementare la nostra offerta specifica. Vero anche che sempre nella serie Heritage abbiamo già il 5 years matured virginia, che però non è un vero e proprio competitor di questo tabacco, perché siamo esattamente nell’altra metà dei virginia, ossia quelli che puntano tutto sulle note piu spinte e rustiche di questo tipo di blend, quindi il Flake in questione poteva completare perfettamente il quadro e dare una scelta in più al fumatore che cerca qualità. Senza dubbio un tabacco di altissima gamma, da non lasciarsi scappare se potete accedere al mercato tedesco, svizzero e suppongo anche spagnolo!

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Tabacco’s review

Flake Medallions
(Davidoff)

Miscela: Virginia, Perique, Black Cavendish

Aromatizzazione: Nessuna

Taglio: Curly cut

Forza: 2.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: n.d.

Room note: Piacevole

VOTE: 6.5

Per la prima volta provo un tabacco a marchio Davidoff, ne avevo sentito parlare sempre bene, e l’occasione di una scorta dal Belgio mi ha portato ad avere questo interessantissimo flake medallions. Prodotto dalla Orlik Tobacco, casa danese, che in Italia, cosi a memoria non importa aihme nulla, mi incuriosiva molto il taglio, curly cut, che altro non è che rondelle di tabacco pressate a flake, per le quali una volta prese le misure del caricamento, possono risultare forse anche più comode di un classico flake rettangolare. Alla fine comunque, la strada migliore per caricarlo è stata quella del broken flake, molto grossolano, che ne ha garantito la miglior resa in termine di sapori e durata. Si perché, benchè lungi da me essere un purista dei flake, che credo possano essere fumati interi o sbriciolati con un minimo se non nullo impatto sulla resa, questo è uno di quei pochi tabacchi invece, che ho trovato più saporito se lasciato piu compatto e rustico in pipa, i sapori sono più intensi, gradevoli, persistenti nella fumata, e la resa complessiva quindi ne ha sempre giovato. All’apertura della tin, si viene inondati da un forte sapore acidulo, acetato, al limite del gradevole quasi, che ricorda quello della frutta fin troppo matura, ormai quasi al limite della decadenza. Al limite ho scritto, perché ovvio che parliamo sempre di odori non spiacevoli, ma in questo caso decisi, diretti, forti anche se mescolati con un tono di cioccolato e di altri classici sentori emanati dai virginia. Se L’acidulo ovviamente è merito del perique, che immediatamente e palesemente dimostra al naso di essere nel blend, il black cavendish invece lo si vede in maniera altrettanto chiara ma all’occhio, considerato che le rondelle al centro hanno un cuore scuro, per l’appunto il black cavendish ed intorno invece sono di un dorato,-marrone dei virginia e del perique. Facile accendibilità, è un tabacco che non fa grande acqueruggiola, e brucia spesso e volentieri senza pause sino alla fine, anche se paga un pò l’eccessivo surriscaldamento che gli fa perdere una ampia gamma di sapori. Il perique è saporito, pizzica in bocca e nel naso, se lasciato passare nel retropalatale, ed insaporisce un virginia dolce e gradevole. Verso metà fumata le sensazioni cambiano, il perique comincia ad abbandonare la scesa, alcuni puff diventano davvero zuccherini e dolci, soprattutto se caricate le fettine intere, perché la concentrazione di black cavendish arriva tutta insieme in combustione ed impone le sue note. Se però questi puff più dolci, con dei sentori di frutta secca e matura, presto svaniscono, la parte conclusiva del tabacco è soprattutto fatta dai virginia, che qualche palette di sapore l’hanno ormai persa, e che rendono l’ultima parte non certamente la più piacevole. Nicotinicamente è un tabacco infingardo, alla prima fumata, affrontato senza esperienza, mi ha colpito duramente, anche se va detto che l’ho fumato a stomaco vuoto e ben lontano dai pasti. Nelle pipate successive l’ho quindi rivalutato, tutta quella dolcezza traeva in inganno, non è tuttavia un tabacco pesante, assolutamente no, e non mi è piu successo nulla di simile, però va fumato con la dovuta cautela, boccate cadenzate e senza esagerare, perché la trappola della botta nicotinica è sempre li dietro l’angolo. Non credo che questo sia un tabacco che ricomprerei, l’ho trovato piacevole ma sostanzialmente non capace di lasciarmi chissà che memoria. Il perique è buono e soddisferà gli amanti del genere, peccato che duri poco e non persista, i virginia piuttosto dolci non sono affatto male, ma se devo dirvi, abbiamo di meglio anche venduto direttamente nel nostro paese.

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Flying Dutchman
(Orlik)

Miscela: Virginia, Burley, Black Cavendish

Aromatizzazione: miele, zucchero di canna

Taglio: Ribbon

Forza: 1/5

Confezione: Busta 40gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 5.5

Il nome è già tutto un programma, l’Olandese Volante, ossia nel mito, la storia nasce nel XVII secolo, durante l’epoca d’oro della navigazione olandese. Si racconta di un veliero comandato dal capitano Hendrik van der Decken (nome che varia a seconda delle versioni). Durante una tempesta al Capo di Buona Speranza, il capitano, accecato dall’orgoglio, avrebbe giurato di doppiare il capo “anche a costo di navigare fino al giorno del Giudizio”. Per questa blasfema ostinazione, la nave sarebbe stata condannata a navigare in eterno senza mai poter attraccare. Peccato rovinare questa bella storia tra realtà e legenda con una miscela, di base danese, che sinceramente non è ne frutta ne verdura. Chi legge o guarda le mie recensioni lo sa, non sono un amante dei tabacchi aromatizzati, tantomeno quelli di scuola scandinava, tedesca e danese per l’appunto, ma ho sempre cercato di essere oggettivo quando li ho fumati. In questo specifico caso, la base, un virginia-burley, è arricchita da un po di black cavendish, non molto, e si capisce gia alla vista. L’odore è zuccherino, troppo per ascriverlo al solo virginia e in fumata non è ne carne ne pesce. Rimane un mediocre virginia, per nulla supportato dal burley, che è un grande assente, e soprattutto che rimanda ad una costante dolcezza ma senza un chiaro sapore. L’aromatizzazione al miele, diventa, un sottofondo dolce che, benche non sia mai invansivo, non ha alcun senso ed alla lunga annoia mortalmente. Non è un tabacco che tende a bruciare particolarmente la lingua e la bocca, e devo dire che non perde la sua aromaticità nel corso della fumata. Peccato pero che l’esperienza sia piatta come il mare quieto alle 6 del mattino, e che forse, con meno dolciume dentro, ed un po di burley in più poteva essere una miscela tutto sommato interessante e degna del nome che porta!

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Forte
(Manifattura Sigaro Toscano)

Miscela: Kentucky

Taglio: Ribbon

Forza: 4/5

Confezione: Busta 40gr

Costo Italia: 6 Euro

VOTE: 4.5

Eccoci a recensire un altro tabacco tricolore, emblematico e diffuso quanto l’Italia, più apprezzato del Comune e probabilmente anche tra i piu usati e forse, a sentore, anche tra i più graditi. Parliamo di un trinciato di kentucky italiano, la busta recita: “da foglie apicali”, lavorate a ribbon, tendenzialmente molto secche, tanto da poter caricare anche con una notevole pressione di tabacco nel fornello, ne deriveranno fumate certamente piu lunghe. Sicuramente, prima di entrare nel merito del valore di questo tabacco, è la miscela più nicotinica tra gli italici, tosto, pieno, da gestire con prudenza, anche se a dirla tutta, c’è decisamente di “peggio” in tal senso sul mercato, basti pensare all’HH Rustica di Mac Baren, notevolemente più pesante, od anche all’ormai perso darkland di Samuel Gawith o per tornare dalle parti nostre le cimette di Tornabuoni. I sapori non sono dei migliori a dire il vero, su tutto domina un amarognolo costante e per nulla piacevole, in pratica sembra di fumare in pipa un sigaro toscano ma di qualità bassina, direi non migliore di un classico, o di un garibaldi o similari. Esattamente per questo motivo, cosi come composto, non è un tabacco che comprendo, a meno che non sia usato come aggiunta ad altre miscele tendenzialmente un po’ scialbe alle quali si vuole dare quel pizzico di “colore” e sapore in più, in perfetta salsa italica. Davvero non comprendo perché si debba comprare il Forte, seppur al costo esiguo di 6 euro, ma questo già mi lascia molto pensare circa la sua qualità, invece di fumare direttamente, oppure sbriciolarsi a mano, un toscano di livello un pizzico migliore, nulla di straordinario, già un extravecchio farebbe una figura migliore, e godersi cosi una fumata tutto sommato scacciapensieri. Su tutto poi una riflessione, oppure un appello se vogliamo, ma la MST non potrebbe dedicare un minimo sforzo, invece che a far uscire una sequela di nuovi sigari senza arte ne parte a creare una miscela di kentucky italiano degna di questo nome, magari venduta anche a 12-15 euro, in maniera spregiudicata anche in tin, ed a commercializzarla in Italia ed all’estero? Ma non avrebbe un successo quasi garantito? Al livello di un semois belga o di uno scaferlati francese? Sull’onda di questo dubbio amletico che dirvi, un tabacco no-sense, se volete il sentore italiano, sceglietevi il vostro sigaro e adattatelo alla pipa, mi ringrazierete!

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Tabacco’s review

Full Virginia Plug
(Samuel Gawith)

Miscela: Virginia

Taglio: Plug

Forza: 2/5

Confezione: scatola 50- 250gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 8.5

Che vi devo dire su questo tabacco, in verità non molto più di quanto avete potuto leggere su questo blog e/o vedere in video, nella recensione del suo parente più prossimo, ossia il Full Virginia Flake, di cui confermo praticamente tutto, riservandomi però due soli punti di distinzione. Prima di descrivere questi due punti, lasciatemi però confermare anche che questo è e rimane il virginia in purezza più buono che abbia mai provato, e probabilmente, non credo di esagerare nel dire, uno dei migliori al mondo. Non li ho certamente potuti provare tutti, ma mi sento abbastanza confidente nel definirlo come uno dei tre virginia in purezza di riferimento per il mercato “pipaiolo” globale. Ma veniamo a noi, ed ai due punti citati sopra: primo punto, la fumabilità. Se i Gawith notoriamente sono tabacchi di difficile accensione e gestione in fumata, se il full virginia flake, fumato a fettina intera è gia una impresa non irrilevante, beh preparatevi a questo panetto talmente pressato, fuso in se stesso ed amalgamato, da essere difficilissimo anche solo da sbriciolare. E’ forse il plug più compatto che abbia mai trovato, e richiederebbe al minimo un lungo passaggio in grinder, io che non lo avevo, l’ho sminuzzato prima a forbice, e poi a lungo l’ho manipolato a mano, per far si che prendesse la parvenza di un ribbon, ma ricco di pezzettini che non riuscirete mai a ridurre a foglia. Poco male in parte, perché una volta che riuscirete ad accendere questo ammasso di pezzetti compatti di tabacco la durata dell’esperienza è per forza di cose lunga, lunga e lenta, e vi assicurerà tanti minuti di goduria.  Secondo punto, il sapore. Gia all’olfatto, il tabacco ha meno note tipiche virginiose, di quelle per capirsi posizionabili nella fascia dolce, delicata, di erba fresca, di fieno, di miele, di pomodorini, ed invece ha più maracati i toni vicini al caffè, al cioccolato fondente, alla frutta secca. Queste sensazioni sono quelle che si ritrovano poi a pieno in fumata, è un virginia più rustico del suo compagno Flake, forse anche in evoluzione rimane sui toni più alti, ha meno sapori dolci ed assopiti, ed in evoluzione fa meno sali scendi in tutti i classici sapori a cui ci aveva abituato il flake. Attenzione però, siamo sempre di fronte ad una esperienza unica, eccezionale, buonissima, ma con toni virginiosi tosti, diretti, netti. Sicuramente chi ha del quartetto di virginia in purezza Gawith, apprezzato piu il FVF ma anche il Best Brown, potrebbe trovare un competitor pari od anche migliore, chi come me era più per quelli più delicati e “mielosi” simil golden glow o bright Cr flake, potrebbe avvertire le mie sensazioni e goderne solo un pizzico di meno. Provare per credere, con l’unica certezza che è: se lo trovate prendetelo senza indugio.

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Full Virginia Flake
(Samuel Gawith)

Miscela: Virginia

Taglio: Broken Flake

Forza: 2/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 30 Euro

VOTE: 9

Ci sono delle eccellenze nel mondo dei tabacchi che sono indiscutibili, ogni brand blasonato più o meno ne può annoverare uno o più, e certamente in casa Gawith c’è una certa abbondanza in questo campo. Il Full Virginia Flake, apice della triade di virginia in purezza marcati Gawith, ossia Golden Glow e Best Brown, e volendo con l’aggiunta del Bright CR Flake di Gawith&Hoggarth, è per l’appunto quello più ricco di sapore e da quanto ricordavo anche più spinto in termini di corpo e nicotina. Apro la latta dopo 3 anni di conservazione sottovuoto in tin e rispetto a come lo ricordavo, oggi lo apprezzo anche più che all’epoca. Gli odori sono davvero eccezionali, una bouquet di frutta matura, secca e sciroppata che non ha pari, una nota di erbaceo e pomodorini pachino, intenso, pungente, con una nota di acidulo a completare una palette di aromi al naso davvero senza pari. Nonostante il suo nome, i flake di Gawith non sono mai tali, qui siamo più dinnanzi ad un broken flake con poche fette vicine all’intatto, poco male, considerato che l’umidità di ognuna di esse rende impossibile l’accensione in questa modalità, e mi trovo quindi a sbriciolarlo grossolanamente nelle mani per poi caricarlo. Accensione non facilissima, ma una volta partito brucia egregiamente sino al termine, e grazie all’umidità che poco prima maledicevamo in accensione, brucia lento e regala lunghe fumate meditative anche in fornelli non particolarmente capienti. Lo ricordavo più nicotinico in effetti, questo è un aspetto che ho rivisto moltissimo, piacevole e presente di corpo, ma assolutamente non da colpo alla testa od allo stomaco, l’ho fumato con piacere a metà giornata cosi come dopo un pasto abbondante ed è stato sempre un eccellente compagno di viaggio. Sui sapori che dire, intensità unica, evoluzione magistrale, ogni puff è un piacere, ed ogni fumata un’esperienza diversa, con una decadenza di sapori minima anche dopo un ora di fumo, è il classico tabacco che consumerete sino all’ultimo granello di cenere sul fondo. Non ho moltissimo da dire in aggiunta a quanto già scritto, ritengo il FvF un tabacco da università, nel senso che, se non fosse cosi difficile da fumare in fondo, come la gran parte dei Gawith, certamente tutti quelli con conservazione flake o similare, questo è il virginia da provare per capire di cosa si parla quando si cita questa tipologia di tabacco, è il riferimento per eccellenza, un riferimento che modificherà profondamente la vostra visione di virginia in purezza che avete valutato buoni, perché reggere il paragone non sarà semplice, e quelle buste di “giallone” o di Capstan vedrete che farete fatica a rimetterle anche solo vicino alla vostra pipa per un bel po’ di tempo!

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Gaslight
(G.L. Pease)

Miscela: Red Virginia, Latakia, Orientali

Taglio: Plug

Forza: Pieno-forte

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 45 Euro

Room note: forte

VOTE: 9

Ecco un altro dei tabacchi nella mia top di sempre, la EM per eccellenza se si cerca un latakia spinto e degli orientali particolarmente speziati ed aromatici. Splendida in fumata e nel room note, il gaslight mostra ancora una volta la qualità della manifattura americana in questo campo. Venduto in Italia alla notevole cifra di 45 euro per 50 grammi, non l’ho trovato particolarmente umido all’apertura, e quindi valido per un pronti via in fumata sin da subito. Scalda zero, acqueruggiola non perveunta anche in pipe stracurve. Brucia bene ed in maniera costante evolvendo in continuazione con uno scambio tra i latakia e gli orientali. Nicotinicamente ben presente, non lo considererei una EM tutto giorno, anzi, l’ho trovato perfetto dopo i pasti principali, a stomaco pieno ed accompagnato magari da un buon whiskey oppure una grappa barrique. Difficile trovare in commercio un blend cosi buono, con una evoluzione altrettanto importante, e con un corpo cosi pieno. L’ho trovato eccezionale in una vulcano dal fornello capiente, ma anche in una reverse che raffreddando leggermente il fumo regalava agli orientali una presenza più marcata sul latakia, ed un sapore, non so se migliore o peggiore, ma certamente diverso. Promosso a pieni voti, se non fosse per il prezzo, non mancherebbe davvero mai nella mia scorta!

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Glen Piper
(Robert McConnell)

Miscela: Black Cavendish, Virginia, Kentuky aromatizzato al cioccolato e Rum

Taglio: Ready rubbed

Forza: Medio

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 20 Euro

Room note: Medio

VOTE: 7.5

Il Glen Piper è una scoperta, un aromatizzato di alta qualità con una scelta di ottimi tabacchi di base ed una aromatizzazione mai stucchevole, mai eccessiva, ed in generale assolutamente gradevole. il virginia di sottofondo spunta a tratti, come in tutti gli aromatizzati non prevale, ma lascia quella nota di mandorla e noci di sfondo che non è mai scontata in questo tipo di blend. il perique dà quel pizzicore piacevole, senza essere mai prevalente nè troppo forte. il black cavendish c’è ovviamente e si sente, ma non stanca, ed è perfettamente amalgamato con il sentore di cioccolata fondente davvero piacevole a crudo cosi come in fumata. non pervenuta la seconda aromatizzazione dichiarata, ossia il Rum, non ho percepito nemmeno quella nota alcolica di sfondo che alle volte c’è in altri aromatizzati con alcolici di varia natura. assolutamente un tabacco da provare, anche per chi non è un estimatore di questa categoria, perché l’equilibrio tra i tabacchi utilizzati è perfetto e le evoluzioni in fumata numerose e sempre interessanti. Ultimo accenno al taglio, un ready rubbed, facilissimo da caricare, umidità perfetta, acqueruggiola zero e riscaldamento della pipa davvero contenuto anche con una fumata abbastanza sostenuta. promosso!!

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Golden Blend
(Mac Baren)

Miscela: Virginia, Burley

Aromatizzazione: no

Taglio: Broken Flake

Forza: 2.5/5

Confezione: busta50gr

Costo Italia: 12.50 Euro

Room note: Piacevole

Voto 7

Sono venuto in possesso di questo tabacco Mac Baren per puro caso, mio fratello lo aveva comprato in un viaggio fuori Italia, ma dopo poche cariche lo ha bocciato e passato a me. Ho ereditato quindi una busta quasi intonsa e devo dire che è stata per me una bella scoperta, a sottolineare ancora una volta quanto nel mondo della pipa e dei tabacchi sia sempre essenziale provare e farsi la propria idea perché i gusti sono personali e spesso totalmente differenti. Documentatomi sul primo sito che solitamente guardo, ossia Tobaccoreviews, la miscela era sicuramente a me gradita, un Virginia-Burley, che però aveva come nota da comprendere bene, quella dichiarata aromatizzazione al cioccolato, e che per altro mi aveva rimandato al motivo per il quale mio fratello lo avesse scartato: “troppo dolce”. Alla prima accensione mi aspettavo quindi una bel “pandoro” natalizio, un peccato in verità anche perché questo tabacco, in vari paesi d’Europa, ad esempio in Germania è venduto in Tin di latta, segnale sempre interessante, che spesso rivela tabacchi di alta qualità che tante volte vengono messi da parte perché qui sono commercializzati in busta, io, mea culpa, sono il primo spesso a commettere questo errore. Acceso invece è stata una bella scoperta, non una eccellenza assoluta, ma un buon Virgina-Burley, che l’aroma di cioccolato lo lascia soltanto in maniera marcata al naso e poco in bocca, e comunque non più di quanto sia il Virginia sia i Burley possono spesso naturalmente sprigionare. Effettivamente letta la breve descrizione riportata sulla busta, non viene citato alcun topping, quindi la mia propensione è credere che quella nota di cioccolato di TobaccoReview sia piuttosto fuorviante e suggerirei di ignorarla del tutto. Fumato è un buon tabacco, dolce ma al punto giusto, con una base di virginia più che discreto, ben insaporito dagli aromi classici del burley. Brucia bene ed anche con una giusta lentezza, grazie al taglio ready rubbed, o broken flake più che altro, con una giusta umidità, che anche al mare è riuscito a regalarmi delle belle fumate di oltre 40-45 minuti nonostante il classico venticello del litorale. Nicotinicamente è un tabacco che ha corpo, non pesante, ma si fa sentire soprattutto su fumate medio lunghe, permettendoci cosi di finire l’esperienza quasi sempre pieni ed appagati. Forse la nota negativa principale che devo imputargli, oltre ad una sapore piuttosto piatto per tutta la fumata, privo di particolari evoluzioni, è un suo degradare nella seconda metà del fornello. Se fumato in maniera troppo accanita forse anche prima, se lasciato bruciare nel giusto modo comunque c’è un chiaro rovinarsi degli aromi piu piacevoli, quelli dolci dei virginia per primi, poi quelli di frutta secca del burley, alle volte svilendosi in poco più che uno scialbo sigarettoso. Considerato tuttavia il costo, è un ottimo tabacco, mi ha ricordato il park lane 7 a dire il vero, e forse si pone come il suo principale antagonista in quella fascia di prezzo e di mercato. Da provare se siete amanti di questo tipo di mixture, difficilmente vi deluderà.

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Golden Glow
(Samuel Gawith)

Miscela: Virginia

Taglio: Broken Flake

Forza: Medio-Leggero

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 30 Euro

Room note: Piacevole

Voto 9

A mio parere, Il miglior virginia in purezza disponibile almeno in Italia. A crudo l’aroma è di erba fresca, di fieno, di pomodorini appena colti, davvero la sensazione che dà è quella di poter essere mangiato immediatamente. L’ho trovato anche molto più intenso dei suoi cugini più stretti di casa SG, ossia il Best Brown ed il Full Virginia Flake. Benché questi ultimi due dovrebbero essere l’evoluzione del Golden Glow in termini di profondità e ricercatezza dei virginia utilizzati, e quindi in una sorta di scala di intensità, esserne un crescendo, io li ho trovati entrambi meno interessanti del Golden. Si carica facilmente grazie al suo taglio, il broken flake è più tendente ad un ribbon, umidità giusta, e questo non è affatto usuale nei tabacchi di questa casa di produzione. Non richiede particolari attese all’aria prima di essere caricato in pipa ed una volta accesso la fumata ha una evoluzione favolosa, cremoso, pieno, a tratti rilascia un chiarissimo sapore di mandorla e nocciole, dolce ma mai nauseante, zuccherino ma mai fastidioso. Acqueruggiola minima e room note assolutamente piacevole. L’ho fumato in diverse pipe, trovandolo splendido in una reverse dal fumo più fresco ed in una classica Savinelli straight grain 1024 degli anni 70’. Decisamente il virginia con la V maiuscola.

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Golf
(Manifattura Sigaro Toscano)

Miscela: Virgina, Burley, Kentuky Italiano

Taglio: Ribbon

Forza: 1/5

Confezione: Busta 40gr

Costo Italia: 7 Euro

VOTE: 7.5

Eccomi finalmente a completare il quartetto italico della pipa, che dopo il comune, l’Italia e il forte mi vede alle prese anche con il Golf. Busta da 40 grammi, con una iconica figura di un giocatore impegnato in un “tee shot” come si suol dire in gergo, fumando piacevolmente la sua pipa! Ho approcciato con scetticismo questo tabacco, sicuramente molto bistrattato sui social del fumo lento ma con la speranza che fosse almeno qualcosa di piu simile all’Italia che non al Comune. Il ribbon è secco, come da classica tradizione nostrana, anche se forse nel quartetto quello più umido, se di umido si può parlare, considerato che non farà una goccia di acqueruggiola nemmeno a stressarlo oltre ogni possibile immaginazione. L’odore è di cioccolato, con tendenza al fondente, e con note di frutta secca di contorno. Acceso in pipa signori è stata una vera rivelazione, ed ennesima prova che le cose vanno sempre provate, dando poco credito a quanto gira su social, blog ed altri canali di slowsmoking. Saporito, zuccherino, piacevolissimo, mi è talmente piaciuto da stupirmi. Stupito non tanto da trovarlo migliore di Forte e Comune, lo davo quasi scontato, ma migliore anche dell’Italia lo pensavo piuttosto difficile ed improbabile. Rispetto a quest’ultimo infatti l’ho avvertito piu aromatico, più bilanciato ed in generale più piacevole. L’Italia lo ricordo decisamente più rustico, meno omogeneo come sapori, con qualche punta, soprattutto di kentucky non sempre piacevolissima. Il Golf invece è eccellente nella sua resa, certo devono piacere virginia e burley con tendenza dolce, ma senza rinunciare alla nota di kentucky italiano, quello piu campagnolo, legnoso, in sostanza buono ed un porto sicuro per tutti noi che veniamo dal sigaro tradizionale italiano.  Che rivelazione questo Golf! che anche sulla scala nicotinica, si pone come il meno pesante dei quattro, e che è un ottimo compagno per ogni momento della giornata. Questa è la vera risposta non solo ai tabacchi più blasonati, non solo ai continui aumenti di prezzo che subiscono i fumolentisti italiani, ma anche e soprattutto a dimostrazione che quando si vuole, anche MST sa tirar fuori qualcosa di senso. Speriamo solo non riesca a peggiorare anche questo!

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Grousemoor
(Samuel Gawith)

Miscela: Virgina, aromatico naturale citronella

Taglio: Ribbon

Forza: Leggero

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 30 Euro

Room note: Molto Piacevole

VOTE: 7

200 anni, questa sembra sia l’età di questo tabacco di casa Gawith, che se è sopravvissuta a tanti cambiamenti storici, culturali e geopolitici, deve avere per forza qualcosa da dire. La leggenda narra che la ricetta di questo blend si tramandi sempre e solo a tre persone all’interno dell’azienda, e che solo queste ne conoscono i “segreti” dell’effettiva composizione. Il trattamento più segreto in assoluto comunque sembrerebbe sempre quello che aggiunge la straordinaria palette di aromi che caratterizzano così fortemente questo tabacco. Viene definito un aromatico naturale e questo a dire il vero mi riesce abbastanza difficile crederlo, però alla luce della leggenda appena citata, potrebbe essere che i famigerati trattamenti segreti riescano a regalare quella nota “agrumata”, “citronellata”, floreale e più in generale di frutta matura a questo blend. All’olfatto, una volta aperta la tin, i colori sono chiarissimi, pochi tabacchi ho trovato cosi chiari, forse il golden glow della stessa casa, mentre in termini di sentori aromatici spiccano chiarissimi, evidenti e ben marcati, su uno sfondo di agrumi delle chiare note di frutta estiva matura, pesca e soprattutto albicocca, questi i due odori che ho avvertito in maniera più chiara. Acceso in pipa, quei sentori si trasformeranno in sapori, nell’aria uno splendido profuma ambiente, certamente non disturberà i vicini, ricordando molto gli odori delle candele alla citronella che accendiamo in estate per proteggerci dalle zanzare. Ma tornando a concentrarci sui sapori, questi non trascendono mai nello smielato, cioccolatoso, vanigliato o quant’altro potremmo essere abituati ad avvertire negli aromatizzati in genere. Il rimando sarà quello di un ottimo virginia, di quelli che solo Samuel Gawith sa offrire, con tutti le sue caratteristiche più classiche, mandorla, fieno, noci,… ma accompagnate da questa nota fruttata e floreale ben presente ma non stucchevole. La fumata però evolverà piacevolmente, direi che si può dividere in due momenti, nella prima metà c’è preminenza degli aromi fruttati, ma via via che andiamo avanti questi lasceranno sempre più spazio ai soli virginia, che in chiusura saranno quasi del tutto padroni della scena. Nicotinicamente leggero, adatto a più momenti della giornata, la combustione è perfetta, e questo, chi conosce i tabacchi Gawith sa che non è un’ovvietà. Mi trovo totalmente d’accordo con chi lo considera un tabacco da estate, le sue note cosi vive, floreali, di frutta di stagione, lo rendono un blend fresco, piacevole, adattissimo a giornate calde, al mare, all’aperitivo all’aperto con amici, insomma a tutte le situazioni più piacevoli che il periodo caldo può ricordarci. Tabacco a mio dire anche interessante per i neofiti della pipa, si fuma facilmente, evolve ma non in maniera complessa, ha un buon sentore aromatico, che in genere è quello che cercano tutti i fumatori alle prime armi, soddisfa anche le mogli più esigenti in termini di aromi sprigionati nell’aria, e non richiede particolari attenzioni o riflessioni. Mi è piaciuto il Grousemoor, comprendo perché in quel suo fare british sopravvive da così tanto tempo al mercato, e seppur tirandosi dietro numerose critiche, io l’ho trovato assolutamente caratteristico, unico e già per questo da premiare. Allo stesso tempo comprendo benissimo che potrebbe non soddisfare una ampia gamma di fumatori, quelli che ricercano le spigolature di un kentuky, i fumatori incalliti di Forte, quelli che caricano a dark flake o darkland o 1792 le loro pipe anche a stomaco vuoto ed alle quattro di pomeriggio, insomma, è per altri tipi di palati, e come tutti i tabacchi fortemente caratterizzati da una nota di sapori cosi marcata, può far innamorare o disgustare allo stesso modo. Per me in conclusione un’altra ottima prova di Gawith, un altro tabacco che soprattutto nelle prossime estati calde, considerato il ritiro dal nostro mercato, mi mancherà non avere in cambusa.

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Tabacco’s Reviews
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Haddo’s Delight
(GLPease)

Miscela: Virginia, Perique, Burley, Black Cavendish

Aromatizzazione: no

Taglio: Ribbon

Forza: 3.5/5

Confezione: tin 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 7

Non conoscevo questo tabacco, non lo avevo mai visto sugli scaffali europei dove il tabacco americano è ancora importato, e l’ho scoperto grazie a mio fratello che lo ha casualmente riportato da una vacanza negli States. Haddo’s house, tipica casa nobiliare inglese, scozzese per la precisione di Aberdeen. Nome quindi che vuole in qualche modo evocare ambientazioni ed anime britanniche più che americane. La mixture è certamente interessante, Virginia, burley, perique e black cavendish non aromatizzato. Il risultato è che all’olfatto è piacevolissimo e lascia trasparire caffe, cioccolato fondente, odori erbacei, in fumata si traduce come un tabacco a trazione Viriginia e Burley, ma per niente inglesi, bensi, rustici, diretti, potenti, legnosi. Sempre per portarvi paragoni facilmente interpretabili, non siamo di fronte al virginia del golden glow e del burley del Park Lane7, qui siamo tu temi più “scuri”, con virgina intensi come quelli del Carolina Red Flake, e burley da collection HH ex Max Baren. Non pervenuto se non nelle sue note amarognole il perique, zero assoluto soprattutto nell’eventuale piccantezza, e siamo vicini come incisività nella mixture anche per quanto concerne il Black Cavendish, che probabilmente nella testa del blender doveva fare da pacificatore tra tanti sapori cosi decisi, e che a mio parere ci riesce in minima parte, forse a causa del dosaggio, sicuramente non abbondante, come si evince semplicemente guardando il tabacco. Nicotinicamente tosto, corpo pieno, è un tabacco che si fa sentire, non stordente, lo si gestisce, ma a fine fumata non lascia spazi alla voglia di ricominciare. I sapori rimangono un pò statici, non c’è particolare evoluzione, nonostante parliamo di 4 tabacchi nel blend, la fumata in tal senso rimane un pizzico piatta. Buono, ma non eccelso, c’è di meglio in giro, soprattutto in casa U.S.A.

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Hal O’ The Wynd
(Rattray’s)

Miscela: Virginia, Perique, Kentucky

Taglio: Ribbon

Forza: 2.5/5

Confezione: scatola 100gr

Costo Italia: 40 Euro

Room note: Piacevole

VOTE: 7.5

Molti pipatori definiscono questa come la miscela perfetta! Non saprei se contrastare o sottolineare questa definizione, ma di sicuro siamo di fronte ad un ottimo tabacco Rattray’s, forse uno dei migliori della collezione, certamente tra i naturali, almeno per me. Compreso nella “British collection” prende il suo stano nome dal personaggio dell’armaiolo nel romanzo “La bella fanciulla di Perth” di Walter Scott, un uomo che aveva “un forza insolita rispetto alla norma”. Virginia, Kentucky, Perique, con una preminenza quasi netta del primo e terzo tabacco, mentre, e forse unica nota negativa, se di negativo si può parlare, è la scarsissima incidenza del kentucky, che si dichiara trattato al fuoco. Già all’olfatto si è inebriati da tutte le note classiche dei virginia, che lasciano poi spazio al cioccolato, qualcosa di speziato da associare al perique, ma non pervenuto alcun sentore ascrivibile al kentucky, del resto in molte recensioni questo tabacco è definito come un virginia in purezza con un pizzico di condimento, e devo dire che questa descrizione è quella che mi trova più d’accordo. Una via di mezzo tra un Ribbon ed un Broken Flake, conserva un’umidità adeguata per essere caricato e fumato sin dall’apertura. Una volta accese le braci è un tabacco che accoglie con una nota di base dolce, il classico dolce piacevole di un buon virginia, con dei chiari sapori di nocciola e di frutta secca, corposa la presenza del perique con il suo classico tono di piccante che invece caratterizza la totalità della fumata, e risulta davvero molto piacevole. Non è un tabacco che esplode di sapori, ha la sua resa migliore se fumato con calma, lasciando il fumo adattarsi alla bocca, ed assaporandolo con una pausa riflessiva ogni due o tre puff. Non può essere ricordato nemmeno come una grande evoluzione di sapori o quantità degli stessi, però il suo merito è essere buono e costante dal primo tiro, degradare solo minimamente nel corso della fumata, e nonostante tutto non annoiare mai. E’ il classico tabacco che una volta finito avrete voglia di accendere nuovamente, forse nella speranza di carpire un sapore in più, ma senza rimanere mai delusi nel non trovarlo e soprattutto senza mai essere sopraffatti dal corpo nicotinico, che pur essendoci, difficilmente è rischioso ai fini del colpo alla testa od allo stomaco. Trovo abbastanza vero quanto dichiarano alcuni recensori di questo tabacco, ossia che la sua forza ed i suoi sapori aumentano con il trascorrere dei minuti di fumata, in effetti in fornelli più capienti e quindi in fumate piu lunghe, in particolare superati i 40 minuti almeno di fumata, è come se si rinforzasse ed aumentasse il suo carico e la sua forza complessiva, quasi improvvisamente, non so se sia stata una impressione, ma è interessante che non sia il solo ad averlo notato. Quel che è certo è che è un tabacco che dà il suo meglio in termini di sapore proprio a metà fumata, superati i 20 minuti, e non eccedendo ai 45-50 minuti, e li in mezzo, a centrocampo utilizzando un termine calcistico che forse per una attivazione della sapidità del kentucky, che tuttavia non troverete nei suoi sapori più canonici, che gioca la sua miglior partita e decisamente può divenire una preferenza di cui è difficile farne a meno.

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Haunted Bookshop
(Cornel & Diehl)

Miscela: Virginia, Burley, Perique

Aromatizzazione: no

Taglio: Course Cut

Forza: 2.5/5

Confezione: scatola 57gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 8

Non c’è tabacco piu azzeccato per una fumata di fine ottobre, inizio novembre. No! Non per la temperatura, che cmq ben si associa allo stile tenebroso e bellissimo di questa mixture, ma ovviamente per l’ormai nota festività di Halloween. La Biblioteca infestata, è una tin eccezionale come grafica, una delle piu belle per me, forse perche da sempre subisco il fascino dell’horror, ma certamente è ancor piu entusiasmante il suo contenuto. Miscela prettamente in stile Americano, già dal taglio, quel Course Cat, che è una via di mezzo tra ribbon e broken flake. Anche la composizione è molto Made in USA, Virginia, rossi, dolci; Burley, potente e principale, e Perique, buono, pepato, piccantino, che si fa sentire ma non sovrasta nessuno. Miscela centrata sul Burley, come ogni buon American style vuole, un burley rustico, imponente, ricco di sapori decisi. A contrarlare la dolcezza dei virginia, ma una dolcezza che influisce molto poco, rendendo questa mioxture qualcosa sicuramente non adatta agli amanti dei tabacchi naturali zuccherini e dolciotti. Importante anche il corpo, non stordente, ma pieno, ricco, saziante alla fine di una fumata, per me in particolare che reggo poco, meglio se fumato a stomaco pieno. Consigliatissimo se amate il genere, e perfetto direi per ogni serata invernale che si rispetti, magari davanti ad un grande classico del cinema Horror.

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Tabacco’s Reviews

HH Bold Kentucky
(Mac Baren)

Miscela: Virginia, Burley, Kentucky

Taglio: Flake

Forza: 3.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 24.50 Euro

Room note: tollerabile

VOTE: 7.5

Questo è un tabacco che noi romani definiremmo “paraculo” ed il perché è presto detto. La Mac Baren nello scegliere cosa importare con la serie HH è stata intelligente, ha coperto la fascia dei blend con una buona e preminente presenza di burley, che mancava almeno in parte in Italia, ma con questo specifico tabacco, ed in parte anche con il Rustica, è andato ad offrire un prodotto che nel bel paese, almeno in termini di gusto, è più che centrato. Innanzitutto va detto che su Tabacco review, è dei cinque HH importati, quello con il miglior punteggio, e se questa è pur sempre una informazione relativa, rimane comunque al contempo indicativa di un risultato positivo e migliore degli altri. Virginia-Kentucky quindi, perché Il burley qui è davvero poca cosa, un riempitivo che non porta alcunché ai sapori, assieme appunto ad un virginia di base che serve a completare una dose massiccia e saporita di ottimo Kentucky, che regna totalmente e continuativamente sulla scena senza se e senza ma. Kentucky americani ed africani per carità, non quelli del sigaro toscano, ma comunque semplici e diretti, tostati, affumicati, cuoiosi, che richiamano la miscela anche casalinga probabilmente più diffusa (non saprei se più amata) dai fumatori italici. Prendete dunque il tabacco Forte, oppure l’Italia, elevateli più e più volte come qualità, oppure pensate ad un toscano extravecchio sbriciolato e mixato al 60-70% con il giallone di Amphora, prendente questi come riferimenti ed avrete un’idea abbastanza corretta di cosa andrete ad assaggiare. L’odore è eccezionale, cioccolatoso, ma allo stesso tempo intenso, a tratti acidulo, una acidità che mi ha ricordato il sentore dei pomodori eccessivamente maturi, o meglio quelli del Ketchup, il tutto condito dalle classiche note terrose tipiche di questo tabacco. E’ un blend come detto schietto, non richiede particolari aspettative, ma una volta accesso risponde esattamente all’esigenza di un fumatore di miscele kentackyose, del resto “bold” ossia audace dall’inglese, sottolinea proprio quello che vuole essere lo scopo ed il target che si è posto questa mixture. I flake sono scuri, quasi neri, umidi il gusto, fumabili comunque, sia interi che sbriciolati, magari nel secondo caso evitando di pressare troppo. Ormai a fine Tin posso dire che se rispetto a tabacchi e miscele “popolari” che ho gia citato in precedenza, il tabacco di alta fascia che mi ricorda di più è il 1792 di Samuel Gawith, al netto dell’aromatizzazione floreale kendal, ma davvero simile in una serie di altri aspetti, soprattutto nei sapori. C’è qualcosa anche del Darkland forse, e credo che questo si ponga come il miglior erede di questi due mostri sacri al momento non più disponibili nel nostro mercato. Nicotinicamente è un tabacco che si fa sentire, 3.5 sulla scala di valori, non stronca, e se fumato a stomaco pieno si gestisce, ma è pieno ed insidioso e non appena si abbassa la guardia è li pronto a castigare. La vera nota negativa di questo tabacco? Il prezzo, qui la scelta è stata molto meno lungimirante, posizionare una miscela del genere a 24 euro e rotti è toglierlo in verità dalle mani di numerosissimi fumatori di miscele principalmente kentackyiose, lo stesso tabacco venduto nella fascia 14-16 euro credo avrebbe totalmente sbancato il mercato, inserendosi senza rivali ed essendo una perfetta via di mezzo tra ciò che promette, quello che offre, ed il desiderata che soddisfa. Che dire, se amate i kentucky correte a prenderlo, se siete nostalgici del 1792 o del darkland, correte a prenderlo, se siete dei miscelatori di toscano e virginia, mettete mano al portafoglio e correte a prenderlo, vi aprirà all’altra faccia dei blend virginia-kentucky, quello di alta fascia e non credo sarete più in grado di farne a meno.

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Tabacco’s Reviews

HH Burley Flake
(Mac Baren)

Miscela: Virginia, Burley, Kentucky

Taglio: Flake

Forza: 2.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 24.50 Euro

Room note: tollerabile

VOTE: 6.5

I nuovi tabacchi McBaren sono una mano santa per il mercato italiano a seguito dell’uscita dei Gawith (2021), se a questo ci aggiungi che portano una serie di blend principalmente incentrati sul burley, che a detta di Claudio De Ascentiis, alias “il Pipatore in America” fautore dell’importazione oltre che grande esperto del mondo del fumolento, è il burley quello vero, che qui ancora non conoscevamo, allora capirete per un appassionato del mix Virgina-burley il tutto appare come un parco giochi per un bambino. Innanzitutto mi preme fare due complimenti all’azienda danese, il primo per l’inscatolamento, le Tin MacBaren sono davvero belle, ben fatte e funzionali come poche, quel quadratino di latta è comodo da trasportare come pochi, e le grafiche sono sempre accattivanti. Il secondo complimento che devo fare invece è ai flake, perfetti, impeccabili, fumabili immediatamente, confezionati egregiamente senza alcun minimo granello perso nella tin, insomma davvero da far scuola. Gli aromi a crudo sono dolci, principalmente tendenti al cioccolato, piacevoli, fanno davvero venir voglia di accendere immediatamente il tabacco in pipa, e ribadisco l’immediatamente, nel senso che qui siamo difronte ad uno dei migliori flake su mercato in quanto a fumabilità. Aprite la tin, afferrate una fettina, piegatela e caricate, problemi zero! Sin dall’accensione si rimane effettivamente un po’ confusi, perché qui c’è da dimenticarsi del tutto i sentori associati ai burley “italiani” che fino ad ora abbiamo provato, se pensate ad esempio di trovare qualcosa di simile al park lane 7 siete del tutto fuori strada, cosi come paragonarlo al barking road della serie heritage di McConnell, o al navy flake sempre di McBaren, oppure a tutti gli altri che vi vengono in mente. Forse l’unico richiamo che potrei trovargli è al Dark flake di Gawith Hogart, ma neanche troppo in verità. Il sapore è rustico, lontano dalle note dolci dei virginia, ed anche al sapore che sino ad oggi ho più facilmente avvicinato al burley, ossia la mandorla ed il cioccolato. Qui di mandorla non c’è nemmeno l’ombra, rarissimo quel sentore, che ho ritrovato solo in qualche velocissimo puff, solitamente in pipe con fornelli più capienti, capaci in parte di smorzare la nota più forte di questo tabacco e renderla, per me ovviamente, piu piacevole. Nel dichiarato del blend c’è anche del Kentucky, non ‘ certamente un protagonista, ma io l’ho avvertito nelle note più legnose e rusticate che ogni tanto questo tabacco lascia trasparire, potrei definirlo un riempimento, un contorno, che non modifica in maniera sostanziale, ma inserisce qualche nota interessante alle fumata…. Certamente, anche per via di un tasso nicotinico nella media, tendente al leggero, si può facilmente candidare ad un tutto giorno, fa compagnia, riempie, non emana note olfattive indesiderate per i vicini, e non è nemmeno un tabacco che va affrontato con particolare attenzione o meditazione, a mio parere si presta meglio come accompagnatore di una lettura spensierata, di una attività che non impegni troppo la mente, insomma, rustico, di nome e di fatto. Il voto che gli assegno potrebbe apparire ad alcuni basso, ma ci tengo a circoscriverlo al meglio, il tabacco è buono per carità ma a mio parere a due grossi difetti, o problemi che dir si voglia, che non mi permettono di andare oltre una piena sufficienza: 1- i sapori sono basici, non vi aspettate evoluzioni o voli pindarici, è un tabacco che definirei popolare, quello che propone fa, è davvero meglio del park lane 7 a 12 euro, o del St. Bruno ad una cifra simile? Io ricomprerei questi ultimi due tutta la vita, e cmq ricomprerei piu il navy flake mcbaren che già avevamo, e che viene venduto a 16 euro 2- il costo, 24,50 nel momento in cui scrivo questa recensione (ottobre 2021) è davvero uno sproposito per un tabacco semplice e di semplici pretese, sarà anche un vero burley, ma i tabacchi eccellenti a mio parere sono altri, con cifre ben più contenute c’è di meglio ed il rapporto qualità-prezzo cosi viene del tutto a mancare.

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HH Latakia Flake
(Mac Baren)

Miscela: Virginia, Latakia, Oerientali/Turchi, Burley

Taglio: Flake

Forza: 2.0/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: n.d.

Room note: Tollerabile

VOTE: 7.5

A seguito, ed anche per merito della petizione lanciata dal buon #PipatoreinAmerica, disponiamo in Italia della serie Mac Baren HH, un tabacco in verità lo avevamo già, ossia il Vintage Latakia, venduto da noi in busta, mentre l’ultimo, ossia il tabacco di cui scrivo oggi, è l’unico a cui aihme non siamo riusciti ad avere accesso. Ho approfittato quindi di un “cargo” tedesco e pagato circa 12 euro in Germania, l’ho preso con grande positività, dato che considero tutta questa linea su un livello qualitativamente alto. Il latakia flake è sostanzialmente una EM ma con l’aggiunta di burley, che poi è il tabacco caratteristico di tutta la linea HH. Gia di per se, il suo confezionamento a flake è una eccezione piacevole per il mercato italiano, dove di affumicate cosi vendute ne abbiamo davvero pochissime. Fettine perfette, scure e piuttosto piccole, proprio come Mac Baren ci ha abituato, ma in questo caso tendenzialmente più umide di quelle dei suoi “cugini”, non un’umidità che non permette di aprire e caricare da subito, ma certamente sufficiente a richiedere un pizzico di impegno in accensione, soprattutto se lo volete fumare intero. Dal canto mio, l’ho quasi sempre caricato flake per comodità, facendo solo attenzione, prima di metterlo in pipa, di allargare un po’ le singole fettine in modo da romperne la perfetta compattezza che le renderebbe effettivamente ancor più difficile da accendere. L’odore è intenso, latakia forte, e preminente, che sovrasta un po’ tutto il resto, ed una nota acidula, che io amo paragonare a quella del ketchup e dei pomodorini troppo stagionati. Talmente sono preminenti questi odori a completare ovviamente quelli affumicati e torbati del latakia da farmi pensare più ad una Modern con Cavendish che non ad una quasi classica EM. Una volta dato fuoco al braciere però la sensazione, che poi rimane la preminente per tutta la fumata, è che più che trovarci davanti ad una English con una evoluzione di diversi tabacchi, qui siamo più su un blend che accentra tutto sul latakia, totalmente protagonista e sovrastante, e che limita ogni tipo di sentore virginioso, e che solo a tratti permette di sentire gli orientali ed in parte, ma poco, di far venir fuori il burley a rendere l’esperienza meno lineare e piatta. Attenzione però perché in questo caso questo “piattismo” è tutt’altro che sgradevole o da intendere in senso di difetto, essendo gli aromi latakiosi davvero buoni, aromatici, speziati, cremosi in bocca e nel naso, risultanti alla fin fine già di per se estremamente soddisfacenti per gli amanti del genere. Il burley spunta soprattutto a metà fumata, nelle sue note mandorlate o di frutta secca, appare però, ma non contrasta mai veramente il latakia, lo completa magari, aggiunge qualche nota di diversità e di evoluzione, ma velocemente viene riassorbito nei sapori affumicati e torna a sparire. Non siamo sicuramente di fronte ad una composizione equilibrata, qui la tendenza è spostare tutto su un ottimo latakia, e lasciare gli altri tabacchi a poco più di una mera compensazione, anche lo stesso burley, che in effetti è davvero poco incisivo, almeno per i canoni di tutta la linea HH. Nicotinicamente tendente al leggero, l’ho fumato anche ripetutamente senza mai avere contraccolpi alla testa o allo stomaco, tanto da permettermi di ritenere questo tabacco un’ottimo tuttogiorno. Blend assolutamente da provare se siete amanti delle affumicature intense e cremose,  credo lo apprezzeranno i nostalgici del Commonwealth di Gawith, o chi apprezza il Brebbia Latakia, insomma chi predilige le miscele affumicate notevolmente squilibrate verso il latakia come cardine e principe della fumata. Speriamo che prima o poi l’importatore decida di completarci la serie HH anche con questo Latakia Flake, sicuramente troverebbe il suo gruppo di accaniti sostenitori.

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HH Old Dark Fired
(Mac Baren)

Miscela: Virginia, Burley, Kentucky

Taglio: Flake

Forza: 2.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 24.50 Euro

Room note: Tollerabile

VOTE: 7

Questo tabacco è un mistero ancor prima di essere aperto, sulla sua composizione c’è un controversia palese, la casa di produzione, e quindi la Mac Baren, lo dichiara come un Virginia-Burley, e quindi direi che cosi va preso, ma parecchi siti evidenziano la presenza anche di kentucky nella miscela. Lavorato “come una English Mixture” anche se ovviamente non c’è traccia di latakia, perché è un tabacco la cui lavorazione appunto richiama le tecniche con le quali vengono trattati questi tipi di blend, ha una colorazione marrone scuro ed un ottimo odore torbato e di cuoio e terra, primo rimando per altro proprio ai tipici odori del kentucky. Della collezione HH è il primo che trovo con dei flake, sempre perfetti ed impeccabili per carità, ma questa volta piuttosto umidi, nulla di infumabile o di paragonabile ai flake di casa Gawith per capirsi, ma un attimo di accortezza prima della carica qui ci vuole, pena una pazienza raddoppiata in fase di accensione. Una volta partito però fuma bene, non si spegne e permette di godersi tutte le sue sfaccettature olfattive e di sapore, fino alla parte finale della fumata però, perché, almeno nel mio caso, caricando in genere due fettine in ogni pipa essendo i consueti flake piuttosto piccoli, la tendenza è stata quella di spegnersi sempre più spesso in fase conclusiva e comunque di bruciare con maggior difficoltà. Probabilmente l’umidità del flake, unita alla doppia fettina contemporanea fa si che la parte in fondo al fornello arrivi ad essere troppo umida a fine fumata, costringendo cosi alle volte a sprecare un pò di tabacco. Ma com’è il sapore? Beh se non avessi letto per nulla la composizione avrei potuto giurare che del kentucky c’è eccome, c’è negli odori come già detto, ma c’è anche nei sapori. E’ sicuramente vero che le note già citate di cuoio, cacao amaro, legno, tipiche dei kentucky, sono al centro della splendida evoluzione che ha questo blend in fumata, una evoluzione non solo della singola fumata, ma delle fumate ripetute nei giorni a seguirsi. Le note piu forti e rustiche cedono il passo e si scambiano la scena con quelle invece più dolci, un dolce contenuto certo, ma più attinente ad un virginia mieloso, od alla mandorla e frutta secca del burley, denotando qui in maniera chiara anche la loro presenza nella mixture. L’ho preferito in fornelli più stretti e profondi, non per forza chimney ma certamente non larghi. Perché si ferma a 7 la mia votazione è presto detto, a mio parere, i suoi paragoni più diretti in casa HH. sono con il burley flake, rispetto al quale per me è decisamente migliore, ha più evoluzione, alterna il rustico ed il dolce in maniera egregia, ed è genericamente più piacevole, ma qui siamo sul gusto personale e totalmente soggettivo. Certamente però si può paragonare anche al bold kentucky, non nicotinicamente, io non l’ho trovato particolarmente pesante, direi una media forza, tanto che l’ho gradito soprattutto lontano dai pasti, ma perché se dovessi scegliere tra i due il Bold l’ho trovato più caratterizzante, più spinto verso una chiara volontà di far emergere bene la nota di un tipo di tabacco. Nell’Old dark invece tutto è più smussato, non c’è nulla di certo ne di scontato, già solo questo aspetto di un kentucky che c’è o non c’è è un esempio di questa caratteristica, e considerato inevitabilmente anche il prezzo, gli preferisco innumerevoli volte anche tabacchi come lo scottish cake e flake di McConnell. Complessivamente un buon risultato comunque, un’altra eccellente prova di Mac Baren, che conferma la positività della serie HH in Italia, e la necessità di provarli tutti per trovare il proprio irrinunciabile!

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HH Pure Virginia
(Mac Baren)

Miscela: Straight Virginia

Taglio: Flake

Forza: 2.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 24.50 Euro

Room note: Piacevole

VOTE: 9

Eccezionale! Eccezionale veramente! Non saprei come altro definire questo tabacco, che mi ha totalmente stupito e che finalmente rimpiazza gli sempiterni ed ormai lontano ricordo, virginia in purezza di casa Gawith. Lo avevo messo da parte il pure virginia della collezione HH di Mac Baren, perché al di fuori della video recensione del Pipatore in America, che se non l’aveste fatto, vi invito a recuperare al più presto su youtube, sembrava essere un normale virginia in purezza, sull’onda del Capstan, della stessa casa produttrice, ma almeno nella mia idea più spostato sulle note rustiche e forti dei virginia, che non sono esattamente quelle che piacciono a me. Invece mi sono trovato a comprarlo in un pomeriggio pipario presso la cara Eva Vannicelli a Roma, ed il mondo mi è cambiato. Virginia africani e nord americani curati ad aria ed al forno, consueti flake perfetti di casa Mac Baren, piuttosto piccoli come dimensioni, ne entrano bene due in un fornello medio. Con una chiara nota di cioccolato, miele e frutta secca all’olfatto, caricato in pipa ed accesso è una esplosione di sapore, dolce ma non smielato, tostato ma mai amaro, aromatico in bocca e nell’aria, ricorda il pane appena tirato fuori da un forno a legna, la crosta soprattutto, in quel contrasto dato dalla dolcezza della mollica e la cottura del suo involucro. Non riesci più a smettere di fumarlo, paragonarlo al capstan, che io stesso ho giudicato un ottimo tabacco e la recensione su questo blog ne è testimone, è una vera offesa, qui siamo nell’eccellenza vera e propria, che ha bisogno di richiamare alla mente i mostri sacri come Full virginia Flake, Bright Cr Flake, Best Brown e Golden Glow. Migliore degli ultimi due per me, di dolcezza paragonabile al Bright e di sapore, sapidità, evoluzione al livello del Master Full Virginia. Rispetto a questo però è fumabile immediatamente, non fa una goccia di acqueruggiola, non scalda mai eccessivamente, è sempre e comunque perfetto da caricare, sempre ripeto, dopo un pasto, a metà mattina o pomeriggio, dopo il caffè, con un aperitivo, davvero sempre, diventa una necessità per quanto è buono. Nicotinicamente non pesante, quasi impossibile che torni come colpo allo stomaco oppure in testa, l’ho fumato anche ripetutamente in sequenza e non ho mai avuto effetti collaterali importanti, e chi legge le mie recensioni sa che non sono uno che sopporta gli alti livelli di nicotina benissimo. Però attenzione perché il fatto che non sia rischioso da questo punto di vista, non vuol dire che non sia appagante anche per chi ama tabacchi più carichi, perché da questo punto di vista è bilanciatissimo, è proprio li allo spartiacque tra un tabacco piu nicotinico ed uno leggero, è come se incredibilmente prendesse il meglio da entrambe le tipologie, paragonabile per resa a quelli piu pesanti, ma per fumabilità a quelli più leggeri. Non so Per Jensen di Mac Baren come abbia fatto, ma con questo pure virginia ha compiuto davvero un piccolo miracolo, non ha caso lui stesso lo definisce il suo tabacco quotidiano! Credetemi gli ho cercato difetti di continuo, non mi capacitavo di come potesse piacermi in questo modo, per altro in qualunque pipa, grande, piccola, di ogni forma, ma lui è rimasto sempre eccellente,  sempre un gradino sopra la norma. Questo è decisamente uno dei migliori acquisti per il nostro mercato dell’ultimo anno, sostituto egregio dei tabacchi già citati ed ormai non più disponibili, un top di gamma da avere sempre in scorta, e mi spiace dirlo, ma la qualità si paga, quindi qui anche i 24 euro e rotti sono sacrosanti (sempre in paragone ai costi del nostro mercato ovvio), non potrebbe costare come il capstan, perché è cinque volte superiore, è un king assoluto e per me una certezza che non mollerò più.

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HH Rustica
(Mac Baren)

Miscela: Virginia, Burley

Taglio: Flake

Forza: 4.0/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 24.50 Euro

Room note: tollerabile

VOTE: 7

E con questo Rustica completo il cerchio dei nuovi Mac Baren serie HH importati in Italia nell’autunno 2021. Lasciato alla fine con cognizione di causa, per via della forza nicotinica che ogni recensore e sito web gli attribuisce, l’ho comprato ed affrontato con un timore reverenziale degno del miglior Fantozzi che si rispetti. Consueta bella latta prodotta da MacBaren, in questo caso anche piuttosto aggressiva con la sua colorazione total black ma con scritta bianca ben evidente. I flake sono come di consueto perfetti e non particolarmente grandi, sempre validi da essere caricati doppi in fornelli di pipa medi. Rispetto all’umidità ho trovato più umidi quelli del cugino Old Dark Fired, ma in entrambi i casi con un po di accortezza nel caricamento, o eventualmente facendo prendere aria alla fettina per 10-15 minuti, si rischia al massimo qualche accensione in più in fase iniziale, poi una volta partito il tabacco procede bene e non si spegne più di frequente. All’apertura l’odore che colpisce è quello che il buon Giuseppe Filieri (alias Nitroargherito) e Luca Piemontese in un video che trovate su Youtube dedicato a questo tabacco definiscono, con giustezza a mio dire, di barbecue. Di preciso alla salsa barbecue, con quell’odore di affumicato, ma acidulo, di pomodoro maturo ma con un fondo acetato, il tutto ovviamente molto gradevole e con un primo chiaro rimando alla carne, sensazione che verrà confermata una volta acceso. Anche in questo caso, come detto da Luca e Giuseppe, all’accensione e per tutta la fumata, il rimando sensoriale più netto che ho trovato è quello ad una bella braciolata di carne. I sentori sono quelli, affumicatura, legno che arde, fumo di camino, ma perfettamentente amalgamato anche con aromi speziati, di cuoio ed a tratti forse anche di floreale. Quest’ultimo aspetto mi ha fatto pensare a tratti al 1792 flake di Gawith, ma prendete con le pinze il paragone, qui parliamo di momenti, di istanti, in cui questa sensazione più aromatica sale e pervade bocca e naso. Il Rustica conferma in pieno il suo nome, la nota dolce dei virginia e dei burley non è decisamente l’elemento portante di questo tabacco, che punta tutto su sapori più rustici appunto, netti, diretti, “maschi”. Però quella sua speziatura e sensazione di floreale in verità riesce a dargli una nota evolutiva davvero interessante che completa la palette di sapori interessanti e buoni di questo tabacco. E’ una mixture riempitiva, saziante, robusta dall’inizio alla fine, assolutamente da non affrontare sottogamba, e mai a stomaco vuoto, salvo ovviamente che non siate dei divoratori di nicotina. E’ da questo punto di vista un tabacco estremamente pieno, che già dopo 10 minuti comincia a presentare il suo conto, però se devo essere onesto ho fumato tabacchi ancora più carichi, mi ricordo ben peggiore in tal senso il Darkland ed il gia citato 1792 di Samuel Gawith, oppure il Dark bird Eye di Gawith Hoggarth. Il Rustica invece se gestito a modo concede almeno 20 minuti anche al fumatore meno avvezzo, prima di essere avvertito allo stomaco ed alla testa. Cadenzato nei puff si può far prolungare l’esperienza ancora di più ovviamente, ma personalmente con difficoltà ho mai superato i 30 minuti consecutivi, ripeto però, c’è di pù pesante in giro e certamente io non sono un riferimento cosi adatto a questo tipo di tabacchi, avendo una resistenza alla nicotina piuttosto bassa. Quello che certamente ho notato è che è un tabacco che fumato a fil di fumo perde parte dei suoi sapori, per offrire il meglio delle sue risorse deve essere acceso bene, la brace deve ardere su tutto lo spazio del fornello e permettere dei bei puff pieni, allora si, vi offrirà qualcosa forse non ricchissimo di sfumature, rimane pur sempre un tabacco abbastanza basico su modello Bold Kentucky, ma al contempo risulterà davvero gustoso, appagante e soddisfacente proprio come un barbecue ben gestito. Se siete amanti dei sapori pieni, forti, rudi, è decisamente da prendere, se siete dei buoni incassatori di nicotina, potete provarlo e mettervi alla prova, se infine amate accendere la brace e far sfrigolare sopra carne in quantità, allora dovete averlo senza dubbio, credetemi se vi dico che non troverete abbinamento più centrato di questo.

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HH Vintage Latakia
(Mac Baren)

Miscela: Virginia, Latakia, Orientali, Burley

Aromatizzazione: Nessuna

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: Busta da 50gr

Costo Italia: 14 Euro

VOTE: 7

Il Vintage Latakia, già Vintage Sirian quando il latakia era importato da quell’area del mondo, è il primo tabacco Mac Baren della serie HH che abbiamo avuto in Italia, anche se in formato busta, mentre in Germania ed altre parti d’Europa viene commercializzato in classica tin di metallo. Oltre a questa particolarità citerei anche il fatto che si tratta dell’affumicata entry level più social probabilmente del nostro paese, perfetta per chi voglia approcciarsi ai sapori delle Em, anche se in questo caso parliamo di un inglese modificata. Già perché come per tutti i tabacchi dell’ottima serie HH, il burley vuole essere il protagonista della miscela, a volte ci riesce, a volte meno, ma non è questo il caso. Piccola nota a margine, la serie HH conta anche il latakia flake, la cui recensione la trovate su questo blog ed il balkan flake che ad oggi, Giugno 2023, non ho avito ancora modo di provare, ma credetemi, vorrei tanto! Tobacco reviews cita anche un pesunto Kentucky nel blend, ma sinceramente mi sento di escluderlo senza se e senza ma. Odori piacevoli, speziati, floreali, tendenti al dolce, con una sensazione di latakia piuttosto presente, sensazione che poi si modifica in maniera sensibile una volta acceso. E’ proprio cosi infatti, una volta avviata la combustione nel fornello, si è sorpresi dal fatto che non è il latakia il protagonista della miscela, bensì, proprio come dovrebbe essere, qui il burley è l’elemento principe in tutte le sfaccettature di sapori riconducibili alla frutta con guscio: noci, mandorle e nocciole. La seconda particolarità che ho riscontrato in questa miscela è relativa alla resa dei sapori a seconda della pipa in cui lo consumiamo, alle volte più latakiose, alle volte quasi assente di latakia invece, tanto da pensare quasi ad una miscela naturale con la spezziatura degli orientali oppure ad una dose di latakia davvero minimale. In particolare, nei fornelli più contenuti il latakia riesce ad essere più presente, e svanire invece in quelli più capienti o larghi, a prescindere dalla loro profondità. Certamente nel complessivo un tabacco piacevole, per altro con un rapporto qualità-prezzo molto alta, anche se nella serie, per me è inferiore come sapori al latakia flake che vi ho citato prima. Si presenta bene come una ottima tutto giorno, con un carico nicotinico medio tendente al basso, e come tabacco da cui, se non si pretende molto, si riesce sicuramente ad essere soddisfatti. Ovvio che poi, quando trovi chi lo osanna come una eccellente, eccezionale, ottima miscela affumicata, siamo di fronte al solito fumatore che non è mai andato oltre nella varietà di tabacchi provati, e può confrontarlo con poche o nessun altra miscela, perché rispetto alle EM di livello non può sicuramente competere. Ottima Entry level quindi al mondo delle affumicate, anche se inferiore in tal senso all’early morning, ma anche ad almeno 5-6 euro di costo inferiore e su questo certamente non ha rivali anche con le prime miscele affumicate in tin vendute da noi, e quindin Erinmore, Brebbia ed alcuni Rattray’s. Da provare, in fondo c’è chi ne è rimasto affascinato.

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Highgate
(Robert McConnell – Heritage)

Miscela: Virginia, Perique

Aromatizzazione: Nessuna

Taglio: curly cut

Forza: 1/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 7

Ancora una riproposizione di un tabacco ex Dunhill in chiave McConnell, parliamo in questo caso del Deluxe Navy Rolls, che come di consueto aihme il sottoscritto, causa soprattutto l’età anagrafica, non ha mai provato, e quindi non ho modo di dirvi se ci troviamo di fronte ad un miglioramento, un peggioramento, o magari un ex aequo. Virginia e Perique specificatamente della Luisiana in taglio curly cut, che apprezzo particolarmente per la sua facilità di caricamento, anche maggiore di quella di un flake classico. Al naso il profumo è nettamente quello dei fichi secchi che compriamo per Natale, mescolato, ma in seconda battuta con i classici odori dei virginia. Perique evidente già a guardare le rondelline di tabacco, per altro in buona quantità, ed una volta acceso in pipa risulta evidente anche l’eccelsa qualità dello stesso, che riesce ad influenzare tutta la fumata. Piccantino e speziato, si associa a discreti virginia, e rende la fumata decisamente piacevole, sino all’ultimo puff. I principali difetti di questo tabacco sono a mio parere due, il primo è la sua evoluzione, è una tabacco piuttosto piatto come sapori, come inizia procede e qualunque sia la pipa in cui decidiate di fumarlo, la resa sarà la stessa. Il che significa che dopo dieci, quindici fumate, non saprà più darvi nulla di nuovo. Non un male per forza ovviamente, ma di sicuro è una mixture che se malauguratamente non piace, vi annoierà presto.  Il suo secondo aspetto “rivedibile” invece è una leggera involuzione dei sapori, in particolare della nota dolce dei virginia, nella sua fase finale, quando questi aromi si vanno un pò a perdere, ed il tabacco, seppur non scadendo mai in qualcosa di poco piacevole, perde la sua iniziale gamma di sapore. Devo dire che come qualità del perique poteva meritare un posto anche in Italia, contrastando il solani 633, che ritengo su questa tipologia di mixture una delle migliori scelte del mercato nazional popolare. Se invece valuto nel complessivo anche i virginia, questi sono decisamente migliori in altri blend anche gia presenti da noi, anche della stessa collection Heritage. Merita una prova se trovato in Germania, non può non piacere, al massimo non vi esalterà, ma sicuramente nella cambusa di un fumolentista accumulatore, troverà poi il suo momento per essere goduto!

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Highland Targe
(Rattray’s)

Miscela: Virginia, Latakia, Orientali/Turchi, Black Cavendish

Aromatizzazione: Nessuna

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: scatola 100gr

Costo Italia: 35.5 Euro

Room note: tollerabile

VOTE: 7.5

Ho comprato con estremo interesse questo tabacco marchiato Rattray, perché è il fratellastro diviso alla nascita dell’altrettanto noto Celebrated Sovereign, del quale trovate la recensione su questo blog e la video recensione su youtube, ed è stato un tabacco che ho valutato 8.5, forse una delle migliori Affumicate e Modern English al momento disponibili in Italia. Perché Fratellastro è presto detto, l’Highland è prodotto sempre da Kohlhase&Kopp per Rattray, che sviluppa la stessa miscela anche per McConnel e prende il nome n questo caso di Celebrated Sovereign. La curiosità era molta quindi, se fossero stati identici, poco male, un’altra affumicata eccezionale da tenere a mente per il mercato italiano, se fossero state diverse, la sfida tra questi due brand che apprezzo entrambi molto, poteva anche trovare qualcosa di fatto addirittura meglio. Beh come si evince facilmente confrontando i voti, i due tabacchi non sono esattamente uguali alla fine, molto simili certo, ma non identici, e nelle loro caratterizzazioni io metto prima il Celebrated. Nome importante anche per questa miscela per altro, che richiama le terre scozzesi, ed in particolare lo scudo concavo al cui interno erano muniti di armi (appunto il Targe) di cui si dotavano gli highlander in gonna a scacchi nelle battaglie tra clan sino al XVIII secolo. Ma superata la nota di colore storico, torniamo ai giorni nostri ed alle nostre passioni, dicendo innanzitutto che in termini di taglio, colore, aromi a crudo in bocca e nel naso, fumabilità e nicotina, questi due tabacchi sono davvero molto molto simili, e per i pigri che non hanno voglia di leggere od ascoltare della mia esperienza con il Celebrated, confermo che è una miscela dal non elevato livello nicotinico, profumata, accattivante, con una fumabilità eccellente, non degrada mai nei sapori fino all’ultimo puff e rimane per tutta l’esperienza una gradevolissima scelta. Qual è allora la principale differenza che ho riscontrato, e che mi porta a valutare il Celebrated come superiore di un punto buono sul Higland? Beh direi l’insieme, innanzitutto forse l’Highlands ha una evoluzione un pizzico meno marcata, rimane solo un po’ più piatto insomma, ma in più benché ha un corpo molto simile al suo “compare” è tendenzialmente più scialbo di sapori, è un Celebrated meno sapido, certamente meno marcato sul latakia, con una integrazione sempre eccellente dei tabacchi che lo compongono, ma che per qualche ragione viene ad essere più delicata, più leggera. Questo ovviamente non è un difetto attenzione, quindi rimarco nuovamente il fatto che la mia personale valutazione, per i miei gusti, è orientata più sul Celebrated, ma sono convinto che tanti, questa maggior sobrietà e leggerezza nei sapori potrebbero invece gradirla, apprezzarla e quindi orienterebbero la loro scelta diversamente. Se proprio dovessi distribuire i due tabacchi nella giornata, per rendere l’esempio pratico, benché entrambi si prestano bene come eccezionali tutto giorno, il Celebrated è l’affumicata post pranzo o cena, e comunque a seguire da un pasto saporito, l’Highlands invece è l’accompagno adatto all’aperitivo, al caffè di metà mattina, oppure il contorno di un pasto leggero. Il suggerimento è certamente fumarli entrambi e capire quale si adatta più ai vostri gusti.

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Irish Oak
(Peterson)

Miscela: Virginia, Perique, Cavendish

Aromatizzazione: Sherry

Taglio: Ribbon

Forza: 2.5/5

Confezione: Tin 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 5.5

Vengo in possesso di questo tabacco, non distribuito in Italia, grazie ad un amico, che lo ha reperito in Germania. Alla descrizione un presunto aromatizzato, cosa che in parte può apparire veritiera una volta annusato, dolce, non eccessivamente, ma di sicuro un cavendish che abbia subito qualche trattamento si sente. In verità però una volta acceso in pipa, l’aromatizzazione allo sherry, quindi in fondo ad un liquore dolce, non mi fa propendere per inserire questo tabacco tra le aromatizzate. Direi che possiamo considerarlo come un navy flake di Mac Baren, un St. Bruno, insomma una aromaticità presente ma non marcata in maniera netta. Questo tuttavia non è il reale problema di questo tabacco, che se devo dire da un lato, ha una bruciabilità molto buona e non irrita mai la bocca, anche a seguito di più fumate, o fumate con tiraggi intensi, è proprio sulla gamma di sapori che perde numerosi colpi. Il virginia è mediocre, e non si lascia ricordare, il perique è un grande assente, non si sente mai, in nessuna delle sue classiche caratteristiche, ed il cavendish è li, che funge da zuccheratore della miscela, non saprei se di sherry, ma certamente di qualche nota fruttata un po più intensa. Per altro è una mixture anche nicotinicamente interessante, non pesante, ma ha il suo corpo e lascia soddisfatti al termine di una fumata. Blend piuttosto noioso alla lunga, dopo cinque o sei fumate, vi avrà dato tutti i sentori che poteva e rimarrà decisamente piatto e con una evoluzione quasi nulla, se non per un sapore più intenso nella prima metà, che degrada poi con il passare dei minuti, ma questa più che evoluzione la definire involuzione, o no?. Ricomprarlo? Non ne vedo sinceramente il motivo, una perdita non averlo in Italia? Direi proprio di no. Questo è un classico caso in cui non ci siamo persi proprio nulla.

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Italia
(Manifatture Sigaro Toscano)

Miscela: Virginia, Kentucky, Burley, Orientali

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 2.5/5

Confezione: Busta 40gr

Costo Italia: 6.90 Euro

Room note: tollerabile

VOTE: 6.5

Se parliamo di tabacchi nazional popolari, e per di più nostrani, il quartetto viene presto a mente: Forte, Comune, Golf ed il mitico, nonché particolarmente patriottico considerato anche il nome: Italia. Packaging carino, un bel rosso acceso con una cartina dello stivale, in versione piu “arancionata” e con scritta in verde nel vecchio formato, oggi invece il rosso si fa scuro e la scritta in bianco è meglio equilibrata nel contesto. Se il Forte è un botta nicotinica di tabacco kentucky, adatto ai forti di stomaco, e sinceramente una miscela abbastanza incomprensibile, perché a mio dire si fa prima a fumarsi direttamente un toscano, se il Comune è un Burley puro, di bassa lega a dire il vero, ma mi riservo una piena recensione più avanti, e se il Golf gia si sposta verso una aromatizzazione cioccolatosa, l’Italia sembrerebbe essere probabilmente il più apprezzato come miscela naturale tuttogiorno, che molto ricorda tabacchi mediterranei grezzi ma tutto sommato caratteristici dei sapori “italiaofili”. Smarchiamo subito il tema nicotina e taglio, un ribbon questo secondo, già ben secco nella busta, con possibilità di essere caricato anche piuttosto schiacciato nel fornello, in modo da garantirsi una fumata un po’ più prolungata. Nicotinicamente un tabacco di corpo ma non pesante, come detto una buona tuttogiorno, ma con sapori importanti anche per essere una buona scelta post prandiale. Alle volte mi ha ricordato lo scaferlati, alle volte un St. Bruno meno dolce, a tratti anche il Park Lane 7, insomma tabacchi basici ma che fanno il loro ed infatti sopravvivono ai grandi nomi del mercato da anni ed anni. Certamente c’è un grosso punto interrogativo sulla composizione, sulla busta viene dichiarato esclusivamente un mix di Virginia e Kentucky, ma praticamente qualunque sito riporta anche Burley ed Orientali. Ora a mia sensazione, darei per scontato che il burley c’è, è presente già al naso con le classiche note cioccolatose, ed in fumata viene fuori con quelle di frutta secca e mandorla, anche se in forma piuttosto grezza, ma del resto parliamo sempre di un tabacco da nemmeno 7 euro. Sugli orientali invece non saprei, o meglio per me non ce ne sono, o sono talmente pochi e blandi da non influire minimamente sulla miscela, non li ho mai neanche lontanamente avvertiti e mi sento abbastanza tranquillo nel poter affermare che non ci siano, ma sono aperto ad un confronto su questo considerato che guardando un po di recensioni sul web, c’è chi invece afferma di avvertirne i sapori, chissà. Altra nota interessante dell’Italia è anche che rimane sempre uguale in qualunque pipa, pressato molto o poco, in fornelli grandi e piccoli, curve o dritte, insomma se volete un sapore certo, senza troppo “menate”, questo non vi deluderà davvero mai. Ora vi dico la verità, l’Italia è davvero meglio che un virginia in purezza anche popolare, mettiamo un Giallone di Amphora, ed un bel toscano sbriciolato dentro? Per i miei gusti no in effetti, eppure ora comprendo meglio il suo successo perché non è sicuramente il tabacco della vita, non è il tabacco che vi farà gridare al miracolo, non è nemmeno il tabacco che ricorderete per sapori afrodisiaci ed evoluzioni mirabolanti, però fa il suo, non perde mai un colpo, è una dose di sapore non indifferente, costa un niente, e decisamente rappresenta bene gli aromi pipari mediterranei, che se incontrano il vostro gusto, allora non potrà indubbiamente deludervi, ed anzì sarà probabilmente molto migliore di miscele simili e più blasonate, che in fondo tante volte sono “più chiacchiere che distintivo”.

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Italian Blend n.20
(Vauen)

Miscela: Virginia, Black Cavendish

Aromatizzazione: Caffe

Taglio: Ribbon

Forza: 1.5/5

Confezione: 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 5

L’idea alla base è eccellente, ed il nome direi azzeccato. Quante volte anche voi avete provato a sbriciolare l’unico toscanello aromatizzato che ha senso ricomprare? Intendo quello al caffè, o moka, beh io tante volte, e devo dire che il risultato è sempre stato gradevole, cosi come fumarlo come “mamma” MST lo ha fatto. Ed allora cosa può andare storto se finalmente trovi la mixture che ti risolve il problema dallo sbriciolamento e che ti ottimizza il costo, considerato che la tin costa 11 euro in Germania, e vale più che tre confezioni di toscanello rosso?. Purtroppo il sogno svanisce, non tanto all’apertura della tin, anzi quello è un momento ancor piu esaltante, la nota di caffè esce forte e chiara e riempie l’aria in maniera piacevolissima, ma poi arriva il momento che lo carichi in pipa e lo accendi. Sin dai primi puff si capisce che tutte le speranze sono vane, quello che era un eccellente aroma di caffè viene profondamente smorzato nei sapori, rimane un caffè molto annacquato e molto zuccherato, la morte per un napoletano come me. I virginia sono di livello discutibile e non influiscono minimamente, certo non in qualità, e la presunta aromatizzazione, che è vero persiste tutta la fumata, ma non si tramuta mai in quello che promette e dovrebbe essere. Di corpo scarico, ma non facilissimo da tenere acceso soprattutto a tin appena aperta, rimane una gran bella speranza. Magari riprovateci, l’idea di fondo è vincente!

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Jocks Mixture
(Rattray’s)

Miscela: Virginia, Latakia, Black Cavendish

Taglio: Ribbon

Forza: 1.5/5

Confezione: 100gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 7

Procediamo nel mondo della British Collection di Rattrays, prodotto come sempre da Kohlhase&Kopp, e della quale trovate tutte le miscele recensite su questo blog ed in video sul canale youtube (link in calce all’articolo). La Jocks mixture però è di quelle miscele della collection non importate in Italia, e che quindi nel caso dovrete reperire sicuramente in Germania e non so di preciso in che altri paesi d’Europa. Come di consueto la prima curiosità di questa linea, caratterizzata da tin spesso solo da 100gr, di color giallo e con scritte in corsivo, semplici ed eleganti, è risalire al nome, sempre o quasi, collegato a qualche interessante spunto Britannico. In questo caso dopo una ricerca più o meno approfondita, direi che, a parte la terminologia che letteralmente tradotta significa: “la miscela dell’altleta”, il nome si riferisca alle truppe scozzesi impiegate nel secolo scorso e definite per l’appunto: “the Jocks”. Il termine però pare abbia una estensione legata allo slang inglese e che individua per un Jocks un “malato di sport”, uno che è pazzo per una attività sportiva, ma si pone anche come una declinazione scozzese, del più classico dei nomi inglesi: Jack. Smarcate quindi le derivazioni e le curiosità, di cui ovviamente se chi leggesse questo articolo avesse maggior informazioni sono tutt’orecchie nel saperne di più, passiamo all’esperienza vera e propria. Tabacco a colorazione tendente allo scuro, il black cavendish, non aromatizzato, ed il latakia certamente imbruniscono la miscela. Al naso il sentore affumicato c’è ma ben amalgamato con i classici odori dei virginia, pomodorini ed erba fresca in prima battuta. Accesa questa mixture conferma le aspettative, affumicatura delicata, mai soverchiante e ben miscelata con dei buoni virginia. Il black cavendish aggiunge un pizzico di dolcezza, nulla di smielato, parliamo di quella punta di zuccherino che in particolare in qualche tiro più potente, modifica i sapori legnosi del latakia, un pò come quell’ultimo sorso di caffè, che porta con se un pizzico di zucchero non perfettamente sciolto nella bevanda, parliamo sempre di caffè, ma con una piacevole nota dolce. Certamente un’altra ottima candidata per chi non rinuncia ai sapori affumicati anche nella stagione più calda, anche per il suo corpo basso e nicotinicamente poco pesante. Ovviamente è un ottimo compagno in generale di chi apprezza le inglesi piu leggere, zuccherine, lievi, dove il latakia è dosato il giusto e non deve mai prendersi la scena. Non so se è un tabacco da andarsi a ricercare appositamente, certamente non è la miscela WoW, ma se vi capitasse di trovarlo, tendenzialmente è tutt’altro che deludente.

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Jubilee
(Stanwell)

Miscela: Virginia, Burley, Kentucky, Orientali

Aromatizzazione: Fruit, Vaniglia

Taglio: Ribbon

Forza: 1/5

Confezione: tin 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 6

Ho comprato questo tabacco ad Amburgo, sospettavo potesse essere qualcosa non propriamente nelle mie corde, ma devo dire che la grafica della confezione cosi vintage, molto locandine dei primi 900’ mi era piaciuta un sacco e non mi ero soffermato su quella chiara indicazione di “Danish Tobacco” in bella mostra. Interessante la composizione perché parliamo di un Virginia, Burley, Kentucky, Orientali senza alcuna citazione di cavendish o black cavendish, cosi da farmi sperare, che la dichiarata aromatizzazione alla frutta e vaniglia fosse magari piuttosto lieve. In verità gia dall’odore e dal colore sinceramente mi sembra piuttosto improbabile non ci sia black cavendish ben aromatizzato alla base della miscela. L’odore fruttato è intenso ma non spiacevole, lasciando presagire che questa mixture offre quello che promette. Acceso in pipa, conferma un’importante sapore soprattutto di frutta, con una base di vaniglia, ma meno marcata. I sapori sono molto simili a quelli dell’Amphora Black Cavendish, che chi segue il mio blog o i miei video sa che non mi è dispiaciuto affatto. Di questo tabacco, al netto della sua evidente e chiara nota aromatizzata, che accompagna la fumata sino all’ultimo puff, trovo due elementi distintivi molto interessanti, che purché non ne fanno il mio tabacco ideale, certamente possono essere quelle unicità che lo rendono appetibile per gli amanti del genere. La prima è il kentucky, che riesce a venir fuori, non sempre, ma in alcune parti di fumata, e ad aggiungere quella nota di stallatico molto interessante ai sapori di base. E la seconda è il burley, che in alcune fumate di più, in altre di meno, si fa sentire nelle sue sfaccettature mandorlate, anche in maniera intensa, e devo dire sono stati i momenti più goderecci di questo tabacco. Non il tabacco della vita, ma una aromatizzata dignitosissima, che fa quello che promette e lascia trasparire le note dei suoi componenti più naturali. Non lo ricomprerei mai per me, ma di sicuro lo suggerirei agli amanti del genere per il quale la sufficienza piena credo sia meritata.

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Kendal Cream
(Samuel Gawith)

Miscela: Virginia, Burley

Taglio: Flake

Forza: Medio

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 30 Euro

Room note: tollerabile

VOTE: 6.5

Quasi certo che non fosse commercializzato in Italia, quando l’ho visto sul bancone di un tabaccaio occasionale non ho resistito. Avevo letto e sentito già di questo tabacco la cui grafica della tin mi è sempre piaciuta moltissimo, e benché non ha recensione superlative non ho avuto dubbi nel prenderla, sostanzialmente per tre ragioni: 1- è un Samuel Gawith, quindi la qualità è certa, 2- è un virginia-burley, una delle composizioni di tabacchi naturali che mi piace di più e 3- è un finto aromatizzato, in quanto la presunta cremosità o essenze floreali dichiarate anche da TabaccoReviews sono in verità del tutto assenti in fumata. Odore classico di virginia, pomodorini, erba fresca, fieno, ma con una nota fruttata, dolciasta, invitante davvero. Il richiamo che ho avuto dagli odori è quello del Sam’s Flake sempre di casa Gawith, ed anche dopo, in fumata devo dire che a tratti me lo ha ricordato. Nota totalmente negativa, credo che sia il tabacco più umido in assoluto che io abbia mai trovato, lo pensavo del Dark Flake sino a qualche tempo fa, ma questo lo batte alla grande. La fetta di flake è spessissima e il grado di umidità davvero esagerato, lasciato aperto per una notte intera la mattina dopo era ancora infumabile come flake, tanto che l’ho sbriciolato a ribbon e lasciato prendere aria per un’altra mezza giornata abbondante, solo allora è diventato caricabile in pipa. Acceso comprendi perche quel “Cream” nel nome, il fumo è pastoso, pieno, cremoso per l’appunto, appagante da questo punto vista. Il burley offre la sua classica gamma di sapori, di mandorla e nocciola. Da qualche parte ho letto di note soapy, che però io non ho davvero mai rilevato, mentre è l’evoluzione che manca quasi del tutto, il tabacco rimane piatto, come inizia, finisce, il che nel bene e nel male lo rende forse un pò noioso alla lunga, ma mai cattivo, anzi, sino all’ultimo puff continua a restituire una buona nota aromatica senza mai scendere nel sigarettoso, o nell’amaro. Come detto all’inizio di recensione, mi ha ricordato molto il Sam’s Flake, soprattutto nella buona qualità dei virginia e nella loro dolcezza. Devo anche dire che lasciato seccare troppo, le note dolci si perdono un po’, il tabacco diventa più robusto, più ruvido, a me è piaciuto meno, ma è una questione di gusto personale, che mi porta a prediligere i virginia naturalmente dolci, qualcuno potrebbe quindi gradire la varianza. L’ho trovato però molto meno interessante del Sam’s Flake, in tutto e per tutto, per la sua piattezza, perché non fa mai la differenza, e perché sembra volersi inserire in una gamma di blend già ben presidiati da tabacchi della stessa casa, lasciandomi poi intendere perché fosse cosi poco diffuso, e forse ritirato dal mercato anche prima del tempo. Sarebbe un ottimo tuttogiorno, considerata la fumata non impegnativa, ma solo se siete riusciti a domarne l’umidità iniziale, ed in ogni caso con un occhio al tasso nicotinico, perché è un medio tabacco come forza, che se fumato a lungo o ripetutamente qualche effetto può darlo. Che dire, non mi mancherà, interessante provarlo, non è un tabacco che ricomprerei, non mi rimarrà particolarmente impresso se non per quella grafica di tin davvero accattivante!

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Kiboko
(HU Tobacco)

Miscela: Virginia, Black Cavendish

Taglio: Ribbon

Forza: 1/5

Confezione: tin 50gr

Costo Italia: non disponibile

VOTE: 0

Doveva arrivare anche il tempo di un bello zero e credo che il tempo sia arrivato nel momento che ho messo in bocca questa roba che ho difficolta a definire, se non una vera e propria immondizia e che chiamare tabacco è un’offesa credo a tutti i fumatori fumolentisti al mondo. Io non capisco come mente umana possa aver concepito un livello di aromatizzazione cosi estremo e totalmente chimico. Non state fumando tabacco, state mettendo in bocca una di quelle terribili gelatine al gusto più improbabile, che solo un bambino di 3 anni potrebbe apprezzare, perché gia compiuti i 4 anni credo che comincerebbe a virare le proprie scelte su qualcosa di più sensato. Non posso dire che non si senta la ciliegia, il Litchi sinceramente non saprei, ma è una ciliegia tipo la cocacola quella aromatizzata, una botta di zucchero e sciroppi che poco ha a che vedere con il naturale. Estremo, davvero estremo, anche per una mistura danese, e come sa chi segue questo blog e/o il canale youtube, benche io non sia un appassionato di aromatizzati, ho sempre pensato che un tabacco che dichiara un aroma, debba poi far sentire quel sapore, e non ho mai giudicato per gusto personale, ma ho sempre provato a farlo con l’oggettività di un appassionato di questo genere. Pero credetemi, non ha senso fumare per questo tipo di prodotti, non esiste più il tabacco e qualunque sapore ad esso connesso, ciucciatevi un chupa chups, comprate una di quelle sigarette elettroniche mono uso ai mille gusti, comprate una saccocciata di gelatine della Haribo, sono più gustose, meno chimiche e non avete la rottura di p… della pipa e tutto il suo tram tram. Ovviamente l’appestamento del fornello qui è pesante, fumare piu di due volte questa mixture in una pipa in radica significa poi doverla resettare con una trentina di fumate a kentucky puro credo, perché la chimica di questo pseudo-tabacco è talmente estrema da renderlo con una bubble gum appiccicata sotto la scarpa. Assolutamente no, vietate questa roba, vietatela subito!

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Kraten Plug
(HU Tobacco)

Miscela: Virginia, Kentuky, Perique

Taglio: Plug

Forza: 1.5/5

Confezione: scatola tin 100gr

Costo Italia: non disponibile

VOTE: 8

Continuo ogni quanto possibile ad esplorare la collezione degli HU Tobaccos, prodotti da Kohlhase&Kopp e che rappresentano ad oggi una linea davvero interessante e sempre qualitativamente alta. Ho preso questo Krater Plug, che già solo per la sua tin, rigorosamente da 100gr, meriterebbe uno spazio in vetrina. La grafica si focalizza su una ampia campagna, sullo sfondo una cittadinana, in uno stile realista davvero armonico da guardare. Il blocchetto di plug all’interno, è ben compatto, ma una volta sbriciolato non da problemi di fumata, anche se non lo ridurrete a ribbon particolarmente piccoli, segno di una umidità assolutamente perfetta. L’odore è eccezionale, c’è tutta la gamma tipica dei buoni virginia, con una punta di acidulo, e qualche nota di liquerizia e cioccolato al latte, davvero strepitoso. Come detto, caricato in pipa, lo accederete abbastanza facilmente, ed è un tabacco che con difficoltà di spegnerà in corso di fumata. Piacevole, fruttato, con note di mandorla e noci, ed una piccantezza davvero marcata, buona, frizzantina, che dona la principale variante alla fumata. Il Kentucky è probabilmente l’assente qui, ma solo nella prima metà fumata non incide particolarmente, si rafforza invece con il passare dei minuti, e passa dall’essere un aggregato di sapidità, al tabacco centrale in tutte le sue caratteristiche terrose e legnose. Nonostante tutto rimane un tabacco di bassocorpo nicotinico, che per le sue caratteristiche, anche di confezionamento a plug, lo rendono davvero adatto ad ogni momento della giornata. L’ho preferito decisamente in pipe più contenute di fornello, perche l’ho trovato eccezionale nella prima mezz’ora, poi, ma non per un degradarsi dei sapori a dire il vero, mi ha sempre un pò annoiato. Ripeto è una sensazione assolutamente personale e soggettiva, e non legata ad un rovinarsi degli aromi, che anzi rimangono piacevoli sino all’ultimo puff, ma proprio come mia reattività ad una gamma di sapori, che probabilmente alla lunga, nonostante una piacevole evoluzione, mi hanno sempre stancato. Buono quindi anche in pipe dal fornello grande, ma se come me, oltre un tot di minuti non avete voglia di andare, inutile sprecarlo in fornelli troppo capienti. Pienamente promosso questo Plug di HU, prendetelo assolutamente se vi trovaste in Germania, merita fortemente una chance!

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Lakeland Dark
(Samuel Gawith)

Miscela: Virginia, Kentuky

Taglio: Broken Flake

Forza: Pieno-Forte

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 30 Euro

Room note: Forte

VOTE: 7.5

Questo blend di casa Gawith a detta di molti è un banale tosco-virginia, replicabile sbriciolando un toscano con un virginia in purezza, e quindi non varrebbe cosi tanto la pena. Non c’è cosa più errata in verità, perche il Lakeland è sia una miscela 50 e 50 dei due tabacchi indicati, ma la fermentazione degli stessi gli regala degli aromi che non riuscirete mai a replicare da soli, e che ne diventano il vero traino in fumata. All’apertura della tin, è splendida la dolcezza dei virginia, certamente di prima qualità, ad associarsi con il kentuky, ben diverso da quello nostrano, che rimanda invece il classico odore di cuoio, di stallatico. Su tutto una nota aromatica naturale che mi ha ricordato molto quella della serie Kendal dello stesso marchio, ovviamente meno intensa, ma sicuramente da attribuire alla lavorazione e conservazione dei tabacchi utilizzati. In Fumata, che definirei non difficile, perché il tabacco non si è presentato particolarmente umido, nonostante sia un broken flake, ma si lascia caricare bene e brucia senza intoppi, e senza scaldare mai troppo la pipa. Gli aromi ed i sapori dei virginia e dei kentuky si alternano bene in fumata, tendenzialmente ho sentito più presente i virginia nel primo terzo di fumata, per poi lasciare la predominanza al kentuky, che non è mai tuttavia ruvido, amaro, o troppo prepotente. Devo dire che più volte l’ultimo terzo ha teso ad un sapore un pò troppo sigarettoso che mi ha fatto desistere dal continuare a fumarlo. La più grande sorpresa è stata tuttavia per me, che tutti lo presentano come un tabacco nicotinicamente molto carico, invece, certamente non è un tuttogiorno, ma è uno di quei blend con i quali non ho mai rischiato la famosa “botta nicotinica”, e conoscendomi non sono un particolare divoratore di tabacchi forti da questo punto di vista, proprio perché li soffro abbastanza. L’ho quindi trovato piacevole anche per una fumata di metà pomeriggio, magari in fornelli più contenuti e fumate nei 30 minuti. Ultima nota sulla resa in shape di pipa diversi, in effetti è uno dei pochi tabacchi che si è mostrato sempre buono un pò in tutte le pipe che ho utilizzato, senza eccellere ne demeritare in particolari fornelli, modelli o reverse. Buono, da provare per gli amanti del genere, se vale gli attuali 30 euro? Mmmm non ne sono sicuro, gli ho preferito notevolmente i 1792 kendal ad esempio, o lo scottish cake di McConnell, ma ha numerosi estimatori quindi sicuramente qui il gusto personale ve lo potrebbe far diventare una delle vostre prime scelte.

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Landtabak
(Brebbia)

Miscela: Virginia, Burley, Kentucky, Orientali

Aromatizzazione: no

Taglio: Ribbon

Forza: 1.5/5

Confezione: Busta50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 7.5

Ecco un altro vero tabacco “mediterraneo”, sicuramente meno noto del famoso Semois belga o dello Scaferlati Caporal francese, cosi come per noi italiani, dei nostri classiconi quali: Comune, Forte, Italia e Golf. Venduto e prodotto esclusivamente in Austria, propone anche una variazione definita Spezial, che dovrebbe avere una qualche tipo di aromatizzazione, ma non è questo il caso, qui siamo davanti al più classico della linea. Secco come solo i tabacchi mediterranei sanno essere, carica e bruciabilità capite da voi che non sono neanche lontanamente un problema, anzi, come per tutti questi tipi di tabacchi, si consiglia vivamente una carica bella pressata in pipa, alla faccia del Bozzini, per far durare le fumate un pò di più. Tabacco adattissimo a tutta la giornata, anticipo subito, se non si fosse inteso dal voto, che mi è piaciuto davvero tanto. Burley e kentucky, rustici ma non cosi spinti e diretti come ad esempio nello Scaferlati, che riescono a farsi mitigare, e perché no a bilanciare dagli orientali. L’effetto è un po quello dell’Italia se vogliamo, dove le note grezze si amalgamano con quelle aromatiche e speziate degli orientali in un mix per me di un bilanciamento eccellente, che lo rende per i miei gusti davvero perfetto. C’è la legnosità, lo stallatico, ma anche note di frutta secca, qualche sferzata di amaro, e qualcuna di fieno, insomma ogni tabacco utilizzato riesce a lasciare traccia in questa mixture che ad oggi credo sia, nella categoria dei tabacchi mediterranei, forse una delle mie preferite assieme all’Italia. Se passate per L’Austria, non lasciatevelo scappare assolutamente, che vi piaccia o no, è una unicità che incontrerà sicuramente il favore, se non vostro, di qualche amico pipatore.

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Latakia Flake n.9
(Brebbia)

Miscela: Virginia, Latakia

Taglio: Broken Flake

Forza: Pieno

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 20 Euro

Room note: Pieno

VOTE: 8

Quando approcci questo tabacco, il primo termine di paragone assoluto è Mr Commonwealth di Samuel Gawith, che in versione identica, in termini di tabacchi utilizzati, ossia una EM monca, prima degli orientali, è nel mercato delle mixture di alta qualità, decisamente il riferimento a cui attenersi. Beh che dire, ormai decisamente più economico del suo principale rivale almeno in Italia, secondo me vanno fatti solo tanti applausi a Brebbia. Latakia ed affumicatura potente, già annusando la tin aperta se ne viene inondati. Per definizione taglio flake, ma in verità è un broken flake, più broken che altro, è stato infatti impossibile trovare un’unica fetta da caricare intera. L’affumicatura è prepotente, amara, per i veri amanti del genere, e rispetto al Commonwealth meno assopita a mio parere dai virginia, che in questo secondo caso restituiscono una maggior dolcezza e quindi una smussatura al sapore intenso del latakia. Caricamento facile, umidità giusta sin dall’apertura, nessuna particolare difficoltà riscontrata, neanche nel riscaldamento del fornello, nè in generazione di acqueruggiola. Nicotinicamente è una mischela medio-piena, non esagerata, non per fumatori di lungo corso per forza, ma certamente una fumata che va gestita e rispettata, io personalmente l’ho trovata particolarmente adatta ad un dopo pasto principale, che non ad una fumata in spensieratezza di metà mattina o pomeriggio. Particolamente buono poi in fornelli più compatti, che nulla fanno perdere dei sapori forti del latakia, cosa che invece si è un po’ sminuita quando l’ho fumato invece di pipe più generose ed ampie, ma qui potrebbe decisamente essere una questione di gusti. A mio modesto parere, considerati tutti gli elementi sul tavolo: qualità dei tabacchi e spinta del latakia in relazione al prezzo di vendita, più che onesto (in Italia con meno di 18-20 euro compri la carta in genere) questo diventa decisamente il mio nuovo termine di paragone!

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Latakia Mixture
(Wellauer)

Miscela: Virginia, Latakia, Kentucky

Aromatizzazione: no

Taglio: Ribbon

Forza: 1.5/5

Confezione: tin 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 8.5

Ed eccoci a provare anche il Latakia Mixture, in questo caso riproposizione del noto 965 mixture di Peterson, ex Dunhill. Per chi segue le mie recensioni, fumai il 965 anni fa e lo trovai una buona affumicata, discreta, per altro una delle poche con un corpo nicotinico importante, grazie in particolare al kentucky. Partiamo però con il dire che questa versione non rispecchia esattamente il 965, per il quale, seppur con varie contraddizioni dal web, trovo chi dichiara presenza anche di orientali o di cavendish non aromatizzato. La versione Wellauer è molto più semplice, toglie tabacchi bilanciatori come appunto orientali e cavendish e punta tutto sul trio dato da Latakia, Virginia e Kentucky, e lo fa in maniera eccelsa. Certamente dei tre il virginia è quello più sfuggente, totalmente surclassato da una miscela che è a totale trazione latakiosa. Il latakia, ancora dichiarato siriano, è in ogni caso davvero eccellente, affumicatissimo, aromatico, incensato, potente, e si fa sentire in ogni puff. Il kentucky c’è, anche se è egreggiamente dosato perche non si scontra mai con il latakia, ma gli dona dei sapori legnosi e strutturati, capaci di dare corpo alla miscela. Questa versione Wellauer è per altro, ancora in opposizione al 965 da cui trae spunto, per nulla pesante. Direi che si puo “declassare” in termini nicotinici ad una quasi tuttogiorno, se non fosse per i sapori intensi che la rendono più adatta ad un post cena importante, in termine di sola nicotina andrebbe bene anche a colazione. In sostanza cosa penso del Latakia Mixture? È una delle più buone miscele affumicate che abbia mai provato, totalmente appagante, ricchissimo di sapori, con una evoluzione eccezionale, e capace di far stare insieme due tabacchi cosi primari come latakia e kentucky. Sicuramente tra le prime 5 a livello europeo per me, anche se sicuramente preferenziale per gli amanti delle miscele a forte spinta latakiosa, non piacerà certamente a chi vive di early morning, in caso contrario andate a far scorta, ma di quelle belle grosse!

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Latakia Mixture 1848
(Robert McConnell- Heritage collection)

Miscela: Virginia, Latakia

Taglio: Ribbon

Forza: Medio

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 23 Euro

Room note: Medio

VOTE: 5.5

Ancora un altro tabacco della serie McConnell Heritage, in questo caso la riproposizione del Mixture BB1938 di Dunhill. Questo tabacco a quanto ne so non è mai arrivato in Italia, quindi di fumatori capaci di fare una comparazione non ne dovremmo avere, certamente non il sottoscritto. Questo Latakia Mixture si inserisce in una categoria sino ad oggi ben presidiata in Italia in qualità, in particolare, su tutti, il Commonwealth e il Brebbia Latakia n.9. all’uscita del primo dei due, ed a mio parere anche il migliore della categoria, la possibilità di occupare quello spazio c’era, peccato che il risultato non sia cosi soddisfacente. Come si capisce non mi ha particolarmente colpito, dire che è cattivo sarebbe sbagliato, i McConnell non sono mai cattivi, bruciano egregiamente e sono conservati ad una umidità quasi perfetta, ma aihme qui mancano proprio le basi per parlare di reale concorrenza. All’apertura della tin gli odori sono quelli classici, preminente il latakia, che sembra ben marcato, affumicatura piena, odore di legno, insomma abbastanza un classico. In fumata però non l’ho trovato particolarmente soddisfacente, il latakia domina la scena, ma neanche lontanamente da quello che potete immaginare se avete comprato i due tabacchi citati sopra, siamo una spanna sotto in potenza e presenza. Questi potrebbero anche non essere problemi per tutti in verità, se si cerca qualcosa di meno rude, meno forte, ma se da un lato l’assenza di un buon latakia non è compensato dai virginia, dall’altro il vero punto debole della miscela è che, più o meno a metà fumata, quale che sia la pipa con la quale lo state fumando, o che lo fumiate lenti, veloci, bene o male, la virata ad una perdita quasi totale dei sapori, in particolare di quelli affumicati è pressochè certa. È una involuzione vera e propria, un decadimento quasi, non saprei bene dovuto a cosa, fatto sta, che spesso e volentieri mi è capitato di smettere di fumarlo appena superata la metà fornello, perché non trovato più un reale senso a procedere, avendo in bocca un mix tra sigarettoso e sapori spenti dei due tabacchi del blend. Non mi sento tuttavia di dare una insufficienza piena, come detto all’inizio non è cattivo, e se valutato nella sua prima metà, anche accettabile. Ma la sua evoluzione, o meglio involuzione a due fasi, non mi consente di giudicarlo meglio di cosi. Peccato, un’occasione persa da McConnell di prendersi un bel pezzo dei fumatori in astinenza e lutto per l’uscita dei Gawith, e per confermare la tendenza di tutta la collezione Heritage di alto spessore, questa è forse la prima vera falla che ho trovato.

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Longevity II

(Cornel & Diehl)

Miscela: Virginia, Latakia, Orientali, Cavedish, Perique

Aromatizzazione: no

Taglio: Plug

Forza: 2.5/5

Confezione: Tin 57gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 7  

Longevity II, gia il nome è un programma, perché il primo quesito che ci si pone è se esiste un Longevity I. poi la grafica, che probabilmenterichiama elementi sani che aiutano appunto la longevità, come la lettura, la pipa, ovviamente una bella pianta di tabacco, ma non ho ben compreso il senso del mocassino, chissa? Superati questi primissimi dubbi, passiamo alla pratica. Il Longevity è un panetto di tabacco, scuro e con un fortissimo odore di acidulo, di stallatico e di vinaccia, tanto da lasciar immaginare una abbondante dose di cavendish e di perique. Facile da sbriciolare, e caricabile senza grandi difficoltà, brucia egregiamente in pipa e raramente da problemi di sorta. Una volta acceso la sua tendenza è subito chiara, il cavendish che sembrava molto presente nel colore e soprattutto negli odori è un grandissimo assente, non opera da bilanciatore della miscela e sinceramente non incide in nessun modo in fumata. Il perique è l’assoluto protagonista, ma non nelle sue note piccanti, bensì in quelle amarognole e pungenti. Questi sapori si mescolano con un latakia potente, ma nonostante questo sempre in secondo piano rispetto al perique, ricco di legnosità ed affumicatura, ma privo, ed eccoci al secondo assente degli orientali, che proprio come il cavendish davvero svaniscono dinnanzi alla troppo forza di sapori di questi altri due tabacchi. Mixture certamente non tuttogiorno, a parte per una buona dose di corpo, non stordente, ma nemmeno leggero, ma anche non indicata per gli amanti dei sapori equilibrati, ben mescolati, e con una tendenza zuccherina. Qui di zuccherino non c’è proprio nulla, ne di dolce, ne di tutto ciò che cerchi una nota di smussatura ai sapori netti, diretti, rustici, campagnoli che dominano la scena. Approcciatelo se siate di questa “scuola” e potrebbe diventare una delle vostre EM preferite, ma stategli alla larga se pensate sia una modern english con la dolcezza del cavendish ed un virginia in stile golden glow, perche sostanzialmente non vi piacerà granché.

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Lotus

(WO Larsen)

Miscela: Virginia, Black Cacvnedish

Aromatizzazione: Vaniglia, cocco

Taglio: Ribbon

Forza: 1.5/5

Confezione: Tin50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 3.5  

Questo Lotus non è stata una scelta, ma direi piu che altro una sfida. Seduto al tavolo con gli amici admin dell’UPCR per una cenetta informale, la punizione per il mio ritardo è stata una bella manciata di questo tabacco, portato direttamente dalla Germania, dall’amico Antonello, forse ingannato dalla sua bellissima confezione. Un tin celeste, sontuosa, che si fa solo per una special edition, in effetti poteva ingannare, certo il fatto che fosse WO larsen a produrlo qualche dubbio lo avrebbe dovuto far venire fuori. Bando alle ciance, e superata l’estetica da 10, il Lotus è una vera saponetta impazzita come odori. Esplodono odori di frutta, vaniglia, ed altri aromi floreali non ben precisati, e prima di fumarlo è necessario farsi il segno della croce. Appena acceso mostra immediatamente le sue “doti”, un aromatizzato, rigorosamente chimico, che spinge su sapori eccessivi per qualunque cosa sia presente naturalmente in questo mondo. Su tutto spicca la vaniglia certamente, mentre del decantato cocco, sinceramente non sento la presenza. Dopo i primi intensissimi puff, comincia una leggera degradazione anche abbastanza evidente, anche se non cede sui sapori finti, che accompagnano fino alla fine, ma almeno un minimo si alleggeriscono. Occhio a fumarlo con veemenza altrimenti vi giocate la lingua, mentre sul corpo nicotinico è davvero un tabacco da pomeriggio, che non appesantisce ne riempie. Consigliato? Mai! ma se proprio siete amanti dello svapo alla big babol o siete un crucco incallito incapace di voler sentire di che sanno realmente i tabacchi naturali, che vi devo dire, prendetelo, o fate come Antonello, usatelo per punire un amico fumatore in ritardo ad una cena

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Luxury Blend

(Peterson)

Miscela: Virginia, Burley, Maryland, Black Cacvnedish

Aromatizzazione: Vaniglia, Miele

Taglio: Ribbon

Forza: 1.5/5

Confezione: Tin50gr

Costo Italia: 25 Euro

VOTE: 5  

Approfitto del graditissimo regalo di un amico, che rimasto piacevolmente colpito da questa miscela Peterson, in occasione di un caffè, mi ha regalato qualche carica. Non ho potuto fumarlo tante volte considerata la quantità, nè farlo girare in tutte le pipe che avrei voluto, quindi questa più che una recensione vuole essere una impressione “a caldo”. Miscela venduta da noi, alla cifra non indifferente di 25 euro (a Settembre 2023), e che in sincerità avevo sempre evitato, un po’ per il prezzo, ma soprattutto perché, benché dichiarata come un aromatico naturale, più di un sito lo indica come un aromatizzato alla vaniglia e miele. All’olfatto una volta aperta la tin l’aroma di vaniglia e miele c’è ed è piuttosto evidente, soprattutto la prima. Si presenta come un tabacco di colorazione media, il contrasto tra i tabacchi chiari ed il black cavendish è piuttosto evidente. Al netto delle fumate forse non sufficienti per giudicare correttamente una miscela, dico subito che questo tabacco non mi è per niente piaciuto. La nota dolce, perché in fumata quella maggior distinzione di odori al naso si perde, rimane come una base di dolciastro, che soprattutto alla lunga ho trovato disturbante. E’ confermato però che non perde le note più tabaccose, dovute soprattutto ai virginia, non di eccelsa qualità per altro, e con un burley e foglie di Maryland che tendenzialmente fanno da collante di sottofondo senza influire particolarmente nei sapori. Sinceramente è un tabacco che non ha un’evoluzione apprezzabile, non lo posso definire ne aromatizzato ne aromatico, la nota di dolce e zuccherino alla lunga davvero l’ho trovata di troppo ed in ottica di fumare un’intera tin sinceramente credo che non l’avrei mai finito. Qui è chiaro che il parere è soggettivo, paragonatelo ad un piatto cinese come il maiale in agrodolce, i primi 5-6 pezzetti sono piacevoli, ma poi è decisamente stucchevole quell’agrodolce persistente, ma sicuramente ci sono gli estimatori di un piatto del genere. Ecco questo è la sensazione di questo tabacco, 10 minuti tutto sommato dignitosi, in cui cercate di capire in che maniera i sapori aromatici influiranno sulla vostra fumata, e che diventano una lunga agonia sino alla fine. Per il resto tabacco con ottima fumabilità, e bassissimo corpo nicotinico, che dire provatelo, ma non al costo italiano, davvero non vale la pena. Se invece riuscite a prenderlo in Spagna o Germania dove è venduto a circa 11 euro, almeno nel caso non lo sopportiate molto come me, il danno sarà minimo.

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Macbeth

(Rattrays)

Miscela: Virginia, Burley

Aromatizzazione: no

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: scatola 100gr

Costo Italia: 35,5 Euro

VOTE: 6.5  

Rattrays è una eccellenza e con l’uscita dei Gawith dall’Italia, per me, assieme ai Mcconnell, ed ai tabacchi della serie HH di Mac Baren sono decisamente in cima per qualità, aggiungendo anche il tema del costo, che rimane contenuto e direi corretto, rispetto al nostro mercato ovviamente. Della serie “British Collection” questo tabacco dal nome emblematico, propone quella, che almeno su carta, è una delle mie miscele di naturali preferita, ossia Virginia e Burley, che assieme ai Virginia in purezza ed ai Virginia-Orientali allietano le mie fumate. Questo tabacco, venduto in Italia solo in tin da 100gr per una cifra decisamente conveniente  devo dire non mi è piaciuto da subito, ed anche dopo averne fumata l’intera latta, qualche dubbio me lo ha lasciato. E’ cattivo? no affatto, c’è tutta la consueta qualità garantita da Rattrays, e prodotta da Kohlhase&Kopp, ma per me manca sensibilmente in alcuni elementi. Prima di entrare nel merito però è giusto fare un consueto cenno sulla fumabilità, che definirei egreggia, tabacco alla giusta umidità, zero problemi in accensione e nel proseguimento, mentre per ciò che concerne la nicotina, è un tabacco tendente al leggero, ma non privo di corpo, se fumato lungamente od in fumate ripetute, si fa sentire, mostrando un corpo che non sembrerebbe avere dai sapori dolci e delicati. Ma entriamo nel pratico, innanzitutto è un tabacco che una volta aperta la tin sprigiona un intensissimo e piacevolissimo odore di frutta, frutta fresca, estiva, l’albicocca su tutto, ma anche pesca, susine e uva. Tale è l’intensità di questo piacevolissimo profumo fruttato e zuccherino che verrebbe da pensare ad un tabacco aromatizzato, ne ho fumati di dichiaratamente tali che non avevano profumi cosi intensi e marcati, ed invece no, sarà forse il trattamento o la conservazione dei Virginia, ma gli odori sprigionati sono del tutto naturali. Che comunque non ci sia aggiunta di cavendish o black cavendish in effetti è palese anche dai colori del ribbon, chiarissimo, dorato, mi ha ricordato molto il Golden Glow di Gawith. Ma in tutto ciò, il burley dov’è? Eccola la prima pecca di questo tabacco, un burley dichiarato, e bramato dal sottoscritto, che sinceramente latita fortemente, non l’ho quasi mai avvertito, e quando penso di averlo fatto non saprei con certezza dire che fosse realmente burley, perché mi sono mancati i classici riferimenti che ho dei sapori di questa tipologia di tabacco, azzoppando in qualche modo la mixture ad un virginia in purezza, con un virginia molto aromatico e probabilmente in qualche modo trattato per avere queste note fruttate. Non è un tabacco che si esalta per evoluzione, fa quello che promette all’olfatto, ossia virginia dolci e zuccherini con una nota di frutta fresca di fondo, forse anche una nota di alcolico ma potrei essere stato ingannato dai sapori della frutta matura alle volte capace di ricordare questo tipo di sentori. Cosi parte e cosi procede, tanto da renderlo un piacevole compagno per fumate davvero da pochi pensieri, l’ho trovato un’ottima scelta per il periodo caldo, ma anche un buon partner mentre facevo un pò di giardinaggio, mentre leggevo il giornale in spiaggia, mentre mi godevo un pò di fresco serale di un tardo Maggio piuttosto caldo quest’anno, insomma perfetto ogni qual volta si fuma ma con una concentrazione non focalizzata sul tabacco, o quanto meno, non solo su quello, permettendoci così di godere di questo ottimo profumo che inonda l’ambiente e rimane piacevole in bocca.

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Malcom Flake
(Rattrays)

Miscela: Virginia, Burley, Kentuky, aromatizzato Ananas

Taglio: Flake

Forza: Medio

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 19,5 Euro

VOTE: 7  

Il Malcom si inserisce nella trilogia firmata Rattray, composta dallo Stirling Flake, il Wallace Flake e per l’appunto il Malcom. Sono tutti ottimi tabacchi, ne trovate le recensioni su questo blog, buona la fumabilità, buoni i sapori, non nella fascia dell’eccellenza, ma sicuramente soddisfacenti, anche considerando che sono tra i pochi in tin ancora a resistere sotto la soglia dei 20 euro. In particolare il Malcom, si presente in generose fette di flake, ben tagliate ed ordinate, piuttosto umido, ma in verità con una accendibilità più che buona anche se fumati interi. All’apertura della Tin sprigiona una ondata di dolcezza, il dichiarato è ananas, ma sinceramente io ci sento soprattutto albicocca, pesca, e frutta estiva matura, si certo anche l’ananas ma non in maniera cosi preminente. Sicuramente domina una dolcezza di base che fa da sfondo ai toni gia piacevoli dei virginia e del burley, mentre già in fase olfattiva il kentuky sinceramente lo si rileva poco e niente. Acceso le due note marcatamente preminenti sono che praticamente qualunque nota fruttata viene a mancare, questo era vero anche per il Wallace flake, e come secondo elemento di particolarità, il kentuky già di scarna presenza negli odori, continua a lasciare un chiaro dubbio circa la sua presenza reale nel blend. Vero è che in corso di fumata, dalla metà in poi, dopo un pieno dominio dei virginia-burley addolciti dalla nota fruttata mai stucchevole, il tabacco avvia una virata verso toni piu rustici, piu maschi, il kentuky nelle sue spigolature viene più fuori, rimane sempre un contorno, un condimento leggero diciamo, non riesce mai diventare protagonista, però almeno lancia un lontano grido per dire che in effetti c’è, e quanto dichiarato sulla confezione non è del tutto falso, seppur a mio parere in un a quantità davvero discutibile. Credo che su tutto il burley faccia un lavoro egregio, migliora dei buoni virginia, ma non indimenticabili, e sopperisce a questo kentuky al limite dell’inesistente, è l’elemento un po’ portante di una buona miscela come dicevo in partenza e come in generale mi lascia sempre pensare questo brand, forse manca quel salto di qualità per considerarlo eccellente, non saprei nemmeno ben dire se mi è piaciuto più o meno del Wallace, mentre per ciò che concerne una platea di fumatori a cui potrebbe essere destinato, direi sicuramente i fumatori di Virginia o Virginia-Burley, con dei toni dolci, piacevoli, mielosi. La nota di Kentuky, e l’irrobustimento dei sapori in via di fumata, potrebbero attirare anche qualche amante dei naturali dai sapori più marcati, ma tutto sta nello scavallare i primi 20-25 minuti di fumata, non lo avvicinate invece se intendete pensarlo come un aromatizzato, non lo è affatto, non impesta la pipa, e “lavora” nei fornelli come qualunque naturale. Consigliato, da provare certamente, se può divenire un immancabile non saprei, per me in tal senso direi di no, sono rimasto più complito da altre miscele, ma certamente qualche nota di unicità la mostra e potrebbe essere particolarmente apprezzata.

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Margate
(Esoterica Tabacciana)

Miscela: Virginia, Orientali, Latakia (Cipro)

Aromatizzazione: no

Taglio: ribbon

Forza: 2/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 8

Devo dire senza mezzi termini: tanta roba. Si il Margate di Esoterica è tanta roba, una affumicata che rispetto al mercato europeo è sicuramente nella top 10, e che si difenderebbe bene anche a confronto con le miscele americane. Come di consueto il richiamo del nome è geografico, Margate è una vivace città portuale del Kent sulla costa Sud-Est dell’Inghilterra ad nemmeno due ore da Londra. Posizionabile tranquillamente come sapori a paragone con la collection degli Schurch o dei Wellauer per capirsi, questa EM Classica è davvero ricca di sapore. Particolarmente forte l’odore di stallatico, penetrante, acetato, è una miscela piuttosto scura, sicuramente a trazione latakiosa. Gli orientali però, ed anche i virginia, benché sopraffatti spesso da un latakia cosi imponente, non rinunciano a venir fuori, e sapori erbacei e di frutta secca accompagnano la fumata e la rendono sempre molto ricca. Nicotinicamente non pesante, ma nemmeno privo di corpo, è un tabacco saziante, ma direi anche per temi ascrivibili al gran sapore che ha, che appaga e soddisfa gli amanti delle affumicate, anche i più esigenti. Se devo trovargli una nota negativa, sicuramente la prima metà fornello i sapori sono molto piu ampi sia come gamma che come intensità, via via che si procede verso la fine invece, diventa leggermente più basico, gli orientali perdono presa sul bilanciamento dei sapori, ed il tabacco si trasforma in qualcosa di meno armonico, sicuramente molto meno spinto nella sua parte incensata ed orientaleggiante. Una di quelle miscele che se amate le affumicate non potete lasciarvi scappare, segnatela in lista e fate di tutto per averla!

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Marlin Flake
(Rattrays)

Miscela: Virginia, Perique, Black Cavendish

Aromatizzazione: no

Taglio: Flake

Forza: 1.5/5

Confezione: scatola 100gr

Costo Italia: 35.50 Euro

VOTE: 5.5

Prima o poi doveva capitare anche a Rattrays di toppare completamente un blend, speravo non capitasse, ma eccolo qui. Della “British Collection” questo Marlin Flake è dello stesso filone ad esempio dell’Old Gowrie, la cui recensione potete trovarla sia su questo blog, sia in formato video sul mio canale youtube (collegamento in calce alla recensione). Old Gowrie a cui questo Marlin Flake è associato nella descrizione per via della presunta somiglianza di sapori, ecco nulla di più sbagliato. Prodotto da Kohlhase&Kopp come gli altri tabacchi di questa serie, si presenta in fette scurissime ed in Italia è venduto solo in latta da 100grammi, mentre io l’ho comprato in Germania dove è commercializzato anche da 50 grammi, ed aggiungerei per fortuna, sia per quanto l’ho pagato (12 euro), sia perché l’ho trovato un tabacco talmente insulso da aver avuto difficolta a fumarne anche solo la metà di 50 grammi e con grandissima fatica essere riuscito ad andare avanti, nella speranza, aihme vana, di trovarci qualcosa che mi facesse cambiare un minimo idea. Una volta aperto si presenta come detto molto scuro, per via dei dark Virginia e certamente anche del black cavendish. Anche all’olfatto si presenta molto bene in effetti, ottimi odori di frutta matura, di prugna ed ho trovato anche una marcata nota di liquerizia ed un pizzico di caffe, piuttosto accentuata soprattutto la prima. Umido, quasi melassoso, non è un tabacco facile da accendere, soprattutto se caricato flake, tanto che l’ho gestito rendendolo quasi sempre un broken flake, ma questo è davvero solo l’ultimo dei suoi difetti, perché in fondo una volta acceso, poi la fumata, acqueruggiola a parte, scorre bene fino alla conclusione. Come corpo, se mai ne avesse uno, è davvero basso, nicotinicamente povero, fumatelo anche a ripetizione, non è possibile avere effetti, se non quelli del mio personale disgusto che mi portava a chiedermi perché mai lo avevo acceso ancora una volta.  Davvero credetemi l’ho fumato e rifumato, guardando anche le due video recensioni in lingua italiana di Moreno e di Claudio (Pipatore in America), che soprattutto il secondo, ne parlano bene, confermandomi così l’unica grande certezza sulla pipa che nessuno mi toglierà mai dalla testa, ossia che, chiunque sia a parlarti di un tabacco, per quanta fiducia tu abbia in questa persona, e qui abbiamo due riferimenti italiani di alto spessore per me, bisogna sempre provare, provare e provare ancora, perché i gusti sono davvero soggettivi e le esperienze uniche e personali. Ma perché un voto cosi basso? L’ho trovato davvero un tabacco sensa alcun senso, scialbo di sapori, perique inesistente, black cavendish che ammorbidisce probabilmente i virginia, senza però rendere l’insieme troppo dolce e mieloso, ma in una sostanziale povertà di sapori disarmante. Tabacco che scalda abbastanza la pipa, e se non gestito comincia non solo a rimanere piatto come uno stagno in agosto, ma a degradare su sapori per nulla piacevoli, aggravati alle volte dall’acqueruggiola in abbondanza dovuta all’umidità eccessiva. Sigarettoso, senza evoluzione, scialbo, insapore, basico, non riesco a trovargli mezzo motivo per il quale comprarlo, mezzo motivo per dargli un senso, è talmente negativa la mia esperienza che quasi ipotizzo che avesse qualche falla la tin e mi riprometto in un futuro possibilmente lontano, di riprovarlo, magari “scroccandolo” a qualcuno perché per me non vale neanche la metà del suo costo tedesco!

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Tabacco’s Reviews

Marylebone
(Robert McConnell- Heritage collection)

Miscela: Virginia, Latakia, Orientali, Black Cavendish

Taglio: Ribbon

Forza: Medio-Leggero

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 23 Euro

Room note: Medio-pieno

VOTE: 6.5

Della Collezione Heritage di Mcconnell, il Marleybone si ripropone la difficile sfida di riprororre il 965 mixture di Dunhill ai nostri palati. In verità oggi lo stesso blend è già stato riportato “in vita” anche da Peterson e con lo stesso nome. Chi vi scrive non ha provato mai l’originale, ma ha testato quello Peterson. La miscela si propone come una canonica Modern English, quindi al trittico Virginia, Latakia ed Orientali aggiunge il black cavendish. È buono, è cattivo? Direi che è normale, nel senso che, paragonato al suo più stretto parente di casa Peterson è decisamente meno intenso in termini di nicotina, e probabilmente ha anche una percentuale di latakia meno incidente sui sapori e sugli odori. Potrei definirlo meno rude, meno da post braciata con amici e vino rosso sopra i 15° gradi, insomma è una versione più soft, ma sempre di carattere, non stiamo parlando dell’early morning, ma nemmeno del Mississipi Mud, siamo su una buona aromatica, fumabile spesso e volentieri, con una giusta dose di affumicatura. Quale dei due si avvicini di più alla versione Dunhill aihme non mi è dato saperlo, avendo premesso di non averla mai provata. I fumatori di lunga data non hanno granchè apprezzato nessuna delle due miscele in termini di paragone con l’originale, per me che per fortuna o sfortuna, non la conosco, posso dire che sono entrambe buone tutto sommato, facili da fumare, e accompagnano bene negli odori e nei sapori, senza miracoli per carità, c’è di meglio, ma anche di peggio. Questo Marleybone esce abbastanza umido in tin, profumi immediatamente aciduli tipici del black cavendish, latakia ben presente, è fumabile da subito, ma con un occhio a non pressare troppo in pipa, pena un’acqueruggiola troppo presente che rovinerà la fumata. Non evolve in maniera particolare, all’inizio è più dolce, piu aromatico, probabilmente trainata di più dal cavendish e dagli orientali. Da metà fumata tende invece a crescere il latakia, la miscela diventa più rustica, più spigolosa, e cosi si chiude sino all’ultimo puff. Se ne avevamo bisogno non saprei, personalmente apprezzo moltissimo le MEM, quindi una in più nella scelta del mercato non fa mai male, certo è che in un comparto già ben presidiato, ed anche da tabacchi di qualità, capisco anche i vari detrattori, che su questo Marleybone hanno dato parere negativo, non aggiunge nulla di particolare a quanto già offerto, si pone come una alternativa al 965 di Peterson sicuramente, perché è diverso, ma non è diverso da tante mixture simili ed altrettanto buone. Per un “provatore” compulsivo come me, decisamente da testare, se siete invece dei selezionatori attentissimi, potete certamente bypassarlo, non vi aggiungerà nulla di particolarmente nuovo a quanto già potete provare nel ricco parco tabacchi di pari natura. Se infine siete in quella piccola setta che ha provato l’originale Dunhill, a questo punto sono io che chiedo a voi: quale tra questo e la versione Peterson si avvicina di più?

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Maxima
(Lubinski)

Miscela: Virginia, Orientali/Turchi, Latakia, Burley

Aromatizzazione: no

Taglio: Ribbon

Forza: 1.5/5

Confezione: tin 100gr

Costo Italia: 34 Euro (Dicembre 2024)

VOTE: 8

Ed ecco la compagna della miscela Superba, sempre Lubinski, della quale trovate la recensione su questo blog, ed in video sul canale youtube. Ho fumato la Maxima a seguire della Superba, e solo per questo vi rimando alla intro di queste due mixture nell’altra recensione, evitando di fare un copia incolla. Se la Superba si pone come l’affumicata intensa e tosta, un po’ quello che è il nightcup per l’early morning, la Maxima in questione vuole essere l’EM bilanciata, aromatica, speziata e tuttogiorno. Due ottime mixture diciamolo subito, e ripetiamo anche la presunta provenianza del latakia, a detta del produttore, siriano originale. In effetti il latakia anche nella Maxima è il protagonista del blend, ed è un latakia che ho trovato davvero eccellente. Più speziato e più incensato di quello della Superba, nei primi tiri d’accensione sprigiona anche sapori aciduli e zuccherini, che quasi lascerebbero presagire una presenza di black cavendish, ma che invece a quanto pare è attribuibile in toto alla qualità del latakia stesso. La zuccherinità va via via scemando, e forse, benché per molti potrebbe non essere un difetto, per me, che amo i contrasti delle modern english è forse l’unico difetto che mi sento di attribuire a questa miscela. Nella seconda metà fumata, diventa una inglese più classica, anche un po più piatta di sapori, e lascia intravedere, o meglio intra-”assaporare” qualcosa di più del burley, che aggiunge una nota di concretezza e di rusticità al blend. nicotinicamente si conferma molto più leggera della sua compare, e quindi decisamente adatta alla fumata tuttogiorno. Non per questo però a mio parere è meno complessa, anzi, le sfaccettature iniziali del latakia sono numerose e saporite, la seconda parte di fumata strizza più l’occhio ad una classica early morning, rendendo l’esperienza soddisfacente per diversi fumatori di affumicate. Tra le due miscele non ho dubbi che ricomprerei questa, ma quale sia la più adatta a voi potreste solo capirlo fumandole, o magari leggendo le mie recensioni. In ogni caso, anche considerato il prezzo non più ritoccato in quanto in edizione speciale, è una vera chicca, che se lasciata sola sullo scaffale di qualche tabaccaio va presa senza se e senza ma.

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Mayflower
(Scandinavian Tobacco Group)

Miscela: Virginia, Burley, Black Cavendish

Aromatizzazione: Frutta, Vaniglia

Taglio: Ribbon

Forza: 1.5/5

Confezione: tin 100gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 6

Questo tabacco mi è stato regalato per un 20-25gr da un amico nel corso di una reunion piparia, quanto basta per una decina di fumate al sapor di frutta e vaniglia oltre le quali probabilmente non sarei andato, ma esclusivamente per gusto personale, perché tutto sommato non è una mixture cattiva. Tabacco fuorviante in effetti, che aveva tratto in inganno anche l’amico Giuseppe, in quanto la miscela dichiarata a tin è Virginia-Burley, quindi decisamente interessante. Peccato che una volta aperta, il sentore aromatizzato di liquerizia in prima battuta, ma subito seguita da frutta matura e vaniglia è ben marcato. Anche Tobacco’s Review evidenzia infatti nella descrizione:”Una miscela ad alto contrasto di tabacchi Virginia chiari e burley a determinare un gusto delicato. Il Black Cavendish sebbene non menzionato nella descrizione della latta, è storicamente parte di questa mixture”. Storicamente si! perché questo tabacco nasce con la danese Theodorus Neimeyer, per passare poi oggi alla più nota Scandinavian Tobacco Group, che almeno su carta fa sparire il black cavendish nella descrizione, ma inverosimilmente dalla realtà dei fatti. Tolta quindi questa nota dolente di un tabacco non chiaro nella sua composizione e che trae decisamente in inganno, fa da contraltare forse la sua caratteristica più rosea, un piacevolissimo sapore di mandorla, dovuto probabilmente da un burley di ottima qualità, che a tratti, soprattutto nella prima metà fumata, pareggia i sapori fruttati e si contende almeno in parte la scena. Mi ha ricordato, in questi specifici sentori, molto il Clan, che per chi, come me, lo ha infondo apprezzato, potrà ricordare sicuramente dei momenti di fumata caratterizzati da una chiara nota di mandorla, anche se nel caso specifico del clan non saprei se attribuire al burley, oppure ad uno delle altre decine di tabacchi dichiarati e non. Il sapore fruttato, con la nota di vaniglia, seppur degradando leggermente non abbandonano mai l’esperienza di fumata, ed arrivano sino all’ultimo puff. Nicotinicamente un tabacco leggero, certamente un ottimo profuma ambiente che sarà apprezzato anche dalle mogli più intransingenti, per altro con una ottima fumabilità, secco il giusto sin da subito, forse brucia anche troppo veloce, ma devo dire senza mai rilasciare ne acqueruggiola ne tantomeno ustionando il palato. Che dirvi in conclusione, lo suggerirei? Sono abbastanza combattuto, nulla che non si sia gia visto, nulla di particolarmente innovativo, o che spicca per una particolare caratteristica. 100gr per circa 21 euro per carità può valere la pena se si passa in Germania, ma non pensate di trovare qualcosa che in fondo non avete già, almeno similmente provato.

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Melange
(Stanwell)

Miscela: Virginia, Burley, Orientali

Aromatizzazione: No

Taglio: Ribbon

Forza: 1/5

Confezione: Tin50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 7.5

Questo tabacco, che mi ha regalato un amico di pipa, devo dire che mi completamente stregato. Marchio Stanwell ma prodotto da Scandinavian Tobacco Group, il Melange, o Melange Gold, cercato sul web ed in particolare su tobacco review è del tutto fuorviante. Viene infatti descritto come una miscela che oltre a quanto indico nella scheda introduttiva, aggiunge anche black cavendish, e porta una aromatizzazione di albicocca e vaniglia. Ora, se sull’assenza di Black Cavendish penso di poterci mettere tutto il braccio sul fuoco, e basta vedere il ribbon chiarissimo, davvero gold come richiamato dal nome, che quindi di black ha ben poco, sulla sua aromatizzazione io non l’ho sentita per nulla, ma va anche detto che ho fumato questo tabacco conservato in una bustina, per svariati mesi, secchissimo e quindi non so se nella sua condizione ottimale a tin appena aperta sia effettivamente cosi. Di sicuro comunque, anche se avesse avuto le note fruttate descritte, devono essere molto naturali per essere evaporate completamente. Tabacco che mi ha stregato come dicevo all’inizio di recensione perche se da un lato è un eccellente virginia-burley-orientali con le note piacevoli di tutti e tra i tabacchi, dall’altro ricorda molto anche sapori di tabacchi mediterranei, più terrosi, più crudi e netti. In pratica se un paio di boccate vi restituiscono sapori di frutta secca e nocciole, poco dopo sembra quasi di fumare uno scaferlati caporal depotenziato, ma pur sempre molto netto. Ovviamente qui non c’è il kentucky capiamoci, ma il burley principalmente fa da contraltare alternato alla morbidezza del virginia e degli orientali. Quest’ultimi forse i piu assenti, bilanciano le forze in campo, e forse in questo riescono egregiamente nel loro lavoro, ma non lasciano il segno come sapori. Peccato solo che la secchezza del tabacco produca, nonostante delle cariche super compresse in pipa, roba che i tre pizzichi del Bozzini vanno a farsi benedire, delle fumate davvero veloci. Anche in fornelli ampi e fumato lentissimo, difficilmente sono andato oltre i 30 minuti. Probabilmente si poteva umidificare un po, ma non sapendo come fosse in origine e trovandolo tutto sommato eccellente, l’ho lasciato cosi com’era ed al massimo ho fatto due cariche una di seguito all’altra.

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Mississipi Mud
(Cornel & Diehl)

Miscela: Latakia, Black Cavendish, Perique

Taglio: Course Cut

Forza: Pieno

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 45 Euro

Room note: Strong

VOTE: 10

Difficile da definire il Mississipi Mud, letteralmente: fango del Mississipi, una Modern English Mixture, anche se l’assenza dei Virginia è una peculiarità difficilmente ritrovabile. Latakia a pioggia, Orientali, Black Cavendish e Perique, un colpo di genio il master blender di questa mixture che fa innamorare da subito. Predominante sia a crudo che in fumata l’affumicatura del latakia, black cavendish mai stucchevole, mai troppo dolce, sopperisce al virginia e lo fa egregiamente, il perique rimane ad inizio fumata nascosto, ma a metà fornello viene fuori ed aggiunge una evoluzione splendida ed eccitante al palato. Acqueruggiola davvero difficile da trovare, vi dovete impegnare per produrne a livelli da infastidire la fumata anche grazie ad una umidita in tin non eccessiva già all’apertura. Trasferito in bormioli con una pietrina umidificata e lasciata riposare li 24h, non ho mai avuto bisogno di far respirare il tabacco prima di caricarlo in pipa. L’ho fumato con 5 o 6 pipe, trovandolo eccezionale in una Fiamma di Re Majestic molto curva che restituiva tutto l’aroma amaro e dolce, speziato ed affumicato direttamente all’olfatto. Ma l’ho trovato stupefacente anche nella Brumantica The Rock, una vulcano dal fornello generoso. Meno entusiasmante fumato in una reverse, in questo caso il rinfrescarsi del fumo toglieva chiaramente delle note al tabacco, limitandolo nelle sue eccellenze. Assolutamente da provare per gli amanti degli affumicati e delle MEM, unico neo, in Italia 50gr vi costeranno la bellezza di 45 euro.

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Mon Terroir
(Flandria Tobacco NV)

Miscela: Virginia, Burley, Orientali

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 1/5

Confezione: 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 7

E’ un periodo che casualmente mi capita di provare degli ottimi, e non sempre noti, tabacchi definibili “mediterranei”. Il Mon Terroir, letteralmente dal francese: la mia terra, è una ottima mixture di Virginia, Burley e Orientali, di cui non sono riuscito a trovare una casa di produzione certa, sembrerebbe attribuibile a Flandria Tobaccos NV, una famiglia ormai alla terza generazione, impegnata i questo business, e basata realmente non in Francia, bensì in Belgio. Di origine diciamo francese quindi, come si evince quanto meno dal nome, ma venduto anche in Germania, da quanto vedo dal web, pare sia un tabacco si da pipa, ma utilizzabile anche nel rollo di sigaretta, considerate alcune grafiche di packaging che richiamano anche questo tipo di utilizzo. Grezzo, terroso, legnoso, come ogni buon tabacco mediterraneo deve essere. Neanche a farlo a posta è venuto subito a seguire del Landtabak, altro tabacco similare ma austriaco, e devo dire che lo ricorda molto. Piu grossolano il taglio, e leggermente, ma proprio leggermente più lenta la comunque veloce combustione, riesce a compensare le note più dirette del burley, con il bilanciamento dato dai virginia piu zuccherini e dagli orientali. Due tabacchi davvero simili, forse più aromatico il landtabak dove veniva fuori di più la nota nocciolata e mandorlata del burley. Qui il burley invece, probabilmente perché in misura maggiore, spinge di più i sapori su note rustiche e campagnole. Due facce della stessa medaglia, la cui preferenza non può essere che demandata al gusto personale, io li ritengo due ottimi blend, forse con una leggerissime propensione per il tabacco austriaco, ma siamo davvero li. Basato su una selezione di tabacchi francesi, europei ed esteri, da qualche parte sul web ho trovato che la selezione è fino a 15 differenti foglie di tabacco che sembrerebbero esclusivamente raccolte a mano. Una mixture da non farsi sfuggire se siete amanti del genere, a parte la consueta combustione troppo veloce, unico vero difetto di questa tipologia di tabacchi, il resto è piacere puro!

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Morning Pipe
(Wellauer)

Miscela: Virginia, Orientali/Turchi, Latakia

Aromatizzazione: None

Taglio: Ribbon

Forza: 1.5/5

Confezione: Tin 50 gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 7.5

I grandi tabacchi si sa sono molto “copiati”, e se McConnell con la serie Heritage, ed in particolare il Boutique Blend aveva gia ripreso la miscela dell’Early Morning, oggi Peterson, ieri Dunhill, la collection dei Wellauer, di produzione della tedesca Planta, inserisce la stessa rivisitazione, con il nome di Morning Pipe. Venduto esclusivamente in Svizzera, come tutte le mixture di questo blend, il Morning Pipe, si presente come colore ed odori estremamente simile al classico Peterson. Composizione da EM canonica, che come evidente dal nome punta ad una affumicata leggera, da mattina per l’appunto. Come saprà, chi segue questo blog o le recensione video, l’early morning l’ho trovato un tabacco estremamente gradevole, bilanciato, piacevole, aromatico e si leggero come deve essere. Eppure questo Morning Pipe, al contrario anche della rivisitazione McConnell, l’ho trovato più vicino ai miei gusti, e vi spiego il perché. Di base siamo molto vicini all’originale che tutti conosciamo, ma la differenza in questa miscela la fa il latakia. Un latakia come quelli che in Italia aihme non conosci, un latakia piu incensato, piu affumicato, e probabilmente anche dosato in maniera diversa rispetto ad una presunta ricetta originale. Queste differenze, che preciso non sono certificate, ma derivano esclusivamente dalla mia sensazione organolettica, rendono la miscela per me migliore, più carica di latakia, piu carica di sapori, piu sapida, e per i miei personalissimi gusti, migliore. Anche il corpo è leggermente più strong dell’early morning, e benché il carico nicotinico si mantiene sempre al livello da “tabacco da spiaggia”, alla fine di una fumata, soprattutto se in fornelli più ampi, ci si sentirà certamente più appagati. Pienamente promosso questo wellauer, che benche nel voto, pareggia l’early morning, perche la preferenza per l’uno o l’altro è esclusivamente legata al proprio gusto personale, sicuramente ha incontrato un pizzico di più la mia scelta. Sicuramente se siete affecionados delle affumicate tuttogiorno è da provare, se vi è piaciuto l’early morning, è da provare, se avete trovato l’early morning troppo leggero in particolare in termini di latakia, ancora una volta questo è un tabacco da provare, potrebbe essere la vostra versione preferita per l’affumicata della mattina!

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N.1 Classic English
(Mullins & Wesley)

Miscela: Virginia, Burley, Latakia

Aromatizzazione: None

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: busta da 25gr in su

Costo Italia: n.d.

VOTE: 7.5

Già di per se trovarsi a Londra, ed in particolare nel colorato mercato di Covent Garden basterebbe, ma trovare una linea di tabacchi di una delle più storiche, ma forse meno conosciute, tabaccherie “pipagiste” del regno unito ha dell’incredibile. la piccola tabaccheria, che guarda l’interno del mercato, è gestita da un simpatico signore, disponibile ad illustrarvi le sue oltre 20 miscele “casalinghe”, ci cui una metà tendenzialmente affumicate o mixture di tabacchi naturali, mentre la restante parte, almeno su carta, aromatizzate. Mi concentro sulla prima tipologia e questa classic english colpisce la mia attenzione. Tabacco molto chiaro alla vista, a dimostrazione di una buona dose di virginia biondi e burley, con un po di latakia, che però è sufficiente a profumare ampiamente la busta. Umido il giusto, non ha alcun problema di caricamento ed accensione in pipa e una volta dato fuoco alle braci, sprigiona subito una intensda dose di sapore, e probabilmente vi stupirà anche per la velocità con cui si consuma. Il trend di questa mixture è chiara, il ruolo del protagonista va al burley, un burley abbastanza sigarettoso, ma non per questo spiacevole. I virginia aggiungono una buona dose di dolcezza, mentre la nota di latakia c’è ma non in maniera cosi netta ed incisiva. Tutto questo crea una buona alternanza di sapori, ed un ottimo odore nell’aria. Miscela piacevole, che ha l’unicità di dare tanto spazio al burley, non sempre comune in altri blend simili, alla quale devo ascrivere forse solo un paio di difetti. Il primo è che è un tabacco che nel corso di fumata degrada leggermente, perde le punte piu speziate ed aromatiche e, non è giusto dire che decada perché in effetti non è cosi, ma diventa molto più semplice rispetto all’intensità di aromi della sua prima parte. Il secondo è che se fumato ripetutamente, cosa non improbabile, considerato un grado di nicotina assolutamente gestibile, irrita leggermente la bocca. Tuttvia Buono, interessante, piacevole, finito avrei voluto averne ancora, qualcosa di particolare rispetto al mercato, che mi ha del tutto convinto.

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N.2 Luxury Virginia
(Mullins & Westley)

Miscela: Virginia

Aromatizzazione: None

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: busta da 25gr o tin da 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 7.5

Ci voleva anche una bel virginia in purezza nella collection Mullins&Westley, considerando che sono tabacchi prodotti da casa Gawith che di virginia in purezza “qualcosina” ne capisce. Chiarissimo e dorato il colore di questa mixture che ricorda, anche per taglio ribbon, il golden glow. Le somiglianze però si limitano alla forma, perché già negli odori il Luxury Virginia si presente ben più intenso, sembrerebbe quasi una miscela non solo di Virginia, ma rafforzata dai sentori di burley ed incerte sfaccettature anche di un pizzico di kentucky. In bocca conferma le note olfattive, è tutt’altro che il golden glow, non è un virginia zuccherino per niente, e nella scala di potenza di sapori si avvicina molto piu al Best Brown, ma se proprio devo trovargli un perfetto paragone, con un tabacco venduto sul nostro mercato, mi ha ricordato moltissimo il 5 years matured virginia della serie Heritage di McConnell. Siamo li come intensità, con dei virginia carichi di sapori intensi, di fieno si, ma anche qualcosa di stallatico, di frutta secca e cioccolato, ma anche di sigarettoso, ma in questo caso nel senso positivo della parola. Non perde un colpo sui sapori in corso di fumata, non scemano, anzi forse si rafforzano ancora di più andando avanti nella combustione. Tuttavia non è un tabacco nicotinico, su questo il 5 years matured è ben più spinto, e permette quindi di essere fumato più o meno quando si vuole in corso di giornata. Sulla fumabilità invece il brand M&W si conferma essere ben lontano dagli standard di umidità di casa Gawith, ed il tabacco in questione si lascia fumare egreggiamente. Forse a metà fumata, o meglio più nella terza parte di fumata, l’eccesso di cenere porta a qualche spegnimento di troppo, in genere l’ho gestita svuotandone lo strato superficiale e riaccendendo, portandolo così senza intoppi sino alla fine. Consigliatissimo per gli amanti dei Virginia poco dolci, quelli più rustici e sicuramente anche degli appassionati di virginia-burley, quando quest’ultimo incide proprio sulla “rudezza” dei sapori.

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N.4 Gold Bonanza
(Mullins & Westley)

Miscela: Virginia

Aromatizzazione: None

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: busta da 25gr o tin da 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 7.5

Un altro interessante virginia in purezza in casa Mullins e Westley, numerato con il 4, il gold bonanza, gia dal nome a mio parere, ma non c’è alcuna certezza su questo, fa il verso al Golden Glove, e si posiziona come il virginia in purezza di casa Mullins di tipologia soft, zuccherino, tuttogiorno per eccellenza. Bonanza, parola di derivazione spagnola, significa giacimento, giacimento d’oro quindi, ed in effetti i colori del tabacco sono quelli, chiarissimi e profumati di erba fresca e pomodorini, delicati, perfetti per l’estate. In fumata il Bonanza conferma le impressioni “a crudo”, è un tabacco piacevole, delicato, un virginia saporito, zuccherino, delicato, insomma è davvero la versione riadattatta del Golden Glow. Non vorrei scomodare i re, e per me il golden di Gawith è un re, uno dei virginia in assoluto che mi sono piaciuti di più, oggettivamente non al livello del Full Virginia Flake, ma soggettivamente è per me il virginia perfetto. Nicotina bassa, ideale per tutta la giornata, saporito e con un’ottima evoluzione. Il Bonanza è un passo indietro al golden glow in due cose: l’evoluzione dei sapori è meno marcata ed ampia, e se scaldato perde velocemente i sapori, e quindi chiede una attenzione molto maggiore in fumata. Non raggiunge quindi per me le vette del tabacco a cui “fa il verso” ma non per questo non lo consiglierei, anzi, da prendere assolutamente, è probabilmente anche un ottimo virginia, di qualità, non il giallone di amphora insomma, per far venire fuori delle gran mixture casalinghe. Personalmente l’ho mescolato al 50% con un toscanello ammezzato per i suoi ultimi grammi, e da bravo italiano medio, ho goduto!

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N.5 Balkan Blend
(Mullins & Westley)

Miscela: Virginia, Latakia

Aromatizzazione: None

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: busta da 25gr o tin da 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 7.5

Eccomi alle prese con un’altra miscela di questa, poco nota, tabaccheria inglese, che nel cuore di Covent Garden, in uno spazio largo poco più di 8-10 metri quadrati, “spaccia” tabacchi eccellenti. Su questo blog trovata anche altre miscele che presi presso Mullins&Westley, complessivamente in una scelta di circa 20-25 mixture. Fuorviante il nome di questo balkan blend, un po come era avvenuto gia in passato per la n.1 classic english, perché di balkanico nella sua accezione tradizionale del termine c’è ben poco, e per tradizione del termine direi che almeno un pizzico di orientali ce li aspettiamo. Parliamo infatti di un blend composto da Virginia e Latakia, e considerando che il produttore dei tabacchi a marchio M&W sono di casa Gawith&Hoggarth, capite da voi a che tabacco eccelso fa “il verso” questa mixture. E si! qui siamo davanti ad una ottima riproposizione del sempiterno Commonwealth. Tabacco a trazione latakiosa già evidente nei suoi colori tendenti allo scuro e negli odori fortemente legnosi ed affumicati. Sapori intensi, diretti, di brace e legna nel camino, ma supportati da ottimi virginia di base. Sicuramente come intensità, e tipologia di sapori latakiosi, ricorda molto il Commonwealth, ed in generale la lavorazione tipica inglese delle affumicate. Forse non raggiunge quella punta di eccellenza, ma solo in termini di evoluzione e scambio di sensazioni olfattive e gustative tra virginia e latakia, perché d’altra parte compensa con un miglior bilanciamento ed anche un corpo nicotinico piu contenuto. Diciamo che sarebbe l’ideale per gli amanti del commonwealth ma con meno rischio di narcolessia nicotinica. Non che il Commonwealth in tal senso fosse pesantissimo, ma certamente era quello che si faceva più sentire tra le miscele di casa Gawith, ed ancor prima sicuramente tra le miscele inglesi affumicate. Decisamente da provare se vi piacciono le mixture molto latakiose, certamente da provare se siete rimasti stregati dal Commonwealth, ovviamente da provare se in generale vi piacciono le affumicature inglesi. Forse da evitare se credete di fumare una reale balcanica, ricca di speziatura e peposita, ed anche di quelle note più dolci ed equilibrate degli orientali.

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Tabacco’s Reviews

Black Pigtail – N.7
(Mullins & Westley)

Miscela: Virginia

Aromatizzazione: no

Taglio: Rope / Twist

Forza: 2/5

Confezione: da 25 gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 8

Già interessante per la sua non comune strutturazione in Rope (letteralmente “corda” in italiano) il black pigtail, ossia la nera coda di maiale è una interessantissima mixture di casa Mullins & Westley. Prodotto anche da Gawith, non saprei se la riproposizione di questa tabaccheria di Covent Garden discosti poi dalla sua versione originaria, considerato che i tabacchi sono prodotti sempre da Gawith. Parliamo di un virginia in purezza in stile kendal, quindi con un aroma, sia all’olfatto che in fumata tendente al floreale, ma questo tabacco è stato doppiamente stupefacente. In primis perche nonostante sia un virginia in purezza mi ha ricordato tantissimo il 1792 flake, sempre della collection kendal. Il paragone, benche mancante di kentucky è assolutamente calzante, e potrei definire questa coda di maiale, un 1792 per chi non sopporta quella carica di nicotina. Andatevi a rileggere la recensione, oppure a vedere il video del 1792 e capirete quanto ho apprezzato quel tabacco, del quale ho pero sempre sofferto la pesantezza di corpo, ora è tutto risolto. In seconda battuta è un tabacco che mi ha stupito perche se nei primi giorni la nota floreale, e quindi la vicinanza anche al 1792 era piu marcata, con il passare del tempo, questa stessa nota si è affievolita, lasciando fumare quasi un tabacco diverso, un virginia, tutto spostato sulle note rustiche, vicine invece ad una mixture mediterranea. L’evoluzione nei giorni e la piacevolezza di questo tabacco, mi hanno fatto tralasciare il suo peggior difetto, la difficilissima sbriciolabilita del rope, che necessita per forza di cose di un grinder, ed anche in questo caso richiede piu di un passaggio. Quindi armatevi di santa ragione, e non pensate nemmeno di portarvelo in giro cosi com’è perche sarebbe impossibile poi utilizzarlo. Perfetto per gli amanti dei virginia tosti e per nulla zuccherosi, ed un “must to have” se avete amato il 1792 ma come me non siete mai riusciti a gestirlo a dovere per via del livello nicotinico!

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Tabacco’s Reviews

Navy Flake – N.9
(Mullins & Westley)

Miscela: Virginia, Latakia

Aromatizzazione: no

Taglio: Flake

Forza: 1.5/5

Confezione: da 25 gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 7.5

In questo caso c’è poco da indagare, siamo davanti alla rivisitazione Mullins&Westley del classico navy flake di Gawith. Unico punto che non riesco a sciogliere, benchè dalle fumate sarei propenso per il “no”, è se anche qui c’è una sorta di aromatizzazione al rum e/o comunque di un qualcosa di liquoroso che nella versione Gawith è apertamente dichiarato, e si avverte ma in maniera davvero leggera, e comunque solo nei primi giorni, perchè poi il tabacco lasciato all’aria perde totalmente questo sentore. Punto a favore per questa versione, la fumabilità, i flake bruciano abbastanza bene, sia fumati interi, ancor meglio se sbriciolati, quindi abbattiamo il classico problema delle miscele inglesi, che soprattutto quando conservate in questi formati, sono ignifughe. Rispetto ai sapori, siamo piuttosto vicini, la versione Gawith per me rimane superiore, come intensità di sapori, e valore soprattutto del virginia alla base, per altro la nota alcolica, finche presente, aggiunge quel tocco in più niente male. In questo caso siamo però ad un’ottima mixture dal bassissimo apporto latakioso, più un insapiditore che un “fornitore” di sapori reali, ed una evoluzione niente male. Per il resto potrei dirvi di andare a leggere quanto ho già scritto del Navy Flake di Samuel Gawith perchè siamo assolutamente li, una affumicata che affumicata realmente non è, perfetta per chi in estate non apprezza moltissimo questo tipo di sentori, ma non vuole rinunciare del tutto al latakia. Leggera di corpo, piacevolissima anche nelle calde serate estive!

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Tabacco’s Reviews

London Cubbie – N.11
(Mullins & Westley))

Miscela: Virginia, Perique

Aromatizzazione: no

Taglio: Curly cut

Forza: 2/5

Confezione: da 25 gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 8

Finalmente provo anche un tabacco naturale della collection di Mullins&Westley, dopo aver fumato altre miscele sempre a base latakiosa, che trovate su questo blog, ed in video sul canale youtube. Parliamo di un Virginia-Perique, una delle mie grandi preferenze nel mondo dei naturali, seconda solo all’accoppiata Virginia-Orientali. Buono sempre da ricordare, i tabacchi M&W sono prodotti in casa Gawith e quindi il livello qualitativo, immaginerete da soli, molto alto. Rondelle di tabacco, non tutte perfette, con un ottimo odore di virginia, ma delle chiare punte scure che lasciano presagire una abbondante dose di perique. Ottima fumabilità, meglio se sbriciolate a ribbon, l’umidità è ideale, ed una volta acceso il tabacco procede in fumata bene, tendendo forse a qualche spegnimento di troppo solo nell’ultimo terzo, quando più volte mi è capitato di dover lavorare di accendino per farlo ripartire e poterlo cosi completare. La qualità dei tabacchi è eccellente, forse ad oggi (Febbraio 2025) il migliore del M&W che ho fumato. Un virginia simil best brown con un perique che è una vera bomba. La piccantezza arriva forte e chiara, riempie la bocca ed accompagna sino alla fine. Ma il perique non si limita a questo, ed unito ad un Virginia non del tutto zuccherino, si lascia fumare in un insieme di sfumature di sapori davvero interessanti. C’è la frutta secca, la mandorla, un pizzico di cioccolato fondente e di liquerizia, sempre su note medio alte, rustiche alle volte, eccezionali per gli amanti del genere. Con i dovuti paragoni, mi ha ricordato molto il St. James Flake di Gawith, una delle vere eccellenze della casa inglese, ed una delle vere grandissime perdite per il nostro mercato. Il St. James in verità lo ricordo migliore, piu cremoso e piu bilanciato nei sapori che riesce ad amalgamare in maniera eccellente, ma dal’tro canto molto simile come corpo nicotinico, che si mantiene a livelli più che accettabili. Qui siamo piu nella versione rustica, con meno attenzione alle sfaccettature, ma un tirare dritto verso le spigolosità, ma in senso positivo, del perique. Perique probabilmente più potente in questo London Cubbie, per chi l’avesse provato, molto simili al recente Royal Twist di Mac Baren, ma poi nel suo complessivo meno bilanciato del St. James nella mixture in generale. Siamo ai gusti personali signori miei, il St. James è piu raffinato, è piu elegante, è il lord inglese con il frak, qui siamo invece dall’altra sponda del Tamigi, quella operaia, che va dritta al punto, ma che si pone come un eccellente antagonista, capace di appagare tanti fumatori.

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Tabacco’s Reviews

Miscela: Virginia, Latakia

Aromatizzazione: Rum

Taglio: Broken Flake

Forza: 1/5

Confezione: Tin 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 8

Quando fumai per la prima volta questo tabacco, tanti anni fa, ero molto più inesperto, non ne capii i sapori, rimasi estremamente deluso dal non trovare la spinta latakiosa che credevo avesse, e per di più impazzii dietro la difficoltà estrema di bruciabilità… per fortuna la mia curiosità, anche alla luce di tante recensioni positive su questo tabacco, mi hanno portato a riprenderlo a distanza di tanti anni e di dargli una nuova opportunità. Mai scelta fu più azzeccata, ed oggi posso dire che è uno dei Gawith più particolari e buoni che ci sono su mercato. Parliamo di una mixture Virginia-Latakia con un topping dichiarato di Rum. È il classico tabacco degli uomini di mare, cosi come chiaramente la sua grafica ci lascia intendere, conservato in verità a flake in modalità Gawith, e quindi dei broken flake, profumatissimo, con una spiccata e piacevole nota alcolica e liquorosa di sottofondo. Piuttosto scuro è un tabacco che sposta il tiro decisamente sul lato virginioso del binomio che compone il blend, lasciando al latakia la parte di spalla secondaria, ma non per questo meno importante. Se infatti gli splendidi virginia maturi utilizzati, che ricordano molto quelli del best brown, fruttati, aciduli, saporiti, sono il cuore di questo tabacco, il latakia riesce ad aggiungere una sapidità eccellente, a fare brevi ma intense incursioni, a non lasciare mai i sapori piatti, consentendo così un saliscendi davvero continuo per tutta la fumata, che forse solo in fase conclusiva si riduce e diventa più omogeno, ma sempre altrettanto elevato in piacevolezza e qualità. Non è tuttavia priva di qualche difetto questo Navy flake, in primis sicuramente la complicata bruciabilità degli umidissimi pezzi di flake, scordatevi di poterli mai accendere cosi, anche a ribbon, l’accensione non è mai banale, ma una volta partito procede poi senza grandi intoppi sino alla conclusione. Il suo secondo difetto, che sinceramente ricordavo meno, è l’irritabilità della bocca. È un tabacco che al seguirsi di più fumate consecutive o distribuite nell’arco della giornata, rischia, se non lasciato bruciare davvero a fil di fumo, di irritare la bocca e la lingua. Poco male, i sapori sono cosi eccellenti che gli perdoniamo questa pecca, per altro per nulla canonica in casa Gawith. Promosso a pieni voti questo Gawith, che anche grazie alla sua bassa dose nicotinica si propone come un’ottima scelta tutto giorno, e forse in particolare ancor di più per quelle autunnali, al mare, con un tempo che chiama pioggia, davanti ad un bel bicchiere di Zacapà, li si che è il suo momento!

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Tabacco’s Reviews

Miscela: Virginia, Burley, Black Cavendish

Taglio: Flake

Forza: Medio Leggero

Confezione: busta 50gr

Costo Italia: 15,80 Euro

Room note: Piacevole

VOTE: 7.5

Eccomi alle prese con un altro tabacco Mac Baren, azienda che sempre più mi convince in quanto a qualità anche in rapporto al prezzo dei suoi tabacchi. Dubbi iniziali su questo blend sono nella composizione, alcuni indicano cavendish, altri black cavendish, ed ancora si parla di una presunta nota fruttata come aromatizzazione, che se non nelle sue sfaccettature naturali, legate agli ottimi virginia, devo dire che non è per nulla presente. Questo tabacco per me fissa innanzitutto un primato, è il primo flake che ho preferito decisamente fumare appunto a flake, prima o poi doveva succedere anche a me. A parte per la sua umidità ideale alla carica sin dall’apertura di tin, ma anche e soprattutto per le fette, in perfetto stile MacBaren, che ho trovato impeccabili, quadratini precisi e per nulla scomposti, direi identici a quelli del St. Bruno per chi avesse dimestichezza. Fumato flake, è un tabacco più corposo, più cremoso, più pieno, e riesce meglio a restituire delle note floreali e fruttate di sfondo davvero piacevoli, che rendono ogni puff unico. L’ho trovato un tabacco perfetto per un intermezzo di giornata, dopo il caffè, dopo un aperitivo o una birra del pomeriggio. Non è un tabacco che soffre le riaccensioni, se mai ce ne fosse bisogno del resto, considerato la sua perfetta fumabilità che una volta avviata non richiede quasi mai di metter mano all’accendino. Nicotinicamente leggero, anche per questo è un tabacco che ho piacevolmente gustato al mare, in estate, con il caldo, dopo pranzo, insomma spesso e volentieri, perché è sempre piacevole assaporarlo, lascia un ottimo sapore in bocca e non stanca. Nel rapporto qualità prezzo è davvero una eccellenza, la stessa in cui posso annoverare il capstan ad esempio, anche considerata la tin in latta e non in busta, per altro in un formato che adoro, quadrata e compatta, comodissima da trasportare. Eccezionale per me fumato in una canadese bella lunga, la nota leggera di frutta, la cremosità e tutte le sue sfaccettature, con formato flake e leggermente freddata dalla lunghezza del cannello, lo hanno portato alla sua ennesima potenza. E’ un tabacco che evolve di continuo, perché il burley, che c’è ma non è protagonista, lascia le classiche note all’olfatto di cioccolata, in fumata di mandorlato, il virginia è buono e tiene sempre bene la scena, cedendo a tratti lo scettro ai suoi “compari” ma senza mai realmente lasciare il palco principale; ed infine, il cavendish fa il suo, permette quella evoluzione che vi dicevo, facendo entrare delle note mielose, fruttate, ma per nulla stucchevoli, e consente cosi il variare di sapore ad ogni puff, oltre a rendere estremamente cremosa ed accogliente tutta la fumata. Importante fumarlo in più pipe, perché in alcune ha perso gran parte delle sue caratteristiche, mentre in altre si è esaltato, come nell’esempio che vi facevo sopra. In generale risponde bene, ma se per caso la pipa in cui lo fumate non è quella perfetta, potrebbe apparirvi meno buono di quello che è in realtà.  

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Tabacco’s Reviews

NightCup

(Dubini)

Miscela: Virginia, Orientali Turchi, Latakia, Perique

Aromatizzazione: no

Taglio: ribbon

Forza: 2.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 7.5

E dopo il Nighcup di Peterson, forse il più noto, quello di Wellauer, una bella scoperta, ed un netto miglioramento rispetto al primo, sono incappato grazie ad un caro amico anche alla versione del noto “cappello da notte” rifatto da Dubini, e posso dire, è la migliore rivisitazione del classico Dunhill. Molto vicino alla versione Wellauer, lo stacco sul Peterson in termini di qualità, incensatura equilibrio della mixture è netto. Ora se volete un parere sull’esperienza in generale, potete tranquillamente leggere la recensione del Wellauer, perchè rispecchia per il 90% le mie sensazioni. Cosa rende un pizzico migliore questa versione Dubini? A mio parere il generale equilibrio ed un perique davvero piacevole. Il perique si sente, pizzicarello, sfizioso, ed i sapori si amalgamano egreggiamente, sono armoniosi, si sposano l’uno con l’altro, e mi hanno, come si direbbe a Napoli, sfiziato davvero tanto. Null’altro da aggiungere (rispetto alla recensione del pari tabacco Wellauer come gia scritto), forse anche più importante di corpo rispetto alle altre versioni, in ogni caso se siete amanti delle affumicate intense, cercatelo, se vi è piaciuto il nightcup in qualunque versione, decisamente correte in Svizzera a prenderlo!

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Tabacco’s Reviews

NightCup

(Peterson)

Miscela: Virginia, Orientali Turchi, Latakia, Perique

Aromatizzazione: no

Taglio: ribbon

Forza: 2.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 24 Euro

VOTE: 7

Tra i tabacchi più celebri, quanto meno come notorietà della tin, tra i nostri scaffali e quelli europei in generale, c’è sicuramente il Nighcup, marchio Peterson, un tabacco ex Dunhill prodotto dalla Scandinavian Tobacco Group. Numerosissime sono le recensioni scritte e video di questa mixture inglese, che ho fumato davvero tanti anni fa, ma delle quale mi è rivenuta gran voglia subito dopo aver riprovato anche il suo più stretto “parente”, l’early morning. Se quest’ultimo, già dal nome di candida come l’affumicata leggera, fumabile sin dalle prime ore del mattino, appunto early in the morning, il nightcup è letteralmente il suo contraltare per la sera, dopo una bella mangiata magari, potremmo dire la sua versione rinforzata. Non solo rinforzata di corpo, qui siamo di fronte ad una bella EM full, nicotinicamente presente, forse una delle piu marcate del mercato italiano, ma anche con l’aggiunta del perique. La ricordavo una miscela discreta e rifumandola dopo tanti anni, posso certamente confermarlo, per altro riscontrando gli stessi punti di forza e di debolezza del passato. Quali sono? Beh tra quelli di forza, c’è una ottima marcatura di latakia, una affumicatura chiara e ben distinta, una gamma di sapori pieni, ricchi, tendenti all’amaro ma mai sgradevoli, ed una fumabilità egreggia, forse anche troppo veloce soprattutto dopo qualche giorno dall’apertura della tin. Tra i suoi punti negativi invece, c’è un perique che ricordavo latitante, e cosi è, manca la piccantezza e manca la peposità, direi non pervenuto, se non a veloci e poco incisivi tratti di fumata. Se a questo ci mettiamo che è ormai un tabacco da circa 25 euro (ottobre 2023) non saprei sinceramente se ne vale del tutto la pena. Sicuramente, assieme al 965 direi, è la EM da consigliare a chi cerca una squilibratura verso il latakia ma anche una presenza di nicotinica degna di nota, non esagerata, ne stordente per capirsi, ma considerato il livello medio delle EM in Italia qui siamo decisamente oltre la media. In generale un tabacco da provare almeno una volta, per molti simile al 965, sia come intensità che come pienezza di corpo, anche io sono di quelli che crede che il Nightcup vada provato almeno una volta  nella vita, quanto meno per la sua popolarità e diffusione, un termine di paragone necessario, in particolare rispetto al mercato italiano per ciò che riguarda il mondo delle inglesi. Non un tabacco eccezionale, ma nemmeno da buttar via, sicuramente può trovare più di un estimatore, non a caso è ben presente sugli scaffali da tanti tanti anni ormai.

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Tabacco’s Reviews

Nightcup

(Wellauer)

Miscela: Virginia, Orientali Turchi, Latakia, Perique

Taglio: ribbon

Forza: 3/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 7.5

Quando si apre una latta di Wellauer si ha quella tranquillità di trovare sempre qualcosa di qualitativamente interessante e che difficilmente potrebbe non piacere. Non fa distinzione questa versione del nightcup, prima Dunhill, oggi anche Peterson, che sostanzialmente riprende il filone classico dei Wellauer stessi, ossia la riproposizione delle miscele più classiche di casa Dunhill, ma quasi prettamente per ciò che concerne quelle affumicate. Migliore della versione Peterson, non saprei rispetto a quella originale, questo Nightcup a mio parere è un gradino superiore soprattutto per il latakia, incensato e ricchissimo di sapore, e poi un perique che in questo caso, benché lieve, fa la sua comparsa, sia nell’irrobustire i sapori del tabacco, sia con una lieve piccantezza di sfondo. L’ho trovato invece più leggero della versione Peterson in termini di corpo nicotinico. Mentre il Peterson lo ricordo come un tabacco che al termine della fumata lasciava un senso di pienezza, questo l’ho ricaricato più volte in sequenza senza mai accusarne alcun effetto “nocivo”. Non saprei se consigliarlo, o meglio, sicuramente si se piacciono le affumicate, sicuramente si se ci si trova in svizzera e si può fare scorta di tutta la colllection, ma in una scelta selezionata tra i Wellauer, certamente non è quella primaria, e può aspettare. Ovviamente se siete invece grandi estimatori del nightcup Peterson, fatene incetta, è il suo cugino che ce l’ha fatta davvero!

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North Star

(Gawith & Hoggarth)

Miscela: Virginia, Burley

Aromatizzazione: no

Taglio: ribbon

Forza: 3/5

Confezione: Tin50gr

Costo Italia: 23 Euro

VOTE: 6.5

Devo dire che inizialmente questo tabacco è stato fuorviante. Dichiarata come una inglese, una volta aperto sono andato alla ricerca di qualcosa id latakioso, ma senza trovarlo. Ho pensato potesse essere una di quelle miscele di casa gawith volutamente dichiarate inglesi ma totalmente spinte su altre note, es il balkan mixture, o il Navy Flake per capirsi. Non venendone però a capo e non riuscendo a mettere insieme l’informazione scritta con la sensazione gustativa, ho cercato meglio sul web trovando che in effetti, per inglese probabilmente si intende solo la provenienza di casa madre Gawith e non il tipo di tabacco che è invece una classico Virginia-Burley. Ecco cosi mi è tornato tutto chiaro e l’allineamento nozionistico con quello pratico ha finalmente fatto match! Tabacco inaspettato devo dirlo, in tal senso molto poisitivo e consueto plauso a Gawith che stupisce sempre, benche come di evince dal voto, non esattamente il mio tabacco ideale, e non privo di qualche difettosità. Tabacco che mi ha stupito perche una miscela Virgina-Burley cosi “americana” non è affatto scontata, ed a parte la collezione HH di Mac Baren, sinceramente non ci sono burley cosi belli tosti, rustici, diretti in giro per l’Europa, e tantomeno nel capionario Gawith che da sempre si è distinta per dei burley dalle note piu dolci e nocciolate. Decisamente quindi una variante interessante, che secondo me avrebbe avuto anche tanti estimatori da noi in Italia, ma che non è mai stata importata, ed io l’ho trovata in Spagna, ma probabilmente è disponibile anche in Germania, ed ovviamente in UK. Le difettosita a mio parere sono nella fumabilità, è un tabacco che benche brucia piuttosto velocemente, nonostante non sembri cosi secco, può tendere a fare acqueruggiola ed ostruire una fumata fluida, mi è successo in numerose fumate soprattutto nei primi giorni dopo l’apertura della tin. Chiudo con la nota nicotinica, è un bel tabacco a corpo pieno, un tre su cinque assolutamente certificato, non è il tabacco infumabile, ed io ne sono la prova, ma a fine fornello mi ha sempre lasciato sazio e con la sensazione che altri 5 minuti e sarei andato in hangover con tutti i nessi e connessi del caso! Da provare decisamente se siete amanti della mixture di questo tipo di stampo americano, o se siete estimatori dei burley della collection HH, in questi casi aggiungetegli un punto, anche un punto e mezzo abbondante. Potete evitarlo, anche se evitare un Gawith è sempre un sacrilegio, se invece il vostro modello è il Park Lane7, in questo caso decisamente non potrà piacervi.

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Tabacco’s Reviews

Notting Hill

(Robert McConnell – Heritage)

Miscela: Virginia, Orientali Turchi, Latakia

Taglio: ribbon

Forza: 3/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 23 Euro

Room note: Pieno

VOTE: 4.5

Tutte le serie di tabacchi, le collection od i produttori in generale hanno tra le loro offerte dei top player e dei “fallimenti”, ecco se dovessi individuare nell’ambito dei McConnell, ed in particolare nella serie Heritage, dove andare a collocare il fanalino di coda, direi di poterlo posizionare, con poco timore di smentita, su questo Notting Hill. Riproposizione del Golden Standard di Duhnill, che non ho provato, mi incuriosisce però questa volta particolarmente il confronto, era cosi anche l’originale? Perché in tal caso se commettere errori è umano, perseverare è realmente e doppiamente diabolico! Il blend non se la passa bene neanche su TobaccoReviews, viaggia sul 2.5 come voto medio ad oggi (novembre 2021), ed a detta di alcune recensioni, sembrerebbe aver perso, in particolare in aromaticità, rispetto al suo originale. Quello che posso dire io è che, tolta la consueta perfetta fumabilità dei McConnell, ed un odore a crudo anche abbastanza invitante, è un tabacco che è stato sul limite di essere gettato nel cestino più di una volta. Se dovessi proprio dire, lo definirei il tabacco “dei 5 minuti”, perché appena accesso, nei primi 5 minuti appunto, riesce anche a sprigionare qualcosa, è una classica EM, anche abbastanza corposa, piena, con un latakia ben marcato e preminente su tutto. Peccato che superati questi circa 300 secondi, qualunque sia la pipa in cui lo fumiate, fatto salvo per la morta, che lo riesce anche a peggiorare rendendolo un tabacco spento ed insignificante dal primo puff, va totalmente a morire in tutti i sentori, ma in verità ci arriva passando prima per una chiara sensazione di amaro, che persiste prepotente, fino a mollare anch’essa la presa, ed a spegnersi in qualcosa che davvero non ha senso di essere fumata. Qui non è questione di come fumarlo, quanto scaldarlo, come caricarlo, tutte prassi che alle volte riescono a recuperare tabacchi mediocri, e portarli almeno a ridosso della sufficienza, mi era successo ad esempio con l’oxford street della stessa collezione, questo tabacco è totalmente irrecuperabile, la sua strada sensoriale è quella, non la cambierete e lei non cambierà, lasciandomi sinceramente riflettere sul chi possa apprezzare qualcosa di cosi sgradevole. Sgradevole si, mi sembra l’aggettivo più adeguato, perchè in quel sentore di amarognolo, che devia sempre più sull’inconsistente e sigarettoso, non posso trovare davvero nulla che faccia valutare questo tabacco accettabile da qualunque sia il vostro gusto. Certamente, non so se definirlo un punto di forza o meno, è un tabacco nicotinicamente pieno, lo si sente allo stomaco se fumato senza aver prima mangiato qualcosa, e certamente è un pizzico oltre la metà in una scala da 1 a 5. Non so se questo fattore possa convincere qualcuno a provarlo, ma direi che non mi sembra assolutamente abbastanza. Dovendogli per forza trovare una collocazione, già che sta li sugli scaffali dei tabaccai italiani, direi che se pensate di fumarlo in fornelli gruppo 1, da fumate simili sigaretta come tempi, ed avete bisogno di una botta di latakia e nicotina, forse si, se siete questo tipo di fumatore, potreste anche trovargli un senso, ma in tal caso il mio dubbio sarebbe: ma perche cavolo fumate la pipa?

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Odyssey
(G.L. Pease)

Miscela: Virginia, Orientali/Turchi, Latakia

Taglio: ribbon

Forza: 1.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 8

Catalogato da Tobacco Review come una Balcanica, la definizione nello specifico mi lascia abbastanza interdetto, in parte d’accordo in parte no. In verità lo stesso produttore lo definisce un tabacco a deciso traino latakioso, di provenienza cipriota, con chiari odori e sapori di cuoio e di brace, ma sicuramente qui sono protagonisti anche gli orientali, esotici e raffinati che abbondano. Le foglie di Virginia rossi e neri, stufati, con note dolci, equilibrano il tutto, e rendono la miscela certamente bilanciata. Sulla confezione, su sfondo bianco, una serie di pipe in un complesso piuttosto minimal. La nota descrittiva sulla confezione riprende quanto scritto in apertura di recensione e di preciso lo definisce: “huge”, enorme! “the biggest of Pease blends, la più grande tra le miscele GLPease, carico di latakia ma armonizzato da orientali esotici. Tabacco di colore scuro, profumi intensi, affumicatura pesante, incensatura chiara e taglio ribbon ben fatto, con la giusta umidità, facile da accendere e da fumare. Di corpo non è un tabacco particolarmente carico, nicotinicamente leggero, permette di essere fumato anche ripetutamente senza effetti collaterali. Che dire di questa esprienza, come di consueto i tabacchi americani non si smentiscono ed offrono comunque un livello alto in termini di qualità, l’Odyssey è rotondo, buono, saporito, alterna note più toste, dell’abbondante latakia a quelle più speziate ed aromatiche degli orientali, che si alternano, si scambiano, si intrecciano e generano la sua evoluzione. Non mi ha mai annoiato, e devo dire che oltre ad averlo apprezzata in bocca, l’ho adorato anche nei profumi sprigionati nell’aria, esattamente quelle che adoro nelle mixture inglesi. Adatto a chi ama le EM full, adattissimo a chi ama nelle affumicate la spinta dei latakia, adatto anche a chi apprezza le balcaniche però, perche questa sua doppia anima di latakia ed orientali lascia davvero entusiasti.

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Tabacco’s Reviews

Old Dublin
(Peterson)

Miscela: Virginia, Orientali Turchi, Latakia, Black Cavendish

Taglio: ribbon

Forza: Medio

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 23.50 Euro

Room note: Medio

VOTE: 7

I tabacchi Peterson alle volte sono come le sirene di Ulisse, tu apri la tin e vieni inondato di aromi, esattamente quegli aromi che, letta la composizione del blend, ti aspetteresti di trovare, eccezionali, profumatissimi, nitidi. Peccato che poi, una volta messi in pipa ed accesi, non riescono mai a confermare le aspettative altissime, derivate da tutti quei profumi. Mi era già capitato con la Balkan della stessa casa, e si è ripetuto con questo Old Dublin. Non si può dire quindi che non sia buona certo, il black cavendish addolcisce l’affumicatura del latakia ed all’olfatto entrambi sono ben presenti, però in fumata, il primo è meno nitido, fa meno la differenza, ed ancora una volta la tendenza di questa miscela vira verso una classica EM, e non riesce, almeno per me, a lasciare pienamente il segno. Buono il latakia che viene smorzato nella sua affumicatura, dagli orientali e dal Black cavendish, mai troppo dolce. Non spicca però per particolari evoluzioni in fumata, più o meno come parte, prosegue, salvo l’ultimo terzo di fumata che alle volte decade aihme, in un sigarettoso poco piacevole. Brucia egregiamente, l’umidità è perfetta, e la sua forza nicotinica è decisamente media, gestibile, io personalmente l’ho fumato tutto il giorno e non mi ha mai dato fastidio. Potrebbe essere un ottimo entry level per approcciarsi ad una Modern English, od anche ad una EM classica, considerando che poco si discosta. Fumata forse con meno esperienza di misture inglesi, credo mi avrebbe colpito maggiormente, ma ripeto, con una conoscenza nota di questa tipologia di tabacchi, non riesce a dar nulla in più, o di meglio, o di diverso per farla ricordare e quindi ricomprare. Ad onor del vero, si è guadagnata mezzo punto in più quando, ormai in fase avanzata di tin, l’ho cominciata a fumare in una canadese Mastro de Paja, che per una qualche ragione ne è riuscita ad esaltare tutte le doti migliori ed affievolire i difetti, rendendola una buona compagna di “pipata”, anche se sinceramente non cosi tanto da farmi pensare di ricomprarla.

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Old Gowrie
(Rattrays)

Miscela: Virginia, Kentucky, Perique

Aromatizzazione: nessuna

Taglio: Broken Flake

Forza: 2/5

Confezione: scatola 100gr

Costo Italia: 35.50 Euro

Room note: Piacevole

VOTE: 7.5

Il Gowrie è una regione della Scozia centrale, nota per la particolare fertilità dei suoi terreni agricoli, tra i migliori dell’intera Scozia, tanto da essere tradizionalmente chiamata il “Giardino di Scozia”. Le premesse di questo tabacco dunque sono eccellenti e lasciano presagire a qualcosa di davvero molto buono, gustoso, ricco. Prima però di soffermarci sui gusti è importante sciogliere il dubbio che attanaglia questo tabacco, ossia la sua composizione. La latta infatti dichiara un broken flake di straight Virginia, ma ovunque sul web viene indicato come un blend di virginia, kentucky e perique. Un bel video su questo tabacco, l’unico in italiano sino ad oggi, e che vi invito a recuperare, anche perché parla dettagliatamente anche di questo specifico aspetto, è quello del “Pipatore in America” e spiega che originariamente questo tabacco fosse effettivamente un Virginia in purezza, poi modificato dal suo produttore ossia la Kohlhase&Kopp. Ma passiamo finalmente ai suoi aromi, a crudo in effetti sfido chiunque a trovare presenza di kentucky e perique, i tabacchi sono biondissimi e profumati come solo i virginia sanno essere in tutte le loro sfaccettature: erba, fieno, fichi, pomodorini,… Acceso, oltre a denotarne la consueta perfetta fumabilità dei Rattrays, anche in broken flake, si caricano e si accendono in maniera magistrale, sicuramente i virginia rimangono in primissimo piano, sono il corpo portante della miscela, assoluti protagonisti dall’inizio alla fine, eppure alcuni sapori di particolare sapidità, di qualche nota nocciolata che va e viene, di un corpo più netto di quello sprigionabile dai soli virginia, lascerebbe pensare che un pizzico di kentucky nella miscela ci sia, non più del 10%, forse meno, ma quel giusto per dare il tocco di sapore in più. Perique invece, totalmente non pervenuto, non c’è alcun aroma, nè a crudo nè in fumata, non c’è la “peposità” ne tanto meno la piccantezza, quindi se realmente è presente nel blend, lo è in maniera cosi scarna da non riuscire minimamente ad influire. L’ho fumato davvero tutto il giorno questo Old Gowrie, il suo sapore piacevole in bocca e nell’aria l’ha reso un compagno adatto in ogni momento, non è certo un tabacco nicotinico e che riempie, tutt’altro, ma compensa con la spinta dei suoi aromi, che non si perdono in fumata, e che forse risultano anche migliori in fornelli un po’ più contenuti, ma forse neanche troppo. L’evoluzione in effetti è minima, è un tabacco stabile, risponde con gli stessi aromi per tutta la fumata, ma non decade mai, nemmeno negli ultimi puff, e quel taglio broken flake gli consente di bruciare anche a lungo. Per questa stessa caratteristica qualcuno potrebbe dire che è un tabacco un po noioso, io in verità ho trovato talmente piacevole il suo sapore che non mi ha mai annoiato, ed a fine tin vi dico la verità mi è dispiaciuto. Nella lista dei tabacchi da ricordare, un’altra ottima prova di Rattrays!

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Tabacco’s Reviews

Old London

(Robert McConnell)

Miscela: Virginia, Perique, Orientali, black cavendish

Taglio: Flake – Broken Flake

Forza: 1.5/5

Confezione: scatola 100gr

Costo Italia: 40 Euro

Room note: Piacevole, Profumato

VOTE: 7

Di questo tabacco ho sempre sentito parlare più o meno bene, certamente la sua caratteristica più curiosa ancora prima di comprarlo è il taglio, prodotto in carrott, che poi vengono tagliate in fette e danno luogo ad un flake davvero molto lungo che viene arrotolato nella confezione. A quanto pare il sistema risale ad una vecchia tecnica di stipatura e conservazione usata in contesto marittimo. Smarcata questa curiosità, la seconda è sulla sua composizione, perché l’Old London a quanto dichiara il produttore Kohlhase&Kopp ha una composizione di Virginia, black cavendish e Perique specificatamente della Luisiana, ma sulla latta troverete invece degli orientali a sostituzione per l’appunto del black Cavendish. La discrepanza potrebbe derivare dal passaggio della ricetta a diversi brand, ultimo Ashton, fatto sta che la certezza non è un dato di fatto. Possiamo quindi rifarci solo alle nostre sensazioni in fumata, e devo dire che propendo più per la versione K&K, o quanto meno di una versione in cui black cavendish ed orientali coesistano insieme. Nonostante la presunta umidità delle fettone di flake, che farebbero apparire questo tabacco qualcosa di totalmente ignifugo, devo dire che invece McConnell si difende ancora una volta egregiamente e caricato in pipa questo blend brucia in maniera perfetta sino all’ultimo puff, senza alcun problema già dall’accensione, questo che lo lasciate a flake o che lo sbricioliate. Confermando inoltre che a mio parere, qualunque sia il modo di caricarlo il sapore finale non cambia, spendo due righe per elogiare questa metodologia di lavorazione, che ho trovato davvero utile e comoda, perché anche a dispetto dei flake classici, qui il pezzo di tabacco da caricare lo strapperete voi, della grandezza adatta al fornello dove andrà inserito ed adattandosi cosi ad ogni fumata, davvero ben fatto McConnell! All’olfatto è un vero tripudio di odori, marcatamente virginiosi, con un tono di acidulo, fichi, frutta matura, e di sfondo un buon cioccolato fondente, davvero uno dei naturali più buoni che abbia mai sentito al naso. In fumata si conferma un buon tabacco, ma con qualche limite non trascurabile. In primis l’apporto del perique che rimane piuttosto marginale, leggerissimo sia nella piccantezza che nella peposità dell’insieme. Il black cavendish, e forse anche questi fantomatici orientali invece, a mio dire sono ben presenti e fungono da addolcitori dei virginia, completando invece la sapidità e la cremosità portata dal perique. Per il resto questo tabacco è sostanzialmente un buon virginia con alcune note un pizzico più marcate del consueto e certamente posizionabile tra i tabacchi dolci, non melassosi o disturbanti ovviamente, parliamo sempre di un vero e proprio naturale, ma chiaramente dolci! E’ però un tabacco un pò piatto, dopo una decina di fumate in qualunque pipa, benché lo abbia preferito in quelle dal fornello un pizzico più contenuto, vi avrà dato tutto quello che ha da dare. Sapone lineare, senza grande evoluzione, con il merito di non degradare mai, ma con la pecca di rimanere fine a se stesso e quindi alla lunga, almeno nel mio caso, annoiare. Certamente 100gr fumato come unico tabacco non li avrei mai potuti finire, forse se alternato ad altre mixture può certamente trovare la sua collocazione nella giornata, per me, anche considerato il corpo nicotinico estremante blando, lontano dai pasti, e magari quando fa più caldo, approfittando cosi di questo suo piacevole sapore dolce ed estivo. Non una mixture che ricomprerei, certo non da 100 grammi a 40 euro, ma assolutamente da provare, magari diviso con un amico, è un tabacco che comprendo bene possa avere svariati estimatori!  

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Tabacco’s Reviews

Oriental
(Robert McConnell)

Miscela: Virginia, latakia, orientali, black cavendish, perique

Taglio: Ribbon

Forza: Medio

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 22 Euro

Room note: Medio-Leggero

VOTE: 8.5

Con questo tabacco Robert McConnell prende decisamente un posto primario nel mio cuore, subito dopo gli “americani” e sicuramente scavalcando i più rinomati Samuel Gawith e Gawith Hoggarth. Dopo l’eccellenza dello scottish cake, probabilmente il naturale che ad oggi mi ha maggiormente colpito, mai avrei pensato di trovare una Balcanica moderna cosi buona, raffinata e di estrema qualità, tale da insidiarmi il mio primo amore in tal senso, la balkan mixture di GH, oltre ovviamente all’altrettanto grandioso skiff mixture di SG. Il profumo a crudo è già un piacere per il naso, la speziatura degli orientali si mescola egreggiamente con il black cavendish in un matrimonio perfetto, davvero fatto l’uno per l’altro. Perfetto in umidità sin dall’apertura, e questo è un fattore che sempre più apprezzo nella conservazione, il mix è immediatamente pronto per essere caricato e per accendersi senza mezzo problema. In combustione è una armonia di sapori, la speziatura degli orientali è eccellente e la rende una vera Balcanica, di tanto in tanto questi lasciano spazio ad un latakia mai troppo aggressivo, saporito, ma non predominante e che, come è giusto che sia, non prende mai la scena come primo attore. Il black cavendish che lo dico a fare, è perfetto, non addolcisce troppo, ma smorza le note più amare del latakia, e danza con gli orientali perfettamente, in questo superando a mio parere anche le Balcaniche sopra citate, dando quel qualcosa in più, di unico, che non ho trovato prima e che realmente ti fa elogiare al massimo il lavoro del master blender. Evoluzione interessante e sapore vivo in tutta la fumata, che mai scaturisce in un sigarettoso, mai cala di intensità, e ti accompagna fino all’ultimo puff con la stessa identica goduria dei primi minuti post accensione, ed anche questo aspetto è davvero rilevante e per nulla scontato. Perique a dire il vero non pervenuto, nè come sapori nè come classica picccantezza su lingua e palato, probabilmente la quantità è tale che non riesce mai ad essere davvero presente. Per quanto riguarda il voto, dopo tutto questo bel scrivere, mezzo punto meno del mio riferimento per eccellenza, perché è presto detto, qui l’aggiunta di Black Cavendish è l’elemento distintivo, ed anche quello che riesce a mio parere ad esaltate gli orientali, nella balkan mixture invece questi in autonomia fanno tutto da sé, riuscendo a portare note simili ed a tratti maggiori, potremmo dire “in purezza”, e credo che questo sia giusto riconoscerlo. Nicotinicamente è molto più leggero della mixture di GH, ed anche meno dello skiff direi, si presta bene come tuttogiorno, ma davvero è un tabacco che ho trovato eccellente da fumare in ogni momento, prima e dopo i pasti, durante la mattina o il pomeriggio, dopo un bel caffè od un liquore, non mi ha davvero mai deluso ed entra di diritto nella mia top five di sempre, dove credo resisterà a lungo!

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Oriental Square
(Robert McConnell – Heritage)

Miscela: Virginia, Orientali/Turchi, Latakia

Aromatizzazione: no

Taglio: Ribbon

Forza: 1.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 25 Euro

VOTE: 8.5

Riproposizione del tabacco Duhnill Durbar Square, e replicato anche nella sua versione dal nome Oriental, fuori dalla collection Heritage con il quale le somiglianze sono cosi tante da sembrare più una duplicazione della stessa miscela. Gli orientali secchi, leggermente floreali, legnosi, speziati, terrosi, erbacei e piuttosto aspri prendono qui il sopravvento. Il Virginia scuro offre sapori di frutta matura e rossa e si mescola con sentori di legno e terra che agiscono da importanti attori secondari. Il Latakia cipriota è per lo più orientato a note dolci, aromatiche ma non manca della nota di legnoso e terroso. In questo compete con il Virginia scuro per prendere la scena primaria, un Virginia che però offre anche sfaccettature di aspro e piccante, agrumato ed erbaceo, con un tocco di spezie sullo sfondo. A quanto leggo, è un tabacco estremamente simile al suo originale Dunhill ad eccezione pare del Latakia che pare avesse in tal senso un bilanciamento maggiore, ma è soltanto quanto leggo e non deriva dalla mia personale esperienza. Nicotinicamente medio-basso ma senza andare a discapito del corpo complessivo che si mantiene sempre ben elevato. E’ un eccellente tabacco che non degrada mai nei suoi sapori, non perde la sua nota aromatica e non presenta mai tratti spigolosi. Brucia in modo pulito e semplice con un sapore molto consistente per tutta l’esperienza. Anche l’umidità è perfetta, come McConnell ci ha abituato e produrre acqueruggiola è davvero raro e difficile. Perfetto come tuttogiorno ma anche a seguito di un pasto importante, soddisfa chi cerca miscele equilibrate, non particolarmente propese verso i sapori del latakia, e non troppo full in termini di corpo generale. Il suggerimento è leggere anche la recensione presente su questo blog dell’Oriental, le cui sensazioni come detto in apertura di recensione sono davvero molto affini e completano le sensazioni di questa eccellenza di casa McConnell.

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Orient Express
(Cornel & Diehl)

Miscela: Burley, Latakia, Orientali/Turchi, Prique

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 1/5

Confezione: tin gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 7

Se c’è una cosa che gli americani sanno far bene è l’immagine e la presentazione delle cose, ovviamente sanno fare meglio di tutti anche i tabacchi in questo specifico caso, ma la grafica dell’orient express è certamente tra quelle più belle. Parliamo di un Cornel&Diehl, quindi aspettative altissime, risultato quasi scontato. Ma è sullo scontato che forse per la prima volta, qualcosa si sgretola, attenzione parliamo sempre di un tabacco che mi sento di valutare con un 7 pieno e meritato, ma credo sia la prima volta (maggio 2024) che fumo un americano e non penso di partire dall’8 in su. Eppure questa miscela, oltre alla sua bellissima grafica come già detto, partiva incuriosendomi molto, perche metteva da parte il virginia, base praticamente del 98% dei tabacchi del mondo, per sostituirlo con una base burley, una composizione poi da EM classica, con Latakia e Orientali, per completare con un pizzico di perique. Perche un voto cosi “basso” dunque, i motivi sono due, uno soggettivo, da ponderare in base ai proprio gusti, l’altro invece piuttosto oggettivo e che ho ritrovato anche in qualche chiacchiera con amici che hanno avuto modo di provarlo. Partiamo dal motivo oggettivo, l’Orient è un tabacco a trazione latakiosa, bello affumicato, incensato e legnoso, ma secondo me, la nota del virginia sostituito da un burley americano molto più tosto e diretto nei sapori, rende la mixture meno gradevole del solito, forse meno equilibrata in quel bel bilanciamento delle inglesi di stampo US, capaci di oscillare zucchero e brace in maniera egregia. Se a questo ci aggiungiamo il sapore intenso del perique, forse il bilanciamento non è dei migliori. Il motivo oggettivo invece è la sua bruciabilità, nonostante sia un tabacco a taglio ribbon per nulla umido e si lasci accendere bene, una volta arrivato a metà fornello ha sempre una improvvisa battuta d’arresto, si spegne e non è facilissimo farlo ripartire a dovere, costringendovi a consumare parecchio gas dell’accendino. Un piccolo trucco è scaricare un po di cenere, che con questo tabacco funge da tappo quando si accumula in maniera troppo copiosa. Una volta riacceso poi, riparte solitamente bene e vi porta fino alla conclusione. Non un tabacco dalla grandissima evoluzione, gli riconosco però il consueto ottimo perique, speziato e piccantino nel sottolabbra. Signori, occhio a dire che è un tabacco cattivo, rimane sopra l’85% delle affumicate vendute in Italia, però se confrontato con i livello a cui gli americani ci hanno abituati, qui siamo un sotto media!

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Oro Gold
(Caminetto)

Miscela: Virginia, Burley, Black Cavendish

Aromatizzazione: Caramello, Frutta

Taglio: Ribbon

Forza: 1.5/5

Confezione: scatola 100 gr

Costo Italia: n.d.

Room note: Molto Piacevole

VOTE: 7

Questo tabacco lo ricordo con grande piacere, perché è stato un regalo di Roberto Ascorti nei quattro giorni che abbiamo passato insieme, e dove ci siamo conosicuti durante un caldo Ferragosto del 2021. Tabacco non commercializzato in Italia, ed a quanto pare non più in produzione, fa parte di una linea di tabacchi Caminetto, marchio che noi conosciamo esclusivamente per le pipe eccellenti che ad oggi sono sotto la mano e la creativià del figlio di Roberto, Tommaso Ascorti. Il Tabacco in questione, prodotto da Kohlhase&Kopp è  destinato ai mercati nordici, dove le aromatizzazioni anche piuttosto marcate sono decisamente più gradite ed apprezzate che qui nel Bel Paese. La confezione, appunto dorata, è da 100gr ed appena aperta inonda con un piacevolissimo odore di frutta fresca, un arbre magique da ambienti praticamente, considerato che lasciata aperta in un ambiente chiuso lo profumerà naturalmente in pochi minuti. Taglio ribbon, facilissimo alla carica, messo in pipa ed acceso non dà alcun problema, sin da subito emana degli ottimi aromi di frutta, di mandorla e noci, probabilmente derivate dal burley, ed anche uno sfondo vanigliato, ma non preminente ne persistente. L’altra nota dichiarata, il caramello, si inserisce in questo turbinio di sapori ed odori, cremoso, ricco, pieno, mai eccessivo o estremo e tantomeno mai chimico come sapore, è davvero un’esplosione di aromi, appagantissimi per i fumatori che amano queste mixture intense ma naturali. Fumato con troppa veemenza potrebbe bruciare la lingua, caratteristica nota degli aromatizzati, in questo caso non si fa eccezione ma allo stesso tempo non risulta nemmeno più accentuato che in altri buoni tabacchi simili. Sicuramente chiede di essere fumato lentamente, con calma, per godere a pieno delle numerose sfaccettature di sapori. Il dichiarato parla anche di aromi agrumati, che però in effetti non ho mai avvertito. Il Burley ha un ruolo importante, quasi pari a quello del Black Cavendish, andando ad insaporire ed arricchire la palette aromatica e permettendo una evoluzione continua nei sapori, e marcando questo sapore mandorlato davvero piacevole al naso ed in bocca. Nicotinicamente scarico, è un ottimo tabacco da fumata di metà mattina o pomeriggio, lontano dai pasti, anche in spensieratezza, senza particolari attenzioni se non quella di non scaldarlo troppo, ed in ogni caso impossibile produca delle lamentele dai vicini, tanto è piacevole il suo aroma nell’aria. Migliore a mio dire in pipe dal fornello stretto, dove quell’esplosione di frutta e caramello riesce a rimanere più intenso e corposo, forse anche di più in fornelli stretti ed alti, piu che in modelli a ciotola. Forse unico assente all’appello i Virginia, che davvero qui compiono il solo scopo di riempire e completare la mixture ma davvero con una presenza nei sapori minimale se non nulla, per altro tutto più che normale quando si parla di aromatizzati.

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Oxford Street
(Robert McConnell- Heritage Collection)

Miscela: Virginia, Latakia, Orientali/Turchi

Aromatizzazione: no

Taglio: Ribbon

Forza: pieno

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 22 Euro

Room note: Medio

VOTE: 5.5

Ecco un altro rappresentante della serie Heritage di McConnell, che chi legge le mie recensioni, sa essere forse il brand di tabacchi che più apprezzo tra quelli venduti in Italia. L’Oxford Street è la riproposizione dello Standard Medium ex Dunhill, che non ho provato e sul quale quindi non farò confronti. Non se la passa bene questo tabacco su Tobaccoreviews, collezionando un magro 2.0 come punteggio finale, e sinceramente non mi sento di andare troppo contro questo verdetto. Alla base una classica English Mixture, Virginia, Latakia ed orientali, si caratterizza per un latakia piuttosto rustico, preminente, soverchiante in toto sui virginia, che non riesce a farsi “addolcire” dagli orientali. Fumato con troppa foga, diventa quasi amaro, stucchevole, pesante e va quindi affrontato e gestito con un intercalare di fumo pacata, leggera, lenta… fumato cosi, forse proprio come tradizione di pipa vorrebbe, allora riesce a dare qualche piacere generale, il latakia non arriva ad irrobustirsi troppo, non vira sulla nota amara, ma rimane invece sul legnoso ed aromatico, in poche parole più piacevole. Da quanto apprendo documentandomi un pò in rete, sempre alla ricerca di conferme o smentite delle mie sensazioni gustative ed olfattive, vengo ad apprendere che già in origine questo tabacco voleva essere la il cugino meno latakioso di un altro Robert McConnell Heritage, il Notting Hill, anche’sso comunque non gode poi di questi grandi estimatori sempre facendo riferimento a TobaccoReviews. Questo Oxfrod Street è in sostanza un tabacco spento, quasi smorzato nei sapori, ma non perché il latakia non sia presente, bensì forse per la quantità utilizzata nella miscela, o perche non di primissima qualità (ma questo conoscendo i McConnell mi sembrerebbe strano), od ancora perché non ben mescolato con Virginia ed orientali capaci di influenzare positivamente l’esperienza, rimane davvero qualcosa di mediocre e senza nulla da dire. E’ certamente un tabacco di facile fumabilità se parliamo dell’aspetto tecnico, ossia con un livello di nicotina basso, un taglio ribbon, e carica e bruciabilità perfette, ma questo per i McConnell è cosa comune. Non è tuttavia facile da fumare per carpirne i pochi aspetti positivi, l’amarezza del latakia scaldato troppo è un reale problema, e rende la fumata poco piacevole, mi è capitato infatti nei primi approcci con questo tabacco, non sapendo ancora bene come gestirlo, di abbandonare a metà carica la pipa perché le sensazioni meno buone stavano soverchiando quando di decente si poteva trarre dal blend. Non saprei proprio cosa trovargli per suggerirlo sinceramente, una caratteristica, una particolarità, una eccezionalità, è e rimane un tabacco piatto, le sue sfaccettature non sono da ricordare, anche per un fumatore accanito di affumicate ed inglesi, direi che qui il latakia dà il peggio di se, e dimenticarlo velocemente è molto più facile di quanto si possa immaginare.

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Paddington
(Robert McConnell- Heritage Collection)

Miscela: Virginia

Taglio: Ribbon

Forza: pieno

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 22 Euro

Room note: Medio

VOTE: 7

Ecco un’altra riproposizione dei vecchi tabacchi Dunhill, oggi ribrandizzati Robert McConnel serie Heritage. In questa versione lo storico Royal Yacht con la nuova denominazione Paddington, che come di consueto per questa serie ha preso a modello i quartieri di Londra come fonte di ispirazione.

Inserirsi nel mercato dei virginia in purezza non è semplice, a mio parere uno dei blend più complicati, proprio perché la piena naturalezza dei tabacchi, rende il riconoscimento della qualità ben più evidente, e non mascherabile facilmente dietro aromatizzazioni e mix. Premetto che non ho mai provato la versione originale Dunhill, quindi il mio è un giudizio unicamente su questa nuova versione.

Ammetto che è un tabacco che non mi ha conquistato subito, le prime fumate mi hanno lasciato perplesso, non pienamente convinto, ma è questa diversità di fondo che alla lunga è divenuta il punto di forza di questo tabacco. All’olfatto i sentori sono quelli tipici dei virginia in purezza, per la precisione qui virginia chiari e rossi, anche se incredibilmente arricchiti da una chiara nota di cioccolato fondente, ben presente, anche più di blend che dichiarano apertamente una aromatizzazione di questo tipo, e sottolineo, non è questo il caso. In fumata il Paddington si differenzia però in maniera netta dalla concorrenza, è infatti il primo virginia in purezza in cui è difficile avvertire quel chiaro sapore di frutta secca, in primis noci e mandorle, il tabacco è talmente pieno da apparire quasi tostato, più vicino ad un virgina-kentuky che non a dei virginia in purezza. Un pò come per quel profumo di cioccolato annusando la Tin aperta, se non si sapesse da cosa è composto, l’idea che un pizzico almeno di kentuky ci sia, a dare quell’aroma di tostatura, di cuoio, di forza nel sapore che non mi era mai capitata prima. La forza di questi sapori si traduce in una notevolissima spinta nicotinica, è un tabacco da affrontare con la giusta cautela se siete “sofferenti” ai blend pieni, perche già dopo 20 minuti sentirete quella sensazione di pienezza nello stomaco, che se non ben gestita dopo poco ancora, si potrebbe tradurre a tutti gli effetti in una “botta nicotinica” in piena regola. Non un tuttogiorno quindi, ma un tabacco da fumare dopo un buon pasto, magari di carni, accompagnate da un buon rosso, che meglio si associano con i sapori decisi, e meglio si sopporta come carico nicotinico. Si accende bene e fuma altrettanto bene, scalda poco, ed è di facile gestione. Questo è un tabacco che mi ha conquistato piano piano, perché ad oggi non esiste nulla di simile sul mercato, un virginia in purezza che non sembra tale o solo tale, un pienezza di sapori che difficilmente ho trovato prima, e certamente un ottimo palliativo per “nicotomani” dipendenti.

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Park Lane 7
(Scandinavian Tobacco Group)

Miscela: Virginia, Burley

Taglio: Flake

Forza: 2/5

Confezione: busta 50gr

Costo Italia: 12 Euro

VOTE: 7.5

Il park Lane 7 è uno di quei blend che ribalta il concetto di più costoso più buono, ed in una indiscussa qualità dei tabacchi che lo compongono, ad una cifra davvero popolare ed offre a mio parere uno dei migliori prodotti reperibili nel bel paese. Scrivo questa recensione un minuto dopo aver finito di fumare l’ultima carica di quest’ottima miscela di virginia-burley, un tabacco che mi è piaciuto talmente tanto che sarà difficile non averlo a disposizione per un po’, ma che rimarrà un domani un porto sicuro in cui rifugiarmi. Premetto anche, come noto per chi legge le mie recensioni, che non sono un appassionato di tabacchi naturali, ho sempre preferito gli affumicati, le balcaniche e le moderne EM, e quindi poche volte davvero mi è capitato di trovarmi davanti ad un blend diciamo “non affumicato ed orientaleggiante” e godere totalmente nel fumarlo. All’apertura della busta i flake risaltano nella loro unicità in termini di lunghezza, praticamente con mezzo flake avete una carica abbondante per un fornello che sia tra un gruppo 3 o 4 Dunhill. Umidità perfetta, sbriciolabilità eccezionale, fumabilità eccelsa, questo è sicuramente ad oggi il flake più facile da caricare e fumare che abbia mai trovato, non a caso uno dei più consigliati a chi si approccia alla pipa, certamente a chi per la prima volta vuole imparare a maneggiare un taglio flake per l’appunto. All’olfatto si è sopraffatti, oltre ai classici aromi di virginia, da una chiarissima nota di cacao, e da un mandorlato di derivazione burley davvero eccezionale, non troppo intensa, ma chiara, nitida, e piacevolissima. Acceso, che ve lo dico a fare, è eccezionale, quegli aromi mandorlati schizzano all’inverosimile, prendono il sopravvento nella fumata e la guidano in tutto il suo percorso, non sconfinando mai nel troppo dolce, ma rimanendo costantemente gradevoli in bocca ma anche nell’aria per che vi circonda, è infatti uno dei tabacchi che mi ha fatto guadagnare più volte i complimenti dei vicini, in termini di odori sprigionati nell’aria. Sinceramente, l’ho approcciato perché in giro leggevo che fosse molto utilizzato soprattutto in mixture casalinghe, ma una volta provato ritengo che sia davvero un sacrilegio non godere delle sue peculiarità in purezza, cosi come “mamma l’ha fatto”, mamma Scandianvian Tobacco Group in questo specifico caso. Comprendo pure che un voto cosi alto potrebbe far storcere il naso ai più, considerando che ho valutato peggio, blend molto più blasonati, ma il pensiero che questo fosse un tabacco eccezionale per me e per i miei gusti si è rafforzato ogni giorno di più, nelle circa 2-3 settimane che ho impiegato per finirlo. Le sue peculiaritità diciamo in negativo le ha, sarebbe cieco non notarle e le ricapitolerei quindi cosi: non è certamente un tabacco dalla grande evoluzione, come parte, continua, ma se quel continuare piace, allora vi stregherà del tutto. E’ un tabacco che brucia perfettamente, ma se vi sfuggisse di mano, o meglio di bocca, e lo fate scaldare troppo, perde gran parte dei suoi aromi, questo in verità è un qualcosa di abbastanza comune a tanti naturali. Infine è un tabacco che spesso nell’ultimo terzo di fumata vira inevitabilmente al sigarettoso, mi è successo sempre ed è il motivo per il quale inizialmente non l’ho valutato benissimo, ma una volta imparato a gestire, ho limitato questo terzo e forse peggiore dei suoi aspetti negativi. Perfetto in fornelli medi, splendido in una reverse Volkan che ne ha stemperato ancor più il calore, che dire, a poco più di 10 euro è stra-consigliato, provatelo senza se e senza mah!

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Pembroke
(Esoterica Tabacciana)

Miscela: Virginia, Latakia, Orientali

Aromatizzazione: Cognac

Forza: 2/5

Taglio: Ribbon

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 7.5

Il Pembroke è la prima affumicata di casa Esoterica che provo, e devo dire che ha lasciato immediatamente il segno. Parliamo di una affumicata dal carattere pienamente inglese, che potrebbe competere senza dubbio con i classiconi di samuel quali skiff, balkan mixture e squadron. Il nome dovrebbe derivare dall’omonima città capoluogo del Pembrokeshire, in Galles, famoso per il suo castello originario del XII secolo e luogo di nascita di Enrico VII Tudor. La particolarità in questo tabacco la fa la nota di alcolico, gia dalla confezione infatti è dichiarata come una inglese ma con la spinta di cognac. Devo dire che la mia latta non era di negozio, ma regalatami da un caro amico, come per tutte le miscele Esoterica che trovate su questo blog, e quindi aperta gia da un po’. La secchezza del tabacco era sicuramente diversa da quella che avrebbe avuto la miscela appena acquistata, e credo che in questo asciugarsi si sia persa forse anche la spinta del cognac. Inizialmente c’era dagli odori qualcosa di alcolico, che poi persisteva leggero anche in fumata, ammorbidendo le spigolature del latakia, ma con il passare dei giorni e delle aperture e chiusure di tin, l’ho avvertita sempre di meno, sino a sparire del tutto. È un affumicata con presenza di latakia, deciso ma non invadente, la nota dolce dei virginia è piacevole, e nel complesso rimane una EM molto ben bilanciata. Bruciabilità eccellente, nonostante come detto era un tabacco ribbon ben secco, la fumata è sempre stata lunga e piacevole, spegnimenti rari, alle volte all’inizio dell’ultimo terzo, forse per l’accumularsi di un abbondante strato di cenere densa dovuta alla combustione piena delle striscioline di tabacco cosi seccate. Merito al corpo, non è una EM scarica, anzi, e dopo una bella fumata lascia decisamente sazi. Poca evoluzione, ma tanti sapori nel complesso che si susseguono, non è la EM WOW per eccellenza, ma se siete amanti dello stile inglese, è assolutamente da provare.

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Perfection
(Samuel Gawith)

Miscela: Virginia, Latakia, Orientali/Turchi

Aromatizzazione: Vaniglia

Forza: 1/5

Taglio: Ribbon

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 30 Euro

VOTE: 7.5

All’epoca dei Gawith, o per meglio dire, quando in Italia avevamo la fortuna di avere l’importazione di quasi tutti i tabacchi di questo brand, il Perfection si “nascondeva” o meglio dire si perdeva tante volte, dietro ai Boss delle affumicate della casa. Squadron Leader, Skiff, Commonwealth e Balkan Mixture dominavano la scena delle inglesi e mantenevano il perfection sempre nelle retrovie, probabilmente anche dietro a due altre mixture che di latakia ne avevamo, ma dosato in maniera cosi certosina dall’essere davvero bordeline nel definirle miscele inglesi, e parlo del Navy Flake e del Balkan Flake. Eppure la confezione del Perfection è decisamente ben riconoscibile, con uno sfondo azzurrino ed un grosso cane molossoide disegnato. Mi ricordo bene che all’epoca, era quasi una certezza trovarlo negli scaffali delle tabaccherie piparie, proprio perché l’ultimo ad essere scelto. Io stesso, che lo fumai la prima volta ormai svariati anni fa, lo ricordavo buonino, del resto è un Gawith, ma sicuramente inferiore ai suoi cugini. Oggi, con qualche capello bianco in più, ho l’occasione di riprovare questa miscela classicamente inglese, ma quel topping dichiarato di vaniglia, che forse gli ha tenuto a distanza i puristi del genere. Topping poi, neanche utilizzando un cavendish o black cavendish, ma teoricamente una “spruzzata” di vaniglia, che in totale stile inglese, è totalmente naturale, e che forse, in un lontano sentore si lascia avvertire proprio ad apertura della tin dal suo sigillo e sottovuoto, e che rimane, esclusivamente all’olfatto, per massimo un paio di giorni, per poi evaporare del tutto. Che cosa rimane allora? Una inglese molto equilibrata, in stile squadron Leader, ma forse anche di piu Early morning, leggera, piacevole, tuttogiorno, nicotinicamente bassissimo, e con quella leggerissima punta di dolcezza aggiuntiva rispetto ai tabacchi di confronto scritti, che per chi ama, neanche tanto le modern english, ma gia solo dei virginia zuccherini, potrebbe trovarlo decisamente soddisfacente. Riprovare il Perfection è stata una mossa azzeccata, l’ho rivalutato notevolmente in mezzo ai suoi “compari”, e credo che quella nota dichiarata di Vaniglia sia stata probabilmente la sua peggior nemica, perché in fondo è un inglese a tutti gli effetti, in stile Gawith, che nulla a da temere dai parenti più blasonati, anzi…

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Tabacco’s Reviews

Piccadilly Circus
(Robert McConnell Heritage)

Miscela: Virginia, Latakia, Orientali

Forza: Medio- leggero

Taglio: Ribbon

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 23 Euro

Room note: Medio

VOTE: 8

La serie “gialla” di McConnell, che ormai ho quasi finito di fumare (settembre 2021), ha avuto alti e bassi, ma mediamente mi ha convinto, forse anche perché non avevo mai provato gli originali a cui si rifaceva, ma il brand è di qualità e vere delusioni non le ho mai avute. Il Piccadilly Circus è uno di quei tabacchi della serie che si posiziona nella fascia alta della collezione e che mi ha profondamente convinto. E’ sostanzialmente una EM classica, virginia, latakia ed orientali turchi, senza stravaganze, senza aggiungere o cambiare nulla, e questo la pone a confronto in una categoria estremamente complicata, perché fare fare qualcosa di decente è abbastanza semplice, gli assatanati di latakia, più o meno ne trovano sempre soddisfazione, ma fare il salto di qualità non è affatto scontato ed il rischio di fare l’ennesima EM senza nulla da dire, assolutamente possibile. Questa è invece una EM allo stesso tempo decisa, ma delicata, gustosa, ma non pesante, aromatica ma con un marcato carattere affumicato che non può deludere gli amanti del genere. Ai limiti con una tuttogiorno per il tasso nicotinico medio basso, ma eccellente anche dopo un buon pasto sostanzioso, perché capace di essere totalmente appagante a stomaco pieno e vuoto. Buonissimi i virginia, che nonostante la presenza importante del latakia riescono ad emergere a tratti, in evoluzione di fumata ed a lasciarsi assaporare nei loro classici sentori, soprattutto di frutta secca e qualche nota cioccolatosa. Come consueto per la serie Heritage e per i tabacchi McConnell, è eccellente da caricare da subito, umidità impeccabile, fumabilissimo, con un taglio ribbon abbastanza sfaccettato, in cui bisogna solo fare attenzione a qualche foglia non perfettamente tagliata e particolarmente grossa, che è meglio sbriciolare meglio tra le dita prima della carica. Nessun problema di acqueruggiola, anche se fumato costantemente in pipe molto curve, ma in generale l’ho trovato molto più buono in fornelli medi, capaci di restituire il massimo in aromaticità, che per altro, altro punto positivo, non si perde sino all’ultimo puff. Ancora una volta un’ottima prova di McConnell, ancora una volta una tabacco che ho fumato con estrema godibilità, in generale lo posizionerei tra qualcosa di più corposo di un early morning, ma meno spinto di una balkan mixture, ossia non è una affumicata leggera e spensierata, ma nemmeno una mazzata di latakia, è per chi cerca la via di mezzo, per chi non ama gli “estremi” dei blend affumicati, questa sua medianità è probabilmente il punto di forza, risponde bene ad una fascia di fumatori precisi che in questa mixture potrebbero trovare qualcosa di davvero convincente.

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Tabacco’s Reviews

Professional Mixture

(Rattrays)

Miscela: Virginia, Latakia, Orientali/Turchi, Black Cavendish

Aromatizzazione: Nessuna

Taglio: Ribbon

Forza: 1.5/5

Confezione: scatola 100gr

Costo Italia: 35.50 Euro

Room note: Tollerabile

VOTE: 7

Non mi ha convinto subito il Professional Mixture di Rattrays, tabacco davvero poco recensito almeno in ambito italiano, ma che invece riscuote una discreto successo nelle video-recensioni in lingua inglese. Mistura profumata, una affumicata dagli odori dolci, miele, caramello, ma nulla di nauseante, non parliamo di un aromatizzato, c’è solo una buon latakia profumato, dei virginia ben marcati, il tutto addolcito da un black cavendish che rende questa Modern English tutto sommato un buon riferimento per un preciso target di fumatori. Come dicevo non mi ha convinto subito, benché gli odori cosi piacevoli mi avessero subito catturato, in fumata, il latakia estremamente scarico, che lascia ampio spazio ai virginia ed orientali, mi ha inizialmente disorientato. Invece fumandolo, e fumandolo ancora alla fine il Professional Mixture ha acquisito sempre più senso, e devo dire che al giro di boa dei 50gr fumati, rispetto alla tin da 100, il parere è positivo. Come detto è una affumicata davvero molto leggera, io l’ho definita, la english per l’estate, perché per chi come me, con il gran caldo fatica a fumare le miscele affumicate, soprattutto nelle ore più calde, questa invece si propone proprio per essere un’ottima alternativa e sostituire i naturali anche sotto l’ombrellone a Luglio. Virginia primari, ci sono sempre nei loro sapori di fieno, erba fresca, frutta matura, non lasciano mai l’affumicatura sovrastarli, e si scambiano “favori” in termine di sapore ed aromi con gli orientali. Il black cavendish addolcisce tutto il blend, ma nulla di smielato o troppo “panettonico”, qui parliamo di una miscela più zuccherina, e sempre molto gradevole. Altra caratteristica che lo posiziona egreggiamente come tuttogiorno di riferimento è l’apporto davvero basso della nicotina, è un tabacco fumabile anche a ripetizione, impossibile che abbia effetti collaterali avversi al fumatore, anche quello più accanito, ma per fortuna non incidendo poi troppo sul corpo generale del blend che rimane piacevole, non scade mai, è saporito il giusto fino all’ultimo puff. Mi ha ricordato molto, con i dovuti paragoni, il sempiterno Early Morning oggi Peterson, per carità, quest’ultimo è per me migliore nel suo complesso, ma ci troviamo di fronte ad un buon avversario, in fondo l’obiettivo è lo stesso, avere una tuttogiorno affumicata sempre gradevole da accendere. Più dolce dell’early morning che lascia invece più venir fuori le note affumicate di un latakia comunque sempre leggero, forse ne paga qualcosa anche in evoluzione, però devo dire che il Professional Mixture ha l’ottima caratteristica di permettere, nonostante sia una affumicata, di mantenere sempre il virginia un tabacco centrale, cosa assolutamente non banale in questo tipo di miscele. Se considerate anche il rapporto qualità-prezzo, pensate sempre che 100 grammi a 35 euro e rotti, significano 50 grammi per poco 17.50 euro, a fronte degli oltre 22 euro del più blasonato Peterson, insomma un pensiero per le stagioni calde io ce lo farei. Rattrays non mi delude ancora una volta, e con questa “mistura Professionale” si offre ad una ampia schiera di fumatori di affumicate che vogliono una alternativa davvero per ogni momento della giornata.

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Tabacco’s Reviews

Quite Nights
(G.L. Pease)

Miscela: Virginia, Orientali, Latakia, Perique

Taglio: Broken Flake

Forza: 1.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 8.5

Finalmente rimetto le mani sui tabacchi americani, ma con provenienza tedesca, dove sono nuovamente importati, beati loro! Approfitto dell’opportunità per accaparrarmi questa EM della serie Old London e sempre di casa G.L.Pease. Tabacco scurissimo, in parte melassoso, nella sua prima parte conservato a broken flake, anche se con il passare dei giorni diviene da solo un ribbon tagliato molto grossolano, semplicemente derivato dal naturale sbriciolamento delle fettine. Sin dall’apertura della latta, che offre una panoramica notturna su una apparente Londra dormiente, ma questo lo ipotizzo io considerato il nome della collection, si viene inondati da un colpo di latakia come pochi. Gli aromi sono potenti, pungenti, acetati, affumicati, l’odore vi arriva diretto al cervello, e per gli amanti di questa tipologia di mixture sarà amore a prima vista. Scurissimo, forse di più nero ho fumato solo il Torben Dansk Latakia, però è per l’appunto un tabacco in purezza, ma anche, e questo si confermerà anche in fumata, il Mississipi Mud di Cornell&Diehl, e benché in questo caso ci sono gli orientali e non c’è il black Cavendish il risultato non è poi cosi lontano. In bocca che dire, è una esplosione di sapori, con un traino latakioso che non cede mai di un centimetro, ma che fa ben entrare sia la speziatura degli orientali, ma soprattutto un eccezionale perique di St.James della Luisiana, in poche parole il migliore al mondo. La piccantezza è di fondo, si fa sentire più nel retronasale, ma regala quella variante davvero piacevole che ci accompagna fino alla fine. Davvero scarico di nicotina, è un tabacco che ho fumato e rifumato anche in sequenza senza avere mai neanche lontanamente un sentore di sovraccarico. Questa assenza di corpo però non si avverte per nulla, perché i sapori sono cosi ricchi ed intensi che sinceramente non se ne sente alcuna necessità. A livello europeo gli unici tabacchi paragonabili per intensità e sapore sono gli Schurch, di cui su questo blog e sul canale video abbiamo ampiamente parlato, certamente non una miscela per chi apprezza l’Early morning, non una miscela da fumata delle 10 di mattina, qui siamo dinnanzi ad un bomba di sapore, un qualcosa di eccezionale, che a seguito di una grigliata di carne ed accompagnato da un bel whiskye scozzese trova la sua culla perfetta!

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Ready Rubbed
(Dunhill)

Miscela: Virginia, Orientali/Turchi, Burley

Taglio: Ribbon

Forza: 1.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 7

Ho trovato questa storica confezione Dunhill in un avanzo di tabaccheria, chissà di quanti anni era li invenduta prima di finire, grazie al destino, nelle mie mani. Non potete capire la mia felicità, ma per comprenderla basta guardare il voto che misi al suo omonimo di casa Robert Mcconnell nella collection Heritage. Nove! pieno e meritato, uno dei tabacchi più convincenti non solo dell’intera collezione, ma di tutti i natuali venduti nel nostro panorama italiano. Approfondendo le news su questo tabacco, ho per altro capito che alla sua base c’è una diatriba sulla composizione. Se infatti Tobacco Reviews la descrive come una miscela di virginia e orientali/turchi, sia per la versione McConnell che per questa Dunhill, tanti sono i sostenitori che l’accoppiamento del virginia non siano in verità orientali bensì il burley. Approfondendo nel”dark” web, in questo senso inteso come i blog più disparati, credo che la questione risalga ad una originaria composizione della mixture effettivamente composta con il burley, che poi nel tempo si è trasformata. La vera stranezza però è che fumandolo non l’ho trovato per nulla simile alla sua rivisitazione McConnell e la differenza, a puro sapore, potrebbe essere proprio in questo. Se il Ready Rubbed McConnell infatti l’ho adorato proprio per la sua morbidezza, equilibratura e speziatura, chiaramente ascrivibile a dei ottimi orientali, la versione Dunhill è la sua anima più cupa, più rustica, con sapori decisamente più netti e marcati, insomma quelli di un burley di tipo americano. Non mancano per carità delle eccellenti note di frutta secca, di mandorla, di cacao amaro, ma il tutto molto più stabilmente fermo su toni decisamente meno armonici. Non è un difetto per carità, e comprendo ora chi più volte ha sostenuto che la versione originale, e quindi Duhnill di questo tabacco (e non solo) fosse migliore, è diversa e quindi potrebbe piacere di più o di meno. Certo ancora una volta posso sfatare il mito del: “si stava meglio quando si stava peggio” o meglio del costante rimpianto del passato. Questo è il caso in cui la rivisitazione per me è molto migliore, certamente non replica lo stesso tabacco, ma per la mia soggettività papillare lo rende decisamente più gustoso. E’ stata una vera esperienza fumare il mio primo Dunhill originale, che in comune con il McConnell mantiene certamente la perfetta bruciabilità ed il tasso nicotinico basso. Due facce di una stessa medaglia mi vien da dire, e voi che ne pensate?

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Tabacco’s Reviews

Ready Rubbed
(Robert McConnell Heritage)

Miscela: Virginia, Orientali, agrumi

Taglio: Ribbon

Forza: Medio- leggero

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 23 Euro

Room note: Medio

VOTE: 9

Mammamia che ha fatto McConnell!! Non saprei come altro iniziare questa recensione, per uno di quelli che posso definire come migliori tabacchi reperibili in Italia, e, considerati i costi delle tin McConnell anche a prezzi umani. Blend di Virginia, Orientali ed un topping dichiarato di frutti ed agrumi, che non esiste nè all’olfatto nè in fumata, è il nuovo di due recenti arrivi nel parco tabacchi nostrano assieme al 5 years Virginia, e riprende, come per tutti quelli della serie Heritage, l’omonimo tabacco Dunhill che il sottoscritto non ha mai provato. Dichiarare strepitoso questo virginia è poco, di diritto nella mia top ten, è un virginia eccezionale, dolce, cremoso, pieno, arricchito dalle sfaccettature degli orientali che gli danno quel tocco di sapore in più, ne rafforzano le doti aromatiche e lo rendono una delle migliori scelte negli scaffali delle tabaccherie fornite di prodotti per piparoli. Mi ha ricordato enormemente e sin dal primo puff il Sam’s Flake di Gawith, anch’esso un virgina-orientali di estrema qualità, che trovate recensito su questo blog, e che mi era piaciuto si, ma questo di più. Innanzitutto rispetto al Sam’s Flake è immediatamente fumabile, non subendo l’annosa questione dell’umidita in eccesso tipica di tutti i tabacchi Gawith, ed è un punto di forza non irrilevante, e poi perché l’ho trovato ancora più pieno, più caratteristico, insomma più buono. Nicotinicamente medio leggero, non è un tabacco che dà alla testa ed allo stomaco, anche fumato lontano dai pasti. Per me un compagno eccezionale di metà mattina o pomeriggio, dopo un aperitivo, dopo il caffè, ed anche dopo un pranzo leggero, estivo magari, con il quale si associa benissimo. Il taglio ribbon si presta ad una facile carica, ed emana, ad apertura di tin i classici odori dei virginia, con una nota di dolcezza particolare, che lo rendono subito una sirena per Ulisse, e spingono a caricarlo immediatamente. Non ho notato particolari differenza cambiandogli pipa, era buono in tutte, con una evoluzione in tutte le sfaccettature dei virginia, che non si perdono anche se fumato troppo veementemente e quindi scaldato. Non perde mai i suoi aromi migliori, neanche nell’ultima parte di fornello, portandomi a riaccenderlo davvero fino a completo esaurimento del tabacco nel fornello, e per chi legge le mie recensioni sa che non è per me consueto, tendendo a non fumare gli ultimi puff proprio per via del cambio sigarettoso di sapore di molti tabacchi.  Insomma per i nostalgici di un grande tabacco Gawith come il Sam’s Flake, per chi cerca un virginia eccezionale ma arricchito dalla speziatura degli orientali, per chi vuole un tuttogiorno affidabile, ma capace di soddisfare anche post pranzo o cena, questo è un porto più che sicuro di cui credo non farò più a meno.

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Red Ambrosia
(Mac Baren)

Miscela: Virginia, Burley, Cavendish

Aromatizzazione: Ciliegia, Rum

Taglio: Ribbon

Forza: 1.5/5

Confezione: Tin o Busta50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 6

Red Ambrosia, gia noto come Cherry Ambrosia prima delle normative europee dell’anti-fumo per le quali è vietato chiamare i tabacchi con nomi di alimenti. In primis diciamo che non lascia particolari dubbi sulla sua marcata aromatizzazione ed a quale gusto. Virginia, Burley e Cavendish, quest’ultimo aromatizzato appunto alla ciliegia e dichiarato anche Rum. La nota alcolica sinceramente non l’ho proprio sentita, mentre quella di frutta rossa matura, direi che la sentirebbe anche uno senza il naso. In effetti va detto che una volta acceso, il sentore c’è, è persistente, ma non è ne chimico ne esagerato. Non siamo davanti al Sunday fantasy per capirsi, e già che siamo in temi di confronto forse ci si avvicina piu all’Amphora Black Cavendish, ma a memoria, in quest’ultimo la spinta fruttata è piu intensa. Se proprio gli devo trovare un comparatore, ma con le dovute distanze, direi che il B.C. Cavendish o il Celtic Talisman entrambi di Gawith sono decisamente la sua evoluzione in qualità, ma rispetto ai quali mi ritrovo circa i sapori primari. Interessante devo dire il burley, che con qualche piacevole sentore mandorlato viene fuori soprattutto nella seconda metà fumata, quando la nota aromatizzata cala leggermente di intensità. Devo dare merito a questo tabacco che non perde mai gli aromi, e non scade mai in sigarettoso od altri sapori meno piacevoli, sempre a patto di non fumarlo con troppa veemenza, e cmq mettendo in conto che è un tabacco abbastanza irritante per la bocca. Se fumato come unica scelta, 2 o più volte al giorno, la sera il vostro palato ne risentirà notevolmente. Venduto certamente in Germania, anche in versione da busta, ha un tasso nicotinico lieve che lo rende apprezzabile soprattutto in estate. Se vi sono piaciuti i tabacchi citati nei confronti, prendetelo, se al contrario non li avete amati, inutile buttare i vostri soldi qui!

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Red Lion
(Rattray’s)

Miscela: Virginia, Orientali/Turchi, Latakia, Black Cavendish

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 7

Altro tabacco a marchio Rattray’s e quindi di produzione Kohlhase&Kopp, facente parte della British Collection. Su questo blog e sul canale youtube trovate alla data di oggi (Giugno 2023) tutti i tabacchi della stella collezione venduti in Italia ed entro breve anche quelli non importati da noi e come per tutti i tabacchi della British Collection, ho cercato delle attinenze tra il nome e qualcosa che fosse legato all’Inghilterra, in questo direi che è piuttosto plausibile che questo Red Lion richiami il famoso pub di Londra in zona Westminster dove è esposta la statua di Winston Churchill e dove pare si recasse anche il giovanissimo Charles Dickens. Superato quindi l’ostacolo della nozione storica e culturale, tuffiamoci però nell’esperienza vera e propria, ed innanzitutto possiamo dire che questo blend non è venduto in Italia, ma all’estero è commercializzato sia in confezione da 50 che da 100gr come di consuetudine Rattray’s. E’ una Modern English istituzionale, ossia una base di miscela inglese con aggiunta di black cavendish, ma a guardarlo, i suoi colori sono più preminenti verso il chiaro, confermando la presenza di virginia biondi, mescolati ad una quota di Latakia e Black Cavendish che non sembra essere preminente neanche all’olfatto; ed a completare il tutto orientali che il blender dichiara essere greci. In accensione, e superato il tema fumabilità ed umidità, sempre egregi con Rattrays, il tabacco si rivela per quello che prometteva di essere anche alla prova olfattiva e visiva, ossia una delicata miscela affumicata, estremamente piacevole, decisamente tuttogiorno anche per una carica nicotinica non impegnativa, e con un black cavendish che solo un minimo intercede nella dolcezza generale della mixture, ma senza risultare mai noiosa ne mai stucchevole. Mi ha ricordato molto l’early morning di Peterson, con un tocco forse in piu di dolcezza, ed un latakia un pizzico piu delicato, ma siamo li, anche come evoluzione piuttosto limitata e piacevolezza dei sapori sino all’ultimo puff. In effetti il suo principale competitro in casa, anche se fuori dalla collection British è il Red Rapparee che ho valutato 7.5 e confermo essere leggermente meglio, sicuramente in termini di sapidità dei sapori e di evoluzione leggermente più impegnativa. E’ decisamente un’altra inglese che definirei estiva, di quelle per chi non rinuncia ai sapori latakiosi anche nei mesi piu caldi come me, ma magari cerca qualcosa di leggermente stemperato in termini di picchi di sapore. Buon tabacco in generale, non saprei se da andare a ricercare appositamente all’estero, certamente ha dei competitor più che validi anche in Italia, ma se capitasse, e le note che vi ho descritto sono quelle che vi potrebbero convincere, è decisamente da provare.

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Tabacco’s Reviews

Red Rapparee
(Rattray’s)

Miscela: Virginia, Orientali/Turchi, Latakia, Black Cavendish

Taglio: Ribbon

Forza: Leggero

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 19,5 Euro

Room note: Tollerabile

VOTE: 7.5

Conquistato! Questa è la parola con cui definirei l’effetto di questo tabacco su di me. Il Red Rapparee di Rattray’s è stata una piacevolissima scoperta, una modern leggera, aromatica, piacevole, un tuttogiorno ma capace di adattarsi bene ad un post pranzo o cena così come ad un aperitivo. Affumicata ma non troppo, latakia di alta qualità, ben assorbito nei suoi sapori più forti dagli orientali e dal black cavendish, che non lo rende dolce, ma solo più speziato ed aromatico, con una nota di frutta matura, e funge da collante perfetto per unire tutti i tabacchi del blend. Splendida la torbatura, all’olfatto in verità il latakia sembrerebbe molto più marcato, in fumata invece diventa più terroso, più incensato, e va a fare da sfondo, ma uno sfondo caratterizzante, che non si perde ma lascia la parte avanzata del palcoscenico agli altri tabacchi del blend, permettendogli di impreziosirlo come merita. Non è a mio dire una miscela complicata o da meditazione, l’evoluzione sta più in un latakia che è più o meno presente ai suoi “compari” di mixture, ma la fumata scorre regolare sino all’ultimo puff senza salti di sapori o variazioni troppo marcate o repentine. Questo in verità potrebbe anche essere la sua nota negativa, se devo trovargliene una per forza, in pratica se vi piace, vi farà impazzire, ma se non vi convince, non riuscirà a farlo, perché rimane estremamente regolare in tutte le pipe, in tutte le fumate ed anche con un tabacco più o meno umido. Il taglio ribbon, di casa Rattray’s lo rende facilissimo da caricare, l’umidità è perfetta, ed il tasso nicotinico assolutamente contenuto, direi una forza leggera, 1 massimo due punti su una scala di cinque. Rispetto ai suoi più stretti cugini, ossia il 7reserve ed il black mallory, si posiziona probabilmente al gradino più basso in termini di spinta e forza nicotinica, ma non è un difetto, anzi tutt’altro, per me il migliore del trio, perché riesce a ritagliarsi lo spazio di un tabacco assolutamente caratteristico, che si ricorda, e che difficilmente viene confuso con altri simili. Le sue note sono uniche, e se vi piacerà, anche complice il buon prezzo dei tabacchi di questa marca, potrebbe diventare un alleato fedele e duraturo nel tempo.

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Tabacco’s Reviews

Red Virginia
(Robert McConnell)

Miscela: Virginia, Perique, Aromatizzato al Cioccolato

Taglio: Ribbon

Forza: Medio

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 23 Euro

Room note: Medio-tollerabile

VOTE: 7

Questo tabacco è una bella furbata by McConnell, una furbata si, perché se parti da un blend ben voluto dai consumatori e lo modifichi talmente poco da renderlo una variante non variante, ecco che hai un altro tabacco in commercio dal sicuro successo. Mi spiego meglio, McConnell è per me un marchio di estrema caratura, raramente sono stato deluso, mai sulla qualità, magari sul gusto, ma quello è personale e potrebbe non far testo. Chi conosce un pò i tabacchi di questo marchio in commercio, escludendo la serie Heritage, sa che c’è una vera eccellenza nello scottish cake, e tre ottime scelte nello scottish blend, l’oriental e nello scottish flake (tutti recensiti su questo blog, andateli a vedere). Ecco, non scomodiamo il primo, lo scottish cake è qualcosa di superbo, un vero e proprio king e come tale va trattato, non prendiamo in causa i secondi, lo scottish blend e l’oriental sono mixture affumicate e quindi siamo in un altro campo di gioco, ma lo scottish flake si però, e da qui la furbata di McConnell. Togli il kentuky, che comunque incideva poco, tieni degli splendidi virginia dolci, aromatici, e aggiungi quel pizzico di perique che si fa strada in fumata quando meno te lo aspetti, ed hai ottenuto un sicuro successo. L’aromatizzazione al cioccolato non la cito di proposito, si sente chiaramente all’olfatto, ma in fumata si traduce in nulla più che una addolcitura dei virginia. Forse sbaglierò io, ma mi ha fortemente ricordato il suo parente stretto scottish flake, è praticamente uguale nel suo essere saporito, è praticamente uguale nella dolcezza dei virginia, qui la variante di sapori è portata appunto dal perique, mai intenso, ma capace di subentrare e creare una variazione magari solo per qualche puff per poi sparire di nuovo e tornare chissà quando. Riempie la bocca, è cremoso, è gustoso, lasciato passare per il naso, lascia un sentore di nocciolato, ed anche a fine fumata la sensazione che vi lascerà sarà del tutto piacevole. Stranamente per come mi ha abituato McConnell, il tabacco è particolarmente umido, non qualcosa di infumabile sin da subito attenzione, ma con un occhio a non pressare troppo in pipa per non rovinare la fumata con eccesso di acqueruggiola. Sarei curioso di sapere se la somiglianza che ho trovato io torna anche a qualche altro fumatore, però ora a parte tutto, che sia simile o no, questo è un tabacco da provare, potrebbe anche colpirvi a sufficienza per diventare una presenza fissa in scorta ed alla fin fine conferma ancora una volta l’offerta di un brand che adoro totalmente.

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Tabacco’s Reviews

Regent Street
(Robert McConnell- Heritage Collection)

Miscela: Virginia, Perique

Taglio: Ribbon

Forza: medio-pieno

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 22 Euro

Room note: Medio

VOTE: 6.5

Nel più o meno ampio parco di blend Virginia-Perique che possiamo reperire in Italia, non si può non annoverare questa rivisitazione di Robert McConnell, in edizione Heritage, e riproposizione dell’Elizabethan Mixture di Dunhill. Ci Serviva? Ne valeva la pena? Chi vi scrive non ha mai provato l’originale e quindi non può farne un confronto, ma a leggere sul web, pare che in tutta la linea Heritage, nessun tabacco abbia la piena approvazione dei fumatori di lungo corso. Veniamo però ai giorni nostri ed a chi, come me, può gustare soltanto l’attuale versione e proviamo quindi ad analizzarla senza condizionamenti storici. I tabacchi RM devo dire la verità, raramente mi hanno deluso, hanno sempre un loro perché, bruciano divinamente in pipa e non danno mai particolari problemi, questo nello specifico non fa eccezione. La carica nicotinica è piena, non è decisamente un tabacco tutto giorno, a meno che non siate tabagisti accaniti e sopportiate bene i tabacchi full. Virginia all’olfatto piuttosto dolci, con le classiche note di erba tagliata, fieno e pomodorini, il perique invece non è cosi presente nell’aroma, o certamente non tanto quanto in fumata. In fumata appunto, la spinta del piccante e del pepato c’è, non ai livelli di un Bayou Morning, ma nemmeno di quelli quasi inesistente del Black Parrot, della stessa casa, anche se di una linea differente. Diciamo che qui ci si posiziona a metà strada, forse il St. James di Samuel Gawith può essere un buon riferimento, ma attenzione, questo solo se parliamo dei perique, perché se il tabacco di casa Gawith si caratterizza per dei virginia molto più dolci, qui la nota è più forte, tostata, amara alle volte. Sinceramente, considerato il mercato dei tabacchi ed i nuovi prezzari, questo blend mi sentirei si suggerirlo, almeno una volta va provato, certo fino a qualche tempo fa, con un St.James a 23 euro, no, non ci sarebbe stato paragone a dire il vero, lo stesso varrebbe se potete accedere a tabacchi similari fuori Italia ed a prezzi migliori, allora scivola in una mediocrita, più o meno discreta, che non fa mai gridare al miracolo, che non si lascia ricordare per qualcosa in particolare e che, almeno nel mio caso, non ha nulla di realmente interessante per farmi dire: lo ricomprerò. Migliore in fornelli ampi che fanno respirare bene i tabacchi del blend, ed evoluzione non eccezionalissima, se non per un piccante che va e viene, a far sa sfondo a dei virginia pressoché simili in tutta la fumata.

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River Thames

(Robert McConnell- Heritage Collection)

Miscela: Virgina, Perique

Aromatizzazione: no

Taglio: Curly cut

Forza: 2.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: non disponibile

VOTE: 7.5

Ancora un tabacco della serie Heritage di McConnell, ed ancora una volta uno di quelli aihme non importati in Italia, riproposizione di un tabacco già della stessa casa. Virginia-Perique in taglio curly cut, che personalmente apprezzo molto perché li trovo ancor più comodi e funzionali dei classici flake. Se poi come in questo caso l’umidità è perfetta per garantire allo stesso tempo una bruciatura lenta e costante ed anche una accensione facile, ci sono ottimi presupposti di partenza. A sentire gli odori di queste rotelle di tabacco, c’è sicuramente il sentore classico del virginia, ma, e questo rispecchia anche le sensazioni in fumata, nelle sue sfaccettature più rustiche, quelle più rudi. Alla vista sembrerebbe esserci un apporto di perique sostanzioso, il chiaro scuro è evidente, e probabilmente anche quelle note di odori sono ascrivibili ad un perique dosato in maniera generosa. Queste sensazioni però svaniscono in fumata, perché lo stesso perique che alla vista sembrava abbondante, si rivela in verità abbastanza latente. Davvero rara la piccantezza ed ancor di più la peposità, in rari e brevi tratti troverete queste note, che forse riescono ad incidere solo nel rafforzare i sapori più caratteristici di questo tabacco, che come detto hanno tendenza verso aromi più netti e rustici. Parliamo insomma di un bel virginia pieno, dimenticatevi quindi sapori simili golden glow per capirsi. Mi ha ricordato in parte il 5 years matured virginia, sempre di casa Mcconnell, probabilmente con meno evoluzione, ma con una intensità dei sapori anche piu netta. Chiarissime le note di liquerizia, che a tratti è davvero preminente, e si scambia il ruolo con quelli di frutta matura, secca e di cioccolato fondente. Su questi tre sentori primari si evolve la fumata sino a conclusione senza perdere mai tono e senza virare mai in senso negativo nella palette di aromi che sprigiona. Nicotinicamente inferiore al suo compare appena citato, ma pur sempre un tabacco di buon corpo, la giusta via di mezzo tra un naturale troppo leggero ed uno stordente, per i miei gusti quanto basta a renderlo adatto anche ad essere fumato tutto il giorno, ma certamente trovando i suoi momenti migliori nel dopo pasto, o accompagnato da un buon alcolico ammazzacaffe. Ancora una buona prova di Mcconnell che conferma i suoi standard di alta fascia, e che di delusioni me ne ha date ben poche. Non posso dire che sia un blend di cui avremmo sentito la necessità in Italia, con il 5Years direi che McConnell ha garantito soddisfazione agli amanti dei virginia tosti e diretti e questo avrebbe rischiato di essere di troppo.

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Tabacco’s Reviews

Royal Twist

(Mac Baren)

Miscela: Virgina, Kentucky, Perique

Aromatizzazione: no

Taglio: Roll Cake

Forza: 1.5/5

Confezione: tin 100gr

Costo Italia: 59 Euro (Nov 2024)

VOTE: 6.5

Proprio in concomitanza con la notizia dell’acquisizione di Mac Baren da parte di Scandinavian Tobacco Group (Novembre 2024), arriva anche sul nostro mercato italiano, una nuova ed interessante miscela dell’azienda danese. Fa discutere sicuramente il confezionamento in tin da 100gr e solo da 100gr, ovviamente al prezzo, ormai inutile dirlo, di 59 euro. Tralasciamo l’ansia da acquisto al buio di 100 gr di tabacco a queste cifre, con la sola speranza che non sia deludente, trovo fortunatamente un amico per dividere a metà la tin e quindi il costo totale. Mi faccio di conseguenza convincere all’acquisto, anche a dire il vero motivato dai commenti per lo più positivi su questa miscela, in particolare a chi lo paragonava ad uno dei migliori tabacchi presenti sul nostro mercato e non solo (per me ovviamente), ossia lo scottish cake di Mcconnell. Stessa composizione con Virginia, Kentucky e Perique ma taglio a rondelle di tabacco, in verità piuttosto scomposte, il che lo rende forse piu un broken flake. Gli odori sono tuttavia piacevoli, con un virginia preminente ed un’umidità che parrebbe adeguata. Acceso in pipa, in diverse pipe ed in svariate fumate il risultato però non è cambiato, deludente. Non cattivo attenzione! Deludente, in primis forse perché accendi questo tabacco sperando di ritrovare l’eccellenza del suo “concorrente” McConnell e sinceramente non ci siamo neanche vicini. Ma deludente anche perché in questo blend posso sottolineare solo una nota positiva, che precisamente ho trovato nel perique. E’ un perique che al contrario dello scottish cake, è bella pieno e presente, con un piacevolissimo pizzicore che accompagna la fumata dall’inizio alla fine. Peccato che tolto questo rimango solo note più amare ed in particolare, una fumabilità rivedibile, che costringe a notevoli riaccensioni in particolare nella seconda metà fumata, soprattutto se caricato a broken flake, senza una ulteriore raffinatura del tabacco. E poi i sapori, non cattivi torno a dire, ma molto più basici dello Scottish. Virginia senza infamia e senza lode e kentucky che sinceramente manca abbastanza all’appello, per di più con un lento ma inesorabile degradare dei sapori man mano che si procede nella fumata. Se poi tornate a ricordare quanto lo avete pagato, direi che anche l’unica nota di positività sfuma via veloce e rende il Royal Twist una miscela anonima, lontana dal poter essere inserita in tabacchi di prima fascia, e che forse venduto in busta a 15-18 euro avrebbe avuto un senso. Come diremmo a Roma, “allo Scottish gli può spicciare casa” ossia allo scottish gli può pulire/riassettare casa, ed io con questa affermazione concodo senza se e senza mah!

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Tabacco’s Reviews

Royalty

(Davidoff)

Miscela: Virgina, Latakia, Orientali/Turchi

Aromatizzazione: Burro (Butter)

Taglio: Riboon

Forza: 2.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: non disponibile

Room note: Tollerabile

VOTE: 7.5

Un tabacco la cui traduzione significa “Regalità” è già di per se tutto un programma, se ci si aggiunge la buona considerazione che ho verso i Davidoff, prodotti dalla Orlik Tobacco, questo Royalty mi ha incuriosito da subito, neanche tanto per il suo essere una affumicata classica, una English da manuale almeno a leggerne la composizione base, ma soprattutto per via di quella aromatizzazione dichiarata al burro che non mi era mai capitato di trovare prima. Cosa è cattivo con il burro? o fritto? o alla brace?, niente! Ed allora cosa poteva andare storto? La mia aspettativa, benché nella mixture non c’è cavendish o black cavendish, era per una inglese tendenzialmente dolce o dolciastra, in cui però un sentore come quello del burro non si sarebbe mai sentito. Invece signori miei, è stata una vera rivelazione, innanzitutto perché non è affatto una EM zuccherosa, anzi, è tosta, corposa, anche nicotinicamente parlando, piena, con un latakia ben presente ed una affumicatura chiara e netta, eppure tra un puff e l’altro, ecco li quel chiaro sentore di burro, eccezionale, netto, piacevolissimo e poi cavolo se si sposa egregiamente nel contrasto di sapori! Il sentore si percepisce più netto soprattutto con la parte interna del palato, più che con il retronasale, e in boccate intense che inondano la bocca. A dire il vero è un sapore che non è mai mancato nei primi giorni dall’apertura della tin, e che poi via via è andato sempre più a sbiadirsi, a perdersi, le ultime cariche dopo una settimana circa dall’apertura, avevano ormai del tutto perso quello specifico aroma, a testimonianza di una aromatizzazione davvero lieve, bilanciata, per nulla stucchevole, che non inficia sui sapori di una inglese, perché questo tabacco vuole prima di tutto essere questo, una buona inglese. Non chiamatela quindi assolutamente una aromatizzata, la catalogherei decisamente tra le affumicate, il sentore è un plus, una roma che va e viene, ma gli dona quel tocco di unicità davvero caratterizzante. Benché comunque si sia perso il sapore vero e proprio, non si perde mai la cremosità di questa miscela, che rimane bella piena, già nel fumo che genera, carico, ricco, riempitivo, tanto da renderlo un tabacco che è certamente meglio fumare all’aperto. Per il resto che dire una buona English, per chi ama le EM non dolci, con una base di latakia chiaro, anche con un corpo nicotinico, come scritto in precedenza, piuttosto marcato, è un tabacco che non sono mai riuscito a fumare in sequenza, senza una pausa di almeno una mezz’oretta tra una carica e l’altra. Al tatto sembra piuttosto umido, in verità in pipa brucia velocemente, forse anche troppo, e strano a dirsi per me, non si perde particolarmente nei sapori anche in fornelli più capienti, mantenendo quasi inalterati tutti i suoi aromi. Decisamente da provare, per alcuni aspetti è davvero una miscela unica, che sino ad ora non avevo mai provato prima.

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Tabacco’s Reviews

Saint Claude
(Mac Baren)

Miscela: Virgina, Kentucky

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 1.5/5

Confezione: busta50gr

Costo Italia: non disponibile

VOTE: 6.5

Regalo di una amico di pipa, questo saint claude, prodotto da Mac Baren ma a marchio Imperial Tobacco Group si pone come il parente più stretto nel più noto Scaferlati Caporal. Parliamo di un tabacco mediterraneo, se con questo nome associamo i tabacchi grezzi tipici di Italia (Comune e Forte), Francese (Scaferlati) e Belga (Semois). Secco come la sabbia del deserto, questo ribbon nella bruciabilità rischia di finire in una fiammata, se poi come me vi avventate ad accenderlo magari in spiaggia, sotto brezza marina, davvero la sua durata sarà impercettibile. Consigliabile quindi in un fornello capiente e ben pressato, perche tanto problemi di umidità non ve li darà mai, eccolo che così si lascia godere nella sua condizione migliore. Umidificare un tabacco di questa tipologia non è mai una buona idea, tendenzialmente si fa peggio, quindi lasciatelo cosi com’è. Virginia e Kentucky grezzi, diretti, basici, ma proprio per questo sicuramente graditi a tanti. E’ quanto di più vicino allo Scaferlati che possiate trovare, con la sola differenza nel suo corpo nicotinico, in questo caso il carico è molto piu leggero del suo parente francese, una mixture approcciabile in qualunque momento della giornata, anche a stomaco vuoto, senza nessun rischio di vertigini e senso di nausea. I suoi sapori però ben si associano anche ad un dopo pasto abbondante, ad una serata invernale od a tutte quelle situazioni decisamente non estive! Venduto certamente in Francia, Germania e suppongo anche Spagna, consiglierei di prenderlo a tutti gli amanti dei tabacchi citati sopra, se poi apprezzate lo Scaferlati, ma magari lo accusate un pizzico in termini di nicotina, fatene scorta perche questo fa decisamente al caso vostro. 

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Salty Dog
(DAN Tobacco)

Miscela: Virgina, Perique

Aromatizzazione: Rum

Taglio: Plug

Forza: 4/5

Confezione: busta50gr

Costo Italia: non disponibile

Room note: Tollerabile

VOTE: 7.5

La storia di questo tabacco è interessante almeno quanto i suoi sapori, sapori piuttosto graditi considerata la sua ampia diffusione in Germania, mentre da noi aihme non è importato. Salty Dog, i cani salati, cosi venivano chiamati i marinari inglesi che veleggiavano per il mondo sulle flotte del Regno Unito e che si assicuravano per le settimane ed i mesi che avrebbero trascorso in alto mare, di avere con loro una scorta adeguata di buon Virginia, umido a sufficienza per bruciare in pipa, ma al contempo melassoso per poterlo anche mordere ed utilizzarlo come tabacco da mastico nelle giornate con un particolare maltempo. La storia racconta che quel sentore di Rum, il plug di Virginia e Perique lo avesse casualmente “guadagnato” perché i blocchetti di tabacco venivano conservati appunto nelle botti esaurite di questo liquore, e rimanendoci anche a lungo, avessero acquisito quei piacevoli sentori di alcolico e di dolce che lo rendevano la miscela che oggi arriva a noi. Virginia e Perique dunque, arricchiti da rum caraibico e stagionati in pressa. Bella la grafica della confezione, sembra un vecchio disegno piratesco che rappresenta due marinai per l’appunto intenti a fumare la pipa. Scuro, quasi nero, il tabacco ha un piacevolissimo odore, con una nota alcolica ben marcata a completare gli odori di un buon virginia. L’umidità del plug, davvero elevata a dire il vero, lascerebbe ipotizzare un tabacco praticamente ignifugo invece, tagliato e sbriciolato in mano e poi della carica in pipa, sicuramente richiede una accortezza in più in fase di accensione, ma una volta partito ha una ottima bruciabilità e difficilmente si spegne, a parte per l’ultimo quarto, che spesso può essere talmente umido da risultare davvero difficile da riaccendere. Poco male, perche l’umidità del tabacco ne garantisce una lenta combustione, e anche se fumato in maniera sostenuta ed in fornelli piccoli, garantisce una lunga esperienza di fumo. Fornelli piccoli sono quelli che decisamente consiglio, non tanto per la salvaguardia degli aromi, ma perché la carica nicotinitica di questo tabacco è notevole, un netto quattro punti su cinque, a sancire una miscela ingannevole, che ti ammalia con la sua dolcezza, ma che se fumata in maniera disattenta può arrivare facilmente a stroncarti! Attenzione però a considerarla dolce, qui siamo sulla giusta linea di confine, anche perché il famoso sentore di rum, come detto abbastanza evidente all’olfatto, svanisce quasi del tutto una volta acceso in pipa, e solo a tratti arricchisce di sapori dolci ed alcolici, che in verità non si lasciano ricordare per la loro evoluzione, ma sono sempre ben marcati, piacevoli, ricchi e corposi. Mi ha ricordato enormemente il 1792 di Gawith, anche se con le dovute distanze, le evoluzioni del tabacco inglese sono decisamente maggiori ed il sentore dolce è dato dalle note fiorate tipiche della serie Kendal, però diciamo che questo Salty Dog, potrebbe esserne un degno erede per il nostro mercato, posizionandosi tra i tabacchi dal corpo pesante, ma dai sapori gradevoli e sembra strano a dirsi delicati. Mi è mancato forse solo il perique, che sarà davvero un pizzico in questa miscela e non influisce granché se non forse sulla sapidità dell’insieme. Tabacco da provare se siete amanti della “roba tosta”, certamente non un tuttogiorno da fumare con il the di metà mattinata. Se vi trovate in Germania e siete dei nostalgici del 1792, provatelo, forse avete trovato quello che fa per voi!

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Sam’s Flake
(Samuel Gawith – Kendal Collection)

Miscela: Virgina, Orientali, Aromatizzati alla Fava di Tonca

Taglio: Flake

Forza: Leggero

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 30 Euro

Room note: Tollerabile

VOTE: 7.5

Ecco un altro tabacco della serie Kendal di Samuel Gawith, serie che ho avuto la fortuna di provare quasi in toto con pochissime delusioni, ma del resto con la più nota delle case inglesi di tabacco questo è un rischio che si corre davvero poco. Cominciamo a sfatare ogni mito sulla nota aromatizzazione floreale dei Kendal ed in particolare di questa famigeratissima fava di tonca. Precisiamo subito che non siamo assolutamente di fronte ad un aromatizzato, anche perché lo scopo di questo seme di origine amazzonica, prevalentemente utilizzato in cucina, è esclusivamente quello di addolcire, non ha un sapore chiaro, ma rende gli splendidi Virginia di Gawith ancor più dolci di quanto non sono naturalmente. Attenzione però a considerarlo smielato, dolciastro, un panettone insomma, non lo è affatto, per capirsi il tabacco che mi sento più facilmente di paragonarci come sensazioni al palato è il buonissimo e naturalmente dolcissimo Bright CR Flake del cugino Gawith Hoggarth. Le sensazioni in termini di dolcezza del virginia sono state davvero similari, e per i miei gusti ottime, ma con il tocco in più di questo blend che aggiunge una insaporitura data dagli orientali capaci di innescare quel qualcosa in più. Si, perché la funzione degli orientali, turchi per la precisione, è proprio questa, danno sapidità ai virginia, li rendono se possibile ancor più profumati, ma in fumata non li sentirete mai cosi tanto da renderne chiara la loro presenza, tanto che se non lo si sapesse dalla lettura dei tabacchi che compongono il blend, sarebbe proprio da palati esperti carpire l’origine di quella leggerissima speziatura, sapidità e sapore che di tanto in tanto modifica, in meglio a mio pensare, i classici sentori dei virginia in purezza. Evoluzione particolare per questo Sam’s Flake, non un sali scendi, ma una curva costante, che partendo dal primo puff da una dolcezza eccezionale e gradevolissima, man mano nel corso della fumata perde gradualmente la dolcezza e lascia invece più spazio ai sapori più netti, più ruvidi in qualche modo dei Virginia presenti, ma con enorme maestria del master blender e sicuramente anche grazie alla qualità eccezionale dei tabacchi utilizzati, continua ad essere piacevole fino a fondo fornello, senza mai virare nel sigarettoso, acidulo, ed in generale in tutte le evoluzioni negative e non più cosi piacevoli. Sull’umidita dei flake che dire, è un Samuel Gawith, quindi fettoni spessi, ed umidità particolarmente spinta, che obbliga a far respirare il flake intero almeno un 30 minuti, riducibili ad una ventina se sbriciolati a ribbon. Sinceramente a parte la durata, non ho notato particolari variazioni nel fumarlo a fetta intera o sbriciolato, e quindi per comodità, da metà tin in poi, dopo varie prove, l’ho sempre sbriciolato tra le mani, rendendo cosi la combustione decisamente più semplice. Nicotinicamente leggero, l’ho fumato tutto il giorno, durante la mattina ed il pomeriggio e non ho mai accusato alcun effetto nicotinico, quindi si può affrontare in tal senso in assoluta leggerezza. Mi mancherà questo Sam’s Flake, forse tra i virginia di Gawith uno di quelli che mi ha convinto di più, e seppur i puristi non apprezzeranno il confronto, l’ho trovato tra i virginia della stessa casa, uno dei migliori assieme al Golden Glow ed al Bright CR Flake già citato. Se avete modo di trovarlo, vi piacciono i virginia in purezza, avete magari provato il Bright e vi è piaciuto parecchio, fidatevi e non fatevelo assolutamente scappare, vale ogni euro che costa.

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Serenata
(Brebbia)

Miscela: Virginia, Latakia, Burley

Taglio: Ribbon

Forza: Leggero

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 20 Euro

Room note: Medio-Piacevole

VOTE: 6.5

Delle quattro miscele affumicate di Brebbia, mi mancava solo il Serenata, e per dirla tutta e subito, ne avrei potuto fare decisamente a meno. Come spesso accade attenzione, non è affatto una miscela cattiva, il burley sostituisce gli orientali come tabacco riempitivo e di unione tra i virginia ed il latakia, forse offre anche qualche spunto di particolarità rispetto ad una classica EM, o meglio, credo questa fosse l’intenzione teorica, perché nella pratica ho faticato a trovarne il senso.Nello specifico il Latakia viene ancora una volta dichiarato siriano, come San Tommaso ritenendo piuttosto improbabile questa origine, a menoché Brebbia, non abbia talmente tante scorte di latakia siriano da non finirle ormai da anni, e cercando dunque informazioni aggiuntive, sembrerebbe che sulle ultimissime tin questa dicitura sia stata tolta, la mia però ancora la riporta. Il buon Alfonso Maria Masciocchi, sul suo canale Smoking Island, paragonandolo allo Squadron Leader, dice che non c’è gara, a favore del Brebbia, e questo mi trova in totale disaccordo, credo che quando l’ha detto un “blender di Gawith sia morto”, ma è il bello della pipa, ed i gusti vanno rispettati tutti e sempre. Dice altresì che il latakia è di certo siriano, e la cosa mi lascia abbastanza di stucco, ma avrà sicuramente le sue fonti e non ho titolo per confutarlo, per me però non è cosi, ma vi invito a recuperar eil video per farvi una vostra idea. Moreno invece è più contenuto, si sa non è un degustatore che solitamente si spinge in critiche troppo forti, ma sicuramente si avvicina di più alle mie sensazioni, sensazioni di mediocrità, di un buon tabacco non eccellente, di una mixture saporita alla fin fine, ma che non regala nulla di particolare per essere ricordata. Il burley come già detto incide poco e niente, il compito è meramente di unione degli altri tabacchi, il latakia è protagonista assoluto e nei sapori e negli aromi la fa da padrone, questo potrebbe strizzare l’occhio alla teoria del Masciocchi, peccato però che questa concentrazione di sapori ed aromi concentra tutte le sue forze solo sulla prima metà fumata, la tendenza infatti è quella di spegnersi man mano, di appiattirsi, e di perdere grand parte della palettè aromatica dei primi minuti sino ad esaurirsi in un qualcosa, non di spiacevole, ma di assolutamente non rilevante. Nicotinicamente medio-leggero, non dico sia un tuttogiorno, ma la nicotina arriva alla lunga, in fumate che superino almeno i 35-40 minuti, prima non ne ho mai avvertito traccia alcuna. Come di consueto per l’umidità invece, è perfetta, ed il tabacco è ready to go, sin dall’apertura. Meglio in fornelli un pò più contenuti, dove quella dispersione di sapori viene almeno in parte limitata, in un paio di pipe l’ho trovato più buono, ma signori, prima di scomodare i Gawith ce ne passa di acqua sotto i ponti. Certo che dopo l’eccellenza del Brebbia Latakia, la buona prova del Balkan, l’eccellente Anniversary, forse il mio preferito, il serenata non riesce per nulla a lasciare qualcosa di cui ricordarmi, e dei quattro, probabilmente è l’unico che non ricomprerò più.

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Scaferlati Caporal
(Mac Baren)

Miscela: Virginia, Kentuky, Paraguay

Taglio: Ribbon

Forza: Medio-pieno

Confezione: busta 40gr

Costo Italia: 6,80 Euro

Room note: intenso

VOTE: 7

Approcciarsi ad un tabacco in busta, lascia sempre qualche titubanza, ci si aspetta un calo drastico della qualità, una resa minore, una fumata meno soddisfacente. Per fortuna spesso non è cosi, e tra i tabacchi che si difendono egregiamente in questa categoria posso certamente annoverare anche questo. Partiamo con il dire che Scaferlati indica proprio il taglio di questo blend, un ribbon piu fine e spesso tagliato a foglia lunga. Il mix è interessante, un virginia-kentuky, con foglie chiare per il primo ed invece curate a fuoco per il secondo. In verità si aggiunge alla mixture anche un terzo, non comune tabacco, il paraguay, che dovrebbe aggiungere quel tocco “francese” alla miscela. Per tocco francese, ma qui vi parlo da chi si è informato leggendo, e non per grandi esperienze dirette, parrebbe intendersi una aromaticità molto erbacea, fienosa, che in effetti in fumata c’è. L’aggettivo che più mi verrebbe facile usare dopo aver provato questo tabacco è: genuino. Genuino anche come sinonimo di popolare, contadino, rustico, diretto, semplice, è questo lo Scaferlati Caporal, un tabacco sincero come direbbe Moreno nelle sue recensioni, quanto di più simile ad una miscela fatta in casa, mescolando un toscano con un buon virginia, ma ovviamente guadagnando in tutti quei passaggi e lavorazioni che a casa non abbiamo modo di fare. Certo non è il tabacco da meditazione, nè tantomeno da fumata di oltre un’ora, forse su queste durate potrebbe stancare, sempre a patto che, secco com’è, riusciate a farlo durare cosi tanto, in fornelli che non siano delle pentole. E’ un tabacco invece perfetto per ogni momento occasionale, frugale, informale della giornata, il tabacco che si può accendere al mare cosi come facendo un lavoretto in casa, il tabacco che accendi sapendo che guiderai per una mezz’oretta, il tabacco che accendi senza eccezionali pretese, ma sicuro che la resa sarà garantita e piacevole. Quest’ultimo punto devo sottolinearlo in maniera particolare, qualunque sia stata la pipa che ho utilizzato, il risultato non è mai stato differente, il tabacco ha risposto egregiamente, senza per altro bisogno di essere riumidificato, o trattato in qualche modo, tanto è vero che non lo ho nemmeno travasato, ma mi ha accompagnato per svariati giorni direttamente in busta, perché secco com’è risponde perfettamente e non ha bisogno d’altro. Sul Virginia certamente ha più peso il kentuky, in tutte le sue sfaccettature di legnoso, di stallatico, di torrefazione, spigoloso, rude, rustico, soprattutto da metà fumata, quando prende ancor di più il sopravvento sulla scena, virando quasi più a toscano che non ha mixture di virginia, per esaurirsi però senza mai diventare spiacevole. Nicotinicamente pieno, non è un tabacco da prendere sottogamba, non è una bomba di nicotina, ma si posiziona tra quelli che possono giocare brutti scherzi se fumati a stomaco vuoto. Che dire, per quello che costa è decisamente un tabacco da provare, in particolare certo per gli amanti dei naturali, dei tabacchi genuini, di quelli da accendere sempre e comunque, non vi aspettate un Gawith ovvio, ma occhio perché se vi conquista potrebbe divenire un fedele alleato di ogni giornata.

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Schurch 127
(Schurch Tobaccos)

Miscela: Virginia, Latakia, Orientali/Turchi

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: n.d.

Room note: Tollerabile

VOTE: 7.5

Della collezione delle affumicate Schurch, il 127 è certamente il più misterioso. Difficilissimo trovare informazioni in rete, incredibilmente manca anche da Tobacco’s Review, che tutto gli si può dire in termini di correttezza delle informazioni riportate, ma sulla quantità di tabacchi recensiti non credo abbia pari sul web e non solo. Consultatomi con l’amico Matteo Colombi, che degli Schurch è un appassionato, ho avuto la conferma della sua composizione, una Inglese classica, composta da Latakia, Virginia e Orientali/Turchi. L’odore a crudo è come di consueto per questa collezione eccezionale, ben affumicato, con un latakia centrale, ma allo stesso tempo incensato, profumato, speziato, insomma da far venire l’acquolina in bocca. Composizione tipica degli Schurch, un ribbon a taglio misto con foglie piccole e grandicelle, questo però rispetto al Sob ad esempio l’ho trovato con una fumabilità più lineare a con meno spegnimenti. Nicotinicamente siamo li, un due punti su cinque, non è assolutamente un tabacco di corpo, se per corpo intendiamo la pesantezza nicotinica e non i suoi sapori, che invece al contrario sono assolutamente pieni e più che piacevoli. Acceso in pipa denota subito la caratteristica che lo accompagnerà in tutte le fumate, ossia il suo essere una inglese fortemente orientata e spostata sul latakia, quest’ultimo sempre centrale, primario, alle volte forzatamente unico protagonista della scena, tanto da far pensare a tratti, ad una composizione senza orientali, con una esaltazione dei sapori più rudi del latakia. Questa sensazione però è altalenante, e benché la centralità del latakia rimanga sempre in piedi, ecco che qualche puff dopo, gli orientali rientrano, e tornano a donare una eccellente armonia alla miscela, a renderla più equilibrata, con le speziature e quell’incensatura tipica di queste miscele che fanno innamorare. Sarò sincero, il 127 non mi ha fatto impazzire di piacere, come ad esempio era accaduto per il Sob, ne mi ha colpito per unicità come il 128, alla fine della Tin lo giudico un ottimo, buonissimo tabacco, ma mentre per i due che ho appena citato ad esempio, in Italia in questo momento non trovo paragoni, il 127 è un tabacco del quale potrei fare a meno. Miscele inglesi spinte sul latakia ne abbiamo, magari mancheranno di quella specifica speziatura tipica degli Schurch, ma qui siamo nel pieno del gusto personale, quindi oggettivamente mi sento di affermare che un domani non lo riprenderei. Come si è capito è una scelta per amanti dei sapori più “grezzi” dei latakiosi, e per grezzi intendo nella loro nota positiva, ma pur sempre opposto a chi ad esempio ama le addolciture dei Cavendish o le armonizzazioni più costanti delle balcaniche. Sicuramente capace di soddisfare a pieno un ampio pubblico, ad oggi però manca di quel plus che lo rende davvero unico ed irrinunciabile.

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Schurch 128
(Schurch Tobaccos)

Miscela: Virginia, Latakia, Perique

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: n.d.

Room note: Tollerabile

VOTE: 8.5

Continuo la mia carrellata nel mondo di questi favolosi tabacchi tedeschi, e come chiaro dal voto direi, con enorme soddisfazione. Il 128, anche battezzato come Onyx, perche tutta la linea di Schurch ha un norme ufficiale, genericamente un numero, ed un secondo nome, il perché e percome non è dato a sapersi, almeno per me. Smarco subito il tema del taglio che è un consueto ribbon dalla buona fumabilità, qualche spegnimento nella seconda meta fumata ma nulla di troppo rilevante. Questa miscela mi incuriosiva molto, prima di tutto perché è parecchio gettonata sul web e molto apprezzata, si trovano video sul “tubo” ma spesso è anche una miscela fotografata e postata sui social pipaioli. In Effetti era una mixture molto curiosa perchè la sua composizione, al netto del consueto virginia, manca di un tabacco collante, un burley, un cavendish o black cavendish, degli orientali, insomma il classico tabacco che bilancia ed equilibra il blend ed evita che sapori troppo “rudi” prendano il sopravvento, soprattutto quando parli di Latakia e Perique che certamente nei sapori sono sempre soverchianti e caratteristici. E’ invece ad essere incredibile è proprio l’equilibrio, equilibrio che ne costituisce uno dei punti di forza anche se premetto subito, se valutassi a titolo prettamente di gusto per personale e soggettivo probabilmente non sarebbe la mia miscela ideale, ma volendo assolutamente rimanere nell’oggettività e nella sincerità, ad oggi è forse quella che consiglierei di più a chi si approcciasse al mondo Schurch. Si perché non solo a scapito di quanto si possa pensare rimane una mixture come detto equilibratissima, ma i suoi sapori si amalgamano tra loro in maniera eccellente, e riescono tutti ad esprimersi al meglio, tutti ovviamente tranne il Virginia che con due colossi come partner di miscela, ovviamente fungono da base, più che da protagonisti. Il latakia è ben affumicato, ma anche incensato, profumato, dolce a tratti, quella dolcezza tipica di questo brand, che fa davvero impazzire. Il perique invece è inusuale, qui più che spiccare per “peposità” e/o piccantezza, in verità lo fa nella sua nota amarognola, ma un buon amaro intendiamoci, nel senso positivo del termine, nel senso che interesserebbe ad un bevitore di Amaro Uniqum e non certo di Amaro del Capo giusto per intendersi. L’evoluzione è continua e lo scambio tra l’incensatura del latakia e le note più forti del perique, accompagna il fumatore dal primo all’ultimo puff. Miscela strepitosa per intensità di sapori, aromi, profumi e che non stanca mai. Certamente è anche una miscela che potrebbe non essere adattissima alla metà mattina o pomeriggio, ma non per la sua carica nicotinica, quella è come per tutti gli Schurch piuttosto contenuta, ma proprio per questa sua decisa caratterizzazione dei sapori, che la rende per me eccezionale accompagnando un buon Whisky di quelli scozzesi o irlandesi, magari alla fine di un buon pasto ricco. Che dire in conclusione, se amate i latakia intensi, potrebbe essere il vostro porto sicuro, se amate i toni più netti del Perique ed i sapori più “spigolosi” nel senso positivo del termine, potrebbe assolutamente divenire un tabacco da non rimanere mai senza.

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Schurch 129
(Schurch Tobaccos)

Miscela: Virginia, Latakia, Orientali/Turchi, Perique, Java Leaf

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: n.d.

Room note: Piacevole

VOTE: 9.5

129, Zaffiro, mammamia ragazzi miei, mammamia che tabacco, mammamia che ha fatto Schurch! Non sapevo davvero come meglio iniziare questa recensione se non con un elogio a tutto tondo a quella che diventa in assoluto una delle mie top three affumicate di sempre. Va detto in premessa che ad oggi della stessa linea ho fumato il Sob, il 127 ed il 128, ed appunto il 129 che al momento pongo in cima, sperando che nelle mixture che mi mancano ancora possa trovare qualcosa di ancora superiore, non ci credo molto, ma non si sa mai, del resto non è questo uno dei crucci di ogni buon fumatore di pipa? La costante ricerca di qualcosa di meglio? Vado veloce sui consueti aspetti generali del tabacco, essendo la linea degli Schurch molto similare, e chi ha letto le precedenti recensioni non troverà nulla di nuovo in tal senso, ed intendo: fumabilità: eccellente, migliore forse anche delle altre mixture della serie, non si spegne mai, ma non brucia velocemente, il bilanciamento in tal senso è perfetto. Umidità: giusta, caricabile da subito ed accensione veloce; nicotina: medio basso, non un tabacco rischioso anche se fumato a lungo o ripetutamente; ed infine colore: chiaro-scuri ben alternati tra loro. Superate queste info che vi dovevo, veniamo a lui, un vero e proprio tabacco Wow! Sin dall’olfatto promette di restituire grandi aromi, ed una volta acceso è una vera esplosione di sapori. L’affumicatura incensata è di grandissimo livello, le evoluzioni verso sentori di frutta secca ed in particolare quella di mandorla sono egregi e per nulla scontati in un blend affumicato, dove coprire gli aromi dei tabacchi più delicati è sempre piuttosto facile. Eccellente anche una punta di acidulo ed acetato, un qualcosa che mi ha ricordato il mio re incontrastato, ossia il Mississipi Mud di Cornel&Diehl. Insomma il 129 è una miscela che non so realmente come, riesce a mettere insieme tutte le doti di una eccellente English Mixture classica all’inglese, una incensatura dell’affumicazione pari solo alle English di provenienza americana, diciamo il Westminster? E diciamolo pure se lo merita. Inoltre aggiunge anche quella punta di dolce ed acetato che solo un Cavendish o Black Cavendish ben dosato e lavorato da mani esperte in una Modern English può fare, ed infine riuscire a far si che in tutto ciò che i sentori tipici dei virginia, ed in questo caso direi anche di questa particolare foglia di Java (tabacco di origine indonesiana, per l’appunto dall’isola di Giava caratterizzati da gusto leggero, aromatico, fruttato)  riescano ad avere i loro momenti, a mescolarsi con gli altri aromi, poi a sparire e tornare ancora, in una danza degna del Royal Ballet di Londra. Forse, se proprio nella ricerca della pignoleria più estrema dobbiamo trovare un difetto, che poi difetto non è, perché questa miscela non ha difetti, è il Perique che in effetti non ho mai avvertito in nessun suo sentore, che sia l’amarognolo, il piccante o il pepato, poco male, la miscela lavora talmente bene che se il perique incide in qualcosa tanto meglio ma non ne sentirete la mancanza. Tabacco strepitoso, eccezionale, unico, capace di un risultato che non avevo visto prima e di una gamma, vastità ed intensità di sapori che non credo abbia molti riferimenti al mondo. La cosa più complicata con questo tabacco è solo vederlo esaurirsi e sapere di non poterne facilmente avere una scorta a portata di mano, essendo venduto, come per tutti gli Schurch solo in Svizzera.

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Tabacco’s Reviews

Schurch 132
(Schurch Tobaccos)

Miscela: Virginia, Burley, Latakia, Perique, Cigar Leaf

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: n.d.

Room note: Tollerabile-Piacevole

VOTE: 9

Credo che nel fumare un tabacco della serie Schurch ognuno possa alla fine tirare le somme, ed al netto di una classifica assolutamente personale, di cosa sia piaciuto più e cosa meno, il comune denominatore sono convinto sarebbe lo stesso, ossia l’assoluta eccellenza. Ecco nella mia attuale e personale classifiche questo tabacco si posiziona verso il vertice, forse solo un pizzico sotto il 129 che mi ha fatto letteralmente impazzire di piacere, ma rimanendo una prova eccelsa nella serie. Snowflake, fiocco di neve, è il nome non numerico di questo blend, composto da Virginia, Burley, Latakia, Foglie di Sigaro probabilmente Java e Perique. Composizione, colori, nicotina, profumi ed umidità, da questo punto di vista nulla da dire più degli altri tabacchi della serie e vi rimando alle loro recensioni se no lo aveste già fatto, devo dire che Schurch è riuscita a tirar fuori una linea pressoché identica, fatto salvo in parte per gli aromi al naso, di tutti questi elementi. Appena acceso è una vera esplosione di sapore, ogni puff è un’esperienza che ci sballottola da  sapori di vinaccia legati ad un superlativo latakia cipriota, ad un retrogusto di mandorla e frutta secca, derivante dal Burley o dai Virginia. La foglia di sigaro dona equilibrio, amalgama il tutto, e dà anche un tocco di dolcezza, sopperendo egregiamente alla mancanza degli orientali, sono sapori tendenti al terroso, legnoso, vegetale, erbaceo, con un qualche note di caffè sullo sfondo, il risultato è eccezionale. Ma il vero ed indiscusso protagonista qui è il perique, stratosferico, pervade tutta la bocca, il palato, il retro palatale, dona sapidità e gusto. Più volte nei tabacchi della linea era dichiarato perique ma sinceramente questo era più un contorno, o alle volte un vero e proprio punto anonimo, in questo caso cambia tutto, non conosco le percentuali di dosaggio, ma credetemi si sente e tanto, tanto quanto l’ho sentito solo in campioni di perique quali il Bayou Morning per citarne uno “non” a caso. La miscela continua sempre ad evolvere, si contrae in qualche sapore nell’ultimo terzo di fornello, ma rimanere costantemente piacevole, gustoso, non scalda mai ed è buono in ogni fornello, come di consueto per le affumicate l’ho preferito in quelli medi tendenti al piccolo, che concentrano ancora di più i sapori, li esaltano e li rendono davvero qualcosa di fuori dal comune.

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Tabacco’s Reviews

Schurch 135
(Schurch Tobaccos)

Miscela: Virginia, Latakia, Burley, Cigar Leaf, Perique

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 7.5

Pensavo di aver provato tutta la collection degli Schurch, che trovate in formato scritto su questo blog, ed in video, anche con uno ricapitolativo sul canale Youtube, ed invece quando meno te lo aspetti, un amico si presenta con una fantomatica nuova miscela, presa rigorosamente da Monica Dubini, e numerata 135. Impossibile trovare qualunque accenno sul web, a quanto dice Monica si tratterebbe di una special edition, fatta ad edizione limitata che infatti non ha nemmeno la tin, anche se parlando di Schurch non è che cambi molto. Quanto leggerete quindi di seguito, o sentirete nel video, è totalmente derivato dalla mia percezione organolettica e quindi sia chiaro che non posso metterci la mano sul fuoco. Anche in continuità con la numerazione dal 130 in su, è una miscela, latakiosa all’olfatto ma che poi in fumata perde la sua preminenza, lasciandola invece alle note piu terrose ed erbacee a mio parere principalmente dovute o cigar leaf oppure a del burley. Direi quasi per certo ci sia anche del perique, perche oltre alla leggera piccantezza, in verità ci sono una serie di ritorni amarognoli, tipici di questo tabacco, e che per altro irrobustiscono, non nel corpo nicotinico, ma nella scala di sapori più ruvidi la mixture. Se il 132 è stato per me uno dei migliori Schurch, ed in parte questo lo ricorda molto, mi è piaciuto molto meno. Il perno di questa valutazione, ed è totalmente soggettivo quindi, è legato alla minore incisività del latakia della miscela ed alla mancanza a mio parere di un collante che bilanciasse la mixture, orientali o cavendish non aromatizzato insomma. Nella 132 il latakia è eccezionale, incensatissimo, melassoso, e nonostante anche li manchi il famoso tabacco “connettore”, il latakia riesce con la sua unicità a garantire la resa. Questa miscela è invece più adatta agli amanti dei sapori contadini del burley in stile americano, di un viriginia non zuccherino e di un perique amarognolo. Se sono sentori che vi interessano cercatelo e non ve ne pentirete.

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Tabacco’s Reviews

Schurch 146 – Mogano
(Schurch Tobaccos)

Miscela: Virginia, Latakia, Orientali/Turchi, Burley, Cigar Leaf

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 2.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: n.d.

Room note: Tollerabile-Piacevole

VOTE: 7.5

Continua con estremo piacere la mia carrellata nel mondo degli Schurch. Oggi vi parlo del 146, anche detto “mogano” un tabacco della collection che ha certamente le sue caratteristiche peculiari. Cominciamo subito con il dire che, sempre nell’alveo di tabacchi di estrema qualità, questo non si posiziona esattamente tra i miei preferiti, ma non perché oggettivamente meno buono, se poi si può parlare di oggettività nel mondo dei tabacchi, ma semplicemente perché le sue caratteristiche specifiche lo rendono meno vicino alle mie preferenze personali e soggettive. Caratteristiche specifiche si, perché contrariamente a tutti gli altri tabacchi della collection, questo è innanzitutto e senza dubbio il più nicotinico. Corpo pieno, riempie totalmente, se fumato a lungo arriva anche a far girare leggermente la testa, è una miscela tosta, non banale in primis tra gli Schurch ma in generale nel mondo delle affumicate, tendenzialmente noti per essere tipologie di tabacchi meno pesanti in termini di nicotina. Questa è la prima nota che non si addice esattamente ai miei gusti primari, ma come potete facilmente intuire è totalmente soggettiva e se siete invece amanti di mixture più cariche potrebbe decisamente essere il vostro punto di eccellenza. Seconda caratteristica specifica è questa “cigar Leaf” citata nel blend, foglia di tabacco sudamericano, tabacco Havana per la precisione, che al pensarlo prima della fumata, mi faceva supporre che questa caratteristica avrebbe addolcito i sapori, amalgamati, resi più speziati. Invece siamo probabilmente sul più strong dei tabacchi della linea Schurch, con sapori netti, chiari, decisi, potenti a tratti. Latakia in bella mostra con affumicatura e sentore di legnoso, di aspro alle volte e di speziato, ma una spezia selvatica, che rafforza ancor di più i contrasti di aroma. Certamente i sapori del sigaro non sono quelli preminenti, giocano di squadra con gli altri, forse tornano in maniera più chiara nella terza parte di fumata, quando altri aromi un po’ si spengono ma non quelli del sigaro. Bruciabilità eccellente, tabacco che genericamente non lascerà che cenere sul fondo del fornello, alle volte bruciando forse anche troppo velocemente. Saporito in generale in tutta la fumata, l’evoluzione è quella appena detta, più latakioso in partenza, equilibrato e speziato a metà, deviazione sulla nota del sigaro in chiusura. Tabacco eccellente per gli amanti delle inglesi cariche, forti, nette, se siete appassionati di affumicate addolcite o tuttogiorno stategli alla larga non fa per voi!

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Tabacco’s Reviews

Schurch Blue Ocean
(Schurch Tobaccos)

Miscela: Virginia, Latakia, Perique

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: n.d.

Room note: Piacevole

VOTE: 9

Trovare info su questo tabacco è una mission impossibile degna del Tom Cruise più caparbio. Addirittura assente dalle liste di tobacco review, sul quale non mi era mai capitato di non trovare una mixture in tanti anni di ricerche. Il Blue Ocean assieme al Sumiswalder pare siano le ultime miscele messe sul mercato dalla Schurch, che probabilmente si era “scocciata” di dare oltre ad un nome, anche una numerazione alla sua linea. Non ho quindi riferimenti ne certezze, ho provato a cercare anche i contatti dell’azienda per chiedere lumi, ma senza gran successo, quello che dirò in questa recensione è quindi frutto della mia pura sensazione olfattiva e gustativa, non posso darne sicurezza al cento per cento e spero che anzi qualcuno ne sappia di più e possa correggermi, confermarmi oppure integrarmi. Direi, con poca possibilità di essere smentito che ci troviamo di fronte  ad una miscela basata su Virginia ed Latakia, con l’aggiunta di un pizzico di Perique che però non incide particolarmente in nessuna forma. Mixture piacevole, equilibrata, bilanciata e davvero molto gustosa, una delle migliori tra quelle che abbia mai provato. Di diritto nella top three dei miei Schurch preferiti e certamente nella top ten delle mie migliori affumicate. Potrei definirlo uno Squadron Leader ma con una capacità aromatica molto più marcata e piacevole, oppure, per chi ha avuto la fortuna di provarlo, un Westminster di casa G.L. Pease, me lo ha ricordato davvero tantissimo, speziato con un latakia fantastico, virginia in sottofondo che entrano ed escono dalla scena, senza esserne sopraffatti, e che riescono a rilasciare a tratti in maniera netta note principalmente di frutta secca e di erbaceo. Talmente è chiara la nota di nocciola e mandorla alle volte che ho supposto potesse esserci anche un pò di burley nella miscela, ma non posso esserne certo, e quell’aromaticità è tranquillamente ascrivibile agli ottimi virginia usati dall’azienda svizzera. Forse rispetto in particolare al Westminster, l’unico punto negativo, che poi negativo lo è solo da determinati punti di vista, è che nella sua evoluzione i sapori tendono ad irrobustirsi, e l’ultima quarto di fumata è decisamente più basico, sempre saporito, ma con meno equilibrio tra i tabacchi del blend, mentre nella miscela di casa G.L. Pease ricordo che l’aromaticità non si perdeva sino all’ultimo puff. Fumabilità eccellente come per tutti i tabacchi della linea, e corpo nicotinico medio-basso, si presta ottimamente per essere fumato in ogni momento della giornata, ma con un sapore da tabacco post-pasto importante. Potremmo dire che è l’early morning all’ennesima potenza, con note torbate, affumicate e legnose più nette, ma mai stridenti, mai eccessive, sempre egreggiamente amalgamate in quella classica incensatura che solo gli Schurch e probabilmente i tabacchi americani riescono ad avere. Assolutamente da avere per chi ama le Inglesi classiche, ma saporite, è un tabacco che avrei acceso a ripetizione e che credo non mi avrebbe mai annoiato!

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Tabacco’s Reviews

Schurch Sob
(Schurch Tobaccos)

Miscela: Virginia, Latakia, Orientali/Turchi, Perique

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: n.d.

Room note: Tollerabile-Piacevole

VOTE: 8.5

Finalmente dopo tanto ed agognato tempo sono riuscito a mettere le mani sugli Schurch, non uno, ma tutti quelli della collection, per la precisione 8 splendidi tabacchi tutti affumicati, dalla più classica delle English Mixture a quelle con varianti di diversa natura. Li ho presi tutti insieme perché “un uccellino” mi disse che il master blender nonché proprietario di questa eccezionale casa tedesca, ha aihme i suoi annetti, e non sia mai che tra qualche anno decida di ritirarsi o peggio ancora purtroppo passi a miglior vita, e che tutta la linea venga alla peggio dimenticata, alla meglio, ma non saprei poi quanto, acquisita da un grande marchio europeo, come spesso avviene negli ultimi anni, e magari riproposta non più in versione originale. In tal caso questa volta potrò essere uno di quei vecchi bacchettoni che potranno dire: “bhe certo la miscela originale era molto migliore…”. Consultatomi quindi con l’amico Matteo Colombi, su youtube: L’Orso dei Tabacchi e della Pipa, che prima di me aveva già provato numerosi Schurch ho iniziato dal Sob, una Inglese che però aggiunge del perique nella miscela. Trovate anche un interessante video di Moreno su questo tabacco, che anticipo subito, anche se è abbastanza chiaro dal voto, mi ha conquistato dal primo puff. Taglio misto, foglie grandi e foglie piccole, certamente un ribbon ma con una struttura non consuetissima almeno secondo gli standard dei tabacchi venduti in Italia. Piuttosto umido, assolutamente non da disturbare particolarmente l’accensione, richiede però un pizzico di impegno in più all’avvio, una volta partito procede bene, anche se, dovendogli trovare per forza un difetto, che sin da ora chiarisco essere l’unico, spesso, a metà fornello, è un tabacco che tende a spegnersi ed a richiedere una nuova accensione, forse per via di quelle foglie a taglio maggiore, che se un pò umide possono arrestare le fumate in particolare le più pacate in cui il braciere non brucia sufficientemente intenso. Eccezionale davvero l’aroma già a crudo, una affumicatura incensata come non ne abbiamo in Italia, che conferma questa straordinaria speziatura anche in fumata, differenziandosi decisamente dalle affumicate inglesi, che invece non hanno una spinta cosi alta sull’aromaticità dei suoi tabacchi e certamente non hanno una pari intensità della speziatura. Solo i tabacchi americani mi ricordano questo tipo di sapori ed odori, mentre non ho mai trovato nulla di simile anche tra le migliori affumicate vendute da noi, ripeto anche ai tempi dei Gawith. Evoluzione straordinaria, che alterna momenti di aromaticità, a momenti più latakiosi, un latakia grandioso, legnoso, dolce ma intenso, tosto ma equilibratissimo, ed infine ancora una evoluzione che tende ad una miscela in generale più morbida e più rotonda. Il Perique se devo dire la verità non è particolarmente presente, c’è una punta di piccantezza al palato, ma sinceramente non è una nota ricorrente, e non l’ho trovata in tutte le fumate, mentre in termini di nicotina non è affatto un tabacco pesante, anzi. Che dire, buonissima la prima, non ho ancora confronti al momento in cui scrivo questa recensione con gli altri Schurch, ma se questo è il principio, considerato che mi avevano consigliato di partire dal sob perché essere uno dei più basici, direi che non vedo l’ora di provarli tutti, con le aspettative oltre le stelle!

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Tabacco’s Reviews

Sumiswalder

(Schurch Tobaccos)

Miscela: Virginia, Latakia

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: n.d.

Room note: Piacevole

VOTE: 10

Mettere 10 ad un tabacco è una responsabilità, è un po’ come dire: non c’è di meglio sul mercato, ma senza la certezza di poterlo affermare, in primis per la soggettività del gusto, ma qui mi posso appellare al fatto che questo blog, cosi come i video sul mio canale youtube, sono espressione del mio gusto personale, totalmente soggettivo con pochissimi sprazzi di oggettività; in seconda battuta poi perché per consacrare un tabacco come il migliore in assoluto si dovrebbe aver provato tutte le miscele simili prodotte al mondo, e non basterebbe comunque, considerato il fatto che la pipa si presta a miscele casalinghe a cui mai avremo accesso! Superate però queste elucubrazioni ho anche pensato che la scala numerica di voto che ho scelto è a 10 punti, non 9, non 9 e mezzo, e non è giusto non usarli tutti, inoltre già una volta mi ero sbilanciato con lo stesso voto massimo, ed era arrivato il momento di replicare! Schurch Sumiswalder, che assieme al Blue Ocean, anch’esso recensito su questo blog, è tra gli ultimi arrivati di casa Schurch. Come per il Blue Ocean impossibile trovare qualcosa sul web, ne una recensione, ne un forum, ne sull’enciclopedia dei tabacchi, ossia Tobacco’s Review. Quello che quindi indico come miscela è quanto le mie papille gustative mi hanno permesso di sentire. Sul nome non ho trovato molto, La cassa malati Sumiswalder è la più antica cassa sanitaria ed assicurativa della Svizzera, fondata già nel 1823 come associazione, ma voglio sperare che il riferimento non sia questo. Siamo dinnanzi ad una affumicata grandiosa, pensavo con una buona dose di ottimo perique, per via della piccantezza e della peposità, ma un amico esperto della linea mi ha escluso la sua presenza, ascrivibile quindi ad un latakia particolarmente aromatico e speziato. L’odore è intenso, acetato, stallatico importante e quei canonici odori da legna che arde nel camino. Una volta aperta la tin, l’odore inebriante arriverà ai vostri vicini, quasi pungente all’inizio, per poi calare nelle sue estremità ma rimanendo davvero eccezionale. Più di una volta mi è capitato di aprire la tin con qualcuno intorno, e dopo pochi secondi ho trovato nasi curiosi a cercare di capire meglio quell’odore cosi intenso e particolare. Se quindi gli odori già promettono non bene, ma benissimo, una volta acceso, che ve lo dico a fare, una apoteosi. Sapori potenti, ma equilibrati tra loro, soverchianti, ma bilanciatissimi, chiari e netti a tratti e più mescolati tra loro pochi istanti dopo. Fumare questo tabacco è una vera esperienza sensoriale, totalizzante, capace di abbracciarci in toto e di non permetterci di pensare ad altro che non alla goduria percepita ad ogni puff. Nella sue evoluzioni le sue note piu incensate e speziate, calano leggermente verso la fine, ma mantenendosi ad un livello di eccellenza tale che rimane davvero una mixture unica e difficilmente imitabile. Siamo di fronte secondo me alla miglior miscela prodotta nel nostro vecchio continente in termini di affumicate Inglesi, qui viene messo sotto botta tutto il Commonwealth e la sua storia centenaria di master blender di tabacchi, qui siamo davanti ad un blend che non credo possa avere rivali, solo pari grado, ed oggi il mio riferimento è lui, fumare altro non sarà più tanto facile!

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Tabacco’s Reviews

Scotch Flake
(Gawith Hoggarth)

Miscela: Straight Virginia, aroma di cioccolato

Taglio: Broken Flake

Forza: Leggero

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 30 Euro

Room note: Tollerabile

VOTE: 6.5

Questo tabacco è quanto di più fuorviante ci sia sul mercato, si chiama Scotch, ma non c’è aromatizzazione alcolica di nessun tipo, e poi si definisce un virginia in purezza con una aromatizzazione al cioccolato, ma questa a parte all’olfatto, è davvero minima, a tratti inesistente. Insomma un tabacco che non fa per niente quello che si potrebbe pensare faccia! Conclusa questa intro essenziale, è un Gawith, e quindi senza se e senza ma l’ho preso sicuro di una qualità di alto spessore, per altro certo, come per tutti gli aromatizzati della casa inglese, utilizzando tutti “topping” naturali e mai chimici, che sarebbe risultato in tal senso poco aggressivo, ed in effetti anche questo conferma la regola. Lo Scotch Flake è quindi un ottimo virginia, come del resto tutti i suoi simili di casa Gawith, aperta la tin l’aromatizzazione al cioccolato sembra ben marcata, un cioccolato scuro, fondente, a tratti amaro. Una volta acceso però il virginia con tutte le sue sfaccettature è primario, e la nota cioccolatosa quando c’è, sta davvero sullo sfondo, in lontananza, e per di più, non più presente di altri tabacchi, che alle volte rimandano a note di cioccolato in maniera del tutto naturale, avendole nei loro aromi basici e senza aver subito alcun trattamento in merito. Per altro in tal senso, l’odore di cioccolato a crudo, va anche leggermente a diminuire con il passare dei giorni, anche conservando il tabacco in bormioli alla giusta umidità. L’umidità certo, qui devo dire che sono rimasto davvero stupito, credo sia il primo tabacco Gawith, e l’unico a questo punto, almeno di quelli commercializzati in Italia, considerando che li ho provati tutti, ad essere pronto da subito per la carica. Benché sia un broken flake, neanche troppo scomposto in realtà, si carica bene e fuma piuttosto regolare. Se proprio non volete nessun tipo di problema, sbriciolato a Ribbon diventa un tabacco di facile gestione per tutta la combustione. Nicotinicamente è piuttosto leggero, un buon compagno di passeggiata, una buona fumata di mezza mattina o mezzo pomeriggio, insomma io l’ho utilizzato senza problemi in ogni momento della giornata, e non ho mai minimamente sofferto effetti da nicotina. Sui sapori che dire, è un virginia non dolcissimo, non è il Bright CR Flake della stessa casa insomma, forse più tendente alle note più marcate di un Full Virginia Flake, ma attenzione al paragone, per me c’è un abisso tra i due e non scomoderò ancora il king dei Virginia in purezza. Il cioccolato, per quel che si sente, non addolcisce affatto i sapori e lascia invece le note più rustiche del virginia in primo piano. Evoluzione minima, è una tabacco abbastanza statico, ma non annoia e si lascia fumare bene. Per concludere la domanda che mi pongo mentre fumo l’ultima carica è, ma c’era bisogno dello scotch flake? Sinceramente, per di più a 30 euro direi proprio di no, se cercate virginia in purezza, c’è di meglio, gia solo nel Bright sempre di Gawith Hoggarth, ma ovviamente in tutta la trilogia dei cugini Samuel Gawith e quindi Full, Best Brown e Golden Glow; se cercavate altresì aromatizzazione al cioccolato, è talmente minima da non poterlo considerare un aromatizzato e comunque della stessa casa c’è il Chocolate Flake, che vi soddisferà di più almeno nella nota aromatica. Insomma per “assaggiatori compulsivi” come me, da provare, ma non disperate se non lo assaggiate, non avete perso nulla di particolare.

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Tabacco’s Reviews

Scottish Blend
(Robert McConnell)

Miscela: Virginia, Kentuky, Latakia, Orientali/Turchi, Black Cavendish

Taglio: Ribbon

Forza: Medio

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 22 Euro

Room note: Medio-Pieno

VOTE: 7

Della “saga scottish qualcosa” di Robert McConnell, ad accompagnare il flake e cake, mi mancava solo questo terzo, lo Scottish Blend per l’appunto. Nome simile, ma diverso partito, essendo questo appartenente al mondo degli affumicati. Mi ha convinto? Non mi ha convinto? Partiamo dal fatto che non sono un grande amante del mix Kentuky-Latakia, penso siano due tabacchi dalle note estremamente caratteristiche, forti, preminenti, probabilmente i due più spinti in questo senso, capaci di condizionare nel bene e nel male una mixture da pipa di qualunque tipo, e che quindi, devono essere davvero miscelati con cura, per non far diventare i sapori troppo ruvidi, ed il corpo del tabacco eccessivamente pesante. Convinto però totalmente dei McConnell, che dopo i tabacchi inglesi ed americani in uscita, prendono il mio primo posto, ho provato con interesse anche questa Modern English, considerando anche l’aggiunta di black cavendish, che invece nel mix con orientali e latakia, incontrano pienamente il mio gusto.

All’olfatto, è certamente il latakia ad esserne preminente, con quel tocco di acidulo del black cavendish, e qualche nota terrosa del kentuky, ma assolutamente di secondo piano. Acceso, come di consueto per tutti i tabacchi della serie è perfetto, non scalda, non fa acqueruggiola e brucia da dio. Il latakia rimane primario, ma la nota di kentuky, nel cuoioso, c’è, va e viene, e rende la fumata piuttosto robusta. Dichiarato di nicotina un medio calibro, io lo ritengo un pizzico più pesante in tal senso, una fumata oltre i 40 minuti comincia a farsi sentire, almeno per i miei canoni e per le mie resistenze, due fumate consecutive, o se fumato in fornelli capienti, torna invece con tutto il suo spessore e va gestito con attenzione. Il roomnote è da affumicata, non farà impazzire chi vi circonda, anche se al naso di voi che lo state fumando sembrerà il consueto ottimo aroma da EM. L’ho trovato migliore in fornelli più ampi questa volta, strano per me, che prediligo le affumicate in una capienza massima pari ad una gruppo 3, ed invece in questo caso, si esaltavano determinate note, soprattutto quelle del kentuky e del Black Cavendish in spazi più accoglienti.

Confermo che non mi sono innamorato di questo tabacco, per quanto non posso non ritenerlo di estrema qualità, e probabilmente quindi la mia sensazione è condizionata proprio dal mix latakia-kentuky, che lo rendono per i miei gusti, orientati alle balcaniche ed alle modern più aromatiche, troppo spinto. Anche perché gli orientali sono del tutto sotto tono, ma del resto, se già faticano se non ben miscelati, nei mix classici solo con Virginia e Latakia, figurarsi combattersela anche con il kentuky. Il black cavendish, c’è più nell’odore che nei sapori, e quindi dulcis in fundo, la mia idea di partenza che i due tabacchi primari prendessero il sopravvento si è del tutto confermata. Ovvio però che se invece questo mescolarsi di sapori forti vi piace, il vostro orientamento è verso un Commonwealth od un Darkland, quindi aromi forti, ruvidi, terrosi, probabilmente potreste valutarlo molto più buono di quanto non riesco a fare io. Certamente comunque va dato merito alla McConnell di aver provato, per altro riuscendo piuttosto bene nei bilanciamenti, a creare qualcosa di non propriamente consueto, uscendo dagli schemi, e probabilmente andando incontro a fumatori a cui possono piacere questo tipo di sapori ed odori.

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Tabacco’s Reviews

Scottish Blend Mixture
(Mac Baren)

Miscela: Virginia, Kentuky, Cavendish, Burley

Aromatizzazione: Sugar, Sweet

Taglio: Broken Flake

Forza: 2/5

Confezione: Busta 50gr

Costo Italia: 8.50 Euro

Room note: Tollerabile

VOTE: 6

Ero stato incuriosito su questo tabacco da un consiglio dell’amico e youtuber Luca Piemontese, che in un commento ad un mio video sul canale youtube, esattamente video del Golden Blend sempre Mac Baren, mi suggeriva un interessante soapy, agganciandosi ad uno pensiero che condividevo nel video, ossia che spesso alcuni tabacchi venduti in Italia in busta, sono effettivamente commercializzati all’estero in latta, e risultano essere di miglior qualità di quello che potrebbero apparire per via del loro packaging. Mac Baren è in effetti una azienda che stimo e ritengo produca sempre tabacchi di buona qualità con qualche eccellenza, di conseguenza non ho perso tempo ed alla prima occasione mi sono accaparrato una busta di questo scottish blend, da non confondere con l’omonimo di casa Mcconnell che però è una affumicata di caratura scozzese. Il punto di maggior interesse in verità risiedeva nell’impatto di una dichiarata aromatizzazione a nessun aroma specifico se non un rimando ad un generico “sweet and Sugar” da Tobacco Review. All’olfatto le note primarie sono quelle dello stallatico del kentucky e dell’erbaceo del virginia, con una nota di dolce ad amalgamare il tutto. L’accensione non è sempre semplicissima, principalmente per via del taglio, un mix tra un ribbon corposo ed un broken flake molto broken! Con un pizzico di impegno comunque, una volta partito in combustione procede regolare e costante e non dà più grattacapi. Tra i suoi punti di forza metterei che ha una evoluzione abbastanza marcata, ho sempre trovato la prima metà fumata caratterizzata dalla nota dolce, che però nel finale invece tende a smorzare, mai del tutto, ma lasciando più spazio alle note soprattutto “kentackiose”. Già alla terza o quarta fumata il suo riferimento più banale mi appariva chiaro, a fine busta questo pensiero si è definitivamente consolidato ed è divenuto una certezza: St Bruno! Si, il St. Bruno potrebbe essere il suo naturale competitor ed il riferimento più semplice che posso farvi, per permettervi di capire se può essere questo un tabacco che si avvicina ai vostri gusti. Non dico nulla nuovo, considerato che la recensione è qui sul blog, affermando che io sono uno che il St.Bruno lo ha apprezzato, trovandolo un tabacco ben bilanciato tra note rustiche e saponate. In effetti però ci sono alcuni elementi che con decisione mi fanno propendere, senza grandi dubbi sul St. Bruno, che a confronto con questo sceglierei sempre e comunque. Quali sono? Innanzitutto la nota dolce, qui, benché non cosi spinta da poterlo considerare una miscela aromatizzata è ben più marcata e corposa che nel St. Bruno, c’è sempre, dall’inizio alla fine, il dolce del cavendish è l’elemento distintivo di questa miscela. E’ tale la persistenza che aihme però, anche rispetto al St. Bruno, è un tabacco che alla lunga mi è venuto a noia, non tanto sulla singola fumata, ma in una ripetizione di fumate in tutta la giornata, l’ho trovato un tabacco abbastanza monotono con questa punta di dolcezza, che sinceramente stanca. Non è quindi la scelta giusta per chi come me fuma un tabacco alla volta, forse alternato con altre mixture, può trovare il suo riferimento durante la giornata, ma se avete solo lui in “dispensa” rischiate davvero di perdere la voglia di fumare. Ancora in “peius” rispetto al St. Bruno ha anche una maggior tendenza ad irritare la bocca, per l’appunto se lo fumate una volta al giorno non succede nulla, ma se lo accendete tre, quattro o più volte, mi è capitato di trovarmi la sera con tutta la bocca tendenzialmente irritata. Non è tuttavia un tabacco di gran corpo, nicotinicamente è medio, tendente al basso, il che associato con la sua nota dolce lo rende un tabacco interessante per il periodo caldo. In conclusione somma se avete provato il St.Bruno e vi ha convinto, potrebbe fare per voi, se invece lo avete trovato un soapy eccessivo, lasciate perdere, questo lo è in maniera molto più marcata! Tuttavia se non avete un riferimento nel St.Bruno, considerate che dovete apprezzare le miscele dolci, non aromatizzate ripeto, ma dolci, mielose, altrimenti datemi retta, lasciatelo sullo scaffale.

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Tabacco’s Reviews

Scottish Cake
(Robert McConnell)

Miscela: Virginia, Kentuky, Perique

Taglio: Ribbon

Forza: Medio

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 20 Euro

Room note: Medio-Pieno

VOTE: 9

Davvero nulla da dire, questo tabacco mi ha totalmente conquistato. Ho comprato questo blend di McConnel senza particolari ambizioni, infatti i tabacchi di casa RM sono sempre di buona qualità, difficilmente deludono, ma non mi sarei aspettato certamente di trovare un top player di questo livello. Virginia eccezionali che si evolvono lasciando spazio ad un ottimo kentuky, molto più simile al nostrano che a quelli più aromatici che troviamo solitamente nella maggior parte delle miscele. Il Perique, di cui però ignoro la percentuale di presenza nel mix è davvero di notevolissimo livello, presente, importante, in alcune parti di fumata il vero protagonista. Mi era successo di trovare un perique cosi protagonista solo nel Bayou Morning di Cornel&Diehl e mai avrei pensato che un giorno, una miscela, per altro più complessa per via del kentuky, mi potesse regalare di nuovo una sensazione cosi piacevole di fronte a questo tipo di tabacco. L’evoluzione è splendida e continua, nella prima metà fornello ho trovato sempre una preminenza di dolcezza dato dal virginia, nella seconda metà della fumata invece è più il kentuky a venir fuori, ed a rendersi primario, ma senza mai del tutto assopire quella favolosa dolcezza di sottofondo. Il perique c’è sempre, va e viene, è preminente o di sfondo, ma regala delle sensazioni che pochi tabacchi mi hanno dato. Taglio ribbon, perfetto in umidita già all’apertura, l’ho trovato particolarmente buono in pipe corte, brucianaso, capaci di darti immediatamente e senza “alterare” la temperatura del fumo, tutti i sapori di questa splendida mixture. Acqueruggiola poca, ed umidità davvero rara, anche a riscaldamento, non è stato affatto un tabacco difficile da gestire, e per la sua capacità di restituire bene i sapori dei tre tabacchi che lo compongono, anche un ottimo banco di prova per neofiti, perché è difficile non distinguere bene tutti gli aromi e le sensazioni di questo tabacco. Considerando il costo, 20 euro, rispetto agli ormai esosi tabacchi di casa Hogart&Co, decisamente straconsigliato in paragone a blend similari della concorrenza, anche di quella più costosa in assoluto, primo esempio il Cumberland, americano marchiato G.L.Pease, che a 45 euro sempre per 50 grammi, per me non vale assolutamente questo Scottish Cake. Da avere sempre in cambusa, pronto ad essere caricato, in verità in ogni momento della giornata, perché la carica nicotinica non è elevatissima, e lo lascia essere, forse non un tuttogiorno, ma quasi. Promosso con lode! Complimenti davvero.

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Tabacco’s Reviews

Scottish Flake
(Robert McConnell)

Miscela: Virginia, Kentuky, Burley, Orientali, Havana

Taglio: Flake

Forza: Medio-Leggero

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 22 Euro

Room note: Medio-Pieno

VOTE: 7

Dal nome fuorviante, perché facilmente confondibile con il fratello della stessa casa, Scottish CAKE, questo FLAKE se ne differenzia principalmente per due ragioni palesemente evidenti, per l’appunto in primis è in flake e non in ribbon, e poi nel mix di tabacchi utilizzati aggiunge orientali, burley ed havana. Sulla prima differenza che dire, il flake è talmente ben conservato ed alla giusta umidità, che non crea grandi problemi, si carica bene e fuma altrettanto. Non ho notato grandi differenze nei sapori, caricandolo sbriciolato a ribbon, anzi forse in questa sua seconda modalità l’ho trovato anche migliore. Per ciò che concerne invece la variazione sulla composizione dei tabacchi, la mia idea in assoluto è questa: un ottimo blend, come di consueto per casa Robert McConnell, che raramente mi delude, ma un sapore, che rispetto al quasi omonimo, è direi depotenziato. È un tabacco più tuttogiorno, più leggero, anche grazie agli orientali ed agli havana, che gli donano una nota di aromaticità piacevole, di speziatura, ed anche in un certo senso di maggior dolcezza. Il perique c’è, dà quella nota di pizzicore di fondo buona, mai elevata, ma sempre e costantemente presente. Il burley infine unisce il tutto, e con quella nota di mandorlato rimane li, nel sottofondo di fumata tutto il tempo, rendendolo un’ottimo compagno di passeggiata, o di sano momento di relax.  Molto meno evolutivo in fumata dell’altro, più o meno i sapori rimangono stabili, con una buona consistenza dei virginia sul kentuky, questo secondo mai troppo protagonista, lasciando appunto la scena alle note più delicate ed aromatiche, rispetto a quelle tipiche terrose e cuoiose dei kentuky. Il sito TobaccoReviews indica anche una nota di rum nell’aromatizzazione, ma sinceramente questo tasto alcolico non l’ho mai sentito, quindi se c’è realmente direi che è per palati sopraffini da sommelieur del fumo lento. E’ un tabacco che ho trovato perfetto da fumare senza grandi pensieri, anche nel naso rimanda una serie di ottimi odori, e per quanto la room note non è quella di un profuma ambiente, non disturba mai troppo. Anche a peso nicotinico, direi medio tendente al leggero, in pipe dal fornello generoso, diciamo un gruppo 4, alla lunga può cominciare a dare qualche sentore di stomaco pieno e testa barcollante, ma parliamo di fumate superiori ai 60 minuti, o ripetute in sequenza l’una all’altra, altrimenti difficile che la nicotina presenti il conto, ma dando comunque quell’apporto, che ad esempio per chi come me, non regge i carichi elevanti, può diventare anche una buona scelta dopo un bel pasto sostanzioso, senza rischiare la “tortorata” di un dark flake, di un darkland o similari. In conclusione, un tabacco che mi è piaciuto, un’altra ottima “prestazione” di McConnell , soprattutto alla luce del periodo storico, e quindi di uscita dei tabacchi inglesi dal nostro mercato italiano (Aprile 2021). Un tabacco che pùo diventare un piacevole accompagno, a cui non chiedere troppo, ma dal quale aspettarsi una soddisfazione tutto sommato adeguata. Certamente però nel confronto con il più diretto concorrente e quasi omonimo, è sensibilmente indietro in tutti i campi di valutazione e non può assolutamente reggere il confronto. A 22 euro provatelo, potrebbe diventare il naturale tuttogiorno che vi risolve il dubbio di cosa fumare se cercate al contempo sapori più decisi e dolcezza, in questo bilanciamento perfetto ha davvero pochi rivali.

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Scottish Mixture
(Comoy’s of London)

Miscela: Virginia, Latakia, Orientali/Turchi, Black Cavendish

Aromatizzazione: none

Forza: 1/5

Taglio: Ribbon

Confezione: 50gr

Costo Italia: non disponibile

Room note: Piacevole

VOTE: 7.5

Tabacco fuorviante questo Scottish Mixture di Comoy’s of London, fuorviante per una serie di ragioni, in primis per il nome, Scottish non rappresenta realmente la miscela che è invece una modern english piuttosto classica. Fuorviante anche per l’inganno territoriale, perché nonostante il nome del brand che richiama la capitale britannica, il tabacco è prodotto da Kohlhase&Kopp ed è quindi originario della Germania. Sembrerebbe un tabacco non più in produzione, almeno da quanto indicato su Tobacco’s Review, anche se in verità un amico me lo ha portato di recente, trovato sugli scaffali di una tabaccheria di Malaga, chissà, forse una delle tin ancora in circolazione. Bella la grafica della latta, con questo corsivo dorato su sfondo azzurro, che la rende molto elegante. Gli elementi non chiari però continuano, almeno nel confronto tra Tobacco’s Review, che su questa specifica mixture non è esattamente affidabile, infatti su tutti gli altri canali dove trovo informazioni sulla composizione, è dichiarato un Virginia, Latakia, Orientali-Turchi e Black Cavendish, versione per altro assolutamente condivisibile per me, anche se le percentuali di tabacchi non mi trovano sempre d’accordo. Ad esempio su un sito viene riportato quasi il 45% di Black Cavendish, troppo a mio parere, l’incidenza è presente ma assolutamente non cosi marcata. Fruttato, affumicato, legnoso, si accende e si lascia fumare molto facilmente. Piacevole, con una giusta quantità di latakia, non preponderante, che si scambia con dei buoni orientali. Il black cavendish addolcisce l’insieme e lo amalgama, non lo rende particolarmente zuccheroso, ne tantomeno dolce, ma dona un equilibirio che è certamente la caratteristica più positiva di questa miscela. Anche come evoluzione non è male, sapori di frutta secca nella prima metà, che si scambiano con quelli più legnosi ed affumicati andando avanti con la fumata, che non decade mai particolarmente come aromi e rimane piacevole sino all’ultimo puff. Un’altra affumicata adatta al periodo caldo, scarichissima di nicotina, piacevole da fumare, per nulla rude nelle sue sfaccettature aromatiche, una inglese da ombrellone che mi sento di consigliare se trovaste ancora delle latte superstiti in giro per l’Europa!

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Scottish Mixture
(Davidoff)

Miscela: Virginia, Burley, Kentucky, Orientali/Turchi

Aromatizzazione: Whisky

Forza: 1.5/5

Taglio: Ribbon

Confezione: 50gr

Costo Italia: non disponibile

Room note: Piacevole

VOTE: 5

Continuo la carrellata sui tabacchi Davidoff, almeno su quelli che si possono inquadrare nella categoria dei naturali o delle affumicate, tralasciando almeno per ora (Luglio 2022) gli aromatizzati, che forse un giorno mi capiterà di provare. In questo caso aihme, è il primo caso di un Davidoff che non incontra affatto il mio gusto, e che a quanto pare non riscuote particolare successo, considerato anche su TobaccoReviews, che è tutto sommato un sito in cui la tendenza è verso una votazione medio-alta e non il contrario, raccimola un 2.5 di media, con numerosi commenti da una stella su cinque. Probabilmente la parola che meglio mi viene per raccontarvi questo tabacco è: Fumoso. Fumoso come l’aspettativa che comunica, leggendo la sua composizione e poi quello che realmente offre, fumoso come il suo sapore primario, di fumo sigarettoso appunto e poco di più, fumoso infine, come quel proverbio che recita: “tutto fumo e niente arrosto” ecco cos’è, un tabacco senza la sostanza, scialbo, ai limiti del nullo, tutto sommato mi sento di dirlo: cattivo. Sul cattivo potrei soprassedere, o rivedere la posizione, a qualcuno sicuramente sarà piaciuto ed è giusto cosi, ma se dalle premesse dovrebbe essere una esplosione di sapori, anche piuttosto importanti, generati dal kentucky, dal burley, dalla speziatura degli orientali, dalla presunta aromatizzazione al whisky, ecco dimenticatevi tutto, perché se mai si affacciano timidamente nella fumata, sono estremamente leggeri, da toccata e fuga, con poca incisività, per nulla sapidi, scarichi di aromi, insomma scarsi e senza senso. Kentucky non pervenuto, se non per lontanissimi rimandi di cuoio e terroso, ma dovete impegnarvi per afferrarli, burley che forse dona qualche nota di frutta secca, ma comunque limitato al primo terzo di fornello, per poi svanire del tutto, inglobato completamente in un sapore che va poco oltre il fumo di sigaretta. Virginia di qualità discutibile che poco o nulla incidono, orientali, neanche a dirlo, se li trovate fatemi sapere, ed infine la fantomatica nota di alcolico, che per carità, spesso si cita con poco successo reale, ma qui proprio è inesistente. Non saprei se è colpa di tabacchi non di prima qualità, della loro lavorazione o conservazione, del fatto che siano riusciti a trovare il giusto mix per far si che ogni tabacco ne annullasse un altro, fatto sta che questoa mixture “no sense” non ha nulla per poter essere giustificata. Leggerissimo non solo di sapori, ma certamente anche di nicotina, il suo mercato di riferimento forse lo cerca nei fumatori di tabacchi da aromi quasi eterei e di miscele naturali tuttogiorno con carichi nicotinici bassi, ma anche se cosi fosse santo cielo, il mercato offre davvero una vasta quantità di questi tipi di miscele, e soffermarsi specificatamente su questa, mi sembra un vero e proprio suicidio. Che altro dirvi di male? Forse nulla, credo di aver premuto a sufficienza sull’acceleratore per rendere chiaro che è un tabacco che non comprerò mai più, che faticherò a finire, che probabilmente regalerò al primo malcapitato sulla mia strada.

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Semois Coupè Mayenne
(Vincent Manil)

Miscela: Burley

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 3/5

Confezione: 90gr

Costo Italia: non disponibile

Room note: Piacevole

VOTE: 7.5

Di tabacchi unici al mondo ce né sono non tantissimi, per unici intendo rappresentativi in maniera marcata di un territorio od un paese, e che non sono esportati in maniera massiva nel mondo, rimanendo parte integrante, nel bene e nel male, di uno specifico luogo. Noi italiani capiamo bene di che si parla, con il nostro sigaro di kentucky italiano, abbiamo una vera eccellenza aihme poco valorizzata. In Europa forse alla pari della tradizione che esiste dietro al sigaro toscano, c’è solo un altro tabacco sempre mediterraneo capace di immedesimarsi cosi tanto con il paese in cui è venduto, ossia il Semois Belga. Burley allo stato puro, ho avuto la fortuna di accaparrarmi la versione “marrone” ossia il Coupe Mayenne, il migliore probabilmente per ciò che concerne il taglio da pipa, perché venduto come un vero e proprio ribbon, mentre rispetto alla versione verde con taglio shag fatto per rollare sigarette, ed al blu “la Volutè” che invece ha un taglio ancora più grezzo del marrone, quasi che potremmo definirlo un broken flake. Non sembrerebbe cambiare il sapore tra le diverse versioni, cosi come il carico nicotinico, non da stendere ma assolutamente corposo, io lo paragonerei come forza ad un toscano antico. La caratteristica che immediatamente viene percepita di questo tabacco è la sua secchezza. Secco oltre modo, pare che non ha bisogno di essere umidificato, anche se ammetto di averci provato, lasciandolo alla prima apertura in bormioli con un paio di pietrine. Il trattamento non lo ha reso neanche minimamente vicino all’umido, quindi inutile porre l’attenzione sulla carica e la fumabilità, considerato che anche pressato con un tornio brucerà come un pagliaio in agosto, impossibile crei acqueruggiola, se ci riuscite siete da Guinnes dei Primati. Acceso è eccezionale, su tutto la nota di noci tostate, tipica del burley, una punta di amarognolo viene fuori se scaldato troppo, del resto è un naturale ed è normale che si comporti cosi. Ma quello che mi ha stupito più di tutto è quel suo sapore che mi ha ricordato enormemente un sigaro Avana, e sudamericano in generale, non saprei neanche definirla, non sono un esperto di sigari, ma quella nota di cuoioso, di erba naturale, ed anche di legnoso che solo fumando un bel sigaro sudamericano, cubano su tutti, potrete assaporare, per altro è una nota di sapore particolarmente evidente soprattutto se si fa passare il fumo per il naso, non farlo vi farà perdere gran parte dell’esperienza sensoriale. In effetti a tratti qualche nota ricorda anche il kentucky, proprio in quel suo sapore stallatico e legnoso. Se proprio la devo dir tutta, forse verrò sconfessato dai più esperti o dagli amatori di questo blend, il tabacco da pipa che più mi ha ricordato, soprattutto per gli aromi sprigionati nell’aria durante la fumata è lo Scaferlati Caporal, avrò sognato?. Se devo trovare l’unica vera nota negativa, la pongo sulla durata della fumata, la secchezza del tabacco, che per altro è una sua peculiarità che come detto non andrebbe modificata troppo, lo rende un tabacco che far durare per più di 20-25 minuti è davvero un’impresa, anche in fornelli grandi potrete portarlo avanti per qualche minuto in più al massimo e se poi lo fumate all’aperto, magari con un pò di vento, allora superare il quarto d’ora sarà un’impresa. Aihme essendo nicontinicamente corposo, non sono neanche mai riuscito ad accenderlo in sequenza senza dover attendere un pò di tempo. Assolutamente da provare almeno una volta nella vita, credo possa essere un’ottimo tabacco da miscela. Aggiungendo quei suoi toni caratteristici ed introvabili ad un virginia in purezza, oppure rafforzato da un pò di kentucky, od anche ad affiancare una english leggera, renderebbe una mixture casalinga davvero unica.

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Tabacco’s Reviews

Skiff Mixture
(Samuel Gawith)

Miscela: Virginia, Latakia, Orientali/Turchi

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: 50gr

Costo Italia: 30 Euro

Room note: Tollerabile

VOTE: 8

Ogni tanto spunta ancora qualche Gawith sugli scaffali delle migliori tabaccherie italiane, nel mio caso quelle di Eva e Carlo Vannicelli a Roma. E’ stato proprio nell’ultimo mini carico che mi sono accaparrato un altro top player di Samuel Gawith, un tabacco che avevo fumato la prima volta oltre due anni fa, e che considero come una delle migliori tre balcaniche di sempre, e tra le prime cinque o sei inglesi in generale, ovviamente tra tutte quelle che ho provato. Nonostante sia per me una delle più buone miscele latakiose che abbia mai fumato, ha una presenza su youtube neanche troppo marcata, c’è un video di Moreno e poco più di oltre quattro anni fa, a discapito ad esempio dello Squadron Leader che ha invece numerosissime recensioni italiane. Lo Skiff è sostanzialmente “LA Balcanica” per me, eccezionale nell’apporto che gli splendidi orientali danno ai grandiosi tabacchi Gawith, Virginia ottimi e latakia superlativo. Avrete capito quindi che sono un fan di questo blend, che tuttavia rifumato dopo qualche anno, ho trovato un pò più intenso nei sapori che a memoria erano più incensati, più spostati sull’aromatico e meno sull’affumicatura del latakia. Poco male, è un bel tabacco corposo, non nel senso di carico nicotinico che è assolutamente medio, sulle note dello squadron per capirsi e forse un pizzico inferiore al Commonwealth, ma sui sapori, pieni, ricchi, speziati, accesi, tostati, intensi, in poche parole buonissimi. Evoluzione continua, con una base di latakia sempre importante ma che a tratti si lascia tirare la giacca dai virginia o dagli orientali, in un bilanciamento più sfrontato dello squadron, ma comunque ben bilanciati tra di loro, buono fino all’ultimo puff, non perde mai gli aromi, bruciando egreggiamente in pipa, con una umidità giusta sin da subito. Mi soffermo ancora sul tema umidità perché queste “infornate” inattese di Gawith le sto trovando tutte meno umide di come mi ricordavo, e questo mi riporta ad un interessante video del Pipatore in America, che vi invito a recuperare su youtube, nel quale va a constatare che effettivamente le latte Gawith di nuova generazione sembrano quasi non essere sottovuoto. A pensarci bene anche questo Skiff si è aperto senza il canonico suono del’aria che riprende possesso degli spazi, e quindi forse quel tocco caratteristico di umidità per i quali i Gawith erano ben noti, ad oggi non mi sento più di confermarli con certezza. Tabacco grandioso in conclusione, una miscela che va provata, per capire come si fanno le affumicate, come sono le balcaniche intense, e per avere un confronto rispetto al mercato di rilievo, dopo aver fumato questo rivaluterete la balkan di Peterson, quella di Brebbia, quella di Erinmore, e tante altre sul mercato, capirete perché i Gawith sono un gradino sopra, e per ora, in tanti casi ci restano, valendo ogni singolo euro che costano!

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Sir William
(Rattrays)

Miscela: Virginia, Kentucky, Burley, Orientali/Turchi

Aromatizzazione: whiskye

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: 100gr

Costo Italia: 38 euro

Room note: Piacevole

VOTE: 6.5

Altro tabacco Rattray’s, altro tabacco della British collection, consueta manifattura Kohlhase&Kopp. Tin da 100 grammi in Italia, all’estero, nel mio caso in Germania, è commercializzato anche in formato da 50gr. Non saprei se il William a cui si riferisce il nome sia il William Wallace, eroe scozzese consacrato al grande pubblico dal film Bravehearth con Mel Gibson, o William Temple l’uomo che diede il nome al noto Temple Bar di Dublino, in entrambi i casi direi bei personaggi. Blend di differenti Virginia, Kentucky curato a fuoco e Burley di provenienza Thailandese, a questa descrizione si limita a quella riportata sulla latta, mentre il web è concorde nell’aggiungere alla mixture un pizzico di orientali, ed una aromatizzazione al Whisky. Gli orientali non saprei, c’è una sorta di lieve speziatura che potrebbe essere ascritta a loro, ma la certezza non ce l’ho assolutamente, mentre sul whiskye mi spiace ma calo un velo pietoso, più che alcolico, e magari legnoso ed affumicato come un bel whiskye scozzese, qui siamo ad un sentore dolciastro che assocerei molto piu all’albicocca, alla prugna, insomma a frutta matura e succosa e non ad un alcolico cosi ben marcato come il whiskye. Se proprio di alcolico vogliamo parlare potremmo associarlo più ad un rum, o ad una crema di whiskye, banalmente il baileys, cremoso, dolce sostanzialmente. Tralascio il fatto dell’aromatizzazione appena descritta, ma certamente annusato e poi acceso in pipa virerà completamente rispetto alla probabile idea che vi eravate fatti leggendone la composizione. Mi ha ricordato tantissimo un altro tabacco rattrays, il wallace flake od al suo stretto compare Peterson ossia l’Univerity flake. La differenza è che in questi ultimi due tabacchi non c’è kentucky e viene chiaramente menzionata l’aromatizzazione, seppur lieve, di prugna, ovviamente di entrambi trovare le recensioni su questo blog. Dov’è il kentucky dunque a fare la differenza magari in termini di sapori? Certamente un grande assente, ma mi sembra di comprendere ormai che nella linea della British Collection sia un “errore” piuttosto frequente, che ho ritrovato anche nel Hal O’ The Wynd ed anche nel Brown Clunee, a questo punto direi più una scelta che un errore. Tralasciato il capitolo kentucky, i sapori sono quelli più noti, frutta secca, erbaceo, nocciola, nella prima parte di fumata accompagnati da questa nota fruttata netta, che poi va un pò a scemare nella parte finale di fumata, ma senza sparire mai del tutto. Perché non aver dichiarato già sulla tin la chiara aromatizzazione sinceramente non saprei, quello che però dò per certo è che basteranno pochi puff perché capiate se è un tabacco che amerete o odierete, e non per la qualità attenzione, questa è sempre mediamente alta come per tutta la linea Rattrays, ma perché, se quell’aromatizzazione in fondo incontra i vostri gusti forse avete fatto bingo, altrimenti è un tabacco che difficilmente arriverete a caricare più di 10 volte, io non posso dire che non mi sia piaciuto, ma forse un pò per la delusione delle aspettative, un po’ perché quella nota aromatizzata inattesa e troppo invadente, è un tabacco che sinceramente ho faticato a finire. Come suggerimento posso solo dire che se lasciato all’aria per qualche giorno, un minimo la nota fruttata cala e lo rende più vicino ad un naturale classico. Lo ritengo però adeguato per un fumatore che vuole testare l’aromatizzato senza traumi, o che dall’aromatizzato vuole passare ad un naturale ma senza uno stacco netto, anche grazie al suo corpo nicotinico contenuto che lo rende adatto ad ogni momento della giornata.

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Tabacco’s Reviews

Squadron Leader
(Samuel Gawith)

Miscela: Virginia, Latakia, Orientali/Turchi

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: 50gr

Costo Italia: 30 euro

Room note: Tollerabile

VOTE: 7.5

Se all’università si insegnasse “tabaccologia” lo Squadron Leader sarebbe certamente candidato ad essere l’esempio del capitolo: “cos’è una English Mixture”. Purtroppo ormai non più sul nostro mercato (Aprile 2022) lo Squadron è la English per eccellenza, è l’apoteosi dell’equilibrio, è la descrizione dettagliata di cosa si intenda per miscela inglese, lo fumai qualche anno fa, prima di iniziare a scrivere questo blog, ma avevo in scorta ancora una latta che ho deciso di aprire, per confermarmi se le ottime sensazioni che mi aveva lasciato questo tabacco si confermavano nonostante qualche capello bianco e qualche pipa in più. Se l’Early Morning, oggi di Peterson, si potrebbe candidare alla EM tuttogiorno da accademia, lo Squadron tira su l’asticella dei sapori, e certamente è la EM “universitaria” da fumata meditativa o da ottimo riempitivo dopo pasto. L’equilibrio dei tabacchi che la compongono, inequivocabilmente Virginia, Latakia ed Orientali, è perfetta, permette a tutti di avere un ruolo attivo, ed è talmente ben amalgamato da consentire ad ogni singola fumata di poter offrire un nuovo sapore, una nuova sensazione, un nuovo profumo. Più che un tema di evoluzione, che in effetti questo tabacco non c’è in maniera particolarmente marcata, qui l’eccellenza è nei suoi sapori, di altissimo livello, e come solo casa Gawith e poche altre sanno fare. La grafica della Tin è emblematica, iconica e bellissima, forse una delle più riconoscibili sul mercato pipario, e richiama proprio alla storia di questo tabacco che sembra essere stato prodotto per accontentare i gusti di un caposquadriglia del corpo di spedizione aerea inglese, la famosa RAF (Royal Air Force) durante la Prima Guerra Mondiale, e che poi, in un vanto forse patriottistico inglese, ha utilizzato anche un po’ l’immagine per farsi promotore di propaganda a favore di quella guerra assurda. In effetti, nota di costume, la sua miscela originaria non è questa, ma conteneva del perique, trovate una bella spiegazione di questa storia in un video del pipatore in America che vi invito a recuperare. E’ anche un tabacco iper-recensito, probabilmente uno dei più trattati da pipatori di tutto il mondo, non faticherete a trovare per scritto o in formato video, qualcuno che ve ne parli. Profumi eccellenti, penetranti, su tutti il latakia che si sente molto bene, a crudo ed in fumata, un latakia maschio, tosto che però viene egreggiamente amalgamato da virginia e orientali dolci, miscelati a regola d’arte. La perfetta mix delle foglie di tabacco è già evidente alla vista, il trittico di colori nero, marrone e dorato è palese nella miscela, nessuno prevale e qualunque sia l’entità del pizzico prelevato ci saranno sempre ben rappresentati tutti e tre. Stranamente per i tabacchi di casa Gawith, anche se nel caso dei ribbon un po’ meno a dire il vero, anche l’umidità è buona ed il tabacco è fumabile da subito anche se richiede qualche accortezza in accensione. Nicotinicamente ha corpo ma non è mai pesante, due su una scala di cinque mi sembra un giusto posizionamento, l’ho fumata in ogni momento della giornata e non ho mai accusato il colpo, anche in cariche ripetute a breve distanza, però ripeto, la bassa carica nicotinica non dia l’idea che questo sia un tabacco poco saporito, tutt’altro. Migliore in fornelli più contenuti, capaci di far sprigionare bene tutti i sapori di questa mixture, in fornelli più capienti l’ho trovato un pò più scialbo, meno sapido, meno gustoso. Il suo problema? Se di problema si può parlare poi, per me è esattamente il suo punto di forza, ossia l’equilibrio. E’ il perfetto equilibrio che non lo fa mai sbilanciare, che non accentua nessuna sua nota ma permette a tutte di esserci in maniera omogenea, non osa mai, punta sul suo essere una certezza e li rimane, vogliamo fargliene un torto? In conclusione che dirvi, lo Squadron è la mia english preferita? No. Ho fumato English migliori? Sicuramente si. Però lo Squadron è un porto non sicuro, sicurissimo, è la scelta certa quando non si ha chiaro cosa si voglia fumare, è un tabacco che non può deludere e sarà capace sempre di offrirvi una esperienza di fumolento eccellente, gratificante, appagante, in poche parole lo Squadron è la pipa!

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Tabacco’s Reviews

Standard Mixture
(Peterson)

Miscela: Virginia, Orientali/Turchi, Latakia

Aromatizzazione: nessuna

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: Tin 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 8

Un’altra storica miscela a marchio Dunhill, oggi riproposta da Peterson e prodotta da K&K. In effetti, benché la standard mixture non sia venduta in Italia, è McConnell che nella serie Heritage, e con il nome di Notting Hill, la ripropone anche da noi. La premessa, nonostante parliamo di una EM classicissima, non è stata delle migliori, perche come sa chi segue questo blog, la mixture di McConnell non mi è piaciuta affatto, forse il voto peggiore di tutta la collection, che in generale ho invece valutato molto bene. Con queste premesse non positivissime ho aperto la tin di Peterson, comprata in Germania al costo di circa 13 euro. Gli odori sono intensi, ottimi, pungenti, aciduli, un classico delle affumicature, ma c’è anche molto incenso, aromaticità, un bell’equilibrio che si ripropone anche in fumata, sprigionando un odore davvero buono, forse uno dei migliori in assoluto parlando di English Mixture. Anche nei sapori ha avuto una bella evoluzione, nei primi giorni con una marcatura su orientali e virginia, ma il tabacco a contatto con l’aria ed assestandosi nei giorni a seguire ha fatto prendere corpo al latakia, che è cresciuto e diventato un altro perno importante della mixture. In generale comunque una inglese non pesante, con un ottimo equilibrio tra i tabacchi del blend e che se dovessi paragonarla, direi che va posta sulla stessa linea di affumicate leggere come l’Early morning su tutte, e decisamente un ottimo candidato a questo tipo di sapori anche nei periodi caldi, quando un eccesso di latakia potrebbe disturbare e si cerca invece qualcosa di più light. In generale molto convincente, buona, con una evoluzione interessante, un ottimo spazio di manovra per gli orientali, eccellenti, speziati, aromatici, un porto sicuro che decisamente va provato. Credo disponibile anche in Spagna e Svizzera, oltre alla già citata Germania, non saprei se ricalca correttamente l’originaria miscela Dunhill, ma quel che è certo è che è forse una delle migliori prove di Peterson in termini di tabacco.

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Tabacco’s Reviews

St. Bruno
(Mac Baren)

Miscela: Virginia, Kentuky, Aromatico ad essenze floreali, Agrumi

Taglio: Flake

Forza: Medio

Confezione: busta 50gr

Costo Italia: 9,80 Euro

VOTE: 6

Tabacco dalla storia controversa il St. Bruno, che, caso forse più unico che raro per il nostro bel paese, se all’estero è venduto in Tin e come blend di fascia medio-alta, in Italia invece è commercializzato come busta e quindi nella fascia degli economici, addirittura intorno ai 10 euro per ora. Già solo questo aspetto mi ha incuriosito moltissimo, perché per quanto la conservazione del tabacco faccia certamente la sua parte, dire che il cambiamento può essere cosi radicale è difficile da credere. Per di più, benché venduto in busta, è ulteriormente sigillato in una scatoletta ermetica all’interno della busta stessa, che ne salvaguarda la freschezza e la perfetta umidita. Il primo grosso errore su questo tabacco, che ha portato anche me a lasciarlo a lungo da parte prima di comprarlo, è che è da molti considerato un aromatizzato, essendo nella composizione del blend, indicato erroneamente come un aromatizzato agli agrumi ed a sapori/odori floreali, mentre io lo inserirei assolutamente tra i tabacchi naturali aromatici, essendo tali aromi davvero di puro e lontano contorno e non preminenti. Certamente è raro, almeno per me, che il profumo a crudo di un tabacco mi riesca ad inebriare come il St. Bruno che è davvero una esplosione di odori, persistenti, intensi e buonissimi. C’è tutto l’aroma del virginia, in quel profumo di pomodorini, di fieno, d’erba fresca; c’è il rinforzo aromatico, “cuoioso”, tostato del kentuky, e di fondo, in maniera del tutto non invasiva c’è appunto questa nota floreale ed agrumata, a dare un tocco in più, forse più vicina agli odori della serie Kendal di Samuel Gawith, del 1792 ad esempio o del dark flake di G.H. Insomma una volta annusato è un tabacco che vi conquista e vi chiama immediatamente alla carica in pipa ed alla fumata, le aspettative in questa fase sono davvero altissime. E’ un altro flake, benché di taglio piccolo, tanto che servono un paio di fette per riempire un fornello medio, che non si fatica troppo ad accendere, l’umidità è giusta, ed una volta avviato non dà alcun problema, anche se nei primissimi giorni può creare un po di acqueruggiola se fumato in maniera troppo veemente. In fumata la prima cosa che spicca è che la nota agrumata, va ancora più in sottofondo, diviene quasi impercettibile, e la cosa è ancora più accentuata se fumato più secco e magari sbriciolato a ribbon, in taluni casi non si avverte proprio più. Rimane un buon Virginia-Kentuky, che non grida al miracolo sia chiaro, ma che soddisfa, si presta bene un pò in tutta la giornata, non essendo particolarmente spinto di nicotina, e riesce ad altalenare una buona compresenza dei Virginia con il Kentuky, che si scambiano vicendevolmente la scena soprattutto nella prima metà fornello. E’ un tabacco che benchè non sia propenso al facile surriscaldamento va fumato con calma pena la perdita dei sapori, è quindi è un ottimo banco di prova sia come flake, ma anche come tipo di composizione, per i neofiti del genere. Nell’ultima parte rischia di liberare delle note ammoniacali ed acidule o di virare in un sapor sigarettoso che gli fa perdere gli aromi principali ed indica chiaramente che la fumata si sta dirigendo al termine. Come principali difetti tuttavia ne annovero un paio, molto piatto nei sapori, l’evoluzione è minima ed alla lunga può stancare, e poi, benche, come detto non è un aromatizzato, la nota dolciastra, melassosa di sottofondo è piuttosto persistente e devo dire che alla lunga mi ha davvero stancato. Insomma, in generale promosso con sufficienza questo st.Bruno, non fatico a credere che potrebbe essere venduto in TIn a costi anche maggiori, e manterrebbe tutti i suoi estimatori, quindi sperando che il distributore in italia non se ne accorga mai, godiamocelo ad una cifra che lo rende un gregario, ma di livello, da avere assolutamente in cambusa.

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Tabacco’s Reviews

Stirling Flake
(Rattrays)

Miscela: Virginia, Burley, Kentucky

Aromatizzazione: nessuna

Taglio: Flake

Forza: 3.5/5

Confezione: 50gr

Costo Italia: 21.5 Euro

Room note: Medio-forte

VOTE: 7

Altro protagonista della flake collection di Rattray, lo stirling flake si affianca al wallace flake ed al malcom flake con i quali condivide affinità e differenze. Cominciamo a dire che tutti i tabacchi di questa collection, le cui recensioni le trovate sia qui sul blog che sul canale youtube, sono ottimi prodotti, buoni, con una fumabilità perfetta, confezionati in flake compatti, scuri ed alla giusta umidità. Il filo conduttore dei tre è il mix virginia-burley, che nel caso dello Stirling e del Malcon aggiunge anche del kentucky. Lo Stirling però non dichiara alcun topping, mentre i due cugini carnali si descrivono l’uno con aroma di ananas e l’altro con aroma di prugna, che poi sono in realtà più addolciture dei virginia che non delle aromatizzazioni, il cui aroma di frutta si ferma all’olfatto e non entra mai in fase di fumata. Lo stirling dei tre tabacchi è certamente quello più tosto, un bel tabacco diretto, rustico, riempitivo. Il kentucky è ben presente nella miscela, non ovviamente kentucky italiano, ma quello americano che più rimanda alle note di stallatico, di cuoio, terroso, ma anche di un non so che di floreale, tanto che aperta la tin ed annusata, potrebbe lasciar pensare in effetti ad una aromatizzazione, qualcosa al limite tra il floreale e la frutta matura, un po’ la sensazione che mi ricorda l’ormai non più disponibile 1792 kendal collection di Gawith. Meglio dichiararlo subito, non è un tabacco che ha incontrato, per sua natura e composizione la mia preferenza, ma qui il tema non è di per sé sul buono o cattivo, ma proprio di gusto personale. Certamente ad oggi la sua comparazione più ovvia è con l’old dark fired oppure il bold kentucky entrambi di Mac Baren, entrambi della serie HH. Pari composizione, resa differente. Questo Stirling flake ha più nelle sue note aromatiche e fruttate naturali le sue peculiarità, il burley incide poco e funge più da riempitivo, il kentucky è ben presente e caratterizzante, è il protagonista di tutta la fumata, si lascia insaporire dal virginia, ma senza mai permettergli di prendere la scena. Nei due tabacchi HH (anche di questi le recensioni sono su questo blog) però ho trovato un maggior equilibrio tra i sapori, e mi hanno in generale catturato di più, non saprei dire bene perché, probabilmente la motivazione è esclusivamente soggettiva, ma se oggi dovessi scegliere quale ricomprare, seppur con un costo di 3-4 euro superiore, riprenderei certamente gli HH. Nicotinicamente un bel tabacco corposo, non un tuttogiorno certamente, arriva allo stomaco se mal gestito e trova i suoi momenti migliori dopo un bel pasto magari a base di carne e brace. Lo Stirling conferma l’alta qualità del trittico sopra citato, certamente da provare, la possibilità che vi conquisti non è affatto remota, certamente nella platea dei virignia-kentucky un punto fermo.

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St. James Flake – Kendal Collection
(Samuel Gawith)

Miscela: Virginia e Perique

Taglio: Flake

Forza: Medio-Basso

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 30 Euro

Room note: Medio

VOTE: 8

Della linea Kendal collection di S.G. È decisamente il mio preferito. Piuttosto umido come per tutti i tabacchi di casa Gawith, ha bisogno di respirare un po’ prima di essere fumato. Favolosa la dolcezza del Virginia, di primissima qualità, ben presente anche a crudo, con il classico odore di erba, pomodorini e fieno, ma ben accompagnato dal pizzicore mai fastidioso del Perique in sottofondo. Equilibrato, con una ottima evoluzione che a mio parere dà il meglio da metà fumata. Speziato, profumato, dolce il giusto, è un tabacco che non stanca mai e per me adatto ad ogni momento della giornata, anche nicotinicamente non è assolutamente pesante, anche se fumato ripetutamente ed in ogni momento della giornata. Buono anche per un neofita, è un tabacco che scalda il giusto il fornello e permette di avvicinarsi pienamente a questo genere di blend, ma offrendo quel pizzico di gusto e particolarità che a mio parere non c’è negli straight Virginia. Acqueruggiola difficile da vedere se fatto respirare prima della carica, che sia questa sbriciolata a ribbon oppure fumato cosi come venduto da casa Gawith, a flake intero.

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St James Park
(Robert McConnell – Heritage)

Miscela: Virginia, Latakia, Orientali, Black Cavendish

Taglio: Ribbon

Forza: Medio-leggero

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 22.50 Euro

Room note: Tollerabile

VOTE: 6

Tutta la serie Heritage come sa chi legge le mie recensioni, sostanzialmente mi convince, qualcosa di più qualcosa di meno, qualche eccellenza vera e qualcosa che si poteva evitare, ma nella sostanza mi ritengo fortunato che sia interamente importata in Italia. Questo St. James Park è la riproposizione del “the Appetizer” di Duhnill, che come di consueto il sottoscritto non ha provato, e quindi non può paragonare.  E’ una modern English, classica, quindi Virginia, Latakia, orientali e black cavendish, tra le mie scelte preferite nelle affumicate e quindi forse la delusione parziale di questo tabacco è inversamente proporzionale alle aspettative.  Delusione parziale perché anche in questo caso ci troviamo di fronte a qualcosa di ben fatto in generale, ma che sinceramente alla domanda: “era importante averlo?” la mia risposta è un secco no. Direi che potrebbe definirsi più che una modern una miscela scozzese, se vogliamo intendere con questo termine una affumicata ma non intensa, più scarna di latakia, insomma un cugino bruttarello del red Rapparee o del Black Mallory di Rattrays. Mediocre, una sufficienza certo, con una affumicatura importante che domina la scena, un black cavendish che incide poco, ed in generale un blend che certamente poteva osare di più. Il nome in parte gli si addice, la carica nicotinica non eccessiva lo rende perfetto proprio per i momenti di metà giornata, lontano dai pasti, quando anche qualcosa di poco corposo può andar bene, basta in fondo quel sapore di affumicato a soddisfare le nostre voglie. Su Tobaccoreview non ha avuto un gran successo, al momento viaggia su un 2.0 come voto e sinceramente conferma un pò le mie sensazioni, un tabacco senza nulla da dire, sta li, da quel sapore giusto di latakia per “drogati” della tipologia, ma se fumato con un po di attenzione e non nella distrazione, appunto di un aperitivo tra amici, non avrebbe alcunché da dirci. Evoluzione praticamente inesistente, come inizia si completa, si irrobustisce un po’ nei sapori andando avanti, ma è più un rovinarsi nelle speziature iniziali che non una reale trasformazione. Ancora una nota sul black cavendish, non so in che quantità sia stato utilizzato, ma incide davvero poco, quella nota acidula, alle volte dolce che può dare alla miscela, manca del tutto; non c’è nemmeno quella sua speziatura, soprattutto se ben amalgamata con gli orientali, insomma non permette realmente alla English Mixture classica di essere definita una modern, perdendo del tutto il suo ruolo. Alla lunga, e intendo dopo 5-10 fumate è un tabacco che annoia, questa è il suo peggior difetto a mio dire, non ha alcuna eccellenza, ma nemmeno un generale linea di piacere per tenere il fumatore ingaggiato, ed allora la tendenza è che giunti a quel numero di fumate semplicemente è facile che venga abbandonato in “dispensa” oppure regalato a qualche amico.

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Sunday’s Fantasy
(Thomas Radford)

Miscela: Virginia, Black Cavendish

Aromatizzazione: Frutta, Agrumi

Taglio: Ribbon

Forza: 1.5/5

Confezione: busta50gr

Costo Italia: 10 euro

VOTE: 6

In estate alle volte mi viene voglia di fumare qualcosa di “dolce”, è tendenzialmente il momento dell’anno in cui, anche per via del numero maggiore di possibili fumate giornaliere, decido di testare qualche bel panettone. Il Sunday Fantasy è una istituzione in tal senso, tabacco longevo sul mercato e molto discusso, che un po’ come il clan, tutti dichiarano di odiare, ma pare che tutti abbiamo almeno provato. Lo fumai tra i miei primissimi tabacchi, grazie ad una busta che mi regalò mio fratello, ma era giusto alla luce di una esperienza molto maggiore, concedergli una possibilità più strutturata ed una collocazione nelle mie recensioni, quanto meno per capire quanti insulti questo possa portarmi! Tabacco tedesco, prodotto dalla Poschl Tabak a marchio Thomas Radford, certamente non una casa che si trova di frequente, e che ad oggi vede attribuito solo un altro tabacco nella sua produzione, oltre il Sunday Fantasy. Bella la busta, con un omino stilizzato in stile 800, che fuma una churchwarden presumibilmente in schiuma considerato il suo colore bianco. Parto dalle due note per me positive di questo tabacco, che premetto, ricordavo molto peggiore ed in parte mi ha anche un pizzico stupito. Primo elemento, è additato come un panettone stratosferico, una di quelle aromatizzate terribili, potenti e stucchevoli oltremodo nel gusto, ma in verità, alla fine di una busta da 50 grammi, posso con il senno del poi dire che è molto meno chimico di come lo ricordavo e di come viene descritto. La carica di aromatizzazione è importante intendiamoci, la nota di frutta matura con sottofondo di agrumi c’è, è costante e domina tutta la fumata, ma l’ho trovata lontana da tremende aromatizzazioni chimiche che mi sono capitate in altri tabacchi in passato. Secondo punto di merito, contrariamente a tante miscele a base black cavendish fortemente aromatizzato, non è un tabacco che scalda oltre modo se gestito correttamente. L’ho fumato prevalentemente in spiaggia, durante il giorno, anche con il classico vento che si alza al mare, ma non mi ha mai ustionato ne la bocca ne la mano che teneva la pipa. Pensare di sentire del virginia qui è una chimera, ma i suoi sapori permanenti e primari, resistono dal primo all’ultimo puff, forse un pizzico degradano, si fanno più rustici, ma quel sapore di pesca, albicocca, vaniglia e susina vi accompagnerà per tutta la santa fumata! Del resto è una aromatizzata, non è quello che dovrebbe fare? Citando invece le sue note negative, devo dire che queste ricadono soprattutto nel campo della mia soggettività, notoriamente non sono un estimatore delle aromatizzazioni marcate e questa miscela non ha fatto la differenza. Fumato con costanza, ogni giorno per oltre dieci giorni, anche due o tre volte al giorno, mi ha dopo poco cominciato a stancare. L’evoluzione è scarna, piatta direi ed i suoi sapori costanti dopo 30-40 minuti non possono non dare noia. Lo suggerirei decisamente come tabacco entry level per i nuovi pipatori, sia per la caratteristica di non bruciarvi la bocca, ma anche perché si fuma benissimo, la combustione procede perfetta e la carica nicotinica è davvero bassa, quindi un perfetto compagno di giornata. Bello il contrasto di colori tra i virginia chiari e le foglie scurissime di black cavendish con una sminuzzatura del tabacco certamente non minuziosa, sembrerebbe quasi una foglia “strappata”. Se amate le aromatizzazioni chiare ma non disgustose, le chiare note di frutta, ed avete qualche pipa da dedicargli considerato l’impestamento dei fornelli, può essere il vostro tabacco, e comprendo molto bene perché, nonostante i tanti veri o presunti detrattori, sia costantemente venduto in ogni tabaccheria fornita anche al minimo per noi pipatori!

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Superba
(Lubinski)

Miscela: Virginia, Orientali/Turchi, Latakia, Kentucky

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: scatola 100gr

Costo Italia: 34 Euro (2024)

VOTE: 7.5

Uscita come special edition, ormai almeno 5 anni fa, per l’anniversario della fondazione di Lubinski, le miscele Superba, accoppiata con la Maxima, ancora oggi sono presenti in avanzi di tabaccherie, e forse sottovalutate dai più. Il primo a non averle correttamente considerate sono stato proprio io, che infatti mi sveglio solo nel 2024 per prenderle entrambe e finalmente provarle. Il mio attendismo in verità è derivato soprattutto dalla quantità, non amo i tabacchi da 100gr perchè penso sempre che se non piacciano molto, finirli è molto complicato, soprattutto per chi come me, fuma unicamente una miscela alla volta. La verità è che pero oggi, già solo per non essere stati intaccati dagli aumenti di prezzo, essendo in teoria due special edition non piu prodotte, hanno un costo fuori mercato (in meglio) per l’Italia. 34 euro per 100 grammi, praticamente 17 euro per 50gr di buona qualità, non ci comprate neanche il Vintage Latakia. La Superba in questione, è delle due uscite quella dichiarata più strong, per capirsi è il Nightcup rispetto all’Early Morning, è il tabacco con piu corpo e sapore, probabilmente piu adatto agli amanti dei latakiosi intensi, e delle fumate post pasti importanti. Da sottolineare anche il fatto, che per questa special edition, il latakia dichiarato è siriano, sarà vero? Non saprei proprio non avendo provato l’originale, potrebbe essere che Lubinski ne avesse conservato in scorta una buona quantità e lo abbia tirato tutto fuori per questa speciale occorrenza, chissà… Di base siamo davanti ad una EM classica, che pero se nel Maxima vede l’aggiunta di Burley, qui invece lo sostituisce con il Kentucky, anche questo a dimostrazione di voler produrre una mixture più intensa e carica. In effetti forse il kentucky è proprio il più assente dei tabacchi, non incide particolarmente, se non forse nel corpo del blend, che tuttavia mi aspettavo molto maggiore. È si un tabacco nicotinico, probabilmente più della media delle affumicate in circolazione, ma non esagerato o non gestibile. L’ho fumato un pò tutto il giorno e mi ha sempre lasciato sazio, ma senza alcun malessere da nicotina. Intensa invece la nota latakiosa, un latakia in effetti più potente della media, piu acetato, più incensato e che è il vero protagonista della mixture, sovrastando, forse anche troppo, tutti gli altri gregari.  Miscela buona alla fine, che non fa gridare al miracolo, ma che risponde bene agli amanti del genere, a chi apprezza il nightcup, il 965, ed altre miscele a trazione latakiosa, e comunque ad un prezzo che ad oggi è un miraggio nella fitta nebbia tabagista italiana.  

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Super Balkan
(cornel&Diehl)

Miscela: Virginia, Orientali/Turchi, Latakia, Burley, Perique

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 1.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: non disponibile

VOTE: 8.5

Il nome fuorviante, che lascia immaginare una miscela balcanica a tutti gli effetti, una volta appurato che non parliamo di una balacnica pura, non solo non delude, ma forse si lascia apprezzare anche di più. Regalatami da un amico in una delle reunion dell’Unofficial pipa club romano, prendo volentieri un tabacco Cornel&Diehl, che gia di per se è cosi una garanzia, per scoprire poi durante la prima fumata, una delle miscele più buone del panorama americano (tra quelle che ho provato è ovvio). Trionfo di odori e di sapori, in effetti la Super Balkan, contrasta la semplicità della grafica della sua confezione con una vera esplosione di sapori, tutti intorno ad orientali turchi davvero mai sentiti prima. Poco conta quindi che sia una balkanica “sporcata” da tabacchi aggiunti, Burley e perique, o che il perique sia quasi inesistente in ogni sua sfaccettatura, il Super Balkan è una delle miscele più saporite che abbia mai provato in casa C&D. il burley da quel tocco di rusticità in più, essendo tipicamente americano, aggiunge note nette, amarognole a volte, legnose, potenti. Il latakia è egreggiamente miscelato ad un virginia eccellente, ma gli orientali signori!, gli orientali sono qualcosa di egreggio, raramente potrete trovarli cosi, con una qualità di questo livello, e con una incisività sulla mixture di questo tipo. Collante di tutto, rendono davvero onore al nome di questo tabacco, ne fanno una potenza incensata, affumicata, legnosa, capace di scambiare i sapori con quelli del burley, di cambiare ad ogni puff, di evolvere in meglio, di bruciare egreggiamente permettendo una lunghissima goduria che si vorrebbe non finisse mai. Nicotinicamente medio basso, è davvero un tabacco ideale anche per il caldo dell’estate, perché accompagna in maniera orientaleggiante le calde serate della bella stagione. Promossissimo, conto di riprenderlo alla prima occasione perché mi ha stregato del tutto.  

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Ten Russian – Captain Earle’s
(cornel&Diehl)

Miscela: Virginia, Orientali/Turchi, Latakia, Cavendish

Aromatizzazione: none

Taglio: Krumble Cake

Forza: 2.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: non disponibile

VOTE: 7.5

Approcciarsi ad un tabacco americano è quasi una certezza, nel senso che non ti aspetti mai nulla di spiacevole, non ti aspetti alcuna delusione, e tendenzialmente l’unica aspettativa è se sarà un tabacco buono oppure eccellente. Gia a metterci il naso questo Ten Russian, promette davvero molto bene, il sentore intenso di latakia è potente, sa di brace e di legna, ed anche dal colore del tortino di tabacco appare chiaro che il blender ha spinto molto in questo senso. Però non è la sola nota, perche l’incensatura unica delle affumicate americane, è accompagnata in maniera chiara e netta dalla nota acidula ed incisiva dettata dal Cavendish non aromatizzato. Siamo davanti ad una modern english da manuale per capirsi, e certamente nelle note olfattive direi una modern ben realizzata. L’odore però è solo la prima di una serie di affinità che questo tabacco ha con il Mississipi Mud, ma ancor di piu con il Gaslight quest’ultimo a marchio GLPease. In fumata che vi devo dire è un tabacco a due tempi, nel senso che se la prima metà è dominata dalle sferzate del latakia, dominante, imperativo, importante, nella sua seconda metà, lascia salire il cavendish, che più che altro tende a mitigare almeno le punte piu intense del latakia, e ad inserirsi con delle note dolci, non marcate e mai preminenti, ma che bilanciano leggermente la mixture, ed in qualche modo la “alleggeriscono”.  Le note di questo blend mi vedono contraddetto nel giudizio, ci sono elementi che adoro, come l’acidulo ed il dolce al sottofondo di un latakia strepitoso, ma al contempo credo che, in particolare nella sua prima metà, forse risulti alle volte troppo sbilanciato, o quanto meno, mi spiego meglio, troppo sbilanciato per poer esser eun tabacco “nazional popolare”. Quando scegli una spinta cosi chiara nei sapori, scegli anche un target di fumatore, qui certamente non siamo alla ricerca della mixture che affascini anche il fumatore di virginia in purezza, o di EM molto aromatiche, quasi balcaniche in stile Westminster. Qui potrete trovare un tabacco da 10 o da 7, dipende dal vostro gusto, certo meno di 7 non si va, perché siamo davanti alla consueta qualità di alto spessore, ma il gusto si sa va oltre! Interessante la nota di corpo, per essere una EM ha la sua giusta dose di nicotina, non stordente, ma lascia soddisfatti al termine dell’esperienza. Bruciabilità eccellente, anche spezzettato da kramble non avrete alcun problema a caricarlo in pipa ed accenderlo immediatamente!

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Tilbury
(Esoterica Tabacciana)

Miscela: Virginia, Burley

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: Tin 50gr

Costo Italia: non disponibile

VOTE: 7

Come di consueto per la collection Esoterica Tabacciana, anche il Tilbury è un chiaro rimando geografico e storico al Regno Unito. In questo caso Tilbury è una città fluviale del fiume Tamigi, famosa storicamente perche Elisabetta I ci fece un emblematico discorso alle truppe britanniche prima di un scontro contro l’Armada Spagnola a fine 1500. Mixture Virginia-Burley che nelle prime fumate mi ha ingannato, a riprova che ogni tabacco per essere capito va fumato per almeno 10-15 volte, o si rischiano delle belle cantonate, al netto di tabacchi come il Comune ade esempio che invece al secondo puff si identificano chiaramente per essere delle immondizie da pattumiera. A parte gli scherzi comunque, il Tilbury inizialmente mi era parso come un virginia-burley di stile europeo, con burley mandorlato e dolce, ed una nota cmq più bilanciata ed equilibrata rispetto alla rudezza delle pari miscele d’oltre oceano. Invece dopo le prime cariche, si è tramutato proprio in questo, ma con una doppia anima nella fumata davvero interessante. Se infatti nel primo terzo di fumata, parte zuccherino, all’insegna di virginia erbacei e dalle note di frutta secca, e con una bassa incidenza di burley, in corso di fumata, quest’ultimo di rafforza, cresce, e cresce ancora di intensità e regala una chiusura di fumata all’insegna di una miscela, spostata sensibilmente verso il burley, in cui le note vincenti sono quelle piu legnose, toste, popolane come piace dire a me, insomma un burley molto americano, che mi ha ricordato molto l’HH Burley Flake. rispetto a quest’ultimo mi è piaciuta molto questa sua evoluzione a doppia anima, l’HH lo ricordo piu piatto, ma di contraltare forse più buono complessivamente nei sapori. Occhio però perche qui la nota soggettiva è preminente, io amo i virginia zuccherini e le miscele come queste in stile park lane, ma se siete invece per l’HH o ancor piu per un tabacco come il seven state burley di Conrlel&Diehl, quindi con un burley potente e centrale, prendete il voto che ho dato ed aumentatelo almeno di un punto.

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Torben Dansk 40 Jubilee Smooth Latakia
(Dan Tobacco)

Miscela: Latakia, Black Cavendish

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 2.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: non disponibile

VOTE: 7.5

Avevo testato la potenza del latakia del brand Torben Dansk, prodotto da Dan Tobacco, con la mixture: Torben Dansk Latakia, la cui recensione la trovate su questo blog, e con il 40 jubilee devo dire che il passo di differenza è davvero breve. Se il primo tabacco citato è un latakia in purezza, questo Jubilee aggiunge black cavendish, non aromatizzato, e teoricamente utile a smorzare leggermente le punte più elevate e ruvide. Ci riesce? In verità non moltissimo, e questo rimane un tabacco bello tosto, diretto, dai sapori netti e chiari, e che decisamente non può piacere agli amanti di affumicature delicate ed aromatiche in stile balcanico. Scuro, quasi nero, del resto i due tabacchi che lo compongono non hanno grandi sfaccettature nei loro colori primari, è un ribbon dall’elevata fumabilità, forse anche troppo secco, e con una bruciabilità elevata. Si presenta anche con un tono di nicotina non indifferente, per essere un latakioso certamente oltre la media standard del mercato, e due fumate di seguito nel mio caso non le ho rette. La descrizione di casa madre lo indica come una miscela scura, e fin qui ci siamo, con un Black Cavendish morbido, non aromatizzato, aggiunto ad un 10% di latakia, e su questa quantità mi è più difficile da credere. La descrizione continua con un: gusto ricco e complesso, sottilmente affumicato e dolce. Ora, sul sottilmente dolce ci posso stare, in effetti il Black Cavendish riesce, sottilmente per l’appunto, a mitigare la potenza del latakia. Ma sul sottilmente affumicato proprio no, sottilmente di che? Qui siamo davanti ad una botta latakiosa con pochi paragoni sul mercato, i sapori sono forse anche complessi, ma tutti livellati su toni ruvidi, maschi, diretti. Gli amanti del early morning stessero lontani da questa miscela, se invece i vostri gusti vi hanno spinto verso un Commonwealth di Gawith o un Brebbia Latakia, forse potrebbe fare per voi, ma considerate comunque una maggior potenza delle sfaccettature del latakia, con affumicatura chiara, sembra quasi di prender boccate d’aria sulla legna che scoppietta nel camino. Certamente non un tabacco da ombrellone, il suo punto di eccellenza potrebbe essere accompagnato da un bel whisky torbato scozzese, un Lagavulin od un Oban magari, a seguito di una bella cena di carne rossa cotta alla brace, possibilmente in un paesaggio innevato.

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Torben Dansk Burley
(Dan Tobacco)

Miscela: Burley

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 2.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: non disponibile

VOTE: 5.5

Eccomi alle prese con un altro tabacco della selezione del Torben Dansk, di casa Dan tobacco. Tra i vari che ho provato, e di cui trovate le recensioni su questo blog, questo è il secondo tabacco in purezza. Avevo fumato il Latakia, ed in questo caso invece parliamo del Burley. Colore marroncino chiaro, odori di cioccolato e frutta secca. Sarà che forse non è pensato per essere fumato per fare delle mixture casalinghe, premetto che non è un tabacco che mi ha convinto molto.  I sapori in bocca sono quelli di un sigaro toscano non di grandissimo spessore, un classico? Un extravecchio? Insomma qualcosa di abbastanza abbordabile e popolano, ma con un retrogusto amarognolo o tendente all’amaro che devo dire non mi è piaciuto per nulla. Siamo insomma sull’onda di un tabacco naturale nel vero senso della parola, uno scaferlati caporal, un semois belga, ma con le dovute differenze in cui questa mixture perde un po su tutti i fronti.  Forse il suo paragone piu adeguato è quello del kentucky utilizzato per il comune o il forte, quindi potete immaginare da voi di cosa parliamo, per altro con la chiara necessità di essere fumato molto piano, pena un incremento delle note amare all’ennesima potenza. Sapori terrosi, basici, c’è poco della nota cioccolatosa e di mandolra e noci tipiche del buon burley dolce che piace a me. Lato positivo la fumabilità, è un tabacco secco, che brucia sin troppo velocemente, e che si porta dientro anche un discreto carico nicotinico, capace di riempire lo stomaco. Suggeribile solo come parte di una mixture casalinga, e se indubbiamente siete per i sapori più rustici e terrosi, anche dei classici kentucky italiani, altrimenti stategli alla larga, non vi piacerà assolutamente!

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Tabacco’s Reviews

Torben Dansk Latakia
(Dan Tobacco)

Miscela: Latakia (Cyprus)

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: non disponibile

Room note: Tollerabile

VOTE: 7

In termini di latakia in purezza questo Torben Dansk è certamente uno dei tabacchi, almeno a livello europeo più gettonato e particolarmente diffuso. Aihme non presente in italia, dove l’unica miscela similare è il “Pure latakia” prodotto da Robert McConnell, certamente si presta a miscele casalinghe di un certo spessore. Io l’ho fumato cosi com’è, in purezza, e posso dire che se amate l’affumicatura strong ma non mancante di aromaticità, questo potrebbe decisamente fare al caso vostro. Ma quindi il latakia in purezza si può fumare? A quanto sembra dalle recensioni on line, le miscele di solo latakia come questa vengono più facilmente utilizzate per mixture casalinghe, addirittura alcuni commenti indicavano il Torben Dansk come adatto solo a produrre delle miscele, ma secondo me, un buon latakia, come quello cipriota di questa versione marchiata Dan Tobacco, è invece assolutamente fumabile senza alcuna modifica. Partiamo con i punti di forza di questa miscela, che bilanciano quelli più problematici e che alla fine offrono un ottimo prodotto nel suo complesso. Innanzitutto diciamo che, benchè le note torbate, legnose, affumicate, siano preminenti e centrali per tutta la fumata, l’ottimo latakia non risulta mai estremo, mai troppo spinto nelle sue note rustiche, e mantiene una nota aromatica, molto incensata, che lo rende forse non un tabacco per tutti, ma aperto ad un’ampia fascia di popolazione “piparia”.  Nero come la pece nei suoi colori, è anche genericamente secco, peccato però, e qui siamo invece sulle sue caratteristiche per me più problematiche, che il taglio con il quale è venduto, dichiarato ribbon, è decisamente più grossolano, con interi pezzetti di foglie anche piuttosto grandi, che ho ritrovato simili, ma senza gli stessi problemi di fumabilità, solo nel Gaslight di G.L. Pease per chi l’avesse provato, e che lo rendono un tabacco davvero di difficile gestione in partenza. Non so se sia il taglio nello specifico, non so se forse anche il fatto di essere un tabacco particolarmente pregno di particelle e polveri del tabacco stesso, tanto che se manipolato vi sporcherà le mani peggio che cambiare una gomma all’auto, ma una serie di fattori lo rendono in accensione davvero un compagno ostico. E’ forse il tabacco più faticoso da accendere che mi si a mai capitato, per carità non che i Gawith scherzassero, ma li la nota di umidità soprattutto dei flake ne era la causa palese ed evidente, al massimo li lasciavi a tin aperta per 24-48 ore e si normalizzavano, qui qualunque sia la vostra gestione, preparatevi ad una grande pazienza iniziale, raramente non ho dovuto accenderlo anche 4-5 volte perché prendesse finalmente bene il braciere e poi proseguisse devo dire senza più intoppi. Un tabacco che ho trovato migliore se schiacciato maggiormente, pressato più nel fornello limitava in parte questa difficolta a partire correttamente nella combustione, forse proprio per via di quel taglio che non consentiva una buona aderenza tra pezzetti di tabacco e quindi di brace. Tabacco consigliato agli amanti delle English molto spostate sul latakia, un amante del commonwealth potrebbe adorarlo, uno che preferisce una balcanica molto ammorbidita dagli orientali, od una English leggera come l’early morning, potrebbe a tratti esserne anche disturbato. Ultime note sull’evoluzione non particolarmente presente, ma del resto parliamo di un mono-tabacco, non si possono fare miracoli, e dal tasso nicotinico, medio-basso, non una miscela che riempie per la nicotina, lo fa molto di più per via dei suoi sapori che certamente lo rendono adeguato ad accompagnare un bicchiere di Ardbeg o Laphroig ed una bella fiorentina alla brace!

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Tabacco’s Reviews

The Balkans
(Savinelli)

Miscela: Virginia, Latakia, Orientali, Black Cavendish

Taglio: Ribbon

Forza: Leggero

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 22 Euro

Room note: Tollerabile

VOTE: 4.5

Savinelli ci prova anche con i tabacchi, il nome e la capillarità della sua presenza italiana glielo permette sicuramente, ed anche approfittando delle illustri uscite dei tabacchi inglesi ed americani, il margine per inserirsi c’è tutto, peccato che qui siamo dinnanzi a quello che potrei definire un suicidio. Un suicidio si, perché se non bastasse il netto calo di qualità sulle pipe, “sporcare” ulteriormente il nome dell’azienda anche con un tabacco di cui sinceramente si poteva fare a meno non è il massimo per il brand. Oggi mi soffermo su questo “the Balkans, che già il nome fa storcere il naso, considerando che non è una balcanica ma una modern, con il classico black cavendish in aggiunta, se poi ci aggiungiamo la reale incidenza degli orientali, non si avvicina minimamente al suo nome. Messa quindi la prima pietra sopra al nome fuorviante e sbagliato, forse Savinelli qui ha cercato di creare una miscela più scozzese che inglese, ma direi esagerando, considerato un latakia pressoché inesistente ed insipido. Alla prova olfattiva appena aperta non si direbbe in effetti, ci sono i classici sentori delle affumicate, non marcati, ma presenti, e forse mancanti giusto di quel pizzico di acidità dato dal black cavendish, che infatti in anche in fumata, rimane del tutto fuorigioco, tanto che sinceramente mi fa considerare questa miscela più una canonica English Mixture. Non aiutano ad insaporire la mixture neanche gli altri tabacchi del blend, lasciando il tutto in un totale anonimato, da completa assenza di sapori. Non posso definirla una miscela leggera, tuttogiorno, su modello early morning o boutique blend, o red rapparee, in queste infatti si c’è un latakia più leggero con un accompagno aromatico degli orientali, ma i sapori ci sono tutti, gli aromi uguale, e risultano assolutamente appaganti, la minor carica di sapori è una scelta e risponde ad un gusto del fumatore, è voluta e ricercata, e raggiunge lo scopo. Nella Balkans Savinelli invece non capisco cosa si sia cercato di fare, dopo le prime cinque o sei fumate, ho seriamente pensato di buttare la tin nel secchio, non avrei mai potuto andare avanti sino a completamento di tutti i 50 grammi con un qualcosa di così totalmente insulso. Ma poi, come nella mia natura, mi son incaponito, ho cambiato pipe, modo di fumarlo, ed alla fine, non dico di averlo un minimo compreso, ma almeno ho reso l’esperienza accettabile, facendolo con cadenzate molto lente dei puff, in pipe dal fornello più stretto, insomma il massimo per riuscire a portare alla luce quei pochi sapori disponibili. Posso spezzare una nota positiva forse solo sulla fumabilità, infatti umidità e conservazione in tin sono ottimali, e non daranno alcun problema sin dalla prima apertura. Non saprei, considerata l’agguerrita concorrenza del mercato in questo specifico asset di mixture a chi possa mai piacere questo Savinelli, chi lo possa far diventare un suo tabacco preferito. Per altro anche il costo, certamente non lo favorisce posizionandosi in piena concorrenza con i McConnell, i Brebbia ed i Rattrays, che sono milioni di anni luce avanti in qualunque miscela affumicata abbiano sul mercato. Poco da salvare per questa Balkans, se siete estremamente curiosi provatela, sapendo che nella maggior parte dei casi avrete buttato 22 euro.

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Tabacco’s Reviews

Three Nuns
(Mac Baren)

Miscela: Virginia, Burley, Perique, Brazlian Leaf

Aromatizzazione: none

Taglio: Curly Cut

Forza: 2.5/5

Confezione: Tin 50gr

Costo Italia: non disponibile

Room note: Piacevole

VOTE: 8.5  

Di recente avevo con estrema curiosità acquistato dalla Germania, i due three Nuns in commercio, il “Yellow” lo trovate recensito su questo blog ed in video sul canale youtube, con ottimo risultato per altro, perché devo dire che è stato uno straight virginia che mi ha davvero convinto. In questo caso invece parliamo della versione più nota dei due, un tabacco di cui si parla davvero tanto (non in Italia aihme) e sempre molto bene. Inizierei col dire che è una miscela dalla storia davvero interessante, prodotto gia dal XIX secolo come Tabacco Vape, con note aromatiche sembrerebbe più marcate, fu successivamente acquistato e prodotto da BAT per la Orlik, incontrando pare il favore di due leggendari pipatori come Tolkien e C.S. Lewis, due colossi se parliamo di fantasy. Considerata il loro periodo di vita, suppongo che questi apprezzassero la versione modificata da Orlik che tramutò questo blend in un Virginia, Kentucky, Burley e foglia di tabacco brasiliano. Non è questa però la versione che conosciamo oggi perché nell’ultimo passaggio di questo blend a Mac Baren, il Kentucky è stato sostituito dal perique ed arriva ai giorni nostri in questa composizione finale. Non saprei come fossero queste versioni precedenti, ma signori miei questa mixture è davvero eccezionale e non fatico assolutamente a comprendere perché faccia parte della Hall of Fame dei tabacchi più apprezzati a livello internazionale. Formato Roll Cake così come il suo parente più prossimo Yellow, è sufficientemente secco da poter esser caricato anche in maniera grossolana senza bisogno di sbriciolare le rondelle, anzi direi che è preferenziale il caricamento intero in pipa cosi da rallentare una combustione altrimenti forse un pizzico troppo veloce. Nicotinicamente un tabacco con un buon corpo, 2.5 tendente al 3 su una scala di 5, non da coma nicotinico, ma certamente capace di riempire e lasciare al fumatore un pò di tempo prima di sentirne nuovamente la necessità di essere ricaricato. Acceso è una vera e propria esplosione di sapori, tutti i tabacchi della mixture hanno la loro piena dignità, apparendo e scomparendo ad ogni puff e regalando alla fumata una varietà, intensità e chiarezza di sapori che ho trovato davvero pochissime volte. Se dovessi poi giudicare la fumata dai primi 15-20 minuti, ragazzi! Sarebbe un tabacco da 10, non credo di aver mai prima assaggiato nulla di così saporito, piacevole e nitido, in poche parole eccezionale. Dal secondo terzo di esperienza, i sapori non si rovinano, questo non accade mai, ma si affievoliscono, si mescolano di più, perdono la chiarezza dei primi puff, rimangono buonissimi attenzione, ma diciamo che tornano sul pianeta terra. Il burley è eccezionale, un sapore netto di mandorla e frutta secca che neanche se la mangiate direttamente, il perique è piccante, è un vero e proprio peperoncino, eccezionale davvero, anche se nel corso dei giorni un pò la sua forza si è ridotta, ma senza mai scomparire, anzi… Virginia molto simile a quello del “yellow” ricco di sapori, dolce ma non troppo, a metà, mitigato probabilmente dalle foglie di tabacco sudamericano che aggiungono peposita, aromaticità e permettono al tutto di amalgamarsi al meglio, assottigliando ogni eccesso. Mi ha ricordato tantissimo lo splendido Scottish Cake e Scottish flake di McConnell, in entrambi questi (recensioni su questo blog) il kentucky c’è, ma la stranezza di questo three nuns è che nella sua varietà di sapori sembrerebbe avere anche quelli stallatici, tostati, legnosi proprio del kentucky, probabilmente derivanti da un burley di eccelsa qualità. Promosso a pieni voti, non riesco a trovargli difetti se non marginali e minimi, un tabacco di cui far scorta non appena ne avete l’occasione!

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Tabacco’s Reviews

Three Nuns Yellow
(Mac Baren)

Miscela: Virginia

Aromatizzazione: none

Taglio: Curly Cut

Forza: 2/5

Confezione: Tin 50gr

Costo Italia: non disponibile

Room note: Piacevole

VOTE: 7.5  

Al momento della scrittura di questa recensione, Dicembre 2022, non ci sono disponibili in italia ed in italiano recensioni scritte o video di questo tabacco preso in Germania, e che mi ha incuriosito da subito, perché delle “Tre suore” si parla abbastanza spesso, ma più che altro del suo cugino prossimo il Three Nuns quello con la confezione nera e bordino rosso. Il Yellow, uno straight Virginia, mi incuriosiva tanto perche il ben noto Per Jensen di Mac Baren di blend simili a questi ne ha fatto e di buoni, in ogni fascia di prezzo per altro, non ultimo, ma ultimissimo in Italia, il Pure Virginia della serie HH, che ho apprezzato moltissimo, ed è ad oggi per me il virginia in purezza di riferimento per il nostro mercato. Molto secco sin dall’apertura, di colori chiari, il taglio curly cut non impatta sul caricamento, proprio grazie alla scarsissima umidità, ed anzi permette una combustione tutto sommato non velocissima. Non ho provato ad umidificarlo di più, anche perché è un tabacco che mi ha soddisfatto molto sin da subito, quindi sinceramente non ho trovato motivo di snaturarne quella che forse è la sua giusta natura. Accensione facile, come ovvio che sia con un tabacco cosi asciutto, il Three Nuns, che all’olfatto ha tutti i classici rimandi dei virginia, con odore di paglia, fieno, erba bagnata e pomodorini, anche accesso è un piacevolissimo bouquet di sapori. Fruttato ma deciso nella prima metà, lascia spazio a sapori di mandorla, miele, noci, e frutta secca in generale, ma alternandosi con sapori più grezzi, terrosi e legnosi. Più che di evoluzione parlerei di un mix di sapori che si mescolano insieme e vengono fuori a tratti, ma rimangono costanti per tutto il corso della fumata. Nel tratto finale forse si irrobustisce di piu, anche se in verità è un virginia interessante, non dolce ma nemmeno troppo diretto come sapori, è una ottima via di mezzo, tra il Pure Virginia HH ed un 5 years mature Virginia di Macconnell, e se non li avete provati, correte subito in tabaccheria a prenderli.  Sapori quindi decisi ma alternati a momenti di maggior dolcezza, in tal senso senza mai arrivare ad avvicinarsi ad esempio ad un Golden Glow, ma allo stesso tempo salendo su sapori più intensi, ma senza raggiungere le vette del Full Virginia Flake. Attenzione perché non indico questa caratteristica come una nota negativa o positiva, ma come una caratteristica propria del tabacco stesso, che sicuramente in Italia non ha tantissimi pari e che potrebbe trovare un’ampia schiera di sostenitori. Forse unica vera nota negativa è legata al rischio di riscaldamento in tendenza maggiore rispetto ad altri tabacchi naturali uguali o simili a questo, ma del resto la secchezza del tabacco non aiuta moltissimo in questo e richiede uno stile di fumo cadenzato, ritmato e senza troppe accelerazioni. Piacevole anche nell’ambiente, non è un tabacco che disturba al naso, anzi lascia tendenzialmente un buon aroma. Se vi capita di poter fare una scorta oltralpe, tabacco consigliato, una nota diversa per una composizione assai nota come quella degli straight virginia.

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Tabacco’s Reviews

Vincent’s
(Barclay Rex – NY)

Miscela: Virginia, Orientali, Latakia

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon

Forza: 2/5

Confezione: da 25gr

Costo Italia: non disponibile

VOTE: 7.5  

Gia solo la storicità di questa tabaccheria nel cuore di Manhattan meriterebbe una visita da mero turista in vacanza nella Grande Mela, ma se ci mettete di essere anche degli slowsmokers, allora la storicità si trasforma in mito. Purtroppo non sono stato io a recarmi qui e ad aver vissuto l’esperienza, ma mi giovo almeno di un tabacco della collection prodotta direttamente da Barclay Rex, dal nome Vincent’s che mi ha portato mio fratello. EM classica che piu classica non si può, prima di parlarne però fatemi fare un elogio al packaging, a dimostrazione che come gli americani sanno “impacchettare” tutto, non ha eguali al mondo. Busta sigillata, sottovuoto e capace di tenere ermeticamente l’umidità. All’interno biglietto esplicativo della miscela e bustina umidificatrice per non rovinare il tabacco anche se l’apriste dopo mesi, che dire? Svizzera levati proprio! Ma bando alle ciance, com’è questo Vincent’s? una EM bilanciata, accademica, con latakia eccellenti e virginia superlativi, potrei definirla lo Squadron Leader all’americana. Non raggiunge a mio dire le vette del Westminster per capirsi, ma è l’affumicata tutto giorno, che regala bei momenti sia fumata in spensieratezza che in riflessione. Chiari mi sono arrivare delle note di miele e frutta secca a dimostrazione che i virginia sono di gran qualità e non si fanno sopraffare da Latakia ed orientali. Se devo trovargli una nota dolente direi l’umidità, forse un po troppo, che rende le fumate, se non fate ossigenare il tabacco, un pizzico ostiche in accensione e dopo 1/3 di fornello. È la EM che vale la pensa comprare dopo un viaggio di 6 ore d’aereo a non meno di 500 euro a biglietto? Non lo so, forse nella collection c’è di meglio, ma se amate le EM classicone, bilanciate, aromatiche ed incensate, questo è da mettere in lista!

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Tabacco’s Reviews

Virginia Blend
(Mac Baren)

Miscela: Virginia, burley,

Aromatizzazione: none

Taglio: Broken Flake

Forza: 2/5

Confezione: busta 50gr

Costo Italia: non disponibile

Room note: Piacevole

VOTE: 7  

Ho comprato questa busta di tabacco in Germania, interessato dal suo non essere venduto in Italia, e dalla sua composizione, che come sa chi legge le mie recensioni o segue i miei video su youtube, è certamente, nel mondo dei naturali, tra le mie preferite. Virginia-Burley, con un taglio che devo dire mi si addice particolarmente, perché ho sempre ritenuto il broken flake fatto bene, e quindi non troppo umido, come in questo caso, uno dei migliori tagli di tabacco in assoluto, capace di garantire fumabilità, sapori e durata dell’esperienza. Partiamo quindi con il dire che questi tre elementi sono ben bilanciati nel mixture e che sono tutti di egreggio spessore. Non saprei perché Mac Baren non la abbia mai importato da noi, forse il mercato è sufficientemente saturo di mixture similari, ad esempio già la serie HH di Mac Baren stessa, ha portato nel nostro mercato la linea di eccellenza burley-based, fatto sta che ormai finiti questi 50 grammi, ritengo che questo sia un tabacco che potrebbe piacere e non poco. Mi ha ricordato molto il Park Lane 7, sia nei suoi pregi che ne suoi difetti in verità. Tabacco da un lato gustoso, sapido, fumabilissimo, saporito, capace di offrire quelle ottime sfumature di burley, dalla mandorla al cioccolato, associate ad un virginia di ottima qualità. Come il Park Lane però condivide come detto anche i difetti, è un tabacco che scalda facilmente e brucia la lingua, l’irritazione del palato, se non si sta attenti nella fumata, o se lo si fuma a ripetizioni è dietro l’angolo, l’ho sofferto molto portandolo con me in un week end di relax al mare, dove sono solito accendere la pipa cinque o sei volte in una giornata, ed a sera la bocca era sempre tendenzialmente irritata. E’ simile al Park lane anche nel suo perdere velocemente i buoni sapori se non gestito a modo, la crescita di calore va di pari passo con la decrescita di tutti i suoi aromi, difficili poi da recuperare, ed in generale anche con una tendente riduzione della gamma degli aromi e sapori stessi che rilascia in corso di fumata. Eccellente nel primo terzo, dignitoso a metà, sigarettoso nella parte finale, con l’attenzione al fatto che questa terza fase può anticiparsi se non viene fumato a modo. Il broken flake, ma per nulla umido e ben fatto, consente delle piacevoli e durature fumate, anche sotto vento costante, li il problema sarà evitarne il surriscaldamento e l’ustione alla lingua. In Germania l’ho pagato circa 11 euro, in Italia potrebbe essere paragonato ad un navy flake, e rientrare nella fascia dei 14-16 euro, sarebbe un’ottima alternativa al giusto costo.  Ultima nota sul suo corpo, nicotina bassa, è un ottimo tabacco dalle note più aromatiche e dolci adatto ai periodi caldi, alle fumate di mezza giornata od a quelle estemporanee, non è un tabacco meditativo, bensì un piacevole compagno di viaggio per nulla impegnativo.

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Tabacco’s Reviews

Univeristy Flake
(Peterson)

Miscela: Virginia, burley,

Aromatizzazione: prugna

Taglio: Flake

Forza: 2.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 21 Euro

Room note: Piacevole

VOTE: 6  

Tabacco di cui si parla poco o niente questo University Flake, seppur nella gamma Peterson di prodotti più che dignitosi ne abbiamo e parecchi. Mi incuriosiva da un po’, anche se lo avevo tendenzialmente accantonato in attesa di capire quanto fosse presente questa dichiarata aromatizzazione di prugna. Preso dalla foga in una scorta spagnola alla fine ho comprato anche lui. All’apertura della tin gli aromi sono effettivamente ben presenti, c’è una chiara marcatura di frutta, frutta matura, non saprei dire bene se prugna, ma certamente frutta rossa e succosa. I flake dal canto loro sono ben fatti, tagliati in rettangoli perfetti, umidità giusta per poter essere caricati ed accesi in pipa senza particolari magoni! In fumata è un tabacco che definirei regolare, e prevedibile, regolare perché l’evoluzione, se mai esistesse è ridotta all’osso, e prevedibile perché, quale che sia la vostra pipa, oppure il caricamento a flake o ribbon, in giornate di sole o di tempesta, vi restituirà sempre gli stessi aromi. Non mi sento di definirlo un aromatizzato, per me gli aromatizzati sono altri, ma certamente però qui l’aromaticità c’è e vi accompagna per tutto il percorso. Quel sentore di frutta si associa dal primo all’ultimo puff con dei virginia non straordinari va detto, mentre è un assente ingiustificato il burley, che davvero incide pochissimo, forse insapidisce un pizzico il virginia, ma non essendo questo una particolare eccellenza, non riesce a renderlo mai davvero gustoso e desiderabile. Ammetto che mi ha annoiato abbastanza, a metà tin ero gia stufo di fumarlo, perché ormai era palese quelle che mi avrebbe offerto, ed aihme questa offerta non è certamente delle più desiderabili. Ecco lo definirei un tabacco un pò noioso, e nonostante su tabaccoreviews se la passi anche benone, con un bel 3 su 4 di media complessiva, mi trovo più vicino alle recensioni da 2 che non a quelle da 4. Per concludere un cenno sulla nicotina, tabacco non pesante, ma nemmeno privo di corpo, da questo punto di vista si pone a metà nella scala di valore di forza da 1 a 5, e potrebbe riuscire a soddisfare anche i “nicotonoidi”! Non lo ricomprerò di certo, questo mi sembra chiaro, ma sarei disonesto a non consigliarne comunque una prova soprattutto agli amanti degli aromatici leggeri, a chi ha piacere di fumare tabacchi sicuri e regolari, a chi ama quel sentore di frutta in bocca e nell’aria cosi che non sconvolga neanche la moglie più difficile.

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Tabacco’s Reviews

Virginia Flake Cut

(Mac Baren)

Miscela: Virginia, burley

Aromatizzazione: no

Taglio: Flake

Forza: 1.5/5

Confezione: tin 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 7.5  

Preso in maniera del tutto casuale in una scorribanda tedesca ad Amburgo, non confidavo particolarmente su questo tabacco Mac Baren, non chiedetemi perche, probabilmente sospettavo fosse qualcosa di abbastanza mediocre e che non si lasciasse ricordare, sbagliavo! Parliamo di un virginia-burley, accoppiata che quindi potrebbe piacermi, ma dipende molto da tipo di burley. In effetti appena acceso si capisce perché questo blend non sia stato tirato dentro la collection degli HH, proprio per la fattezza differente del burley stesso, sfumato, equilibrato, mandorlato. Nonostante sia una mixture a forte caratura di virginia, sin già dagli odori erbacei, di cioccolata e pomodorini, il burley funge da insapiditore, da elemento salino, che riesce a regalare quella punta di gusto o di evoluzione differente. Per ciò che concerne il virginia ricorda molto il capstan, un discreto virginia, con evoluzione non elevata, ma tutto sommato piacevole. Nell’accoppiata però il suo più diretto “concorrente” è senza dubbio il sempiterno Park Lane 7. Fumata dopo fumata me lo ha ricordato sempre di più, con pro e contro rispetto a quello che ritengo essere uno dei migliori naturali imbustati e non solo, venduto in Italia. Con il PL7 condivide la degradazione dei sapori. È un tabacco che perde man mano che si va avanti note e sfumature, e nell’ultimo quarto è decisamente meno piacevole dell’inizio. Però rispetto al PL7, anche se fumato in maniera più veemente, la degradazione è meno intensa e marcata. Non arriva mai ad essere totalmente sigarettoso, quindi anche nel suo momento “peggiore” è sicuramente meglio del PL7. La nota negativa della comparazione è invece forse la gamma di sapori, un pizzico piu limitata del PL7, probabilmente dovuta ad una dose di burley meno importante. Rimane tuttavia un naturale piacevolissimo, zuccherino, con tendenza al dolce, al fruttato, perfetto per gli amanti di miscele virginia-burley diciamo “all’europea”. Bilanciato, di corpo medio basso, è il compagno ideale dell’aperitivo o del caffè. Obbligo di provarlo per gli amanti del PL7, anche perche a 12 euro in Germania, costa meno e rende altrettanto!

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Virginia Blen n.30

(Zechbauer Munchen)

Miscela: Virginia, burley, Black Cavendish

Aromatizzazione: Mandorla, Frutta Secca, Zucchero

Taglio: Ribbon

Forza: 2.5/5

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 5  

Nella eccellente cornice tedesca in termini di mondo pipario e fumolento, sono venuto in possesso di questa tin, prodotta per la tabaccheria Zechbauer di Monaco, assieme ad una linea di altre mixture. Se mai vi trovaste nella capitale del sud della Germania, passateci sicuramente, essendo senza dubbio, a prescindere dalle miscele fatte in casa, una delle più fornite della città. La composizione recita Virginia, Burley, Black Cavendish e un pizzico di Latakia, con una aromatizzazione alla mandorla. Senza ombra di dubbio questo sentore di frutta secca e mandorla c’è, non so quanto dovuta al Black Cavendish e non direttamente dal burley, anche considerando che in effetti i sentori sia a crudo, ma anche in fumata sono piu fruttati in generale ed ancora di più alle volte dolciastri senza una chiara connotazione. Del Latakia nemmeno l’ombra in verità, se c’è davvero è in una quantità talmente minimale da non influire per nulla sul risultato finale. Posso senza dubbio dire da subito che è un tabacco particolarmente deludente, che non riesce in nessun ambito, ne nell’essere un classico panettore tedesco-danese perché in fondo la sua aromatizzazione c’è ma non è cosi preminente, ne nell’essere un buon naturale che lascia piacevolmente assaporare i tabacchi della mixture non aromatizzati. A questa sua non chiara connotazione aggiungiamo che, se fumato anche con un minimo di veemenza, perde totalmente i sapori e vi abbandona a qualcosa di molto sigarettoso e poco piacevole, ma senza mai perdere la sua peculiarità primaria, ossia il rischio altissimo di irritarvi la bocca. Tabacco ad elevato tasso di ustionabilità, soprattutto se fumato in sequenza il rischio cresce esponenzialmente. Come bruciabilità poco da dire, è un ribbon con la giusta umidità che brucia bene ed in maniera lineare, mentre da un punto di vista di corpo devo dire che rischia di essere più infimo di ciò che può lasciar pensare, presentandosi in questa sua veste da dolcetto tuttogiorno, ma portandosi in effetti dietro una buon carico nicotinico che lascia pieni al termine di una fumata. Direi che mi ha ricordato il Wallace Flake di Rattrays ma ovviamente che non ce l’ha fatta. Il Wallace infatti è molto più equilibrato, più complesso nei suoi sapori e non ha tutti i problemi di irritabilità e di perdita di tono che ha questo. Sinceramente non trovo un motivo per suggerirlo, e per quanto mi riguarda può tranquillamente rimanere sugli scaffali di Monaco!

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Tabacco’s Reviews

Wallace Flake
(Rattray’s)

Miscela: Virginia, burley, aromat. prugna

Taglio: Flake

Forza: Medio-Pieno

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: 19,5 Euro

Room note: Tollerabile

VOTE: 6.5  

Altra ottima prova di rattray’s che si cimenta con questo Virginia-Burley, teoricamente aromatizzato alla prugna. Partiamo da quest’ultimo punto, perché l’aromatizzazione è talmente lieve almeno in fumata, che assolutamente è un errore considerarlo un aromatizzato. All’olfatto in effetti non si direbbe, il sentore di frutta matura, ancor più della specifica prugna, è evidente, piacevole, e certamente lascerebbe pensare a dei sapori altrettanto marcati. Invece non è cosi, in fumata, le note dei virginia, buoni, dolci, e quelli del burley, nel suo mandorlato, ci sono e sono preminenti. Ogni tanto, senza una chiara ragione, un sottofondo, lontano, lieve, di frutta matura viene allo scoperto, ma è un fantasma, come arriva, scompare, giusto a dare un pizzico di variabilità ad un tabacco altrimenti piuttosto lineare in fumata, che per tutta la sua durata restituisce tendenzialmente gli stessi aromi. I flake sono molto simili a quelli del St. Bruno, per chi lo avesse provato, quadrati e piccoli, tanto che in fornelli superiori ad un gruppo 3, è necessario metterne un paio per riempire la pipa. Umidità giusta, sono pronti da fumare, anche in questo caso a mio modesto parere, fumare questo blend in flake, rispetto che sbriciolato a ribbon, non modifica nulla nei sapori, ma soltanto nella durata complessiva dell’esperienza, quindi utilizzatelo come meglio credete. I sentori fruttati mi sono apparsi leggermente più costanti in una reverse calabash ed in una canadese, quasi a sottolineare che mantenendo il fumo leggermente più fresco questi riescano a uscire allo scoperto più facilmente. Sicuramente, scaldato troppo, ma questo in verità in maniera similare a tanti altri naturali, soprattutto virginia, perde una serie di sapori, tra cui la nota fruttata, è quindi un tabacco che va fumato piano, con cadenza ponderata e tiraggio non troppo importante. Ho apprezzato molto questa variante ai classici virginia-burley, perché ad una composizione di base che a me piace molto, la ricerca del “fantasma” già citato diventa motivo di attenzione maggiore al tabacco, e lo tramuta da blend di accompagnamento senza grandi pensieri a tabacco da fumare in maniera riflessiva. Ciò che però in entrambi i casi necessita di grande attenzione è la spinta nicotinica, su questo è un mix che non fa sconti, e presenta anzi il conto presto. Su una scala di cinque, almeno 3 punti li merita tutti, il che vuol dire che fumato lontano dai pasti è un tabacco da affrontare con le dovute precauzioni. La sua nota dolce, addirittura con questo lontano retrogusto di frutta inganna, a me è successo nelle prime fumate, e solo al limite ho evitato delle belle batoste. Ovviamente se siete fumatori accaniti di forte o similari no, vi sembrerà un tabacco medio leggero, ma occhio perché bruciato in pipa oltre i 30 minuti presenta il suo conto. Prova più che buona di Rattray’s, non è certamente un king della categoria, ma una piacevolissima alternativa si, se dovessi fare un paragone, forse azzardato, lo considererei inferiore al park lane 7 in termini di sapori dei due tabacchi principali, ossia Virginia e Burley, ma in termini di persistenza dei sapori stessi, questo di Rattray’s non scade mai nel sigarettoso, ed aggiungendo la ricerca del famigerato ritorno fruttato, merita decisamente una prova, e non si sa mai vi faccia innamorare.

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Tabacco’s Reviews

Westminster
(G.L.Pease)

Miscela: Virginia, Latakia, Orientali

Aromatizzazione: no

Taglio: Ribbon

Forza: Medio

Confezione: scatola 50gr

Costo Italia: n.d.

VOTE: 9

Sino ad oggi, a chi mi chiedeva quale fosse la English Mixture per eccellenza, non la più buona per me attenzione, ma quella che “da manuale” rispecchiasse meglio uno dei più classici blend da fumolento in pipa, rispondevo senza ombra di dubbio lo Squadron Leader di Samuel Gawith. L’equilibrio di questo blend inglese nè ha fatto per me il riferimento delle EM a lungo, equilibrio però che allo stesso tempo ne è divenuto il suo punto di forza e di debolezza, di forza perché è un bilanciamento perfetto, i tre tabacchi si mescolano tra loro egregiamente e non possono non piacere, altresì il punto di debolezza perché proprio questa perfezione di equilibrio non la fa osare in nessun senso, e se si cerca qualcosa di diverso, alla lunga può, come per me, non rimanere la EM migliore. Ecco quindi che, mentre fumo l’ultima carica di Westminster, penso a due cose: 1- i tabacchi americani non deludono mai, sono eccellenti, buoni, bruciano perfettamente, e con questo Westminster ho fumato tutti quelli che sono importati in Italia, e sono tutti in alto nella mia personale classifica; 2- da oggi in poi, per chi ha modo di accedere al mercato tabagista svizzero o tedesco, il Westminster è il nuovo faro”. Davvero eccezionale come questa miscela americana riesce a far viaggiare il trittico delle meraviglie virginia, latakia ed orientali. In particolare questi ultimi due sono perfetti insieme, profumati, speziati, con la giusta affumicatura che diventa protagonista a tratti e poi torna a fare da sfondo, per ritornare ancora poco dopo preminente, e cosi via fino all’ultimo puff. E’ una EM forse non più complessa, e nemmeno di maggior qualità della Squadron credo, ma riesce ad far esaltare meglio tutti i tabacchi, ed almeno a mio gusto riuscire cosi a soddisfarmi molto di più. Questi sono infatti più preminenti, più gustosi, evolvono bene, e cambiano il loro sapore al palato più e meglio del principale “rivale”. Inutile elogiare ancora la perfezione dell’umidità in Tin, che ancora una volta non ha paragone con l’umidità dei tabacchi inglesi, in pipa brucia benissimo, non scalda e non ho mai visto un solo goccio di acqueruggiola. Forse lo squadron tende ad essere un pizzico più dolce, probabilmente per merito dei buonissimi virginia inglesi, noti alle volte anche per la loro zuccherosità, ma il westminster è più aromatico, sfrutta meglio gli orientali, incide di più nell’affumicato con il latakia e fa quello che sostanzialmente non fa lo squadron, osare qualcosa di più, raggiungendo a mio parere il limbo dei tabacchi top di gamma, che almeno una volta nella vita da fumatori di pipa devono essere provati. Altra grande prestazione di GLPease, un porto sicuro che riesce ad appagare anche il fumatore più esigente.

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Tabacco’s Reviews

Westmorland Slice

(Gawith & Hoggarth)

Miscela: Virginia

Aromatizzazione: Floreale, Kendal

Taglio: Ribbon / Broken Flake

Forza: 3.5/5

Confezione: 50gr

Costo Italia: non disponibile

VOTE: 7.5

Questo tabacco nella sua versione mixture, lo avevamo anche noi in Italia, finché sono stati venduti ovviamente. Il Westmorland in particolare faceva parte dell’eccezionale serie Kendal di Gawith&Hoggarth, che assieme a parenti come il 1792, il sam’s flake, il chocolate flake ed il St. James, quindi tutti tabacchi di enorme spessore, arricchivano il parco tabagista anche da noi. Il Westmoreland a memoria, usci dal mercato italiano anche prima della “dipartita” complessiva di tutto il brand e non riuscii a prenderlo a suo tempo. Grazie ad un caro amico l’ho recuperato in versione slice, in pratica un broken flake invece del ribbon e sono finalmente riuscito a provarlo. Parliamo qui di un virginia in purezza arricchito dalla tipica nota floreale ed in parte agrumata tipica di questa collection. In effetti già a suo tempo era un tabacco piuttosto bistrattato, forse perché andava a competersi la piazza dei virginia in purezza, con dei colossi come il FvF, Best Brown, Golden Glow e compagnia bella. Decisamente l’ho trovato un virginia molto particolare ma non tanto per la sua nota aromatica, buona ed appagante, quanto perche è un tabacco talmente tosto, da sembrare quasi un viriginia-burley o un virginia-kentucky. I sentori a crudo sono di caffè tostato e cioccolata fondente, quelli in fumata invece mi hanno ricordato da un lato il darkland e dall’altro proprio il 1792. Le note infatti sono legnose, toste, dirette, c’è caffe, c’è cioccolato fondente, c’è anche un nota terrosa chiara, il tutto per una mixture dal corpo nicotinico alto, e certamente lontano dall’essere un tuttogiorno da spiaggia. Un altro suo simile potrebbe essere il dark bird eye, anche qui per sapori e per potenza di corpo. Insomma un virginia non virginia in verità, capace di essere diverso dai suoi parenti di casa Gawith ma anche dal 98% dei virginia in purezza del mercato. Sicuramente sarebbe stato scelto da tanti fumatori anche all’epoca, se gli fosse stata data qualche chance in più. Una ulteriore prova di eccellenza del marchio inglese, ed un tabacco, che se vi trovaste in UK, e siete per questo tipo di sapori e di corpo, non dovete lasciarvi scappare.

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Tabacco’s Reviews

Zulù

(HU Tobacco)

Miscela: Virginia, Latakia, Orientali/Turchi, Burley, Kentucky

Aromatizzazione: none

Taglio: Ribbon / Broken Flake

Forza: 2.5/5

Confezione: 50gr

Costo Italia: non disponibile

Room note: Piacevole

VOTE: 8

Sono entrato in possesso di questo tabacco abbastanza casualmente, conoscevo la linea, per altro molto ampia dei tabacchi HU, ma non mi ci ero ancora mai approcciato, probabilmente anche per via del loro confezionamento, per la maggior parte in tin da 100gr, che quando posso evito sempre a favore di quelle da 50. Invece il mio “spacciatore” di fiducia tedesco, nell’ultimo carico, ha pensato bene questa volta, invece di omaggiarmi con una serie di panettoni in stile danese, di darmi un buon 15-20 gg di prova di questo Zulù, e posso dire che mi ha aperto un mondo. Serie African line, blendend Hans Wiedemann, prodotto da Kohlhase & Kopp, commercializzato e venduto credo solo in Germania, questo tabacco viene definito su tobacco reviews una balcanica, catalogazione che mi trova solo in parte d’accordo. Si in parte, perché la miscela è un perfetto spartiacque tra una ottima affumicata, speziata, con note di torba e di legno, e quindi molto vicina ad una balcanica, ma rafforza la mixture con burley e kentucky che la traghettano in certe fasi verso una bella scozzese piena. 58% la quantità di latakia cipriota dichiarato in questa miscela, e si vede e sente tutto. Già alla vista infatti i pezzettoni quasi di broken flake di latakia sono evidenti, melassosi, compatti, mi hanno ricordato tantissimo, nella loro composizione e nei profumi il Torben Dansk di Dan Tobacco, un latakia in purezza che ho apprezzato tantissimo. Qui la fumabilità è decisamente migliore del Torben, che era un ignifugo vero e proprio, ma la speziatura, fortemente incensata del latakia è proprio quella e funge da caratterizzante di tutta la miscela, tenendo saldamente la scena per tutto l’arco della fumata. La caratteristica che però mi ha colpito di più di questo tabacco, è che nonostante abbia un carico latakioso importante, tutti i tabacchi del blend riescono a venir fuori a tratti o con costanza, c’è l’erbaceo del virginia, c’è il mandorlato del burley, c’è anche lo stallatico ed il legnoso del kentucky, che come detto prima, riporta questa miscela a tratti su uno stile del tutto scozzese. Per altro, come sa chi legge o guarda le mie recensioni, non sono un grandissimo amante dell’accoppiata latakia-kentucky, ma in questo blend l’equilibrio dei tabacchi è eccellente, nessuno stona, nessuno sovrasta l’altro, e su una base affumicata costante tutti gli altri tabacchi riescono a trovare il loro momento. Anche come corpo, è un tabacco piuttosto pieno, più della media delle affumicate in circolazione, non da colpo in testa, ma certamente appagante al termine di una fumata, riempie lo stomaco e lascia soddisfatti per un po’. Scoperta davvero interessante questa HU Tobacco, decisamente al centro del mio prossimo ordine gran parte della linea!

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10 pensieri riguardo “Slow Smoking

    1. ciao Michele, grazie a te, in effetti il balkan mixture che è decisamente nel mio cuore e nella top ten, non ha la recensione, perche l’ho fumato prima di avventurarmi nella scrittura di questo blog. conto di recuperare quanto prima! un abbraccio e buone fumate

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